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<title>Dagospia</title>
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	<title>Dagospia</title>
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<title><![CDATA[LA BOLLA DAI CONTI SBALLATI - LA SEC CAZZIA FACEBOOK - AUMENTATO DEL 25% IL NUMERO DELLE AZIONI - GM MOLLA - FB=SESSO]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>1 -	FACEBOOK, CRITICHE AL PROSPETTO - "NON TIENE CONTO DELLE STOCK OPTIONS"<br>Sara Bennewitz per "<a href="http://WWW.REPUBBLICA.IT">Repubblica.it</a>"</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2012/facebook-156821_tn.jpg" alt="" id="380714"></em><strong>FACEBOOK</strong></span>
<p>L'Ipo dei record, è unicum anche sulle stock options che Facebook ha già assegnato a dipendenti e manager. La società fondata da Mark Zuckerberg che a breve dovrebbe sbarcare sul mercato, adesso possiede 2,13 miliardi di azioni (compresi i titoli relativi all'aumento di capitale finalizzato al collocamento. Nel prospetto di Facebook ci sono una serie di dati calcolati per azione, tipo utile e rapporto debiti/margine lordo tenendo conto dell'attuale capitale sociale. Tuttavia, siccome l'azienda ha già assegnato numerose opzioni (612 milioni per l'esattezza), la Sec impone di rifare tutti i calcoli come se queste opzioni che matureranno nei prossimi anni, in realtà fossero già titoli.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/09-2011/facebook-watching-126569_tn.jpg" alt="" id="350572"></em><strong>FACEBOOK IS WATCHING YOU </strong></span>
<p>Questo confonde ulteriormente i numeri dell'azienda, che peraltro possiede due classi di azioni (quelle di categoria A che saranno quotate, e quelle di categoria B che invece sono in mano agli attuali manager dell'azienda a cominciare da Zuckerberg. E così l'organo che vigila sui mercati Usa, considera Facebook come una società che ha già 2,75 miliardi di azioni di cui il 20% al momento ancora non esistono.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/01-2012/mark-zuckerberg-144005_tn.jpg" alt="" id="367933"></em><strong>MARK ZUCKERBERG</strong></span><p>E' chiaro come questa faccia ancora una volta sballare tutti i conti, ad esempio quelli sulla capitalizzazione del gruppo. Se i titoli saranno offerti a un prezzo compreso tra 34 e 38 dollari, il primo giorno di quotazione Facebook dovrebbe valere tra 73 e 81 miliardi di dollari, ma tenendo conto di tutte le azioni potenziali della società (qualora venissero a maturazione tutte le opzioni), in realtà il gruppo avrebbe un valore compreso tra 93 e 104 miliardi di dollari. Morale: ci sono 20 miliardi di dollari che ballano, non spiccioli. Con quella cifra oggi a Piazza Affari ti puoi comprare la Telecom Italia (che tra risparmio e ordinarie capitalizza 15 miliardi di euro).</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/12-2011/zuckerberg-140143_tn.jpg" alt="" id="364077"></em><strong>ZUCKERBERG </strong></span>
<p><strong>2 -	FACEBOOK: AUMENTA DEL 25% NUMERO TITOLI OFFERTI IN BORSA</strong><br>Radiocor - Il sito di social network Facebook ha annunciato un aumento del 25% del numero di azioni che saranno proposte in vendita in occasione del suo ingresso in Borsa atteso per venerdi', che potrebbe permettere di raccogliere circa 16 miliardi di dollari. Facebook ha annunciato un nuovo prospetto di borsa per portare sul mercato piu' di 421 milioni di azioni, rispetto agli oltre 337 milioni previsti fino ad oggi, con la possibilita' che il numero totale dei titoli messi in vendita superi 484 milioni in caso di forte richiesta da parte degli investitori.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/11-2011/zuckerberg-harvard-133770_tn.jpg" alt="" id="357732"></em><strong>ZUCKERBERG AD HARVARD </strong></span><p><strong>3 -	GM: SOSPENDE PUBBLICITA' SU FACEBOOK, NON SONO EFFICACI</strong><br>Radiocor - Gli investimenti pubblicitari in Facebook non generano risultati soddisfacenti in termini di impatto sui consumatori: per questo motivo General M otors ha deciso di sospendere le inserzioni sul social network. Come riporta il Wall Street Journal, e' un duro colpo per la societa' guidata da Mark Zuckerberg, in un momento in cui i possibili investitori dell'Ipo di Facebook (prevista per venerdi', con il prezzo di collocamento fissato la sera precedente) esprimono preoccupazione per l'efficacia delle inserzioni pubblicitarie.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/09-2011/mark-zuckerberg-124576_tn.jpg" alt="" id="348601"></em><strong>MARK ZUCKERBERG </strong></span>
<p>Il colosso automobilistico continuera' comunque a usare le pagine create su Facebook nell'ambito delle strategie di marketing su quelle pero' i contenuti sono pubblicati gratuitamente. 'Anche se il contenuto e' efficace e importante, stiamo sicuramente rivedendo le pubblicita' su Facebook', ha detto il direttore marketing di Gm, Joel Ewanick.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/06-2011/109048_tn.jpg" alt="" id="333142"></em><strong>MARK ZUCKERBERG</strong></span><p><strong>4 -	USARE FACEBOOK È PIACEVOLE COME FARE SESSO </strong><br>(TMNews) - Una serie di ricerche di neuropsicologi dell'Università di Harvard, guidati da Diana Tamir e Jason Mitchell, dimostrano che usare il social network Facebook procura una sensazione di piacere analoga a quelle che forniscono il sesso, il cibo e i soldi. Secondo gli scienziati, è questo il motivo alla base del successo della creatura di Mark Zuckerberg, è in grado di dare soddisfazione a più di 900 milioni di persone in tutto il mondo, che su di essa passano buona parte del loro tempo. In base all'analisi dei post effettuata dagli studiosi, emerge che quelli che raccontano di noi e delle nostre esperienze personali siano pari almeno all'80 per cento del totale.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/01-2011/84302_tn.jpg" alt="" id="308554"></em><strong>I facebooked your mom</strong></span>
<p>Si conferma quindi che Facebook lo si usa soprattutto per parlare di sé. Questa, com'è noto è una delle attività favorite degli esseri umani: gli psicologi spiegano che ciò accade in quanto, allorché si parla di se stessi, nel cervello si attivano le medesime aree legate al piacere prodotto dal sesso, il cibo e il denaro. Ne deriva il rilascio di un neuro mediato chiamato dopamina, che provoca la generale sensazione del piacere.</p>
<p>Anche la condivisione delle informazioni (in altre parole, il pettegolezzo), provoca lo stesso tipo di piacere. In fondo, sono cose che si sapevano: solo, ora c'è la dimostrazione scientifica. Chissà che proverà Zuckerberg, quando via Facebook gli confermeranno confidenzialmente in anticipo che la sua creatura, prossima al debutto in Borsa, avrà raggiunto la valutazione di cento miliardi di dollari.</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-39050.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 20:42:36 +0200</pubDate>
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<category domain="http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/"><![CDATA[business]]></category>
<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<title><![CDATA[STAMPA CHE TI PASSA! FED: “NUOVI AIUTI ALL’ECONOMIA SE RALLENTA” - SALISCENDI PIAZZA AFFARI (-0,2%), SPREAD 435 ]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>1 -	FED,UE E'RISCHIO SIGNIFICATIVO PER ECONOMIA USA </strong><br>(ANSA) - La crisi finanziaria europea è un rischio significativo per l'economia americana. Lo afferma la Fed nei verbali della riunione del 24-25 aprile, nei quali è sottolineato che "la minaccia dell'inflazione è solo temporanea".</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/12-2011/bernanke-mario-draghi-141705_tn.jpg" alt="" id="365639"></em><strong>ben bernanke-mario draghi-tim geithner </strong></span>
<p><strong>2 -	FED, NUOVI AIUTI A ECONOMIA SE RIPRESA RALLENTA </strong><br> (ANSA) - Un ulteriore allentamento monetario potrebbe essere necessario se la ripresa economica rallenta. Ad appoggiare l'ipotesi di un terzo round di 'quantitative easing' sono alcuni componenti della Fed. E' quanto si legge nei verbali della riunione del 24-25 aprile</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/06-2011/109417_tn.jpg" alt="" id="333511"></em><strong>merkel-obama</strong></span><p><strong>3 -	USA; OBAMA, ECONOMIA IN RIPRESA, UE E CASE OSTACOLI </strong><br>(ANSA) - I "venti contrari" dell'Europa e la "difficile situazione del mercato immobiliare" sono alcuni degli ostacoli per l'economia americana, che si sta riprendendo ma ha ancora di fronte a sé una strada lunga. Lo afferma il presidente americano Barack Obama durante un incontro con le piccole e medie imprese. Obama preme quindi sul Congresso affinché agisca a sostegno dell'economia.</p>
<p><strong>4 -	DRAGHI, BCE VUOLE CHE GRECIA RESTI NELL'EURO </strong><br>(ANSA) - La Bce vuole fortemente che la Grecia resti nell'euro, anche se non spetta a Francoforte decidere. Lo ha detto, secondo quanto riporta Bloomberg, il presidente della Bce, Mario Draghi, a un convegno a Francoforte.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/juncker-monti-draghi-166364_tn.jpg" alt="" id="390226"></em><strong>juncker-monti-draghi</strong></span><p><strong>5 -	BORSA, LA GIORNATA: MILANO CHIUDE IN CALO SEDUTA MOLTO VOLATILE</strong><br>(LaPresse) - Seduta molto volatile per i mercati europei, con Milano che chiude sotto la parità dopo una continua altalena. Piazza Affari termina gli scambi debole, con l'indice Ftse Mib che perde lo 0,21% a 13.283,55 punti e il Ftse All-Share che lascia lo 0,38% a 14.292,39 punti. Anche il presidente della Bce, Mario Draghi, si è unito al coro di Francia e Germania che hanno detto di volere che la Grecia rimanga nell'euro. "La forte preferenza del consiglio direttivo della Bce - ha spiegato il numero uno dell'Eurotower è che la Grecia continui a essere nell'eurozona". Draghi ha tuttavia sottolineato che non spetta a Francoforte decidere.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2012/papademos-barroso-154167_tn.jpg" alt="" id="378070"></em><strong>PAPADEMOS E BARROSO </strong></span>
<p>L'instabilità politica ad Atene istiga alla fuga dai capitali di Italia e Spagna, con Madrid che ha mostrato in giornata uno spread fino a 507 punti base, con i Bonos arrivati vicini a livelli insostenibili. In questo contesto chiusura mista per le principali Borse europee, con l'indice Cac 40 di Parigi che mostra un lieve rialzo dello 0,31% a 3.048,67 punti. Il Ftse 100 di Londra perde invece lo 0,6% a 5.405,25 punti e il Dax di Francoforte lascia lo 0,26% a 6.384,26 punti. In netto calo l'Ibex di Madrid, che registra un ribasso dell'1,33% a 6.611,5 punti e il Ftse Athex 20 di Atene, che arretra del 2,92% a 206,16 punti.</p>
<p>A Milano chiudono miste le banche. Salgono Intesa Sanpaolo (+2,05% a 0,9965 euro), Unicredit (+0,55% a 2,54 euro), Bper (+2,45% a 3,762 euro) e Popolare di Milano (+4,37% a 0,3392 euro). Cadono Banca Mps (-3,91% a 0,2164 euro), Ubi Banca (-1,56% a 2,266 euro) e Banco Popolare (-0,16% a 0,9075 euro).</p>
<p>Nel paniere principale raffica di acquisti su Finmeccanica nel giorno dell'assemblea degli azionisti, con il titolo del colosso pubblico che sale del 4,58% a 2,786 euro. Bene anche Fiat (+1,13% a 3,416 euro), che nonostante il calo delle immatricolazione ad aprile ha incrementato la quota di mercato rispetto al mese precedente al 7,1%. Tra gli industriali arretra Pirelli (-0,89% a 8,89 euro). In netto ribasso anche A2A (-4,46%) e Tod's (-1,58%). Bene invece Terna (+1,48%), in scia ai conti trimestrali di ieri. In calo Snam (-0,66% a 3,334 euro), dopo la pubblicazione da parte della stampa del decreto di separazione da Eni, che prevede il passaggio della società controllata dal Cane a sei zampe alla Cassa depositi e prestiti.</p>
<p>Debole anche la stessa Eni (-0,43% a 16,11 euro), nonostante la nuova scoperta giant di gas naturale nell'Area 4 dell'offshore del Mozambico, effettuata nel prospetto esplorativo Coral 1. Fuori dal paniere principale, con lo stallo sui concambi nell'operazione del maxi-polo assicurativo con Unipol, cede Fonsai (-0,31%) e mostra un tonfo Premafin (-4,56%). La compagnia assicurativa bolognese perde invece il 2,63% a 19,95 euro.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2011/100208_tn.jpg" alt="" id="324341"></em><strong>Alessandro Pansa</strong></span>
<p><strong>6 -	SPREAD BTP-BUND CHIUDE IN LIEVE CALO A 435,8 PUNTI</strong><br>(LaPresse) - Chiude in leggero calo lo spread tra Btp e Bund a 10 anni, posizionandosi a 435,8 punti base. Il differenziale ha toccato in giornata il massimo intraday di 456,8 punti, dopo aver terminato ieri gli scambi a 439,4 punti. Il rendimento dei decennali italiani sul mercato secondario è al 5,83%. In lieve calo anche la pressione sul debito spagnolo, che rimane comunque a livelli di guardia. Lo spread tra Bonos e Bund a 10 anni termina a 482,2 punti, a fronte dei 487,7 punti della chiusura di ieri. I decennali Madrid si attestano al 6,29%.</p>
<p><strong>7 -	FINMECCANICA: PANSA NOMINATO AMMINISTRATORE, DA CDA DIMISSIONI IANSITI</strong><br>(LaPresse) - L'assemblea degli azionisti ha provveduto alla nomina ad amministratore di Alessandro Pansa, già cooptato dal cda il primo dicembre 2011 ai sensi dell'art. 2386 c.c. Lo comunica Finmeccanica in una nota diffusa al termine dell'assemblea. Il gruppo rende noto inoltre che Marco Iansiti, per sopraggiunti impegni personali e professionali, ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di amministratore. Pansa rimarrà in carica fino alla scadenza dell'attuale cda e, pertanto, fino all'approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2013.</p>
<p>L'assemblea ha deliberato, su proposta motivata del collegio sindacale, il conferimento dell'incarico di revisione legale dei conti per il periodo 2012-2020 alla società di revisione Kpmg Spa. L'assemblea degli azionisti ha provveduto alla nomina del nuovo collegio sindacale, che rimarrà in carica per il triennio 2012-2014 e, pertanto, fino all'approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2014. Il collegio sindacale risulta così composto. Sindaci effettivi: Niccolò Abriani, Riccardo Raul Bauer, Maurilio Fratino, Silvano Montaldo ed Eugenio Pinto. Sindaci Supplenti: Stefano Fiorini e Vincenzo Limone.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/11-2011/pier-francesco-guarguaglini-135303_tn.jpg" alt="" id="359263"></em><strong>PIER FRANCESCO GUARGUAGLINI GIUSEPPE ORSI </strong></span>
<p>Niccolò Abriani, Riccardo Raul Bauer e Stefano Fiorini sono stati presentati in una lista predisposta da un gruppo di società di gestione del risparmio e investitori istituzionali (complessivamente titolari dell'1,037% circa del capitale sociale) originato da Assogestioni, votata da circa il 29,96% del capitale rappresentato in Assemblea. Maurilio Fratino, Silvano Montaldo, Eugenio Pinto e Vincenzo Limone sono stati proposti dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (titolare del 30,204% circa del capitale sociale), votata da circa il 67,42% del capitale rappresentato in assemblea. L'assemblea ha inoltre nominato Riccardo Raul Bauer Presidente del collegio sindacale, provvedendo altresì a determinare i compensi spettanti all'organo di controllo per ciascun sindaco effettivo (euro 52.000 lordi annui) e per il presidente (euro 78.000 lordi annui).</p>
<p><strong>8 -	FINMECCANICA: ORSI, NESSUNO SPACCHETTAMENTO DELEGHE </strong><br>(ANSA) - "''Non c'é nessuno spacchettamento" di deleghe, "in ogni società ci sono persone con compiti e ruoli diversi". Così il numero uno di Finmeccanica Giuseppe Orsi, commenta le indiscrezioni di stampa su un possibile passaggio di alcune deleghe al direttore generale, Alessandro Pansa.</p>
<p><strong>9 -	ORSI, NO FORZATURE POLITICA, ABBIAMO ANTICORPI </strong><br>(ANSA) -  "Nessuna forzatura della politica" su Finmeccanica, che "ha gli anticorpi per andare avanti. Abbiamo un consiglio in cui è presente un rappresentante del Tesoro, lì si discute sulle cose, lì si decide". Così il presidente e amministratore delegato della holding Giuseppe Orsi all'assemblea degli azionsiti.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/02-2012/elicottero-agusta-westland-152366_tn.jpg" alt="" id="376273"></em><strong>ELICOTTERO AGUSTA WESTLAND </strong></span>
<p><strong>10 -	TESORO, STOP A MAXI EMOLUMENTI </strong><br>(ANSA) - Il Tesoro, azionista di maggioranza di Finmeccanica, invita la società "ad adottare già dall'anno in corso una politica dei criteri della remunerazione ulteriormente sfidanti", politica "ispirata al massimo rigore e contenimento degli oneri perché non si ripeta l'attribuzione degli emolumenti del 2011 all'ex presidente" Pier Francesco Guarguaglini, per 9,481 milioni "che non appaiono coerenti con la crisi in cui versa la società e più in generale il Paese". Così Stefano Di Stefano per il Tesoro all'assemblea.</p>
<p><strong>11 -	FINMECCANICA: NO EFFETTI SU CONTI 2011 DA INDAGINI APPALTI INDIA</strong><br>(LaPresse) - Finmeccanica "non ravvisa né potenziali rischi né eventuali effetti economicopatrimoniali e finanziari sulla situazione al 31 dicembre 2011 del gruppo derivanti dalle indagini in corso relative agli appalti in India e all'attività del sig. Haschke". E' quanto si legge nel documento integrativo richiesto dalla Consob e consegnato agli azionisti prima dell'inizio dell'assemblea, in cui il gruppo chiarisce il rapporto con il consulente svizzero, Guido Ralph Haschke, finito sotto la lente della procura di Napoli.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/archivio/d35/9op_13_matteo-arpe_tn.jpg" alt="" id="220242"></em><strong>9op 13 matteo arpe</strong></span>
<p><strong>12 -	FONSAI: SATOR-PALLADIO PROROGANO L'OFFERTA FINO AL 18 MAGGIO</strong><br>Radiocor - SCL e Palladio hanno ricevuto oggi una lettera da parte di FonSai 'con la quale sono stati invitati a prorogare il termine di efficacia dell'offerta, presentata in data 9 maggio 2012, ad una data non precedente il 18 maggio'. E' quanto si legge in una nota. L'istanza e' stata presentata da FonSai al fine di consentire l'utile prosecuzione dei lavori del Consiglio di Amministrazione di FonSai del 17 maggio. SCL e Palladio, in accettazione dell'istanza, hanno quindi comunicato di prorogare l'offerta sino a venerdi' 18 maggio.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/02-2012/roberto-meneguzzo-152188_tn.jpg" alt="" id="376095"></em><strong>ROBERTO MENEGUZZO </strong></span>
<p><strong>13 -	FONSAI: ERBETTA, PROPOSTA IN CDA E' 61,8% NUOVO GRUPPO A UNIPOL</strong><br>Radiocor - 'La proposta portata in consiglio e' del 61,80%. Resta quella'. Cosi' l'a.d. di Fonsai, Emanuele Erbetta a proposito della proposta per la partecipazione di Unipol nella nuova entita' che verrebbe costituita dall'integrazione tra Fonsai e la compagnia bolognese, che aveva avanzato la proposta di una presa di controllo pari al 66,7%. Erbetta ha quindi smentito che Fonsai stia cercando un'ulteriore mediazione al ribasso.</p>
<p>I consigli delle societa' del gruppo Premafin si sono chiusi, ieri sera, nella speranza di spuntare con Unipol ancora un piccolo miglioramento del concambio ma le dichiarazioni di Erbetta sembrano chiudere gli spazi. In queste ore tocchera' quindi ai vertici di Premafin, FonSai e Milano, assistiti dai rispettivi advisor, trovare un accordo su come spartire tra i propri soci la quota del 38,2% della grande FonSai con non andra' a Unipol. FonSai, a quanto appreso da Radiocor da fonti vicine al dossier, sarebbe intenzionata a fare la parte del leone e chiederebbe per i suoi azionisti una quota intorno al 30%, mentre Milano ritiene di valere circa l'11% del nuovo aggregato.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2011/104631_tn.jpg" alt="" id="328744"></em><strong>Emanuele Erbetta e Jonella Ligresti </strong></span>
