COABITAZIONE, FUSIONE, DUELLO: CHE FARANNO INTESA E UNICREDIT CON GENERALI? – SE L’OFFERTA DI MESSINA SU MPS ANDRÀ IN PORTO, LE DUE PRINCIPALI BANCHE ITALIANE SARANNO FIANCO A FIANCO NELL’AZIONARIATO DELLA “CASSAFORTE” DEL RISPARMIO ITALIANO – ORCEL HA UNA QUOTA VICINA AL 10%, MESSINA EREDITERÀ IL 13% DA MEDIOBANCA: ENTRAMBI SOSTENGONO CHE SI TRATTA DI UNA PARTECIPAZIONE MERAMENTE FINANZIARIA - E CHI PARLA DI FUSIONE TRA INTESA E GENERALI, DIMENTICA CHE DEL VECCHIO JR., PRIMO AZIONISTA DI DELFIN, SARA' FINANZIATO DA UN MAXI-PRESTITO DI 11 MILIARDI DA UN POOL DI BANCHE IN CUI UNICREDIT LA FA DA PADRONE - E DELFIN HA IN TASCA IL 10% DEL LEONE DI TRIESTE...
LA TENTAZIONE GENERALI E I PALETTI PER UNA TREGUA "UTILI E CONTROLLO ITALIANO"
Estratto dell’articolo di Giovanni Pons per “la Repubblica”
Intesa Sanpaolo ha lanciato l'Opas su Mps con l'obiettivo finale di conquistare Generali? Carlo Messina, il ceo del gruppo che ha lanciato l'Opas, ieri ha voluto gettare acqua sul fuoco su possibili sviluppi futuri in direzione di Trieste.
«Abbiamo aggiunto un'operazione nei confronti di Generali che ci consente di mantenere il 13,5%, non abbiamo intenzione di entrare nella gestione di Generali, ma vogliamo difendere il pacchetto», è stata una delle frasi del ceo di Intesa riguardo la compagnia triestina. Ma è difficile pensare che quella quota venga gestita solo in un'ottica finanziaria, dal momento che il primo azionista, Mediobanca, ha sempre promosso una lista di maggioranza o una lista del cda per il rinnovo dei vertici ogni tre anni.
«Generali a me interessa che generi utili netti, la pago e voglio che quegli utili vengano realizzati. A me non interessa fare liste per il consiglio di amministrazione, tra l'altro il loro cda credo che scada nel 2028, come del resto il nostro», ha concluso Messina.
Dunque per altri due anni potrebbe anche non succedere niente a Trieste, il management guidato dal ceo Philippe Donnet e dal presidente Andrea Sironi può dormire sonni tranquilli.
[…] Dietro la facciata, però, qualcosa si muove. Anche perché il maggiore interesse del governo Meloni è quello di mettere definitivamente in sicurezza Generali. E ciò è possibile attraverso un nocciolo italiano, che fino a prova contraria già esiste, essendoci, oltre Mediobanca, Caltagirone e Delfin, anche Unicredit con quasi il 10%, la famiglia Benetton con il 4,5% e la Fondazione Crt con circa il 2%. Ma il passo veramente forte, capace di creare un gruppo paneuropeo da quasi 200 miliardi di capitalizzazione, sarebbe la fusione tra Intesa e Generali.
«Su Generali siamo interessati ad avere una partecipazione - ha detto Messina ieri - e non procedere con una operazione perché anche qui abbiamo un problema di antitrust». Lo stesso ritornello usato per mesi sulle banche, smentito adesso dal lancio dell'Opas.
philippe donnet - andrea sironi
È chiaro che il problema antitrust si può risolvere, vendendo dei pezzi. Gli esperti di Intesa e di antitrust hanno già fatto i conti: una fusione Intesa-Generali richiederebbe sicuramente la vendita di Alleanza assicurazioni, specializzata nel Vita, del polo della salute e, forse, di Banca Generali. Per il primo asset un acquirente potenziale c'è già ed è l'alleato Carlo Cimbri, che sarebbe ben lieto, attraverso Unipol, di acquisire un gioiellino come Alleanza e crescere nel comparto Vita.
