È FINITA L’ETÀ DELL’ORO? – LA QUOTAZIONE DEL METALLO PREZIOSO HA RAGGIUNTO I MINIMI DA SEI MESI: ORA È INTORNO AI 4.300 DOLLARI L’ONCIA. A FINE GENNAIO AVEVA TOCCATO IL MASSIMO STORICO DI 5.350 DOLLARI ED ERA RIMASTO QUASI SEMPRE SOPRA I 5 MILA DOLLARI FINO A METÀ MARZO – PER CAPIRE LA DISCESA DEL PREZZO DELL’ORO BISOGNA GUARDARE ALLA FED, LA BANCA CENTRALE AMERICANA, E ALLA POSSIBILE DECISIONE DI ALZARE I TASSI IL PROSSIMO 17 GIUGNO: GLI INVESTITORI PUNTANO ORA AI TREASURY BOND AMERICANI, CON UN RENDIMENTO IN CRESCITA E UNA CEDOLA ASSICURATA…
Estratto dell’articolo di Raffaele Crocitti per “MF”
Il ribasso dell’1,1% registrato nella mattina di ieri si somma alla discesa del 3% andata in scena nella seduta di venerdì 5. Il risultato? Il prezzo dell’oro è arrivato a 4.321 dollari l’oncia: il punto più basso dal 15 dicembre.
Sei mesi durante i quali l’oro aveva toccato il massimo storico di 5.350 dollari l’oncia a fine gennaio ed era rimasto quasi sempre sopra 5 mila fino a metà marzo, quando ha ceduto il passo al rally del petrolio sospinto dal conflitto in Medio Oriente.
Per capire la discesa del prezzo dell’oro bisogna guardare alla Fed e alla possibile decisione di alzare i tassi il prossimo 17 giugno: lo scenario inflazionistico sembra non lasciare altra scelta al nuovo numero uno della banca centrale Usa, Kevin Warsh.
Il possibile aumento ha portato i Treasury Bond a 10 anni a un rendimento di quasi il 4,6%, un margine che potrebbe ulteriormente crescere. Chi deve scegliere su cosa investire i propri soldi valuta il costo-opportunità nel detenere oro, ossia un asset che non distribuisce cedole, come invece fa un’obbligazione.
I T-bond, data la loro tendenziale sicurezza e un rendimento particolarmente appetibile in questo periodo, diventano così una scelta a cui molti guardano a discapito proprio del metallo giallo.
Inoltre nell’ultimo mese il dollaro si è apprezzato. Il cambio con l’euro è passato da 1,18 a 1,15. Per gli investitori internazionali comprare beni valutati in dollari, come l’oro, diventa quindi più costoso […]