<p>Premafin, con la sua difficile posizione debitoria, sembra r assegnata ad avere una parte marginale, ma tenuto conto che ha come azionisti anche soci di minoranza oltre alla famiglia Ligresti, intende tutelarli chiedendo una quota di almeno l'1%. Sara' quindi necessaria un'opera di mediazione. La presenza di forchette precise fissate dagli advisor e il rischio di azioni legali da parte degli azionisti, se non verranno rispettate, rende pero' le trattative delicate.</p>
<p><strong>14 -	FONSAI: MULTA CONSOB 300 MILA EURO A DE FILIPPO </strong><br>(ANSA) - Il fiduciario della Premafin Giancarlo De Filippo è stato sanzionato con una multa di 300 mila euro dalla Consob per omissione di informazioni sulle partecipazioni off-shore nella holding che fa capo alla famiglia Ligresti. Lo si legge sul Bollettino della Commissione, che pubblica la delibera che risale allo scorso 4 aprile. La Consob aveva inviato una prima richiesta di informazioni nell'agosto del 2010 ed ha multato De Filippo riscontrando un "illecito ascrivibile a titolo di dolo".</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/01-2012/giuseppe-vegas-144714_tn.jpg" alt="" id="368641"></em><strong>GIUSEPPE VEGAS</strong></span>
<p>La prima richiesta della Consob risale all'agosto 2010 e De Filippo, dopo aver chiesto una proroga di un mese, per dichiarare poi di aver adempiuto alla richiesta avendo "espresso il consenso" alla Finma (l'Autorità elvetica), "affinché trasmettesse le informazioni richieste" dalla Consob stessa nell'ambito della medesima procedura. La Consob, dopo aver rilevato che "la richiesta effettuata alla Finma" riguardava "differenti ed ulteriori elementi informativi rispetto a quelli richiesti" a De Filippo, lo ha convocato per un'audizione a Milano il 21 ottobre 2010, ricevendo in risposta un certificato medico che ne motivava l'impossibilità a presentarsi.</p>
<p>A dicembre, poi, la Consob ha nuovamente richiesto "deduzioni difensive" a De Filippo, che non ha mai risposto. Da qui la sanzione di 300 mila euro, su un massimo di 500 mila euro previsto per le violazioni dell'articolo 115 del Tuf, a seguito di un comportamento che la Commissione stessa ha definito come "dilatorio per un prolungato arco temporale", aggravato da un "contegno fortemente ostruzionistico che ha comportato un ritardo particolarmente rilevante dell'attività degli uffici". Altre sanzioni potrebbero essere in arrivo, fanno sapere in Via Martini, dato che sono in corso indagini su altri titolari di partecipazioni Premafin.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/12-2009/41635_tn.jpg" alt="" id="266255"></em><strong>BAZOLI</strong></span>
<p><strong>15 -	RCS: FISSATA AL 25 MAGGIO DEADLINE PER SCELTA NUOVO A.D.</strong><br>Radiocor - E' fissata per il 25 maggio la scadenza per l'individuazione della nuova guida operativa del gruppo Rcs Mediagroup. E' quanto apprende l'agenzia Radiocor da fonti finanziarie vicine al dossier. Le candidature che ad oggi presenterebbero i requisiti per ricoprire la carica di a.d. sono poche e fra queste sarebbe ancora valida quella relativa a Pietro Scott Jovane, 39enne responsabile di Microsoft Italia. Oggi Giovanni Bazoli, presidente del CdS di Intesa SanPaolo e socio pattista di Rcs tramite la finanziaria Mittel, si e' detto sicuro che entro fine mese la scelta verra' effettuata.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/pietro-scott-jovane-164305_tn.jpg" alt="" id="388167"></em><strong>PIETRO SCOTT JOVANE</strong></span>
<p><strong>16 -	BANCHE: SLITTA AL MESE DECISIONE SU PRESIDENZA ABI</strong><br>Radiocor - Slitta al mese prossimo la decisione sulla proposta per la presidenza dell'Abi. E' quanto indicano fonti bancarie secondo le quali per la guida dell'ass ociazione non sono stati fatti ancora nomi. Giuseppe Mussari e' in carica da due anni. Oggi si e' tenuta una riunione dell'esecutivo dell'Abi a Milano.</p>
<p><strong>17 -	BANCHE: ABI, CHIEDE A BANKITALIA, EBA E BCE DI NON TENERE CONTO RATING</strong><br>Radiocor - Il Comitato esecutivo dell'Abi ha deciso due iniziative formali, durante la riunione di oggi dell'Esecutivo, contro la decisione di ieri da parte di Moody's di declassare 26 banche italiane. Come annunciato dal presidente dell'Abi,Giuseppe Mussari, l'Associazione ha deciso di 'domandare formalmente con le autorita' di vigilanza nazionali ed europee,e cioe' Banca d'Italia, Eba e Bce, di non tenere conto, rispetto alle loro valutazioni sulle banche italiane, dei giudizi espressi dalle agenzie di rating'.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/11-2011/giuseppe-20mussari-20giuseppe-132379_tn.jpg" alt="" id="356355"></em><strong>GIUSEPPE MUSSARI GIUSEPPE GUZZETTI resize </strong></span>
<p>'Riteniamo - ha continuato - che questi giudizi non siano corretti rispetto allo stato di salute delle banche italiane e non vorremo che, da questi giudizi, le banche italiane ne ricavassero un danno nelle loro relazioni con le autorita' di vigilanza'. In secondo luogo, l'Abi ha dato mandato al direttore generale di affidare l'incarico a un ufficio legale per determinare 'l'aderenza delle agenzie di rating alle norme che regolano i mercati'.</p>
<p><strong>18 -	ENERGIA:AL GOVERNO PIANO MULTIUTILITY DEL NORD,SI PARTE DA A2A-IREN</strong><br>Radiocor - E' pronto il progetto per la grande multiutility italiana che, facendo perno sulle principali ex municipalizzate e sull'acquisizione delle nove centrali Edipower nel riassetto Edison, diventera' il secondo operatore energetico nazionale dietro Enel. Lo schema dell'operazione, secondo quanto risulta a Radiocor, e' definito nei dettagli da un dossier elaborato da McKinsey per il ministero dello Sviluppo Economico e ora all'esame del ministro Corrado Passera.</p>
<p>La maxi aggregazione, come premessa, potra' vedere la fusione tra A2A e Iren e il contestuale ingresso nel capitale del Fondo strategico di Cdp, mentre in una fase successiva si aggiungerebbero anche Hera, Agsm (Verona) e Acegas-Aps (Trieste e Padova). La struttura vera e propria dell'operazione, stando al documento di McKinsey, contempla quattro tappe. In primo luogo, vengono scorporate le reti (gas, elettricita' e acqua) che passano in capo ai Comuni azionisti delle ex municipalizzate. In secondo luogo, si opera una fusione o rizzontale delle attivita' industriali delle societa' operative nella newco 'Grande Utility Italiana'.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/passera-monti-163249_tn.jpg" alt="" id="387114"></em><strong>passera monti</strong></span>
<p>Poi, quest'ultima, viene ricapitalizzata per circa 1 miliardo col possibile ingresso del Fondo strategico o di altri partner finanziari. Infine, i Comuni escono gradualmente dal capitale della stessa Grande Utility Italiana: ad essa affiderebbero comunque la gestione delle reti in modo da garantirsi, attraverso l'affitto, un flusso di cassa annuo costante equiparabile ai dividendi, sempre piu' risicati, incassati dalle ex municipalizzate.</p>
<p><strong>19 -	JPMORGAN, INVESTITORI AVVIANO AZIONI LEGALI CONTRO BANCA PER PERDITE</strong><br>(LaPresse/AP) - Gli azionisti di JPMorgan Chase hanno presentato due azioni legali a New York contro la principale banca degli Stati Uniti, accusando i suoi manager per la maxi perdita di 2 miliardi di dollari sul trading di derivati annunciata la scorsa settimana. Gli investitori accusano in particolare JPMorgan di aver cambiato il modello di rischio senza comunicarlo agli azionisti. A fare causa sono l'azionista James Baker della California e Saratoga Advantage Trust con base in Arizona.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/11-2009/40163_tn.jpg" alt="" id="264800"></em><strong>jamie dimon - jp morgan</strong></span>
<p> </p>]]></description>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 20:29:29 +0200</pubDate>
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<category domain="http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/"><![CDATA[business]]></category>
<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MINACCE A MONTI DAGLI ANARCHICI - PER GLI INVESTIGATORI SAREBBERO FALSE - SÌ ALLA NORMA SALVA-BANCHE ]]></title>
<description><![CDATA[<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/mario-monti-ditino-165476_tn.jpg" alt="" id="389338"></em><strong>MARIO MONTI E IL DITINO ALZATO </strong></span><p><br><strong>1 -	EQUITALIA:MINACCE A MONTI DA LETTERA FAI A GIORNALI</strong><br>(ANSA) - "Diciamo a Monti che lui è uno dei 7 rimasti". E' quanto scrive la Federazione anarchica informale nella lettera recapitata al quotidiano Calabria Ora. Il riferimento "ai 7 rimasti" contenuto nella lettera del Nucleo Olga del Fai è legato alla missiva di rivendicazione del ferimento del dirigente dell'Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, in cui gli anarchici annunciavano altri attentati. "Il popolo - si aggiunge nella lettera - non ha nessun interesse a rimanere in Europa, a salvare le banche, a saldare i conti di uno Stato che ha sperperato per conto proprio".</p>
<p><strong>2 -	EQUITALIA: DUBBI SU ATTENDIBILITA' LETTERA MINACCE FAI </strong><br>(ANSA) - Le lettere contenenti minacce al premier Monti e Equitalia che sarebbero state inviate dalla Federazione Anarchica Informale ai quotidiani 'Gazzetta del Sud' e 'Calabria Ora', sarebbero un falso. E' questa l'opinione che si sta facendo strada tra gli investigatori e gli analisti d'intelligence che stanno valutando l'attendibilità del documento. Nelle lettere ci sarebbero infatti diversi elementi che avrebbero fatto sorgere dubbi.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/gambizzato-adinolfi-rivendicazione-165932_tn.jpg" alt="" id="389794"></em><strong>GAMBIZZATO ADINOLFI RIVENDICAZIONE FAI FEDERAZIONE ANARCHICA INFORMALE </strong></span>
<p><strong>3 -	BANCHE: CAMERA CONFERMA FIDUCIA AL GOVERNO, 447 SI' </strong><br>(ANSA) - La Camera conferma la fiducia al governo Monti sul decreto sulle commissioni bancarie con 447 sì, 73 no e 31 astenuti.</p>
<p><strong>4 -	MONTI AVVERTE, E' ANCORA EMERGENZA, SETTIMANE DECISIVE - PREMIER, RIGORE E CRESCITA, NON AUSTERITA'; E INCASSA LODI FMI </strong><br>Federico Garimberti per l'ANSA - L'emergenza è lontana dall'essere finita e per l'Italia e l'Europa le prossime settimane saranno decisive. Mario Monti lo dice chiaro e tondo: la crescita è l'obiettivo, ma senza rigore non si raggiunge. E sembra così rispondere a quanti, soprattutto in Parlamento, gli chiedono di abbandonare la strada della disciplina di bilancio per imboccare quella 'fase due' dedicata alla crescita.</p>
<p>Nelle parole del presidente del Consiglio si legge tutta la preoccupazione di chi sa che le possibili ripercussioni di un fallimento di Atene potrebbero avere gravi conseguenze sull'intera Eurozona. A cominciare dai partner più fragili: Madrid e Roma. In questo quadro di forte allarme, il capo del governo incassa l'apprezzamento del Fondo Monetario Internazionale, che per bocca del direttore del Dipartimento europeo, Reza Moghadam, loda l'azione riformatrice dell'Esecutivo. L'economista del Fmi parla di "notevoli progressi" che hanno fatto dell'Italia un "modello" in Europa. Certo, aggiunge Moghadam, ora servono misure per crescere, a cominciare dalla riforma del lavoro che deve essere approvata al più presto. Ma è lo stesso premier a spostare sul piano europeo la discussione. A suo giudizio, infatti, i singoli Paesi Ue possono poco di fronte ad una crisi che richiede risposte comuni. Il tono è come sempre pacato, ma le sue parole - pur se ben calibrate - trasmettono forte apprensione.</p>
<p>"Le prossime settimane - ammonisce nella sala stampa del Tesoro a fianco della delegazione del Fmi - saranno decisive per il futuro dell'Italia e dell'Ue". Poco prima, inaugurando il Forum della Pubblica Amministrazione - dove, pur riconoscendo la legittimità di una certa "insofferenza" da parte della gente chiede "rispetto" per i dipendenti di Equitalia che subiscono inquietanti minacce - il professore replica a quanti, soprattutto nei partiti, gli chiedono di passare dalla 'fase uno' alla 'fase due'. Una distinzione che il premier non accetta: ricorda di non aver mai usato la parola "austerità" e di aver lavorato fin dall'inizio del suo mandato al rilancio dell'economia.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/pierluigi-bersani-164383_tn.jpg" alt="" id="388245"></em><strong>PIERLUIGI BERSANI </strong></span><p>Ma "per un Paese sull'orlo del precipizio" ciò significava in primo luogo metter in sicurezza i conti. E' stata dunque una scelta obbligata dare priorità al risanamento. Ma anche ora che ci si dovrebbe concentrare sulla crescita, anche a causa dell'incertezza sul destino della Grecia, non si può certo "allentare la presa" sul fronte del rigore. Quanto sta avvenendo ad Atene, infatti, riporta le lancette della crisi indietro nel tempo: "Se per fase uno parliamo di gestire una crisi che comporta ancora aspetti di emergenza, allora siamo ancora nel pieno della fase uno", avverte il premier che però ci tiene a marcare le distanze dalla situazione precedente al suo arrivo: grazie alle riforme fatte - sottolinea stando bene attento a non polemizzare con il Pdl nel giorno dell'incontro con Berlusconi e Alfano - la situazione oggi è "completamente diversa".</p>
<p><strong>5 -	BERSANI, MONTI FACCIA SENTIRE VOCE IN UE </strong><br>(ANSA) - "Il governo deve inserirsi con forza nel dibattito europeo. Nei prossimi due mesi bisogna decidere qualcosa per la crescita. E c'é anche il tema italiano di discutere meccanismi di allentamento della strettoia del pareggio nel 2013 o la recessione si può avvitare con un danno per l'Italia". Lo afferma Pier Luigi Bersani.</p>
<p>"I tempi stringono - afferma il segretario del Pd che oggi ha incontrato il capogruppo della Spd Frak-Walter Steinmeier per fissare una piattaforma comune - e urge fare qualcosa. Oggi dalla Spd è arrivato il via libera alla proposta di mutualizzare una parte del debito che abbasserebbe significamente i tassi di interesse". Anche le forze conservatrici, aggiunge Bersani, "si devono rendere conto che bisogna cambiare passo". E poi c'é anche "il problema italiano: ricordo che siamo l'unico paese che ha fissato il pareggio di bilancio nel 2013, abbiamo l'avanzo primario tra i più alti in Europa e siamo in una delle recessioni più forti in Europa. Esiste dunque il problema di discutere meccanismi di allentamento di questa strettoia se no diversamente la recessione si può avvitare con un danno per l'Italia ma l'Italia è un paese che ha peso in Europa e questo è un argomento da far valere".</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/bossi-moglie-manuela-159721_tn.jpg" alt="" id="383598"></em><strong>BOSSI CON LA MOGLIE MANUELA E IL FIGLIO RENZO IN VACANZA A CHIAVARI IN PIEDI FRANCESCO BELSITO jpeg</strong></span>
<p><strong>6 -	L'INVIATO DI ‘PIAZZAPULITA' ASSALITO DAL LEGHISTA</strong><br>'Adesso che Bossi è indagato, cosa voterete in settimana sui fondi pubblici?', chiede l'inviato di Piazzapulita all'on. Sebastiano Fogliato della Lega.<br>"Voteremo contro" risponde il deputato leghista e poi rompe la telecamera.</p>
<p><strong>Link al video <a href="http://www.la7.it/piazzapulita/pvideo-stream?id=i554125">http://www.la7.it/piazzapulita/pvideo-stream?id=i554125</a> </strong></p>
<p><strong>7 -	ANDREOTTI DIMESSO DAL GEMELLI </strong><br>(ANSA) - Il senatore a Vita Giulio Andreotti è stato dimesso dal Policlinico universitario "Agostino Gemelli" e ha fatto ritorno nella sua abitazione in soddisfacenti condizioni di salute.</p>
<p><strong>8 -	FLI NON SI SCIOGLIE, 'ERRORE ARCHIVIARE TERZO POLO' </strong><br>(ANSA) - Futuro e Libertà non si scioglierà: "le ragioni che hanno dato vita a Fli sono attuali oggi come ieri" E' quanto si legge in un documento votato all'unanimità dall'Ufficio di presidenza del partito, allargato ai coordinatori regionali. Nel documento si definisce anche un "errore" l'archiviazione del Terzo Polo.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/08-2010/68246_tn.jpg" alt="" id="292651"></em><strong>ANDREOTTI </strong></span><p>Per Fli "va pensata una ripartenza in linea con i radicali e repentini mutamenti del quadro politico del Paese" si legge nel documento di Futuro e Libertà dove si analizzano i risultati del voto amministrativo che ha fatto registrare "un evidente e significativo calo di consensi del Pdl e della Lega, come previsto". Tuttavia "questo consenso in uscita non ha trovato un'area contigua ed alternativa che avrebbe potuto trovare rappresentanza nel Terzo Polo preferendo invece la protesta o l'astensionismo. Per questo - si spiega ancora nel documento - é un errore archiviare un percorso che ha dimostrato comunque di avere uno spazio politico ed elettorale notevole poiché le liste delle forze che si rifanno al Terzo Polo hanno raccolto tra il 15 e il 20% dei voti. L'errore è stato quello di non presentare ovunque la coalizione unita" perché se così fosse stato "a vincere le amministrative sarebbe stato il terzo Polo e non il risultato numerico del movimento 5 Stelle".</p>
<p><strong>9 -	API: RUTELLI RIUNISCE DIRETTIVO, RILANCIARE TERZO POLO </strong><br>(ANSA) - Una relazione di Francesco Rutelli ha aperto il dibattito al direttivo nazionale di Alleanza per l'Italia, che si è svolto oggi ribadendo - informa Api - "forte determinazione nel proseguire e rilanciare il progetto del Terzo Polo" nonché "la volontà di ampliare e coinvolgere in questo progetto parti della società civile, tenendo conto e non sottovalutando le giuste preoccupazioni e critiche che provengono dai cittadini e dalla società". Alleanza per l'Italia assumerà in una riunione convocata per martedì prossimo "decisioni conclusive".</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/11-2011/rutelli-fini-casini-133385_tn.jpg" alt="" id="357353"></em><strong>RUTELLI FINI CASINI </strong></span>
<p><strong>10 -	CASINI, FLI? PENSO A CRISI, IL RESTO NON MI INTERESSA </strong><br>(ANSA) - Fli dice che è stato un errore archiviare il terzo polo, dicono i giornalisti a Pier Ferdinando Casini che arriva a piazza Di Pietra per il convegno 'Processo alla riforma del lavoro'. "Seconda domanda?", risponde Casini. "Questo è un momento che chiede responsabilità. Ci sono file di persone davanti alle banche greche, dalle quali ieri è stato ritirato un miliardo di euro. Dietro l'angolo c'é la catastrofe non si può scherzare bisogna dare prova di serietà e responsabilità. Il resto non mi interessa".</p>