Per Banca Generali le soluzioni possono essere diverse tra cui anche Unicredit che aspira a stringere rapporti di distribuzione con Generali, di cui hanno già parlato Philippe Donnet e Andrea Orcel. Sempre che l'Opas di Intesa vada in porto e non si scateni una guerra tra i primi due gruppi bancari italiani proprio sulla strada che porta a Trieste.
LA TELA UNICREDIT SU GENERALI, LA QUOTA AL 9% PUÒ VALERE LA COABITAZIONE
Estratto dell’articolo di Daniela Polizzi e Francesco Bertolino per il “Corriere della Sera”
ANDREA ORCEL IN VERSIONE WILLY WONKA
E UniCredit ora cosa farà? […] Da che Andrea Orcel ne ha preso la guida, UniCredit è diventata un crocevia della finanza italiana. Ha tentato per due volte di entrare nel capitale di Mps: prima nel 2021 provando ad acquisirla con dote dallo Stato; poi nel settembre del 2024 cercando di trovare uno spazio nell’azionariato in occasione dell’ultima privatizzazione del Monte.
Entrambe le operazioni non sono andate a buon fine così come la successiva scalata del novembre 2024 a Banco Bpm, bloccata dal veto del governo. In quegli stessi mesi, intanto, UniCredit ha iniziato a comprare azioni di Generali fino ad arrivare a una quota di circa il 9%. Se l’offerta di Intesa su Mps andrà a buon fine, così, la prima e la seconda banca d’Italia si troveranno fianco a fianco nell’azionariato del maggior gruppo assicurativo del Paese, custode di quasi 900 miliardi di risparmi.
Saranno alleate o rivali? Proveranno a indirizzarne le strategie? I due banchieri professano cautela, almeno per il momento. Orcel ha più volte detto che la partecipazione di UniCredit in Generali è meramente finanziaria, senza velleità di influenza. Secondo Messina, Intesa Sanpaolo ha intenzioni simili.
[…] UniCredit è impegnata in una complessa partita a scacchi in Germania.
Dopo esser entrata nel capitale nel settembre 2024, la banca di piazza Gae Aulenti ha lanciato un’offerta pubblica di scambio su Commerzbank, la seconda banca del Paese, per creare un gruppo di rilievo europeo, capace nel 2030 di 45 miliardi di ricavi e 21 miliardi di utile. Ne è nato un aspro scontro con i vertici, i sindacati e, soprattutto, il governo tedesco, azionista al 12% di Commerz, che pure ha fatto sapere che non utilizzerà il golden power e non incrementerà la quota.
Orcel ha tirato dritto e si è portata al di sopra del 30% del capitale dell’istituto di Francoforte, con vista sul 40% e oltre grazie a una serie di strumenti finanziari. Oggi è atteso un aggiornamento della partecipazione alla luce delle adesioni da parte dei soci di Commerzbank.
La quota finale di Unicredit nell’istituto tedesco si conoscerà, tuttavia, solo il 16 giugno quando, salvo proroghe o rilanci, si concluderà l’offerta. Se la corsa dell’Ops finirà intorno al 40%, UniCredit potrà e dovrà includere i numeri di Commerz nel suo bilancio. Servirà invece il 66% per avere il controllo dell’assemblea e varare così operazioni straordinarie […].
A quel punto, conclusa la campagna tedesca, Orcel potrebbe tornare a rivolgere la sua attenzione sull’Italia. E magari tornare a considerare — oltre a un rafforzamento in Generali — il dossier Banco Bpm […]
ANDREA ORCEL - BETTINA ORLOPP
CARLO MESSINA - ANDREA ORCEL
sergio mattarella con leonardo maria del vecchio
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