<p><strong>11 -	BENETTON CHIEDE SCUSA AL PAPA</strong><br>L.M. per "la Repubblica" - Si è concluso con il ritiro della fotografia «come atto di pubbliche scuse» il contenzioso legale tra Benetton e Santa Sede. Tutto era iniziato, nel novembre scorso, con la pubblicazione di un´immagine raffigurante Benedetto XVI che bacia l´imam egiziano Al-Azhar. Il fotomontaggio, esposto anche in prossimità del Vaticano, faceva parte della campagna pubblicitaria Unhate. Benetton si è impegnata «a non utilizzare in futuro dell´immagine del Papa senza autorizzazione». La Santa Sede ha rinunciato a chiedere un risarcimento in denaro, ma ha ottenuto l´impegno di Benetton per una donazione a un´attività caritativa.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/11-2011/campagna-baci-benetton-135458_tn.jpg" alt="" id="359418"></em><strong>CAMPAGNA BACI BENETTON RATZINGER E LIMAM DEL CAIRO jpeg</strong></span><p><strong>12 -	ESODATI, FORNERO DICE NO A RUTELLI - IL LEADER DELL'API VOLEVA DONARE CINQUE MILIONI DI RIMBORSI ELETTORALI</strong><br>Dall'articolo di Marco Palombi per "il Fatto Quotidiano" - Abbiamo scherzato. Ve li ricordate i cinque milioni di rimborsi elettorali che la Margherita voleva devolvere agli "esodati"? Ebbene, l'Inps e il ministro Elsa Fornero non li vogliono. L'incredibile retroscena è testimoniato da una lettera che il presidente dell'ente previdenziale, Antonio Mastrapasqua ha inviato al direttore generale e ad altri dirigenti la scorsa settimana e di cui il Fatto Quotidiano è entrato in possesso: "Oggetto: donazione annunciata dal senatore Francesco Rutelli. In relazione all'appunto concernente l'oggetto, da Lei indirizzato al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali lo scorso 2 maggio e giunto in copia all'Ufficio di segreteria del sottoscritto, su espressa indicazione del predetto Ministro, si invita la S. V. a non dare corso alcuno all'iniziativa. Distinti saluti, Antonio Mastrapasqua".</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/antonio-mastropasqua-166535_tn.jpg" alt="" id="390397"></em><strong>ANTONIO MASTRAPASQUA</strong></span><p>Tradotto: Rutelli ci ha provato davvero a dare i soldi del suo defunto partito all'Inps. La prima risposta era stata positiva: fate un bonifico vincolato a questa causale. Con cinque milioni si davano, secondo i conti, 800 euro al mese a 1.200 persone per cinque mesi: non è che il problema di chi rischia di rimanere senza stipendio né pensione sarebbe stato risolto, ma male non faceva di certo. E invece, si evince dalla lettera di Mastrapasqua, non se ne farà niente "su espressa indicazione" di Elsa Fornero allo stesso presidente dell'Inps. Curioso perché giusto due giorni fa, intervenendo a un convegno a Montecitorio, il ministro del Lavoro aveva messo a verbale che "questo governo, sebbene sia in apparenza il governo del rigore, non ha dimenticato l'importanza della coesione sociale, non ha dimenticato l'importanza della solidarietà". Sarà sicuramente così, però rifiutare una beneficenza da cinque milioni di euro non testimonia proprio a favore dell'affermazione.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2012/monti-fornero-156553_tn.jpg" alt="" id="380447"></em><strong>Monti - Fornero</strong></span><p>Resta da chiarire perché Fornero abbia rifiutato quei soldi, dopo che la donazione della fu Margherita era stata benedetta in prima persona da Mario Monti con apposita velina. In attesa di una spiegazione ufficiale da parte del ministro Fornero e del leader maximo (e unico) dell'Inps Mastrapasqua, vanno registrate almeno le voci che circolano nella burocratja ministeriale più antipatizzante rispetto ai professori: il motivo del no ai soldi rimasti in cassa dopo il ciclone Lusi risiederebbe nel fatto che il duo di cui sopra si sarebbe sentito scavalcato dall'iniziativa di Rutelli, che aveva messo a punto la cosa senza coinvolgerli.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/archivio/d34/hot05_giovanni-minoli_tn.jpg" alt="" id="215787"></em><strong>hot05 giovanni minoli</strong></span><p><strong>13 -	GIOVANNI MINOLI alla ZANZARA su RADIO 24: "INGROIA MAGISTRATO MILITANTE, GRASSO PIÙ EQUILIBRATO. NON VORREI ESSERE GIUDICATO DA UNO COME INGROIA". "MINETTI? ELETTA COME TUTTI. NON PROVEREI ALCUN IMBARAZZO A SEDERE ACCANTO A LEI". </strong><br>"Ingroia? Un magistrato militante. D'altra parte è lui stesso a dirlo. Difende la sua presenza nei congressi di partito. Mi sembra che abbia un approccio un po' troppo ideologico... Non vorrei essere giudicato da Ingroia". Lo dice Giovanni Minoli, ex direttore di RaiEducational e RaiStoria, alla Zanzara su Radio 24. Sulla polemica tra Grasso e Ingroia, a proposito di un 'premio' a Berlusconi per l'antimafia, Minoli elogia il procuratore nazionale antimafia: "L'equilibrio di Grasso mi sembra superiore". Poi parla anche delle polemiche su Nicole Minetti, il consigliere regionale Pdl della Lombardia: "La Minetti è stata eletta come tutti, non proverei imbarazzo a sedermi al suo fianco".<br> <br><strong>14 -	GIOVANNI MINOLI alla ZANZARA su RADIO 24: "SANTORO? NON HA MAI DIRETTO NULLA...". "SU GIOVEDI' SERA C'E' ANCORA MOLTO DA PARLARE, SOLO IPOTESI". "SPERIAMO FAZIO E SAVIANO TORNINO ALLA RAI".</strong><br>"Di Santoro ammiro la capacità di fare il suo programma, ma non l'ho mai visto dirigere nulla...E' proprio un altro mestiere. Mentre Freccero, se dipendesse da me, gli farei dirigere i palinsesti. E' un gran 'palinsestaro'.". Lo dice Giovanni Minoli, ex direttore di Rai Educational, alla Zanzara su Radio 24. Minoli ha poi parlato del programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano: "Se alla fine delle puntate sarà un successo, io spero che la Rai ci ripensi e possano tornare. E' una cosa da servizio pubblico". "Sul giovedì sera nella prossima stagione di Rai2 - ha concluso Minoli alla Zanzara su Radio 24 - non c'è ancora nulla di certo. Un mio programma è solo un'ipotesi, bisogna ancora parlarne molto. E comunque a me piace fare quello che faccio adesso".</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/michele-santoro-sandro-163831_tn.jpg" alt="" id="387693"></em><strong>Michele Santoro, Sandro Ruotolo e Carlo Freccero</strong></span>
<p><strong>15 -	INCHIESTA P4: CSM ARCHIVIA PRATICA SU ALFONSO PAPA </strong><br>(Adnkronos) - Il Consiglio superiore della magistratura ha archiviato, con voto unanime, la  pratica aperta su Alfonso Papa, deputato del Pdl e magistrato fuori ruolo, coinvolto nell'inchiesta sulla P4, per il quale la Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio. La prima commissione, nella delibera approvata questa mattina dal plenum, ritiene infatti che ''non ci sono provvedimenti da emettere'' di sua competenza in quanto ''il dott. Papa si trova fuori ruolo''.  <br> La commissione non deve inoltre neanche trasmettere gli atti ''ai titolari dell'azione disciplinare, essendo evidentemente questi gia' ampiamente informati''. Gli atti relativi alla vicenda penale di Papa sono gia' stati trasmessi alla Quarta commissione, che si occupa delle valutazioni di professionalita'.<br> <br> Papa, dopo l'arresto avvenuto il 20 luglio dello scorso anno a seguito dell'autorizzazione a procedere concessa dalla Camera, aveva ottenuto i domiciliari a ottobre. Era poi stato scarcerato il 23 dicembre.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/alfonso-papa-162857_tn.jpg" alt="" id="386723"></em><strong>ALFONSO PAPA </strong></span>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-39048.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:56:47 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<title><![CDATA[PALOMBA - “IL DESTINO DELLE NAZIONI, DATO CHE LA POLITICA NON HA PIÙ POTERE SULL’ECONOMIA, È IN MANO ALLE BANCHE CENTRAL]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Barbara Palombelli per "<a href="http://WWW.ILFOGLIO.IT">Il Foglio</a>"</strong></p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/07-2010/66708_tn.jpg" alt="" id="291138"></em><strong>Barbara Palombelli </strong></span><p>Di chi è la colpa? Dove andremo a finire? E, soprattutto, dove sono spariti i soldi? Intossicati dalle comunicazioni sull'apocalisse dell'euro e dal bombardamento anti casta h24, amici e parenti ti assalgono anche fuori orario. Sarebbe comodo rispondere che l'autista dell'auto blu, le rapine di Lusi, la pensione di Cicciolina e le passeggiate del Trota ci hanno portato sulla soglia del default mondiale. C'è già chi lo fa, e un giorno se ne pentirà (semplificare non sarebbe il compito del giornalista, non era almeno quello che ci hanno insegnato i grandi).</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2011/99306_tn.jpg" alt="" id="323444"></em><strong>Banchieri Centrali Shirakawa Bernanke Trichet Draghi King </strong></span><p>In privato, i grandi esperti del denaro internazionale, quelli che stanno accompagnando i ricchi del pianeta a fare shopping fra le nostre aziende pubbliche e private, stremate e sul mercato, ti raccontano un'altra storia. Cominciamo con il porre una domanda: a chi è affidato il destino delle nazioni, dal momento che la politica non ha più il potere sull'economia? Risposta: alle Banche centrali. Chi, se non loro, hanno deciso l'equilibrio fra le valute, gli interessi a cui le banche commerciali potevano prelevare somme da girare agli imprenditori e al mercato?</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/01-2010/45390_tn.jpg" alt="" id="269984"></em><strong>I banchieri Lloyd Blankfein Jamie Dimon John Mack e Brian Moynihan alla Commissione d inchiesta</strong></span>
<p>Un circolo vizioso tutto finanziario, in cui oggi non avrebbero un prestito nemmeno i grandi capitalisti del passato. I soldi producono soldi, comprano titoli che danno interessi più alti di quelli alla fonte, con il differenziale si tappano i buchi, e si attende. Gli imprenditori comprano pezzi di banche, corteggiano lo stato per avere concessioni sicure per i loro eredi, anche loro fanno finanza strasicura. E il mercato? Chiuso a tempo indeterminato. La causa di tutte le crisi è la manipolazione dell'offerta di moneta, realizzata attraverso una politica economica arbitraria (il livello di tasso di interesse) che non è il risultato dello scambio sul libero mercato del capitale.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/12-2011/bernanke-mario-draghi-141705_tn.jpg" alt="" id="365639"></em><strong>ben bernanke-mario draghi-tim geithner </strong></span><p>Il sistema delle banche commerciali, legato alla Banca centrale, non fa altro che impiegare la liquidità a basso costo per remunerare il capitale delle stesse banche: nel fare questo sceglie progetti d'impresa a zero rischio e collocazioni di capitale non efficienti. Con l'effetto che vediamo ogni giorno. Ovunque, le Banche centrali creano un modello di non-sviluppo, di non-crescita. A seguire, gli istituti bancari frenano la scommessa sull'impresa, rallentano i fallimenti delle aziende decotte (vedi i casi italiani recenti), chiudono i rubinetti del credito spingendo lentamente ma inesorabilmente migliaia di piccoli commercianti e artigiani verso la rinuncia o i gesti estremi che vediamo ogni giorno.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/11-2011/giuseppe-20mussari-20giuseppe-132377_tn.jpg" alt="" id="356353"></em><strong>GIUSEPPE MUSSARI GIUSEPPE GUZZETTI resize </strong></span>
<p>Non è finita qui. Milioni di cittadini del pianeta, invogliati dai tassi accessibili - quasi costretti dai sorrisi e dalle promozioni pubblicitarie - hanno speso soldi che non avevano e non avrebbero mai avuto a disposizione, alimentando bolle di tutti i tipi in ogni paese. Milioni di case non avrebbero mai dovuto essere costruite e comprate, dagli Stati Uniti alla Spagna passando per l'Italia.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2011/104640_tn.jpg" alt="" id="328753"></em><strong>Lagarde e Strauss Kahn </strong></span><p>Oggi sono proprietà di chi? Delle banche, naturalmente. Siamo in una palude internazionale in cui la stanza dei bottoni reale non risiede più a Washington e neppure a Mosca, figuriamoci a Bruxelles (dove, vale la pena ricordarlo, la vera sconosciuta casta che non vide i conti della Grecia è ancora saldamente al potere). La politica forse non conosce neppure i meccanismi autentici del potere sovranazionale valutario, e non è un deficit di comprensione solo nostro.</p>
<p>Si celebrano elezioni amministrative o presidenziali insignificanti, si vincono e si perdono partite che altri - sconosciuti e non tenuti a rendere conto, se si esclude il geniale Dominique Strauss-Kahn, uno spirito libero certamente non gradito ai sacerdoti dell'occulto - giocano indisturbati. Ma come si fa a spiegare tutto questo agli zii che ti tampinano?</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-39047.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:22:43 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<title><![CDATA[BANANA CON LETTA E ALFANO (GARANTE CATRICALÀ) HA SEQUESTRATO PER TRE ORE MONTI - IL DOSSIER CON GLI ATTACCHI]]></title>
<description><![CDATA[<p><br><strong>1 -	IL DOSSIER DI BETTY OLIVI PER RIGOR MONTIS</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/02-2012/berlusconi-monti-149012_tn.jpg" alt="" id="372932"></em><strong>berlusconi monti </strong></span>
<p><strong>DAGOREPORT</strong> - In vista dell'incontro di oggi tra Monti, Berlusconi, Alfano e Letta, a Montecitorio si mormora che Betty "Mafalda" Olivi abbia chiesto ai suoi collaboratori di prepararle un dossier così composto:</p>
<p>- lanci di agenzia (dal 15 aprile in poi) in cui esponenti di spicco del Pdl (tra cui La Russa, Gasparri, Cicchitto, Brunetta, Lupi) attaccano il governo;</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/11-2011/catricala-monti-berlu-135627_tn.jpg" alt="" id="359586"></em><strong>catricala monti berlu letta </strong></span>
<p>- le prime pagine del "Giornale" e di "Libero" (sempre dal 15 aprile in poi) in cui viene attaccato il governo e gli articoli più spinosi a firma di Bechis, Feltri, Sallusti e Brunetta. Non a caso oggi Mario Monti durante la conferenza stampa al Forum PA ha citato Brunetta tra gli esponenti critici nei confronti del governo. Chissà se l'ex Premier Berlusconi avrà avuto un analogo dossier con tutte le sparate di Monti contro il suo governo e il Pdl...</p>
<p><strong>2 -	GOVERNO: CONCLUSO INCONTRO MONTI-BERLUSCONI </strong><br>(ANSA) - Si è concluso dopo quasi tre ore l'incontro a palazzo Chigi tra il premier Mario Monti e Silvio Berlusconi. Nella sede del governo erano inoltre presenti il segretario del PdL Angelino Alfano, Gianni Letta, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/catricala-letta-berlusconi-166778_tn.jpg" alt="" id="390640"></em><strong>CATRICALA LETTA BERLUSCONI </strong></span>
<p><strong>3 -	VERTICE BERLUSCONI-PDL STASERA A PALAZZO GRAZIOLI </strong><br>(ANSA) - Si terrà questa sera a Palazzo Grazioli un vertice tra Silvio Berlusconi e lo stato maggiore del partito. La riunione servirà per fare il punto dopo l'incontro di oggi tra il Cavaliere e il premier Mario Monti.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2012/alfano-bersani-156888_tn.jpg" alt="" id="380781"></em><strong>ALFANO E BERSANI </strong></span><p><strong>4 -	PD: BERSANI, PRANZO DI BERLUSCONI CON MONTI? IO A PRANZO CON STEINMEIER </strong><br>(ASCA) - ''Il pranzo di Berlusconi da Monti? Non so io ero a pranzo con Steinmeier, quindi non ho potuto seguire la pratica!''. Cosi' il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha risposto ai cronisti che gli hanno chiesto un'impressione dell'incontro a pranzo del leader Pdl Berlusconi con il presidente del Consiglio Monti.</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-39046.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:16:50 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<item>
<title><![CDATA[LE ALLUSIONE DI CECCHI PAONE HANNO REGALATO PANICO ALLA GIORNATA POLITICA - INSULTI TRA I QUATTRO GATTI DI FLI]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Bigador per Dagospia</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/gianni-alemanno-166554_tn.jpg" alt="" id="390416"></em><strong>GIANNI ALEMANNO </strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/02-2012/giulio-tremonti-151869_tn.jpg" alt="" id="375778"></em><strong>GIULIO TREMONTI </strong></span>
<p>1 - Ma allora e' un provocatore vero! Quel birbantello di Martone si e' presentato alla Camera tutto baldanzoso. Con il suo solito sorriso stile "ve magna in testa". In mano una borsa. Griffata "Fondazione Aspen", stile Tremendino Tremonti.</p>
<p>2 - Il Governo mettera' la fiducia sul Ddl lavoro. Ancora!? "Tanto rischiano di essere gli ultimi colpi..."</p>
<p>3 - Giornata di scazzo, urla, insulti tra quei quattro gatti di Fli...</p>
<p>4 - Oh, ma avete visto quali sono le persone seguite da Ale-danno su Twitter?!? Vabbe', non ci possiamo credere. Deve essere un errore. Un furbetto che si vuole prendere gioco del sindaco...</p>
<p>5 - Grande cruccio in Transatlatico. "Chi sara' stato quel coglione ad aver dato fuoco qui dentro?" Ah, saperlo...</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/02-2010/48626_tn.jpg" alt="" id="273196"></em><strong>CECCHI PAONE </strong></span>
<p>6 - Anche Laboccetta e' un uomo impegnato. A prendere il sole in cortile!</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2012/laboccetta-153736_tn.jpg" alt="" id="377639"></em><strong>LABOCCETTA jpeg</strong></span>
<p>7 - Le allusione di Cecchi Paone hanno regalato una vena di panico alla giornata politica. Piu' di uno ne parlava, gli altri camminavano di lato con la schiena rivolta verso il muro.</p>
<p>8 - Sobria maglietta della Mussolini con su scritto "ma anche no"</p>
<p>9 - Grande ritorno di Angelino a Porta a Porta. Ma il nostro Banana, lo sa?</p>
<p>10 - Voi non sapete quanto conta Ghedini. Conta molto piu' di quanto immaginate... Mamma mia che paura!</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-39045.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:03:08 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<title><![CDATA[VEDERE IL CAVALIER POMPETTA FUORI DA PALAZZO GRAZIOLI IN UN PARTY DELLA ROMANELLA MONDANA È SEMPRE UN EVENTO]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo</strong></p>
<p><strong>DAGOREPORT</strong><br>Il Premio Guido Carli, in onore del governatore della Banca d'Italia, per vari motivi che vedremo, non può passare in cantina, anche se si è svolto giovedì scorso. Il premio ideato e organizzato dalla vispa giornalista di "Panorama" Romana Liuzzo, nipote diretta del defunto governatore (il presidente onorario è Gianni Letta), con l'ideona di premiare Berlusconi, si è trasformato in una passerella pazzesca dei poteri marci d'Italia.</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390757" src="/img/foto/05-2012/vittorio-feltri-melania-166895_tn.jpg" alt=""></em><strong>VITTORIO FELTRI MELANIA RIZZOLI </strong></span><span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390845" src="/img/foto/05-2012/diego-della-valle-166983_tn.jpg" alt=""></em><strong>DIEGO DELLA VALLE CARLO ROSSELLA</strong></span>
<p>Intanto, come già segnalammo l'11 maggio, il testo della motivazione del premio, speciale e "a sorpresa", al Cavalier Bananoni ha gli accenti di un testo satirico firmato da un Antonio Ricci o un Gino e Michele in vena di burle.</p>
<p>Sentite che poesia: "Poliedrico, imprevedibile, lavoratore tenace e grande comunicatore, il nome di Silvio Berlusconi è intrecciato con la politica e l'economia dell'Italia: una storia personale che fa già parte della nostra storia nazionale. Nei primi anni Ottanta ero ancora molto giovane, chiesi a mio nonno una sua opinione sul fenomeno Berlusconi. Mi rispose profeticamente: "E' un grande imprenditore, farà strada".</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390756" src="/img/foto/05-2012/vittorio-feltri-guido-166894_tn.jpg" alt=""></em><strong>VITTORIO FELTRI GUIDO DELLOMO GIANNI LETTA </strong></span><span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390755" src="/img/foto/05-2012/vittorio-feltri-diana-166893_tn.jpg" alt=""></em><strong>VITTORIO FELTRI E DIANA BRACCO </strong></span>
<p>Così è stato: il successo l'ha seguito come cotruttore prima e come tycoon televisivo poi. Potremmo dire che l'attività principale di SB è stata quella di coronare sogni. L'ha fatto anche in politica creando dal niente un grande partito, Forza Italia, portandolo alla vittoria nel primo confronto elettorale, poi il Pdl, e siamo arrivati ai nostri giorni, con una storia ancora tutta da raccontare. Per queste ragioni e per molte altre riteniamo Silvio Berlusconi, quattro volte presidente del Consiglio...per ora, meritevole del Premio Guido Carli alla carriera". Per ora...che è, una minaccia?</p>
<p>Dunque, vedere Silviuccio fuori da Palazzo Grazioli in un party della Romanella è sempre un evento. Sul salottismo de' noantri il Banana ha sempre nutrito una grande diffidenza - nemmeno da Maria-saura Angiolillo metteva piede, si divertiva di più con l'Ape Regina e Sara Tommasi.</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390751" src="/img/foto/05-2012/silvio-berlusconi-punta-166889_tn.jpg" alt=""></em><strong>SILVIO BERLUSCONI PUNTA FINI </strong></span><span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390752" src="/img/foto/05-2012/silvio-berlusconi-romana-166890_tn.jpg" alt=""></em><strong>SILVIO BERLUSCONI ROMANA LIUZZO GIANNI LETTA </strong></span>
<p>Così l'ammucchiatona nelle sale del ristorante di Filippo La Mantia, locato all'interno dell'hotel Majestic di via Veneto, ha visto un parterre da urlo (di Munch). Con molti nemici che si sono ritrovati faccia a faccia. Vedi Cesarone Romiti e Dieguito Della Valle che all'epoca si scambiarono carinerie del tipo "Famiglia Addams" (i Romiti) e "Scarparo".</p>
<p>E l'ex ministro della giustizia Mastella redivivo che va a baciare la pantofola al guardasigilli Paola Severino che si è spesa in chiacchiere col Cavalier Pompetta, scortata dalla badante extrapoppe Maria Grazia Rossi. Altro ministro presente, Piero Gnudi. E poi Scaroni, Polverini, Missoni, Vittorio Feltri, Luisa Todini e Catricalà, Piroso e Matteo Marzotto, Ravetto e Nunzia De Girolamo, Ottavio e Rita Missoni, Malagò e Minoli, Sallusti e Fabio Gallia, Rutelli-Palombelli e Ottavio e Rosita Missoni, Melania Rizzoli e Diana Bracco,etc.</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390749" src="/img/foto/05-2012/silvio-berlusconi-paolo-166887_tn.jpg" alt=""></em><strong>SILVIO BERLUSCONI PAOLO BONAIUTI </strong></span><span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390748" src="/img/foto/05-2012/silvio-berlusconi-michaela-166886_tn.jpg" alt=""></em><strong>SILVIO BERLUSCONI MICHAELA BIANCOFIORE </strong></span>
<p>Last but not least: cliccate le foto, avvistate la vista e indovinate quali sono le coppie clandestine nel mucchio degli invitati...</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-5/cafonal/articolo-39044.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:01:06 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’EX MINISTRO LANDOLFI RINVIATO A GIUDIZIO PER CONCORSO IN CORRUZIONE AGGRAVATA DALL’AVER FAVORITO UN CLAN]]></title>
<description><![CDATA[<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/mario-landolfi-159378_tn.jpg" alt="" id="383257"></em><strong>MARIO LANDOLFI</strong></span><p><strong>Carlo Tarallo per Dagospia</strong><br> <br>1-Non c'è pace per i Banana's sotto ‘o Vesuvio: la notizia del rinvio a giudizio dell'ex Ministro Mario Landolfi, attuale vicecoordinatore Pdl in Campania, tiene banco. Landolfi va alla sbarra, il Gup di santa Maria Capua Vetere Alessandra Ferrigno ha accolto le tesi del Pm Alessandro Milita e ha rinviato a giudizio il deputato Pdl (il processo inizierà il 9 luglio prossimo). Accuse pesantissime: concorso in corruzione e truffa, aggravate dall'avere agito per favorire il clan camorristico La Torre.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/bassolino-incarfagnato-165814_tn.jpg" alt="" id="389676"></em><strong>BASSOLINO INCARFAGNATO </strong></span><p>La vicenda risale al 2009: secondo l'accusa l'ex Ministro delle Comunicazioni avrebbe corrotto, attraverso promesse di incarichi e l'assunzione della moglie per tre mesi nel consorzio Eco 4, un consigliere comunale di Mondragone, la sua città inducendolo a dimettersi per evitare lo scioglimento del consiglio. L'inchiesta si basa sulle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia tra cui Gaetano Vassallo, titolare di discariche legato alla fazione del clan dei casalesi che fa capo al boss Francesco Bidognetti.</p>
<p>E Landolfi? L'ex Ministro parla di "vicenda grottesca" e di "persecuzione politica": "Non solo - spiega -  ho pubblicato sul mio profilo Facebook le telefonate il cui utilizzo è stato inibito dalla Camera ma inviai ai siti più  autorevoli oltre alle stesse telefonate anche tutti gli atti dell'inchiesta per la parte che mi riguarda. Chiunque può farsi un'idea non solo dell''oggetto dell'inchiesta ma anche della mia assoluta estraneità".</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/giorgio-napolitano-165408_tn.jpg" alt="" id="389270"></em><strong>giorgio napolitano </strong></span><p>Solidarietà a go-go dai Patonza's, mentre il commissario regionale Nitto Palma prepara, secondo indiscrezioni, una conferenza stampa pirotecnica per i prossimi giorni insieme al suo vice: "Ho letto le carte - bombarda Nittonapalm - con l'occhio del magistrato e non del politico, carte che denunciano il totale deserto probatorio". Un nuovo capitolo della guerra Pdl - toghe? Why not!<br> <br>2- I due non si sono mai presi: tra Antonio Bassolino e Giorgio Napolitano il rapporto è sempre stato contrastato. Per decenni, fino allo scontro da sangue e arena dell'anno scorso quando i rispettivi "pupilli" napoletani (l'europarlamentare Andrea Cozzolino e l'ex sottosegretario Umberto Ranieri) si sono sfidati alle primarie per il candidato a sindaco. Sfidati? Meglio dire scannati: contro ogni pronostico vinse Cozzolino, ma tra accuse di brogli, veleni, discese in campo di Saviano e mal di testa di Bersani fu tutto annullato; su quella vicenda indaga anche la Procura di Napoli, che sospetta condizionamenti della camorra.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/archivio/d34/lbrtrntn38_umberto-ranieri_tn.jpg" alt="" id="98462"></em><strong>lbrtrntn38 umberto ranieri</strong></span>
<p>Ma sull'autostrada Roma - Napoli corre il dagospiffero choc: Ranieri e Cozzolino si sono incontrati sotto er Cupolone ed hanno suggellato con un abbraccio e due ore di chiacchierata la pace fatta. Una pace che sarà ufficializzata lunedì prossimo, con Ranieri e Cozzolino che insieme a Lucia Annunziata e Andrea Orlando presenteranno a Napoli il libro di Stefano Fassina. Ed è stato proprio Fassina, su preciso mandato di Bersani, a convincere i due a riparlarsi e a benedire la stretta di mano. E' successo a Roma, al riparo (ma non abbastanza) da sguardi indiscreti.</p>
<p>Ranieri e Cozzolino partecipano a una riunione di partito. Al termine, Fassina li incontra. Il tentativo di riconciliazione riesce: i due restano soli, parlano a lungo, almeno un paio d'ore. Qualcuno, al termine del "minivertice" li vede abbracciarsi calorosamente. Cosa si saranno detti? avranno messo su una nuova "santa alleanza" degli ex Ds per tenere sotto controllo il Pd parte-nopeo e parte-sinistratissimo? Ah saperlo...<br> <br>3- Manco il tempo di farla nascere, e ‘sta benedetta "cosa moderata" della melassa Alfano - Casini - Passera- Montezemolo già scatena livori e livoretti. Due giorni fa a Roma, al ristorante Teatro di Pompeo a Campo dei Fiori, si sono attovagliati un po' di ex Dc: Gianfry Rotondi, Carlo Giovanardi, Mauro Cutrufo e altri deputati pidiellini ex scudocrociato. Il loro timore?</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/01-2011/86318_tn.jpg" alt="" id="310541"></em><strong>Andrea Cozzolino </strong></span>
<p>Che Pierfurby imponga a Angelino Jolie Alfano di farli fuori dal nuovo partito moderato che nascerà dopo i ballottaggi. Loro affilano le armi e si preparano al duello. L'arma è già stata scelta: il simbolo dello scudocrociato, in mano a Rotondi. In calendario anche una convention all'insegna dell'aridatece la Democrazia Cristiana, a fine maggio. "Se andiamo da soli, solo col simbolo prendiamo un 2,5%", prevedono. Ottimisti?</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-39043.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 18:25:49 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<item>
<title><![CDATA[LA SMENTITA DI MICHELE BARBATO - MICHELE ANSELMI DIMENTICA CHE I FILM DI SERGIO LEONE DANNO EMOZIONI]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Riceviamo e pubblichiamo</strong></p>
<p>Lettera 1<br>In nome e per conto del dott. Michele Barbato, Vi significo quanto segue:<br>sulla Vostra pagina web http://www.dagospia.com/  , è riportato a tutt'oggi un articolo diffamatorio apparso sul quotidiano La Repubblica in data 7 maggio 2012 , a firma di Paolo Berizzi e Davide Carlucci, daL titolo: "Sui conti di Formigoni nessuna restituzione a Daccò" in cui si tratta della nota vicenda.</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390843" src="/img/foto/05-2012/vauro-programma-fazio-166981_tn.jpg" alt=""></em><strong>vauro-programma-fazio</strong></span>
<p>In tale corpo di articolo senza alcuna ragione di riferimento, viene apoditticamente introdotta una diffamatoria insinuazione nei confronti del mio assistito ove si legge fra l'altro :</p>
<p>"Nell' intervista Formigoni minimizza anche la presenza di Comunione e Liberazione nella sanità lombarda. Ma a smentirlo ci sono numerosi casi. Tra i più clamorosi ce n'è uno a Melegnano, dove un ginecologo ha squarciato il velo di silenzio che tradizionalmente avvolge le nomine ai vertici delle strutture ospedaliere. La vicenda, oggetto di un ricorso al Tar, riguarda un concorso per primario di ostetricia annullato per ampliare la rosa dei candidati, nonostante i concorrenti fossero già nove.</p>
<p>Il bando viene rifatto ma il numero dei candidati è sempre lo stesso: il posto di un rinunciatario lo prende un feroce antiabortista ciellino, autore di testi sui metodi naturali di controllo delle nascite, Michele Barbato: alla fine, risulterà lui il vincitore. Va avanti l' inchiesta sulla Maugeri dei pm Orsi, Pastore, Pedio e Ruta coordinati dal procuratore aggiunto Greco"</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="387365" src="/img/foto/04-2012/michele-santoro-163500_tn.jpg" alt=""></em><strong>MICHELE SANTORO </strong></span>
<p>Tali inveritiere e non conferenti affermazioni al contenuto principale dell'articolo, costituiscono una grave lesione della fama e dell'onorabilità del dott. Michele Barbato, che si è sentito offeso nella propria reputazione e denigrato non solo nel consorzio civile, ma anche in particolare nel settore medico scientifico nazionale e internazionale ovo lo stesso è ampiamente e da molti anni conosciuto e stimato. E la diffusione di tali contenuti costituisce analoga violazione del codice penale e della legge sulla stampa.</p>
<p>La diffusione di tale articolo diffamatorio sul Vostro sito on line, accentua poi  ulteriormente il danno di immagine per il mio cliente, attesa la pregnanza e persistenza dello strumento web.<br>Distinti saluti,<br>Benedetto Tusa - avvocato</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390235" src="/img/foto/05-2012/roberto-saviano-fabio-166373_tn.jpg" alt=""></em><strong>ROBERTO SAVIANO E FABIO FAZIO IN _QUELLO CHE NON HO</strong></span>
<p>Lettera 2<br>che parlare ancora di fascismo come una cosa attuale è follia. il fascismo non c'è più, e per fortuna non ci sarà più. così come il comunismo. ci sono quattro imbecilli che urlano cose di cui non sanno nulla, e per fortuna loro non hanno mai vissuto sulla loro pelle. Occupiamoci piuttosto del fatto che è arrivato il conto di questa Repubblica,  scivolata sulla mancanza di serietà dei suoi protagonisti,  e dove nessuno vuole rinunciare a niente. ma che ce frega del fascismo e delle pippe mentali di un certo buttafuoco.</p>
<p>Lettera 3<br>Caro Dago,<br>ho letto l'articolo del Signor Anselmi su Sergio Leone.<br>Premesso che non esistono autori non criticabili e che l'articolo del Signor Anselmi ha molti spunti interessanti, mi preme sottolineare che il suddetto Signor Anselmi dimentica un piccolo particolare, e cioe' che i film di Sergio Leone prima di tutto danno emozioni a chi li vede, particolare fondamentale visto che dovrebbe essere l'elemento portante di chi fa poesia, cinema, musica, romanzi, insomma arte.<br>Gianse.</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="320199" src="/img/foto/04-2011/96027_tn.jpg" alt=""></em><strong>pippo-civati</strong></span>
<p>Lettera 4<br>Vorrei ricordare ad Anselmi che si può anche sostenere che "Guerra e pace" sia una boiata pazzesca, ma chi lo sostenga seriamente è solo un coglionazzo. (E magari ritrovassero 200 pagine di "Guerra e pace", magari). <br>Faber</p>
<p>Lettera 5<br>Caro Dago se mai si dovesse votare prima della fine dell'anno Grillo si attesterà intorno al 18-20 %. Per il prossimo anno non è possibile fare previsioni stante la profezia dei Maya.....<br> <br>Lettera 6<br>Caro Dago,<br>ricapitoliamo un attimo : Flores D'Arcais svillaneggia un po' i gggiovani-vecchi del PD, in primis Civati e Renzi, perchè non hanno abbastanza cojones e secondo lui fanno poco o niente, in un articolo sul Fatto. Civati lo sfida a singolar tenzone, per informarlo un po' meglio e perchè la sfida dialettica ha ancora il suo fascino, ma FDA manco si degna di rispondere.</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="321888" src="/img/foto/04-2011/97717_tn.jpg" alt=""></em><strong>PAOLO FLORES DARCAIS </strong></span>
<p>Renzi se ne frega e lo liquida con una bella battuta. FDA, essendo evidentemente assiduo lettore di Dagospia più che del giornale che lo ospita, che riprende la sfida di Civati, risponde solo a Renzi e solo perchè ha letto della battuta da Bigador ( sempre sia lodato ).<br>Quello di Renzi sembra il modo migliore di rapportarsi a gente come FDA, parolai perennemente in girotondo a cui per forza poi gira la testa, ma il risultato è che solo Civati, ora, potrà rivolgergli sonore pernacchie tutte le volte che apre bocca, come è giusto che sia.  Magari proprio tramite Bigador, che ormai siam sicuri essere "rilevato" dalle spocchiose e sofisticate orecchie di FDA.<br>PotereAiPiccoli</p>
<p>Lettera 7<br>Se in Indonesia i fantomatici "gruppi islamici radicali", riferendosi a Lady Gaga, usano parole come "Erotica" e "Sexy" è come se il Vaticano, allo stesso  riferimento, usasse termini come "Milf", "Bondage estremo", "spettacolini Burlesque"...  Certe trovate pubblicitarie "panem et circenses" cominciano a diventare paradossali e ridicole... e il Corriere, quasi come Studio Aperto, ne è un eccellente amplificatore.<br>Giaz</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="356584" src="/img/foto/11-2011/matteo-renzi-132608_tn.jpg" alt=""></em><strong>MATTEO RENZI </strong></span>
<p>Lettera 8<br>Caro Dago, <br>Il governo, a causa del suo "azionista", non riesce a far approvare provvedimenti essenziali come il "ddl Corruzione" che include il provvedimento sul falso in bilancio considerato importante dal governo stesso. Non sarà forse è arrivato il momento di andare alle elezioni ?<br>Saluti</p>
<p>Lettera 9<br>Dago darling, nella meneghina Pyonyang - dove il "caro leader" Pisapia e i suoi assessori sono osannati "non-stop" dalla bava dei media locali - c'é grande attesa per la prossima visita del Santo Padre di Santa Romana Chiesa. All'aereoporto di Bresso e nel vicino Parco Nord fervono già i lavori per la costruzione del sacro "temporary outlet", dove sono attesi un milione di devoti pellegrini.</p><span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="326643" src="/img/foto/05-2011/102519_tn.jpg" alt=""></em><strong>logo equitalia </strong></span>
<p>Pare persino (miracolo, miracolo!) che la scala mobile (immobile da mesi e mesi) della centralissima stazione Cordusio della Metro stia per essere rimessa in funzione... inch Allah! Però, quel poco di cielo che c'é sopra Milano e dintorni é invaso, già dai tempi della Moratti, da legioni di rumorossime e scorbutiche cornacchie. Non é che milioni di devoti di tutto il mondo vedranno in diretta TV scene (piatto ricco, mi ci ficco) che parranno un "remake" di "Gli uccelli" del grande Hitchcock? <br>Natalie Paav</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2009/19823_tn.jpg" alt="" id="244645"></em><strong>Monte dei paschi</strong></span>

<p>Lettera 10<br>L'insostenibile leggerezza di certi magistrati, che, comunque, pur nel deserto probatorio, rinviano a giudizio - vedi l'odierna decisione versus Mario Landolfi - rimanda all'opportunità di approvare anche al Senato la norma sulla responsabilità personale del giudice.<br>Fra l'altro, a parte il danno enorme alle persone,l c'è lo sperpero di danaro pubblico, ogni qual volta che vengono incardinati procedimenti destinati a finire in nulla.<br>Giancarlo Lehner, P.T.</p>

<p>Lettera 11<br>E io pensavo che con Equitalia ce l'avessero solo quei coglioni di evasori ed invece ce l'hanno anche quei coglioni degli anarchici del Fai : l'Italia è davvero strana. Come è possibile che siano dalla stessa parte quelli con ville,yacht,macchine di lusso e quelli di  un'organizzazione eversiva anarco-insurrezionalista ?<br>Sanranieri</p><span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="389127" src="/img/foto/05-2012/beppe-grillo-movimento-165265_tn.jpg" alt=""></em><strong>BEPPE GRILLO MOVIMENTO 5 STELLE</strong></span>
<p>Lettera 12<br>Caro Dago<br>questa volta l'Umbertone non potrà dichiarare di non avere alcuna conoscenza sui bilanci della Lega. Infatti tutti i rendiconto riportano in calce una bella ICS, quale firma del senatur.-- <br>Roberto</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="388245" src="/img/foto/05-2012/pierluigi-bersani-164383_tn.jpg" alt=""></em><strong>PIERLUIGI BERSANI </strong></span>
<p>Lettera 13<br>Caro Dago, il nuovo Presidente francese dimostra che la sua vittoria non fa una piega.<br>Ieri la coppia Sarkozy-Bruni, nel cambio di locatario a l'Eliseo, ha evidenziato che di stirato, come si evince dalle foto, aveva solo i sorrisi. Questa nota sartoriale confermerebbe che Hollande e fidanzata li hanno fatti grinzi.<br>Saluti, Labond</p>
<p>Lettera 14<br>Umberto Bossi indagato per truffa ai danni dello Stato. Dove sarà finito il suo dito medio tanto a lungo spavaldamente ostentato nei confronti di Roma ladrona?<br>Mike</p>
<p>Lettera 15<br>Caro Dago, <br>La JP Morgan sta nelle grazie del Democratico Obama. Il Montepaschi sta in <br>quelle del Democratico Bersani. Mi chiedo cosa accadrebbe se, invece, stessero <br>nelle grazie di Bush e Berlusconi !<br>Salve<br>Natalino Russo Seminara</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="387987" src="/img/foto/05-2012/obama-barak-164125_tn.jpg" alt=""></em><strong>obama barak </strong></span>
<p>Lettera 16<br>Ciao Rob,<br>e poi dicono che cazzeggiare su Dagospia non serva !<br>per capire chi fosse il ministro gay di Berlusca ho cercato il significato di orografico, non si finisce mai di imparare :-)<br>Saluti <br>RR</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="367353" src="/img/foto/01-2012/morgan-143420_tn.jpg" alt=""></em><strong>jp morgan</strong></span>
<p>Lettera 17<br>aggiungo un paio di ricordi personali alla discussione su Saviano, inerenti la macchina da diritti in cui si è rapidamente trasformato l'autore di Gomorra: un recente albo di Andrea Pazienza, riedizione di vecchie cose a cura di Fandango, reca la presentazione di Roberto Saviano. Ammesso che l'abbia letto, non si capisce la competenza di chi dall'inizio si occupa di tutt'altro, la mafia, mica cazzi! a introdurre il divo Paz. Ma sempre di arte pop si tratta, e poi si sa che firma famosa attira i riflettori, non si sa quanto coinvolga invece i lettori di fumetto, molto più scafati e meno fessi di quanto li facciano gli editori, e dunque transeat!</p>
<p>Poi vado a teatro a sentire Claudio Abbado al Teatro comunale di Modena, impegnato in repertorio comprendente brani di Bach e lo Stabat Mater di Pergolesi, e chi ti trovo a firmare il testo introduttivo? Roberto Saviano. Allora vado a ritroso nella mia memoria televisiva e te li trovo insieme, lui e il maestro Abbado, ospiti di quel sorridente spaciatore di marchette che è Fabio Fazio.<br>Vedi che ti fa frequentare gli ambienti giusti  <br>e avere un agente sveglio<br>Francesco Grifagno</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390581" src="/img/foto/05-2012/umberto-bossi-166719_tn.jpg" alt=""></em><strong>Umberto Bossi</strong></span>
<p>Lettera 18<br>Per fortuna Dago se no pare che in Italia l'unico problema sia il Trota. Ma a proposito da "fare fondopoli" chissà perchè i giornali di regime non parlano più di questa vicenda o se ne parlano relegano le notizie in qualche angoletto. Sta a vedere che era tutta una bufala e finirà a tarallucci e vino...Speriamo nel movimento 5 stelle e sopratutto che i grillini non facciano la fine di quelli della Lega.<br>che altro ci resta da fare ?</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="386271" src="/img/foto/04-2012/francesco-belsito-162405_tn.jpg" alt=""></em><strong>FRANCESCO BELSITO </strong></span>
<p>Lettera 19<br>Caro Dago,<br>diciamo che Santoro ha sempre modi creativi per annunciare la chiusura delle sue trattative. L'hanno scorso lo ha fatto spalando fango su Mentana e Stella. La vignetta di Vauro pubblicata sul sito di "Servizio Pubblico" che scortica e demolisce la trasmissione "lasettiana" di Fazio/Saviano, sembra contenere esattamente questo messaggio: La7, adieu!<br>amenità<br>Santi</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/articolo-39042.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 18:23:20 +0200</pubDate>
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<category domain="http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/"><![CDATA[varie]]></category>
<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<title><![CDATA[CAFONALINO MASTIKAZZI - ULTIME VIDEO DAL FRONTE DI SARA TOMMASI: “CON CORONA SIAMO INTIMI AMICI”]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>VIDEO DELLA SURREALE INTERVISTA A SARA TOMMASI<br><a href="http://www.oggi.it/video/gossip/2012/05/16/sara-tommasi-corona-marra-berlusconi-vi-svelo-tutto/" target="_blank">http://www.oggi.it/video/gossip/2012/05/16/sara-tommasi-corona-marra-berlusconi-vi-svelo-tutto/</a></strong></p>
<p><br><strong>Da "<a href="http://www.oggi.it" target="_blank">Oggi</a>" <br></strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/sara-tommasi-prega-166978_tn.jpg" alt="" id="390840"></em><strong>SARA TOMMASI PREGA IN CHIESA DA TOP </strong></span>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/sara-tommasi-prega-166979_tn.jpg" alt="" id="390841"></em><strong>SARA TOMMASI PREGA IN CHIESA DA TOP </strong></span><p>Sara Tommasi sogna l'abito bianco e una famiglia. In un'intervista video quasi onirica, tra rivelazioni su Fabrizio Corona, Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini, lancia pure un nuovo appello ad Alfonso Luigi Marra, l'avvocato filosofo impegnato nella lotta contro il "signoraggio bancario": «Ti prego, fammi tornare a casa!»<br>.<br><strong>"IL SESSO SERVE A SENTIRSI APPAGATE" </strong>- Special guest dell'Habana Cafè di Milano in occasione della serata animata dalle Drag Queen Cubane, la showgirl parla in esclusiva a oggi.it di sesso, gossip e politica. «Il mio uomo ideale deve avere tre ingredienti, fedeltà, voglia di vivere, creatività. Il sesso è l'ingrediente giusto per sentirsi <strong>appagate», aggiunge Sara.</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/sara-tommasi-servizio-166977_tn.jpg" alt="" id="390839"></em><strong>SARA TOMMASI NEL SERVIZIO PER OGGI </strong></span>
<p><strong>"IO E CORONA SIAMO AMICI INTIMI" </strong>- La Tommasi tocca anche l'argomento della sua amicizia con il suo ex Alessandro Nuccitelli e con Fabrizio Corona: «Cura la mia immagine. Con Corona siamo intimi amici, sono dieci anni che lavoriamo insieme. Sono amica di Nina, odio Belen perché credo che non abbia mai amato Fabrizio, mettergli le corna in diretta così, non si fa. E per quella storia del nostro video a luci rosse, non è vero niente, non è mai uscito. Anche se è per colpa di questo gossip che Marra ha voluto lasciarmi». Sara parla anche di Silvio Berlusconi e di Ferdinando Casini, come lei chiama il politico del Terzo Polo...</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/sara-tommasi-servizio-166976_tn.jpg" alt="" id="390838"></em><strong>SARA TOMMASI NEL SERVIZIO PER OGGI </strong></span>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-6/cafonalino/articolo-39041.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 18:18:02 +0200</pubDate>
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<category domain="http://www.dagospia.com/rubrica-6/cafonalino/"><![CDATA[cafonalino]]></category>
<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“THE FAMILY” TI ROVINA - BOSSI INDAGATO CON BELSITO PER I 18 MLN € DI RIMBORSO 2010 - AI FIGLI “5000 EURO AL MESE DI PAG]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>1 -	LEGA: MARONI, NON C'E' POSTO PER FACCENDIERI E LADRI - SU FACEBOOK PRIMA DELLA CONFERMA AVVISI GARANZIA A BOSSI E FIGLI </strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/renzo-riccardo-umberto-166750_tn.jpg" alt="" id="390612"></em><strong>RENZO, RICCARDO E UMBERTO BOSSI </strong></span>
<p>(ANSA) - "Voglio una LEGA UNITA, voglio una LEGA FORTE, voglio una LEGA VIVA. Una Lega che si concentra sulle cose da fare e non sulle menate interne, che progetta e governa, che dà risposte. LARGO AI GIOVANI E A CHI E' CAPACE. Per faccendieri, ladri e ciarlatani non c'é posto nella Lega del futuro", ha scritto 4 ore fa Roberto Maroni su FB.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/10-2011/renzo-bossi-umberto-128597_tn.jpg" alt="" id="352594"></em><strong>RENZO BOSSI CON UMBERTO BOSSI </strong></span>
<p>Sulla pagina di Facebook di Maroni non c'é ancora un suo commento diretto sugli avvisi di garanzia emessi dalla procura milanese. Ma intanto è arrivato quello di un suo 'fan', un giovane bergamasco, non proprio positivo nei confronti dei giudici: "Ho sentito adesso al telegiornale che Bossi e suoi due figli truffa allo Stato? Ma che cavolata è?".</p>
<p><strong>2 -	LEGA: DAGRADA A PM, BOSSI FIRMAVA RENDICONTI </strong><br>(ANSA) - "Umberto Bossi firmava i rendiconti del partito". E' quanto avrebbe detto in sostanza ao pm di Milano la responsabile amministrativa di via Bellerio, Nadia Dagrada. Le dichiarazioni della dirigente sarebbero, da quanto si è saputo, uno degli elementi su cui si fonda l'accusa di truffa ai danni dello stato a carico del senatur.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/06-2009/24313_tn.jpg" alt="" id="249102"></em><strong>UMBERTO E RENZO BOSSI AL SEGGIO</strong></span>
<p><strong>3 -	BOSSI INDAGATO COME LEGALE RAPPRESENTANTE PARTITO </strong><br>(ANSA) - Umberto Bossi, indagato dalla procura di Milano per truffa ai danni dello Stato nell'ambito dell'inchiesta sui fondi della Lega Nord, risponde come legale rappresentante del partito in quanto firma i rendiconti che portano all'erogazione dei rimborsi elettorali. Nei confronti del leader del Carroccio, a differenza dei suoi due figli, da quanto si è saputo, non c'é alcuna contestazione che riguarda presunte spese personali.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/francesco-belsito-umberto-159062_tn.jpg" alt="" id="382942"></em><strong>FRANCESCO BELSITO CON UMBERTO BOSSI</strong></span><p><strong>4 -	ACCUSA A BOSSI RELATIVA A TRUFFA DA 18 MLN DI EURO </strong><br>(ANSA) - L'accusa a carico di Umberto Bossi, che oggi ha ricevuto un'informazione di garanzia dalla procura di Milano, riguarda una presunta truffa ai danni dello Stato da 18 milioni di euro di cui risponde in concorso anche l'ex tesoriere Francesco Belsito. Sono 18 milioni di euro infatti la cifra che il partito ha incassato presentando, secondo l'accusa, un rendiconto infedele nell'agosto 2011 per avere i rimborsi elettorali relativi all'anno 2010.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/rosi-mauro-bossi-160468_tn.jpg" alt="" id="384341"></em><strong>ROSI MAURO E BOSSI</strong></span>
<p><strong>5 -	UMBERTO BOSSI DA STAMANI IN VIA BELLERIO </strong><br>(ANSA) - Il presidente della Lega Umberto Bossi è nel suo ufficio nella sede federale in via Bellerio a Milano dalla tarda mattinata. Lì era dunque presente quando è uscita la notizia dell'indagine a suo carico per truffa aggravata ai danni dello Stato.</p>
<p><strong>6 -	SALVINI, BOSSI? NON SI E' MAI ARRICCHITO </strong><br>(ANSA) - "Chiunque conosca Bossi ne conosce lo stile di vita. Tutto ha fatto fuorché arricchirsi, chi dice il contrario mente". Lo ha detto l'europarlamentare della Lega, Matteo Salvini, interpellato in via Bellerio sull'indagine a carico di Umberto Bossi.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/umberto-bossi-manuela-159479_tn.jpg" alt="" id="383357"></em><strong>UMBERTO BOSSI MANUELA MARRONE E I FIGLI jpeg</strong></span>
<p><strong>7 -	AL VAGLIO PM POSIZIONI MOGLIE BOSSI E ROSI MAURO </strong><br>(ANSA) - I pm di Milano, che indagano sui fondi della Lega, stanno vagliando anche, da quanto si è saputo, le posizioni della moglie di Umberto Bossi, Manuela Marrone, e della vicepresidente del Senato, Rosi Mauro, che allo stato non sono indagate. Secondo gli inquirenti, infatti, sono necessari ulteriori approfondimenti sui soldi che sarebbero stati destinati alla scuola Bosina fondata dalla moglie del Senatur e sui fondi che sarebbero andati al Sindacato Padano fondato da Mauro.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/09-2011/manuela-marrone-moglie-124319_tn.jpg" alt="" id="348344"></em><strong>MANUELA MARRONE MOGLIE DI UMBERTO BOSSI</strong></span>
<p><strong>8 -	INDAGINI,'PAGHETTA' DA 5000 EURO AL MESE A FIGLI BOSSI </strong><br>(ANSA) - Una 'paghetta' mensile di 5000 euro ciascuno a Renzo e Riccardo Bossi, oltre alle spese personali. E' quanto emerge dalle indagini della Procura di Milano sui fondi della Lega e che oggi hanno portato al recapito di informazioni di garanzia a Umberto Bossi, per truffa ai danni dello Stato e ai suoi figli per appropriazione indebita. Gli accertamenti sulla 'paghetta' ipotizzata riguardano gli anni 2008-2011.</p>
<p><strong>9 -	INDAGINI, BOSSI SAPEVA DI SOLDI PARTITO AI FIGLI </strong><br>(ANSA) - Stando a quanto è emerso dalle indagini della Procura di Milano sui fondi della Lega, Umberto Bossi sarebbe stato a conoscenza del fatto che i suoi due figli, Renzo e Riccardo, utilizzassero per le loro spese personali i soldi del partito, facendo rifermento per ottenerli all'allora tesoriere Francesco Belsito. Dai due figli del leader infatti arrivavano, secondo le indagini, richieste esplicite di denaro al tesoriere e per i due c'era a disposizione una sorta di 'paghetta' di 5000 euro al mese a testa.</p>
<p><strong>10 -	RICCARDO BOSSI SCRISSE A BELSITO, HO PARLATO CON PAPA' </strong><br>(ANSA) - "Ne ho parlato con papà". Così, da quanto si è saputo, Riccardo Bossi, figlio del Senatur, in una lettera indirizzata all'allora tesoriere Francesco Belsito spiegava all'amministratore del partito di aver informato suo padre riguardo ad alcune sue spese personali. La lettera è stata trovata dagli investigatori nella famosa cartella 'The family'.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2011/103159_tn.jpg" alt="" id="327283"></em><strong>BOSSI BORGHEZIO</strong></span>
<p><strong>11 -	RENZO BOSSI IN VACANZA IN MAROCCO </strong><br>(ANSA) - Non si trova in Italia ma in vacanza in Marocco, Renzo Bossi, il figlio del Senatur che oggi ha ricevuto un'informazione di garanzia con l'accusa di appropriazione indebita nell'ambito dell'inchiesta sui fondi della Lega. A quanto si è appreso, Renzo è partito ieri per il Marocco insieme alla fidanzata, all'ex assessore lombardo Monica Rizzi e al compagno di quest'ultima.</p>
<p><strong>12 -	LEGA: GENTILINI, FUCILAZIONE 'ELETTORALE'PER ALTO TRADIMENTO </strong><br>(ANSA) - Una "fucilazione elettorale alla schiena per alto tradimento, come succedeva nei tribunali militari": la auspica Giancarlo Gentilini, prosindaco di Treviso, nei confronti degli esponenti della Lega - tra cui Umberto Bossi - raggiunti da avvisi di garanzia per truffa ai danni dello Stato.</p>
<p>"Questa indagine della magistratura - afferma Gentilini - è un segnale che la Lega bossiana è giunta al capolinea. L'altra Lega sarà quella di Maroni, Tosi, Gentilini e Zaia, che devono nuovamente essere credibili nei confronti di tutti quelli che hanno votato il partito e sono rimasti schifati dal comportamento della moglie di Bossi, del Trota, di Rosi Mauro, di Belsito e Giorgio Stiffoni".</p>
<p>Per Gentilini, "forse Bossi è il meno colpevole perché data la sua malattia non era in grado di controllare tutto e tutti: anche il naufragio del governo Berlusconi-Bossi dipende purtroppo dalla malattia di Bossi, che non è stato in grado di essere quell'animale politico che faceva pressione vitale sui suoi compagni di viaggio". "Bisogna avere il coraggio - conclude - di mandare a casa tutti quelli che per tanti anni hanno messo le mani nel vaso della marmellata e si sono leccati il dito. Bisogna adoperare il bisturi senza guardare in faccia nessuno: meglio è che non si facciano più vedere né nei congressi né nei comizi in piazza, questo vale anche per Bossi".</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/bossi-indagato-166957_tn.jpg" alt="" id="390819"></em><strong>BOSSI INDAGATO</strong></span>
<p><strong>13 -	LEGA: BORGHEZIO, UN'ALTRA MEDAGLIA SUL PETTO DI BOSSI </strong><br>(ANSA) - "Chi tocca Bossi finisce male". E ancora: "Questa inchiesta giudiziaria su Bossi, per noi patrioti padani indipendentisti, non rappresenta altro se non un'ennesima medaglia sul petto di Bossi". Mario Borghezio in una nota fa la difesa d'ufficio del 'senatur' aggiungendo che "questo Stato centralista e coloniale non si illuda di fermare con mezzi mafiosi la lotta di libertà intrapresa dal risvegliatore del nostro Popolo, che noi seguiremo sempre e comunque".</p>
<p>Ma quando gli si chiede di entrare nel merito dei fatti dell'inchiesta su Bossi l'eurodeputato leghista all'ANSA parla di "incomprensibile distrazione" e della "malattia" che ha "permesso l'ascesa di Belsito", l'amministratore "passato dal ruolo di autista a quello di tesoriere" quando "il mio concittadino Cesare Lombroso avrebbe individuato subito il soggetto".</p>
<p><strong>14 -	FOLLINI, MESCHINO INFIERIRE, MA NON DIMENTICARE CAPPIO </strong><br>(ANSA) - "Bossi indagato. Troppo meschino infierire, troppo indulgente dimenticare il cappio". Lo scrive sul suo profilo twitter Marco Follini, senatore del Partito democratico.</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-39040.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 18:09:41 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<item>
<title><![CDATA[STAMPA QUESTO! - UN REATTORE NUCLEARE NASCOSTO GIÙ IN CANTINA. NEL QUARTIER GENERALE DELLA KODAK]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>M.Ser. per<a href="http://www.corriere.it/" target="_blank"> Corriere.it</a></strong></p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="353386" src="/img/foto/10-2011/kodak-129391_tn.jpg" alt=""></em><strong>KODAK</strong></span>
<p>Un reattore nucleare nascosto giù in cantina. Nel quartier generale della Kodak di Rochester nello stato di New York. Il marchingegno è rimasto nel palazzo dal 1974 fino al novembre 2007, all'insaputa della maggior parte degli impiegati.</p>
<p><strong>STANZA SEGRETA </strong>- A raccontare l'incredibile storia è il quotidiano locale, Democrat and Chronicle. Il reattore era situato in una stanza con pareti spesse 60 centimetri, nascosta nel seminterrato dell'edificio 82 del quartier generale Kodak. E in pochissimi nel colosso oggi in grave difficoltà, in amministrazione controllata dallo scorso gennaio, erano a conoscenza della sua esistenza e ancora meno vi avevano accesso.</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390818" src="/img/foto/05-2012/reattore-alla-kodak-166956_tn.jpg" alt=""></em><strong>reattore alla kodak</strong></span>
<p>Stando a Democrat and Chronicle, il reattore era troppo piccolo per essere definito un «impianto nucleare» e non c'era alcun rischio che potesse esplodere. Un ex ricercatore dell'azienda ha inoltre spiegato che le barre di uranio in realtà non sono mai state mosse per 30 anni. Ciononostante, poiché il reattore conteneva circa un chilogrammo e mezzo di uranio arricchito, il bunker con il reattore era strettamente sorvegliato.</p>
<p><strong>OBBLIGATI AL SILENZIO</strong> - Sebbene abbiano assicurato che non hanno mai provato a occultare l'esistenza del reattore, i dirigenti Kodak ammettono anche di non aver mai pubblicizzato la cosa e che negli ultimi anni, per precauzione, sulla scia degli attentati dell'11 settembre 2001, sono stati obbligati al silenzio dal governo federale.</p>
<p>Ma perché Kodak avesse un reattore nucleare continua a rimanere un mistero. Stando ad alcuni suoi dirigenti, l'azienda lo utilizzava per controllare che i materiali adoperati non avessero impurità. Ma c'è chi ipotizza ricerche commissionate dal governo durante la Guerra Fredda.</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-39039.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 18:06:47 +0200</pubDate>
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<category domain="http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/"><![CDATA[business]]></category>
<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
</item>
<item>
<title><![CDATA[  UNA GANG DI ROMENI D’ETNIA ROM “COMPRA” DA UN’ALTRA BANDA UN PEZZO DI VIA AURELIA IN CUI PIAZZARE LE ‘LUCCIOLE’]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Massimo Lugli per "la Repubblica - Roma"</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/aurelia-166951_tn.jpg" alt="" id="390813"></em><strong>VIA AURELIA</strong></span>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="345759" src="/img/foto/09-2011/prostituta-tedesca-121723_tn.jpg" alt=""></em><strong>PROSTITUTA TEDESCA</strong></span>
<p>Un tratto di via Aurelia "comprato" per 10 mila euro e affittato agli sfruttatori e alle prostitute: 50 euro a notte per lavorare, punizioni durissime in caso di sconfinamento. Una ragazza messa in palio e vinta a una partita a dadi, un´altra marchiata a fuoco dal suo "proprietario". Una galleria di orrori quella scoperta dai carabinieri del capitano Emanuela Rocca (la prima donna a indossare la divisa dell´Arma nel 2000) comandante della compagnia di Tivoli.</p>
<p>Una gang di sfruttatori romeni di etnia rom è stata sgominata dal pool investigativo coordinato dal colonnello Rosario Castello: undici le persone arrestate tra cui tre donne. Al vertice dell´organizzazione una coppia, marito e moglie, che, anni fa, aveva deciso di mettersi in affari acquistando da un´altra banda una piccola fetta della via Aurelia, da "Mondo Convenienza" fino a Ponte Massimino.</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="339799" src="/img/foto/07-2011/segnale-attenzione-prostitute-115711_tn.jpg" alt=""></em><strong>SEGNALE ATTENZIONE PROSTITUTE </strong></span>
<p>Un´autentica fabbrica di denaro che rendeva fino a cinquecento euro pulite per notte. Ma conquistare un territorio è una cosa, difenderlo un´altra: gli investigatori stanno lavorando su una serie di aggressioni e di rapine: probabili ritorsioni per qualcuno o qualcuna che aveva varcato i confini.</p>
<p>L´inchiesta ha preso il via nel modo più banale: i consueti controlli del gruppo di Frascati sulle zone dove è più fiorente la prostituzione di strada: l´Aurelia, la Salaria, la Tiburtina, la Collatina. Molto spesso le ragazze, dopo aver lavorato per anni sotto il tallone degli sfruttatori, si mettono in proprio o sono alle dipendenze di qualche "magnaccia" di piccolo calibro, una via di mezzo tra il "protettore" e il fidanzato.</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="299796" src="/img/foto/10-2010/75438_tn.jpg" alt=""></em><strong>Prostitute spagnole</strong></span>
<p>Ma i carabinieri hanno capito presto che, stavolta, erano alle prese con una gang molto più strutturata: un´organizzazione di giovani rom al comando della coppia "regnante" di 43 e 40 anni. La donna era un´ex prostituta con spiccate capacità manageriali che aveva deciso di fare le cose in grande. Gli otto sfruttatori vivevano tra la Borghesiana, Corcolle, Rocca Cencia e Finocchio e dirigevano un gruppo di circa 20 ragazze, autentiche schiave private di ogni dignità e di qualsiasi diritto.</p>
<p>Costrette a lavorare dal primo pomeriggio fino a notte inoltrata, le giovani donne erano trattate come bestiame: una di loro aveva una sorta di marchio impresso al fuoco sul fianco col nome del suo "padrone": Manuel. Un´altra è stata costretta a prostituirsi anche in fase avanzata della gravidanza, tutte venivano, regolarmente, picchiate, seviziate e stuprate dagli sfruttatori che potevano cederle e venderle a loro piacimento.</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="231730" src="/img/foto/12-2008/6865_tn.jpg" alt=""></em><strong>Prostitute</strong></span>
<p>Una ragazza bella e procace è stata messa in palio durante un´accanita partita a dadi e ha cambiato "proprietario" nel giro di una serata. Gli aguzzini non fornivano alle loro schiave nemmeno gli abiti da "lavoro" e le ragazze dovevano procurarsele rubacchiando nei negozi durante le poche ore libere. Gli undici romeni sono stati fermati all´alba durante un blitz dei carabinieri e i fermi sono già stati convalidati dal magistrato.</p>
<p>Soddisfazione per l´inchiesta dei militari e solidarietà alle vittime degli sfruttatori sono state espressi tra gli altri dal vicesindaco Sveva Belviso che si è si augurata: «una pena severa per chi si è macchiato di un orrendo crimine come la tratta sessuale».</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-39038.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:49:32 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GRANATA CONTRO GLI EBREI, GRANE PER FINI - “QUELLA SEMITA È LA PIÙ POTENTE LOBBY ECONOMICA”]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Tommaso Montesano per "<a href="http://www.liberoquotidiano.it/" target="_blank">Libero</a>"</strong></p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="292498" src="/img/foto/08-2010/68091_tn.jpg" alt=""></em><strong>FINI E GRANATA</strong></span> <span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="312175" src="/img/foto/02-2011/87968_tn.jpg" alt=""></em><strong>FABIO GRANATA </strong></span>
<p>E dire che Gianfranco Fini aveva investito tanto, se non tutto, sulle relazioni con Israele. Chi non ricorda la prima visita nello Stato ebraico, nel 2003, quando con la kippah in capo l'allora leader di An definì il fascismo «male assoluto»?</p>
<p>Poi succede che mentre, da presidente della Camera, due giorni fa Fini riceve a Montecitorio il segretario generale del World jewish congress, Dan Diker, e il presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, su Facebook Fabio Granata, vicecoordinatore nazionale di Fli, prenda le difese di tal Giovanni Ceccaroni, un militante del suo partito che a sua volta aveva pubblicato una nota in cui, come denunciato da romaebraica.it, voce della comunità della Capitale, «descriveva l'ebraismo italiano come una potente lobby che andava contro gli interessi del nostro Paese».</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="289801" src="/img/foto/07-2010/65362_tn.jpg" alt=""></em><strong>FABIO GRANATA GIANFRANCO FINI </strong></span>
<p>Ebbene Granata, peraltro in un momento non certo florido per le sorti politiche della piccola formazione finiana, non ha trovato niente di meglio da fare che difendere Ceccaroni avallando in parte le sue tesi. «Ho molti amici ebrei», ha scritto infatti il deputato siciliano, «e sono i primi a rivendicare con orgoglio la loro capacità di coesione e strategia comune che, in campo economico, diventa attività lobbistica. E che economicamente questa lobby sia la più influente del pianeta è un dato oggettivo: quindi calma e serenità». Insomma, niente provvedimenti contro Ceccaroni: la lobby con la stella di David non solo esiste, ma è anche forte e potente.</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="297744" src="/img/foto/10-2010/73360_tn.jpg" alt=""></em><strong>Gianfranco Fini con la kippah </strong></span>
<p>Peccato che la sortita di Granata provochi non solo un terremoto in Fli, già alle prese con le fibrillazioni dovute all'annunciata fine del Terzo polo, ma anche la risentita reazione della stessa comunità ebraica. Sul blog degli ebrei romani appare un post, firmato da Fabio Perugia, in cui ci si chiede come «ancora oggi, nel 2012 e all'alba della Terza repubblica», si possa «ascoltare un parlamentare della nostra Repubblica esprimersi con toni discriminatori nei confronti dell'ebraismo. Il politico in questione è Fabio Granata». Poi su focusonisrael.org, un forum che dà voce soprattutto alla comunità della Capitale, nel riportare le parole del deputato l'attenzione si sposta sul presidente di Fli: «E Fini che ne pensa?».</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="339691" src="/img/foto/07-2011/enzo-raisi-115603_tn.jpg" alt=""></em><strong>Enzo Raisi </strong></span>
<p>Il consultore eletto Vito Kahlun sfida Granata a indicare il «nome di una lobby economica ebraica, così mi ci iscrivo subito. Magari mi trovano anche un lavoro». Insomma, un vespaio. Alimentato anche dai colleghi di Granata, che stavolta non intendono farla passare liscia al deputato siciliano. Su Facebook, Enzo Raisi è un fiume in piena: «Come volevasi dimostrare, in tempi di crisi economica si cerca il nemico e ahimé torna di moda la teoria della lobby ebraica. Veramente la memoria storica è patrimonio di pochi».</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="289804" src="/img/foto/07-2010/65365_tn.jpg" alt=""></em><strong>FILIPPO ROSSI </strong></span>
<p>Ancora più duro il senatore Giuseppe Valditara: «A me sta a cuore sapere se ci sono in Fli razzisti mascherati o neofascisti in doppiopetto perché porrei ai vertici nazionali una richiesta precisa: che si faccia pulizia e si caccino dal partito». Le scatole girano parecchio anche a Filippo Rossi, direttore del Futurista: «Un movimento sano caccerebbe a calci in culo chi parla di lobby ebraica». Troppo alto il rischio di rovinare con un post uno sforzo lungo nove anni.</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-39037.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:45:36 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CAFONALINO  - SIETE PRONTI AD AFFRONTARE LE PIÙ BRUTTE COPERTINE DI 33 GIRI DELLA STORIA?]]></title>
<description><![CDATA[<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/peggiori-copertine-album-166947_tn.jpg" alt="" id="390809"></em><strong>LE PEGGIORI COPERTINE DI ALBUM DELLA STORIA jpeg</strong></span><p><strong>Copertine raccolte dal sito: <a href="http://blog.tastebuds.fm/%20" target="_blank">http://blog.tastebuds.fm/ </a></strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/peggiori-copertine-album-166948_tn.jpg" alt="" id="390810"></em><strong>LE PEGGIORI COPERTINE DI ALBUM DELLA STORIA jpeg</strong></span>
<p>DAGOREPORT - I geni di Tastebuds (che in italiano vuol dire "papille gustative") hanno raccolto sul loro sito le più brutte copertine di 33 giri della storia. Capolavori che vanno da "My pussy belongs to daddy" (‘La mia micia appartiene a papino', con tettona in primo piano e gatta in grembo) a Devastatin' Dave col suo "Zip Zap Rap", un mix di pelle nera e pacco in primo piano.</p>
<p>Gli intramontabili successi di "Bestiality" vanno assaporati con "A Taste of Dick Black" (letteralmente: un assaggio di cazzo nero), per poi appoggiarsi sul seno prosperoso come fa Martin Denny o, per gli amanti del genere, sul polpaccio peloso di Savela Jovanovic.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/peggiori-copertine-album-166945_tn.jpg" alt="" id="390807"></em><strong>LE PEGGIORI COPERTINE DI ALBUM DELLA STORIA jpeg</strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/peggiori-copertine-album-166946_tn.jpg" alt="" id="390808"></em><strong>LE PEGGIORI COPERTINE DI ALBUM DELLA STORIA jpeg</strong></span>
<p>Il quartetto dei ministri chiede se è possibile toccarlo ("Let me touch him"), Svetlana Gruebbersolvik mostra il suo talento col flauto, mentre Millie Jackson (non è la undicesima sorella di Michael, ma una formidabile cantante r&b che ha venduto comunque milioni di copie) seduta sulla tazza ci invita a tornare tutti alla merda ("Back to the shit"). Chiudiamo con un album che potrebbe essere messo in loop nel programma di Fazio e Saviano: "Tutti i miei amici sono morti", con Freddy Gage in stivaletti di pelle bianca davanti a una lapide.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/peggiori-copertine-album-166941_tn.jpg" alt="" id="390803"></em><strong>LE PEGGIORI COPERTINE DI ALBUM DELLA STORIA jpeg</strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/peggiori-copertine-album-166940_tn.jpg" alt="" id="390802"></em><strong>LE PEGGIORI COPERTINE DI ALBUM DELLA STORIA jpeg</strong></span>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-6/cafonalino/articolo-39036.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:41:49 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CULATELLO? NO, PARMA-COTTO! - GRILLINI IN VANTAGGIO DI 6 PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO PD…]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Elisa Calessi per "<a href="http://www.liberoquotidiano.it/" target="_blank">Libero</a>"</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/beppe-grillo-movimento-165265_tn.jpg" alt="" id="389127"></em><strong>BEPPE GRILLO MOVIMENTO 5 STELLE</strong></span>
<p>La guerra di conquista è inarrestabile. Punta al profondo dell'Emilia rossa. E parte da Parma, quella che Beppe Grillo ha già battezzato la «nostra piccola Stalingrado ». A rafforzare una speranza che fino a pochi giorni fa sembrava fantascienza, cioè che domenica, ai ballottaggi, il Movimento 5 Stelle conquisti la ricca Parma, eleggendo il sindaco, è un sondaggio riservato. Commissionato dal Movimento 5 Stelle, dà Federico Pizzarotti, il 39enne esperto di informatica e appassionato di judo, al 53%, mentre Vincenzo Bernazzoli, il candidato del Pd, sostenuto da tutto il centrosinistra, è fermo al 47%.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/pizzarotti-166918_tn.jpg" alt="" id="390780"></em><strong>Pizzarotti</strong></span>
<p>Il sondaggio è arrivato al quartier generale del Nazareno, dove è subito scattato l'allarme. Perché, se i risultati lo confermassero, rovinerebbe la festa di un secondo turno che consegnerà la maggioranza dei comuni al centrosinistra. Ma non Parma. Del resto, la mobilitazione dei grillini è eccezionale. Sabato e domenica c'è stata in città una vera e propria invasione di militanti da tutta Italia. Tra banchetti e volantinaggi i supporter del Movimento 5 Stelle hanno battuto la città palmo a palmo. Il Pdl, al primo turno crollato al 4,7%, ufficialmente non si è schierato.</p>
<p>Ma in molti sono convinti che gran parte dell'elettorato voterà il grillino. «Figurati se si lasciano scappare l'occasione di farci perdere», ragiona un esponente del Pd. Mentre Elvio Ubaldi, il candidato dell'Udc e di una lista civica, arrivato terzo, si è lasciato scappare un quasi endorsement per Pizzarotti. Ma quello che più preoccupa i democratici è il clima che si respira in città. Confida un dirigente del partito: «C'è un sentimento di ripulsa per tutta la politica, in senso lato. Della serie: "Mandiamoli tutti a casa". E noi, nonostante prima non governassimo, siamo associati agli altri, a quelli che hanno fatto il disastro. Siamo un tutt'uno con quella politica che va cacciata».</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/beppe-grillo-comizio-165135_tn.jpg" alt="" id="388997"></em><strong>BEPPE GRILLO AD UN COMIZIO </strong></span>
<p>Parma viene da un commissariamento, dopo che la giunta di centrodestra, guidata da Pietro Vignali, Pdl, è stata coinvolta in un'inchiesta per corruzione. A questo si è aggiunto il quasi default finanziario, visto che il Comune è alle prese con circa 700 milioni di debito, di cui oltre la metà generati dalle aziende partecipate. Fino a due settimane fa si sarebbe detto un terreno perfetto per consentire una vittoria dell'opposizione di centrosinistra. Ma Pizzarotti ha ribaltato ogni previsione. E domenica rischia di compiere l'opera. Secondo il sondaggio la distanza tra i due è di 6 punti, a vantaggio del grillino. Troppi per essere colmati in pochi giorni.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/archivio/d22/gnocchi_gene_003_tn.jpg" alt="" id="70930"></em><strong>GNOCCHI GENE</strong></span>
<p>Nel Pd, nonostante le facce preoccupate, giurano che altri sondaggi, commissionati da loro, darebbero un testa a testa. Chi non si rassegna, sostiene che «in città, dopo il voto di protesta del primo turno, la gente sta cominciando a riflettere: «Il Comune a giugno rischia di non avere i soldi per gli stipendi, la situazione è tale che serve qualcuno che abbia competenza». E Bernazzoli, dicono, ha il profilo del bravo amministratore. Sindaco di un comune dei dintorni, presidente della provincia.</p>
<p>E però, ammette con sincerità un dirigente democratico, «in questo clima di antipolitica un cursus di questo tipo è uno svantaggio ». La vicenda che ha portato alla caduta della giunta del Pdl ha provocato una reazione contro tutti i partiti. «C'è una voglia di rivalsa e il M5S la intercetta». Ieri doveva esserci un confronto alla Gazzetta, lo storico quotidiano della città, tra Pizzarotti e Bernazzoli, ma il primo ha disertato. La scusa ufficiale, comunicata via Twitter, è un'improvvisa influenza. A meno che non sia l'effetto del sondaggio detto: è una regola aurea, infatti, che chi è in vantaggio deve evitare dibattiti con l'inseguitore. Ormai mancano pochi giorni.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/beppe-grillo-movimento-164969_tn.jpg" alt="" id="388831"></em><strong>BEPPE GRILLO MOVIMENTO 5 STELLE</strong></span>
<p>E venerdì, per la chiusura della campagna elettorale, arriverà niente meno che Beppe Grillo. Segno di come il M5Spunti su Parma. Il Pd risponderà con un'iniziativa in cui la guest star è Gene Gnocchi, nessun big nazionale. Ma fermare il M5S, in questo affondo emiliano, non sarà facile. A Parma come in altre parti dell'Emilia un tempo rossa. Anche a Budrio e a Comacchio, infatti, i candidati del M5S rischiano di vincere i ballottaggi, sconfiggendo quelli del Pd.</p>
<p> </p>]]></description>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:35:34 +0200</pubDate>
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<title><![CDATA[ IL CODICE DE PEDIS - LA SCIENTIFICA CERCA STANZE SEGRETE NELLA CRIPTA DI SANT’APOLLINARE...]]></title>
<description><![CDATA[<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/12-2009/44173_tn.jpg" alt="" id="268784"></em><strong>TOMBA DEPEDIS</strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/emanuela-orlandi-sinistra-166913_tn.jpg" alt="" id="390775"></em><strong>Emanuela Orlandi a sinistra scomparsa a anni e De Pedis depedis </strong></span><p><strong>1 - GIALLO DI EMANUELA UN FILM IN DUE PUNTATE</strong><br>Da "la Repubblica - Roma" - Un film per la tv sul mistero della sparizione di Emanuela Orlandi. L´annuncio del lungometraggio, che si svilupperà in due puntate, è stato dato dal regista Roberto Faenza e dal produttore Pietro Valsecchi. "Dopo anni di ricerche è venuto il momento per il cinema di dare un contributo per fare luce su uno dei misteri più sconcertanti" ha detto Faenza. «Ora si dirà che la pista della tomba non ha portato a nulla - ha aggiunto Valsecchi - e si cercherà di convincere l´opinione pubblica che il caso è chiuso. La verità è che c´è chi sa, ma tace. Ha ragione il fratello della Orlandi, Pietro, a insistere perché chi sa parli".</p>
<p><strong>2 - TROPPI SEGRETI IN QUELLA CRIPTA<br>Giacomo Galeazzi per "<a href="http://www.lastampa.it/" target="_blank">La Stampa</a>"</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/emanuela-orlandi-166664_tn.jpg" alt="" id="390526"></em><strong>EMANUELA ORLANDI </strong></span>
<p>Mistero nei sotterranei di Sant'Apollinare: ci sono altri «locali non segnalati» nella cripta del boss. E quindi, probabilmente, là sotto restano ancora «molte ossa in più rispetto a quelle trovate lunedì nella prima ispezione».</p>
<p>Alla «task force» dell'Ert (Esperti ricerche tracce) e alla squadra dei geologi forensi, la procura di Roma ha affidato un compito non previsto al momento dell'apertura della tomba del boss della Magliana, il «benefattore» Renatino De Pedis: stabilire se ci siano altri ambienti sconosciuti sotto il pavimento della centralissima chiesa di Roma, non indicati nelle cartine ricevute dagli inquirenti.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/pedis-ispezioni-basilica-166917_tn.jpg" alt="" id="390779"></em><strong>de pedis ispezioni_basilica_sant_apollinare</strong></span>
<p>«Dobbiamo accertare se le pareti della cripta nascondono cavità e quindi ulteriori ossa, utilizzando i georadar e altre sofisticate apparecchiature», riferiscono fonti della polizia scientifica.</p>
<p>«Lì sotto sono state fatte negli ultimi anni opere di abbattimento e, non disponendo di una mappa catastale, stiamo applicando il protocollo di polizia previsto negli ambienti interni di non certa individuazione - spiegano alla scientifica-. L'area dell'ossario è stata notevolmente modificata nel 2005».</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/pietro-valsecchi-166174_tn.jpg" alt="" id="390036"></em><strong>PIETRO VALSECCHI </strong></span>
<p>Cioè quando una telefonata anonima arrivata alla trasmissione «Chi l'ha visto?» esortò a controllare chi fosse sepolto a Sant'Apollinare per scoprire la verità sulla scomparsa della cittadina vaticana, Emanuela Orlandi.</p>
<p>Ventinove anni fa fu notata per l'ultima volta a pochi passi da Sant'Apollinare: un vigile in servizio tracciò l'identikit del giovane con lei. In questura riconobbero subito De Pedis. Poi un vortice di depistaggi, rivendicazioni di sigle criminali, intrecci con l'attentato a Wojtyla e il crac Ambrosiano-Ior.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/11-2011/roberto-faenza-132734_tn.jpg" alt="" id="356710"></em><strong>ROBERTO FAENZA </strong></span>
<p>In un colloquio in Turchia, Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, è stato invitato da Alì Agca a guardare dentro le Mura leonine. L'attentatore di Karol Wojtyla ha chiamato in causa direttamente il cardinale Re. Ieri gli investigatori della polizia scientifica e gli archeologi forensi hanno effettuato una serie di campionamenti su una parete della cripta dove lunedì, dopo 22 anni, è stata aperta la tomba del boss.</p>
<p>Il rettore della basilica affidata all'Opus Dei, padre Pedro Huidobro è anche medico legale. Gli esperti, che dopo l'ispezione del sepolcro avevano abbattuto lunedì un muro e trovato una nicchia dove erano riposte centinaia di cassette contenenti reperti ossei di diversa datazione, vogliono capire se una seconda parete della cripta sia in realtà una intercapedine con altrettante nicchie nascoste.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/archivio/d17/chiesa-sant-apollinare_tn.jpg" alt="" id="59976"></em><strong>chiesa sant apollinare</strong></span><p>Devono decidere se anche questa parete debba essere abbattuta. Le verifiche servono ad accertare la datazione del «manufatto» mentre fuori, in un tendone allestito nel cortile della basilica, il team «Labanof» (Laboratorio di antropologia e odontologia forense) della consulente Cristina Cattaneo prosegue le operazioni di analisi. Sono state aperte e catalogate una cinquantina delle 200 cassette di ossa finora rinvenute. Cinque donne e due uomini sono al lavoro: in ogni cassetta sono custoditi resti ossei (dai tre ai cinque) e gli esperti li dividono in base alle caratteristiche morfologiche.</p>
<p>Saranno svolti ulteriori accertamenti e il prelievo del Dna sui resti che per sesso, età e datazione hanno caratteristiche simili a quelle della Orlandi e che potrebbero essere astrattamente compatibili.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/02-2012/pietro-orlandi-152133_tn.jpg" alt="" id="376042"></em><strong>PIETRO ORLANDI</strong></span>
<p>Il primo passo è la separazione delle ossa più vecchie da quelle più recenti, poi si cercherà di individuare quelle di sesso femminile e quelle di sesso maschile. Infine sarà effettuato il prelievo del Dna affinché possa essere comparato con quello di Emanuela Orlandi. L'apertura delle tomba di De Pedis potrebbe essere l'ultimo atto dell'inchiesta che si sta conducendo sulla scomparsa della ragazza.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/01-2010/45809_tn.jpg" alt="" id="270401"></em><strong>ali agca</strong></span>
<p>Nell'indagine ci sono cinque indagati con l'ipotesi di omicidio: tra loro Sergio Virtù, autista di De Pedis, Angelo Cassani, detto «Ciletto», Gianfranco Cerboni detto «Giggetto», che compaiono nelle varie fasi dell'indagine. Sabrina Minardi, anche lei indagata, è entrata nell'inchiesta da super testimone indicando il collegamento tra la sparizione di Emanuela e la banda della Magliana.</p>
<p>I pm che conducono l'inchiesta (Giancarlo Capaldo e Simona Maisto) si riservano una serie di accertamenti istruttori per decidere se i cinque indagati debbano essere accusati di qualche reato o se la loro posizione debba essere archiviata.</p>
<p>«L'esame delle ossa è un lavoro piuttosto lungo - spiega il capo della squadra mobile di Roma, Vittorio Rizzi -. Nel 2005 c'è stata una ristrutturazione dell'intera basilica: è cambiato tutto». Il caso Orlandi sembra ancora lontano dall'uscire dal mistero.</p>
<p> </p>]]></description>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:31:37 +0200</pubDate>
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<title><![CDATA[BASSANINI E GORNO TEMPINI FANNO GNAM CON SNAM - LA RETE DEL GAS PASSERÀ DA ENI ALLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI ]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Luca Pagni per "<a href="http://www.repubblica.it/" target="_blank">la Repubblica</a>"</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/snam-166914_tn.jpg" alt="" id="390776"></em><strong>SNAM </strong></span>
<p>Tutto pronto per il passaggio di Snam sotto il controllo di Cassa depositi e prestiti. Al Consiglio dei ministri approda il decreto che individua il percorso con cui l´azienda che gestisce la rete di trasporto del gas lungo la penisola abbandona Eni (che possiede il 52% del capitale azionario) per passare sotto le insegne della società che gestisce il risparmio postale degli italiani.</p>
<p>Il testo, sette articoli in tutto, definisce non solo il passaggio proprietario così come era stabilito con il decreto del governo Monti sulle liberalizzazioni, nel tentativo di favorire una maggiore concorrenza nel mercato all´ingrosso del gas. Ma anche la nuova missione della società: realizzare le infrastrutture per fare dell´Italia una piattaforma del gas per l´area del Mediterraneo. A cominciare dai rigassificatori.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/corrado-passera-161503_tn.jpg" alt="" id="385374"></em><strong>CORRADO PASSERA </strong></span>
<p>E´ stato soprattutto questo il motivo che ha spinto il ministero dello Sviluppo economico a favorire la soluzione Cdp, rispetto al progetto presentato da Terna (la società che gestisce la rete elettrica ad alta tensione, a sua volta controllata da Cassa Depositi) che si era offerta di rilevare direttamente il 30% di Snam.</p>
<p>Nelle intenzioni del ministro Corrado Passera, Snam deve sviluppare «anche nell´interesse del sistema energetico nazionale, le attività di sviluppo a livello europeo, già avviate e programmate, e di finanziare gli investimenti in infrastrutture, rigassificatori e stoccaggio idonei a promuovere il ruolo del paese come hub europeo del gas». Un progetto industriale che collima con quello avviato da Snam e dai suoi manager già da un paio di anni: diventare il perno su cui costruire anche la rete europea per la distribuzione del metano.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/11-2009/40255_tn.jpg" alt="" id="264892"></em><strong>Bassanini</strong></span>
<p>Allo stesso modo, a livello governativo non avrebbe convinto il progetto di Terna di una fusione tra le due società. E, in particolare, il progetto con cui Terna voleva finanziarsi per coprire una parte del suo investimento in Terna; di fatto dando in garanzie alle banche i proventi dei suoi assets, a cominciare dal principale, la rete elettrica.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2010/51006_tn.jpg" alt="" id="275547"></em><strong>GORNO TEMPINI </strong></span>
<p>Il decreto, tra gli alti punti centrali, fissa dei paletti per garantire la separazione gestionale tra Eni e Snam e la stessa Cdp, per evitare gli strali dell´Antitrust. Quindi: «I membri dell´organo amministrativo, come pure i dirigenti di Eni e delle sue controllate non possono avere alcuna posizione in Cdp o Snam e le loro controllate, né intrattenere alcuna relazione commerciale diretta o indiretta con tali società».</p>
<p>Infine, il decreto allarga a Snam, in quanto società delle reti del settore energia, la specifica di azienda che persegue un interesse strategico per il paese e fissa pertanto un tetto massimo di possesso azionario del 5%. Una golden share che dovrebbe reggere anche con il nuovo testo sul tema approvato a marzo, dopo una lunga trattativa con la Ue: perché le società strategiche possono essere difese dalle offerte ostili di aziende extra Ue, ma anche da interventi che mettano a rischio «il funzionamento delle reti».</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-39033.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:28:52 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<title><![CDATA[MOURINHO SI LEVA QUALCHE MACIGNO DALLA SCARPA E PIZZICA L’ODIATO MESSI: “HA FATTO 50 GOL INUTILI”]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Riccardo Signori per "<a href="http://www.ilgiornale.it/" target="_blank">il Giornale</a>"</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2012/lionel-messi-154508_tn.jpg" alt="" id="378408"></em><strong>Lionel Messi</strong></span>
<p>Sintetico, ma per una volta attendibile: «Messi ha segnato 50 gol inutili». Firmato Josè Mourinho. E come dargli torto! Il Real Madrid ha vinto il campionato, Messi al massimo la classifica dei marcatori. Poi, d'accordo,c'è il retropensiero, questione di marketing.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2011/97860_tn.jpg" alt="" id="322030"></em><strong>Mourinho in trionfo</strong></span>
<p>«Dunque Cristiano Ronaldo merita il pallone d'oro, perché con le sue reti il Real ha vinto lo scudetto dei 100 punti. Questi (46, ndr ) sono gol che valgono un titolo». Inutile dire che Mou ha lo stesso manager di Cristiano,solo pensieri destabilizzanti sulla credibilità.<br>Avrebbe colpito duro, nemmeno un colpo basso, per sostenere qualunque altro suo giocatore.</p>
<p>La sintesi è crudele (per Messi) ma la dice lunga sugli scherzi del calcio. Tu segna, che io vinco. È un ritornello che quest'anno ha fatto il giro d'Europa. Figuratevi se Mourinho perdeva l'occasione, proprio lui che è uno dei migliori teorici del gioco difensivo. Pensate che non riuscirebbero a dimostrare il contrario neppure le sue vedove sconsolate, sì quelle abbandonate in Italia soprattutto.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/10-2010/74664_tn.jpg" alt="" id="299024"></em><strong>Jose_Mourinho</strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/02-2010/50574_tn.jpg" alt="" id="275116"></em><strong>Messi Lionel</strong></span><p>In Inghilterra sanno prendere la vita con minor angoscia calcistica. Mou ha vinto con l'Inter e in Spagna,ma pure nel Chelsea, assestando la difesa. Poi ha avuto la fortuna di trovare cannonieri che lo hanno assistito. Già! «Ma Ronaldo l'anno passato ha segnato 42 gol inutili», ha concluso per sostenere la tesi. Infatti lo scudetto andò al Barcellona.<br> <br>Si dirà: un cannoniere non può vincere da solo.Vero,ma date un'occhiata a casa nostra: la Juve ha subito quasi la metà dei gol del Milan (20 contro 33), segnato poco di meno (6 reti), perso molto di meno (0 sconfitte contro 6) e il primo cannoniere è Matri: 10 reti contro le 28 di Ibrahimovic, capocannoniere del campionato.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2012/cristiano-ronaldo-153296_tn.jpg" alt="" id="377200"></em><strong>CRISTIANO RONALDO</strong></span>
<p>Non è un caso,quest'anno è capitato in tutti i grandi tornei: chi di cannoniere ferisce, di cannoniere perisce. E non vince il titolo. Detta con Mou: tanti gol, zero tituli. É capitato in Italia, Inghilterra, Spagna, Olanda, Germania. Scopriremo come finirà in Francia. Sfogliamo un po':In Inghilterra scudetto al Manchester City (Aguero 23 reti), ma i primi due goleador della Premier League sono VanPersie (Arsenal: 30gol) e Rooney ( Manchester United: 27). In Spagna il terzo goleador è Falcao 24 reti.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/didier-drogba-durante-162296_tn.jpg" alt="" id="386162"></em><strong>DIDIER DROGBA DURANTE CHELSEA BARCELLONA SEMIFINALE DI CHAMPIONS</strong></span>
<p>E qui ha ragione ancora Mou. «Per il titolo si sono sfidate le due più grandi squadre nel mondo». Il resto è dietro anni luce, anche nel far gol.</p>
<p>In Olanda le 34 reti di Bas Dost non sono servite: solo quinto il suo Heerenveen e campionato all'Ajax, simil Juve con Siem DeJong a sole13 reti. In Germania, Huntelaar (un ex milanista che segna più di Ibra!) ha infilato 29 gol per lo Schalke 04, ma lo scudetto è andato al Borussia Dortmund accompagnato dalle 22 reti di Lewandowski. E Mario Gomez, con il Bayern (26 gol), potrebbe urlare la sua rivincita nel caso conquistasse la Champions: mancano solo due reti per appaiare Messi( 14) in testa alla classifica dei bomber di questa edizione. Però anche qui vale la regola del chi segna non conta.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2012/ibrahimovic-157877_tn.jpg" alt="" id="381768"></em><strong>ibrahimovic</strong></span>
<p>Il Chelsea, l'altra finalista,ha il miglior goleador in Drogba (5), ben lontano dai 14 di Messi o dai 10 di Ronaldo. Mourinho ne converrà. Certo, a dirla così si sgonfia il pallone. Canonnieri e gol sono l'anima del gioco e del divertimento, stiamo già preparandoci a un'estate di scoppiettanti affari di mercato nel nome di un bomber in più, eppoi il resto verrà.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/10-2011/wayne-rooney-128379_tn.jpg" alt="" id="352377"></em><strong>WAYNE ROONEY</strong></span>
<p>E, invece, il pallone ci ha riportato alla dura realtà. Vince la difesa, l'assetto difensivo: non conta segnare di più, ma prenderne di meno. Capita anche nel basket. Nel pallone è regola da tempo: senza riparlare sempre di Rocco ed Herrera. Arrivano gli olandesi del calcio totale o il Barcellona di Guardiola e tanti pensano che esista un altro calcio.</p>
<p>Invece il Barcellona si è arenato contro grandi assetti difensivi, il Milan favoloso di Sacchi è partito da una grande difesa e grandi difensori, sennò sai dove finiva. Mourinho ha sempre costruito il suo regno su grande attenzione difensiva. E stavolta che ha potuto dimostrarlo a Messi, c'è da immaginare la goduria. Già, perchè Mou è certamente meno banale, e più furbo, dei suoi adulatori. Gli interisti lo sanno bene.</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-39032.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:24:39 +0200</pubDate>
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<category domain="http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/"><![CDATA[media e tv]]></category>
<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<title><![CDATA[NON SOLO FERRARA E GRASSO, LA SASSATA PIÙ EVERSIVA AL DUO FAZIO-SAVIANO L'HA SCAGLIATA IL TERRIBILE VAURO]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>1- SANTORO «ROSICA». E LA VIGNETTA DI VAURO LO VENDICA<br>Maurizio Caverzan per "<a href="http://www.ilgiornale.it/" target="_blank">il Giornale</a>"</strong></p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390772" src="/img/foto/05-2012/fazio-saviano-littizzetto-166910_tn.jpg" alt=""></em><strong>fazio saviano littizzetto</strong></span>
<p>La sassata più eversiva l'ha tirata Vauro con una vignetta sul sito di Servizio pubblico. Il senso è questo: tre giorni consecutivi di Fazio e Saviano in tv possono convincere gli aspiranti suicidi, ancora titubanti davanti alla crisi, a rompere gli indugi e farla finita. Una roba causticissima e persino macabra. Uno sfregio, un colpo di fionda contro il monumento.</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390235" src="/img/foto/05-2012/roberto-saviano-fabio-166373_tn.jpg" alt=""></em><strong>ROBERTO SAVIANO E FABIO FAZIO IN _QUELLO CHE NON HO</strong></span>
<p>Efficace come sa essere la satira quando è intinta nel cianuro. Una sassata scagliata dal santuario della sinistra televisiva. La quale, davanti ai suoi guru, non è monolitica come sembra. Ci sono quelli che stanno con Santoro e quelli che stanno conSaviano, quelli di Grillo e quelli di Di Pietro.</p>
<p>E dunque: sarà mica invidioso Santoro della visibilità e del successo che l'autore di Gomorra si è conquistato anche stavolta? Probabilmente no. Probabilmente quella vignetta è solo un gioco, un premio a Vauro, presentato abitualmente come «l'unico vero e riconosciuto maestro» del clan.</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390234" src="/img/foto/05-2012/roberto-saviano-fabio-166372_tn.jpg" alt=""></em><strong>ROBERTO SAVIANO E FABIO FAZIO IN _QUELLO CHE NON HO</strong></span>
<p>Marco Travaglio, per dire, l'altro big della congrega, era a portare ascolti a Quello che (non) ho con il suo taglientissimo pistolotto sull'antipolitica. Perciò, tutto a posto, nessuno rosica dalle parti di Servizio pubblico. Forse c'è stata solo una parolina di troppo, poco gradita. Ovvero, quando, dandogli il benvenuto come fosse lui il padrone di casa, Fazio ha ringraziato La7 per la sua decisione di accogliere «incondizionatamente» Roberto Saviano.</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390231" src="/img/foto/05-2012/fazio-saviano-166369_tn.jpg" alt=""></em><strong>fazio saviano</strong></span>
<p>Ecco, quell'avverbio lì, incondizionatamente, pronunciato nel nuovo tempio catodico che si è auto-assegnato la mission di ridare senso alle parole, sarà mica sfuggito per sbaglio a Fazio? Chissà se a Santoro sono fischiate le orecchie, proprio ora che sta trattando per sbarcare sulla rete di TI Media (non si sa ancora per quanto)... Varrà anche per lui quell'avverbio? O finirà come un anno fa, quando Giovanni Stella detto er canaro, di condizioni ne mise troppe, provocando il naufragio prima dell'arrivo in porto di Michelone?</p>
<p>Le elezioni si avvicinano, la Terza Repubblica è tutta da costruire e gli spazi tutti da conquistare. Così, i guru della sinistra si agitano e inseguono primazìe. Grillo detta parole d'ordine dalle piazze. Santoro dà la parola alla società civile. Saviano vuol riparare le parole. <br>E spuntano le vignette sataniche...</p>
<p><strong>2- DIECI COSE SU QUELLO CHE NON HO<br>Andrea Scanzi per "<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/" target="_blank">il Fatto Quotidiano</a>"</strong></p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="304909" src="/img/foto/12-2010/80597_tn.jpg" alt=""></em><strong>ALDO GRASSO CRITICO TV </strong></span> <span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="357040" src="/img/foto/11-2011/santoro-servizio-pubblico-133064_tn.jpg" alt=""></em><strong>Santoro servizio pubblico</strong></span>
<p>Quello che non ho è un bel programma. Certo migliore della bassa media nazionale. Voto? 7+. Questo, però, non lo rende necessariamente perfetto. Social network come Twitter - lo ha ribadito Federico Mello sul Fatto Quotidiano - hanno dimostrato come nessun programma sia ormai intoccabile (sarà per questo che Twitter non piace ad alcuni autori del programma?). Il ruolo della Rete è nuovamente salvifico. Quando qualcuno si provò a dire che Vieni via con me era bello ma non il sol dell'Avvenire, fu crivellato (lo so, il web esisteva anche a novembre 2010, ma Twitter non aveva questa rilevanza. E Twitter permette la recensione fulminante in diretta più di qualsiasi altro consesso). Ora criticare Quello che non ho è normale: buon segno.</p>
<p>1 - "Guida galattica per benpensanti radical-chic", "Bibbia per sinistroidi snob", "Salottino sinistrorso". Sono solo alcuni dei commenti letti in Rete. Sbagliano tutti?</p>
<p>2 - Come hanno spiegato anche Aldo Grasso e Nanni Delbecchi, Quello che non ho è un programma un po' ricattatorio. Autoassolutorio. E vagamente cassandrico (il sottotesto è sempre: "Ricordati che devi morire"). Scriverlo non è peccare di lesa maestà, ma avere occhi per guardare. O anche solo pareri legittimamente non allineati.</p>
<p>3 - Roberto Saviano (1). Rispondere "non ne ho stima, è solo fango" a uno che ha espresso dubbi ben scritti, è la stessa reazione di Berlusconi di fronte al dissenso. Se qualcuno sostiene che Saviano è banale, dotato di scrittura debole e noioso, non è che vada fucilato in piazza. Nemmeno se si chiama Giuliano Ferrara e ha il passato (ma pure il presente) di Giuliano Ferrara.</p>
<p>4 - Roberto Saviano (2). Grande stima, massima solidarietà. Sia chiaro. Dovrebbe però essere il primo a preoccuparsi per questa deriva celebrativa di cui è vittima (sì, vittima). Quando un giornalista diventa santone, e non ha più lettori ma fedeli, è un guaio.</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="354807" src="/img/foto/10-2011/nanni-delbecchi-130820_tn.jpg" alt=""></em><strong>Nanni Delbecchi</strong></span>
<p>5 - Roberto Saviano (3). Lo ha scritto anche Gianni Mura (non esattamente un pasdaran). La rubrica di Giorgio Bocca su L'Espresso doveva chiudersi con lui. Darla a Saviano è un errore. Benissimo leggere Saviano, ma cambiamo intestazione. Bocca era Bocca.</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="375618" src="/img/foto/02-2012/giuliano-ferrara2-151709_tn.jpg" alt=""></em><strong>GIULIANO FERRARA </strong></span>
<p>5 - Ritmo. Tutto deve avere la giusta tensione. Non basta dire cose giuste: occorre saperle dire. L'arte può essere bella e perfino brutta, ma non può permettersi la noia. Televisione compresa. Molti passaggi di Quello che non ho sono noiosi. E la difesa "sì ma quando si fa cultura si può essere noiosi" è puerile. Ricorda l'idea barbosa, superata e muffita secondo cui una canzone è di sinistra soltanto se annoia (come cantava qualcuno).</p>
<p>6 - I fanboys di Quello che non ho sono comicamente permalosi. Quasi come un fan di Ligabue o una bimbaminkia di Lady Gaga (ho detto "quasi"). Ricordano le "professoresse democratiche" di cui scriveva quel gran genio di Edmodo Berselli. Di fronte alle critiche si trincerano dietro la Linea Maginot del perbenismo pensoso: "Sì, forse ha qualche difetto, però se non vi piace guardatevi il GF. Di meglio non c'è". Attenzione: messa così, Quello che non ho sembra la dependance del Partito Democratico. E con questa storia del "meno peggio" non se ne può più.</p>
<p>7 - Fabio Fazio. Se ne è già scritto tanto. E certe fenomenologie sono tornate di moda. Ormai il suo modo di fare tivù si conosce: pavidità venduta per educazione, paura spacciata per cifra stilistica. Nulla di nuovo. La sua faccia sgomenta, quando Piero Pelù ha attaccato la Fiat, è stata meravigliosa (la pubblicità è partita subito dopo: toh, che coincidenza). Mentre il suo osanna a Giorgio Napolitano non ha stupito nessuno.</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="316885" src="/img/foto/03-2011/92697_tn.jpg" alt=""></em><strong>GIANNI MURA </strong></span>
<p>8 - Se il femminismo deve aggrapparsi ai coiti mancati di Luciana Littizzetto, è messo male. Il suo monologo di lunedì è stato uno dei punti più bassi nella storia della comicità italiana. Un po' Benigni-Patonza vent'anni dopo, un po' Lella Costa senza essere Lella Costa, un po' (tanto) Martufella. E non basta la (lodevole) chiusura sulla violenza sulle donne per salvarla.</p>
<p>9 - Esprimere dubbi su Quello che non ho usa grandi nomi per fargli recitare omelie (tra l'apocalittico e il retorico). Una messa laica che lava appena le coscienze e finisce ìì. Senza mai mordere. Quando è intervenuto Marco Travaglio, è stato come togliere il tappo. Finalmente un po' di sana cattiveria. Finalmente un po' di realtà. Emblematico l'intervento di Gad Lerner. Che, messo a ruota di Travaglio, sembrava un monologo Breznev dopo un'arringa del Che.</p>
<p>10 - Quello che non ho è forse una sorta di ultimo fuoco della vecchia tivù. Una ricetta griffata che soddisfa ancora molti - gli ottimi ascolti - ma non tutti. Lo scenario è in qualche modo analogo alle ultime amministrative: un vecchio sistema che non ha più gli strumenti per interpretare la realtà, un nuovo "sconosciuto" che avanza. Esistono sempre più persone che non si fanno bastare più le cerimonie di un tempo. Sono accusati di "non accontentarsi", "sapete solo criticare", "non vi va mai bene niente". Forse però desiderano unicamente una narrazione diversa. Appena meno patinata.</p>
<p><strong><br>2- UN FILO A PIOMBO PER ROBERTO<br>Nanni Delbecchi per "<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/" target="_blank">il Fatto Quotidiano</a>"</strong></p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="366836" src="/img/foto/12-2011/bocca-giorgio-bocca-142902_tn.jpg" alt=""></em><strong>Bocca Giorgio Bocca </strong></span>
<p>Di un programma come Quello che (non) ho si può solo parlare bene, oppure non parlare affatto. La terza possibilità (parlarne male, o anche così così), non esiste. Come si fa a non parlar bene di un programma che ospita Carlo Petrini, Massimo Gramellini, Paolo Rossi, Erri De Luca, Ermanno Rea, Maurizio Landini, Gad Lerner e Marco Travaglio, tutti con la loro parola da riparare il loro valore da rilanciare?</p>
<p>Quello che (non) ho ti ricatta per tre ore, senza tregua, in nome dell'impegno civile; il celebre ricatto dei contenuti di fronte a cui bisogna alzare le mani in segno di resa. Lo diciamo senza ironia, specie se si pensa che la Rai, la cui attuale coppia di punta è Antonella Clerici-Giancarlo Magalli, non ha voluto Saviano e Fazio in nome di un ricatto infinitamente peggiore, quello degli ascolti o addirittura dell'opportunità (ma forse vanno capiti; se c'è qualcuno che ti dimostra che con un programma così gli ascolti prendono il volo, poi come fai a giustificare tutto il resto?).</p>
<p>Al massimo, a un programma come Quello che (non) ho si può dare qualche consiglio non richiesto, perché si migliori ulteriormente. A Luciana Littizzetto, di essere un po' meno greve nelle sue battute sul mandorlato balocco e il reparto latticini. Capiamo che è l'unica a dover sollevare il morale delle truppe (senza essere Marilyn), ma, se va avanti così, finisce che i Vanzina la scritturano per Vacanze di Natale a Pinerolo.</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="85736" src="/img/foto/archivio/d28/1-erri-deluca_001_tn.jpg" alt=""></em><strong>1 erri deluca 001</strong></span>
<p>A Fabio Fazio, al contrario, di ricordarsi quanto era più ironico e meno snob prima di diventare un santino della sinistra televisiva. A Roberto Saviano, di farsi impiantare un filo a piombo o qualsiasi altra cosa che gli impedisca di oscillare come la Costa Concordia, evitando al telespettatore il rischio labirintite. Agli autori, di stare attenti all'effetto Non ci resta che piangere, di cui tutti ricordiamo la scena più celebre.</p>
<p>Uno accende la tv e comincia a sentirsi dire "Ricordati che c'è la crisi, ricordati che gli imprenditori si suicidano, ricordati che la camorra è infiltrata ovunque, ricordati che Napoli sta morendo, ricordati che gli assassini di Beslan sono ancora a piede libero...".</p>
<p>"Ricordati, ricordati, ricordati..." Finisce che uno risponde "Va bene, mo' me lo segno", e se ne va a dormire.</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-39031.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:39:07 +0200</pubDate>
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<category domain="http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/"><![CDATA[media e tv]]></category>
<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ 2013, ODISSEA A MONTECITORIO - STANDO AI SONDAGGI DI OGGI, ALLE POLITICHE NESSUNA MAGGIORANZA STABILE…]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Fabrizio de Feo per "<a href="http://www.ilgiornale.it/" target="_blank">il Giornale</a>"</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/gianfranco-fini-166801_tn.jpg" alt="" id="390663"></em><strong>GIANFRANCO FINI </strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/parlamento-alle-prossime-166907_tn.jpg" alt="" id="390769"></em><strong>IL PARLAMENTO ALLE PROSSIME ELEZIONI SONDAGGIO DA IL GIORNALE</strong></span>
<p>Anno 2013, rivoluzione in Parlamento. All'indomani delle elezioni amministrative, nei palazzi della politica sono iniziate le grandi manovre dei parlamentari per assicurarsi la ricandidatura e ottenere i collegi considerati più appetibili.</p>
<p>Una grande corsa verso un traguardo difficile che si sviluppa lungo sentieri impervi, puntando sul marketing strategico dei rapporti personali e della vicinanza con leader e capicorrente, così come sulla rivendicazione dei propri meriti e del proprio appeal elettorale.</p>
<p>La tensione è altissima perché diversi gruppi rischiano di essere decimati e si calcola che più di 150 deputati non saranno rieletti. Così sempre più spesso nei crocicchi dei parlamentari in Transatlantico si prova a ragionare sui criteri con cui verranno selezionate le candidature, sui numeri e sulla forma che le Camere assumeranno dopo la chiamata alle urne del prossimo anno. Lo strumento a cui si ricorre per provare a proiettarsi nel futuro è quello naturale dei sondaggi. Un rito, quello della compulsazione delle indagini sugli umori degli elettori, che si ripete quasi quotidianamente e che provoca brividi di gioia o di preoccupazione a seconda del posizionamento politico.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2012/angelino-alfano-pugno-153940_tn.jpg" alt="" id="377843"></em><strong>ANGELINO ALFANO CON PUGNO VOLITIVO</strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/beppe-grillo-163521_tn.jpg" alt="" id="387386"></em><strong>beppe grillo </strong></span>
<p>Naturalmente il tentativo di provare a disegnare la nuova Camera del 2013 non può che assumere contorni acrobatici. Un anno in politica è una distanza enorme e tutto può cambiare in un arco di tempo così lungo, legge elettorale in primis. Inoltre, mai come questa volta, il mosaico delle alleanze è interamente da comporre. Ciononostante inoltrarsi nella giungla delle previsioni può essere utile per provare a prefigurare il destino politico del nostro Paese.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2012/pier-ferdinando-casini-158165_tn.jpg" alt="" id="382055"></em><strong>PIER FERDINANDO CASINI </strong></span>
<p>Il metodo, per una simulazione del tutto non scientifica, non può che essere quello di prendere il sondaggio più recente e provare a tradurlo in seggi attraverso il sistema elettorale attuale, provando ad immaginare coalizioni «bipolariste» con Pdl, Lega, Udc e La Destra da una parte e Pd, Idv, Sel, Verdi, Radicali e Federazione della Sinistra dall'altra.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/nichi-vendola-160825_tn.jpg" alt="" id="384696"></em><strong>NICHI VENDOLA</strong></span><p>La rilevazione presa in considerazione è quella Spincom del 15 maggio, effettuata quindi nella giornata di ieri. Un sondaggio che assegna al Pdl il 20,3% dei consensi; alla Lega l'8%; a Grande Sud l'1,2%; a La Destra il 4%; all' Udc il 5,5%; all'Mpa lo 0,5%; al Fli il 2,9%; all' Api lo 0,3%. Immaginando una coalizione che riunisca insieme il vecchio centrodestra, quindi Pdl, Lega, Udc, Destra e Grande Sud si arriva al 39%. Aggiungendo Fli e Api si salirebbe al 42,2%. Numeri che renderebbero questo schieramento ancora competitivo e capace di giocarsi fino in fondo la grande partita elettorale, nonostante i mille problemi e il contraccolpo dell'appoggio al governo Monti.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/02-2012/dipietro-bersani-vendola-149737_tn.jpg" alt="" id="373655"></em><strong>dipietro bersani vendola </strong></span>
<p>Sul fronte opposto il Pd si attesta al 25,6%; l'Idv al 4,1%; Sel al 5,5%; i Verdi al 2,5%; i Radicali al 2,8% e la Federazione della Sinistra al 2,1%, il Psi allo 0,4%. La somma di queste sigle porta a un totale del 43%. Da queste percentuali si ricava un primo elemento: il centrosinistra si aggiudica il premio di maggioranza e quindi la soglia minima dei 340 deputati.</p>
<p>Un pacchetto che vedrebbe il Pd accaparrarsi tra i 230 e i 240 deputati; Sinistra e libertà tra i 45 e i 50 deputati; l'Idv tra i 25 e i 35; i Verdi tra i 10 e i 15 così come i Radicali; la Federazione della sinistra tra i 5 e i 10. Se, invece, il centrosinistra scegliesse la «foto di Vasto» e andasse al voto solo con Sel e Idv, allora Verdi, Radicali e FdS rischierebbero di restare fuori dalla Camera. In ogni caso il centrosinistra, pur vittorioso, si ritroverebbe a reggersi sopra una coalizione massimalista con prospettive e capacità di governo decisamente limitate.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2010/52356_tn.jpg" alt="" id="276891"></em><strong>dipietro bersani </strong></span>
<p>Sull'altro fronte sarebbe il Pdl a pagare il prezzo più pesante visto che riuscirebbe a rieleggere tra i 130 e i 150 deputati. Un calo sostanzioso rispetto ai 272 del 2008 e ai 210 dell'attuale composizione del gruppo, con 60-80 deputati in meno rispetto a oggi. La Lega, invece, avrebbe una rappresentanza oscillante tra i 40 e i 50 deputati con perdite contenute rispetto ai 59 attuali.</p>
<p>La Destra approderebbe a Montecitorio con 15-20 rappresentanti mentre l'Udc rimarrebbe sostanzialmente invariato con 35/40 deputati rispetto ai 38 attuali. Considerando che alla Camera sono in vigore tre diverse soglie di sbarramento - 4% per i partiti non coalizzati, 2% per i coalizzati, 10% per le coalizioni - Futuro e Libertà resterebbe fuori dal Parlamento sia qualora si presentasse da solo, sia nel caso fosse il Terzo Polo ad azzardare la prova del voto.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/01-2012/francesco-storace-145605_tn.jpg" alt="" id="369529"></em><strong>FRANCESCO STORACE </strong></span>
<p>Udc, Fli e Api toccherebbero insieme al massimo quota 8,7%. Di conseguenza soltanto il partito di Casini supererebbe l'ostacolo. L'unica possibilità per la creatura finiana sarebbe quella di riunirsi al centrodestra, in un esercizio di realpolitik, oppure percorrere avventure politiche dentro il fronte del centrosinistra.</p>
<p>Il vero crac elettorale del 2013, stando al sondaggio Spincom, sarà quello del Movimento Cinque Stelle, accreditato di un abbagliante 12,5% e di una pattuglia oscillante tra 70 e 80 deputati. Un exploit clamoroso che rimarrebbe probabilmente fine a se stesso e confinato in azioni politiche «dimostrative», magari a braccetto con il centrosinistra su iniziative di stampo giustizialista. Resta tutta da tracciare la mappa del nuovo Senato dove le soglie di sbarramento - su base regionale - sono del 20% per le coalizioni, 3% per le liste coalizzate, 8% per le non coalizzate. Ma con queste percentuali sarebbe davvero un'impresa comporre una maggioranza.</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-39030.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:32:38 +0200</pubDate>
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<category domain="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/"><![CDATA[politica]]></category>
<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
</item>
<item>
<title><![CDATA[C’ERA UNA VOLTA LEONE - A CANNES ESCE LA EXTENDED VERSION DI “C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA” DI SERGIO LEONE]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Michele Anselmi per "Ilvostro.it"</strong></p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="86193" src="/img/foto/archivio/d29/1_sergio_leone_tn.jpg" alt=""></em><strong>1 sergio leone</strong></span><span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="37172" src="/img/foto/10-2008/774_tn.jpg" alt=""></em><strong>Sergio Leone</strong></span>
<p>Se c'è un film intoccabile, nel senso che non si può criticarlo neanche un po', salvo passare per nemico tout court del cinema, quello è C'era una volta in America di Sergio Leone. Presentato in anteprima mondiale a Cannes 1984, il romantico gangster-movie con Robert De Niro e James Woods ascese subito al rango di capolavoro, passando - cito una tra le tante definizioni entusiastiche - per «una delle più strazianti epopee della storia del cinema». Bah!</p>
<p>Il sottoscritto, nel suo piccolo, non la pensa così. Rivisto più volte negli anni, il kolossal leoniano, 3 ore e 49 minuti nel suo primo montaggio, poi ridotte a 2 ore 19 dal produttore americano con comprensibile dolore dell'autore, mostra l'usura del tempo, nonostante l'enorme ambizione che lo anima. Forse ricorderete.</p><span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390767" src="/img/foto/05-2012/sergio-leone-166905_tn.jpg" alt=""></em><strong>sergio leone </strong></span><span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="234150" src="/img/foto/01-2009/9304_tn.jpg" alt=""></em><strong>C'era una volta in America</strong></span>
<p>Nel 1978, stanco di girare western e produrre film di colleghi, Leone appese il cinturone al muro e riprese in mano il progetto di C'era una volta in America, e ne fece, tra mille traversie finanziarie, girando qualcosa come 350 mila metri di pellicola in 30 settimane di riprese, la summa estetico-filosofica del proprio cinema. Gonfio, sentimentale, dalla struttura ellittica, nostalgico, barocco, il filmone fu accolto, appunto, come il capolavoro indiscutibile del venerato maestro dell'Eur.</p>

<p>Con rarissime eccezioni, tutti a magnificarne l'impianto drammaturgico, le soluzioni di montaggio, la prova degli attori americani, la ricostruzione d'ambiente, la dimensione allucinata indotta dall'oppio, le battute entrate nell'uso comune («Cos'hai fatto in tutti questi anni?». «Sono andato a letto presto»), gli infiniti squilli del telefono, il rumore del cucchiaino nella tazzina di caffè, l'uso di Yesterday dei Beatles o del classico Amapola, eccetera.</p><span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390764" src="/img/foto/05-2012/john-ford-166902_tn.jpg" alt=""></em><strong>John Ford </strong></span>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390762" src="/img/foto/05-2012/volta-america-166900_tn.jpg" alt=""></em><strong>C era una volta in America </strong></span><p>Non sorprende, quindi, che venerdì approdi al Festival di Cannes la cosiddetta extended version, con sei blocchi di scene ritrovate e reinserite esattamente dove furono tagliate da Leone, per complessivi 26 minuti in più, il che significa un totale di 4 ore e 19 minuti. Si vedrà, per dire, il dialogo tra De Niro e Louise Fletcher, la direttrice del cimitero che scomparve dal film pur comparendo nei titoli di coda; oppure la scena in cui Deborah, cioè Elizabeth McGovern, interpreta Cleopatra a teatro; o anche l'amplesso a pagamento tra Noodles e Eve, interpretata da Darlenne Fluegel.</p>
<p>A esser sinceri, non sempre queste operazioni filologico-commerciale funzionano, basti pensare alla versione restaurata e ipertrofica di Apocalypse Now, e tuttavia spira un'aria di notevole eccitazione mediatica attorno al recupero, che porta la firma di Gucci, The Film Foundation di Martin Scorsese, Cineteca di Bologna, L'Immagine Ritrovata, Andrea Leone Film, The Film Foundation e Regency Enterprises. Prima italiana il 22 giugno in Piazza Maggiore, a Bologna, come anteprima della rassegna "Il cinema ritrovato", poi uscirà in dvd.</p><span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390766" src="/img/foto/05-2012/qualche-dollaro-166904_tn.jpg" alt=""></em><strong>Per qualche dollaro in pi </strong></span><span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390763" src="/img/foto/05-2012/john-ford-166901_tn.jpg" alt=""></em><strong>John Ford </strong></span>
<p>Di sicuro la vedova del regista scomparso nel 1989, la signora Carla Ranalli, non potrà più dire, come pure disse qualche anno fa sul Corriere della Sera: «Nessuno fa niente per ricordare Sergio, secondo me dipende dal fatto che non era un uomo di sinistra e la sinistra non lo mai perdonato per questo, gli davano dell'uomo di destra, quasi del fascista».</p>
 
<p>Con tutto il rispetto, se c'è un regista che da quasi subito, cioè già con Per un pugno di dollari del 1964, ha goduto di un plauso generale, oggi si direbbe bipartisan, questo è proprio Leone. Non ci fu neanche bisogno di sapere che dietro lo pseudonimo di Bob Robertson si celasse il regista del Colosso di Rodi, lesto a passare dai declinanti "sandaloni" ai più accattivanti "cappelloni", perché i critici di ogni orientamento  riconoscessero le qualità di quello strano Ufo, che poi si scoprì copiato pari pari da Yojimbo. La sfida del samurai di Kurosawa ma non per questo meno originale nella fattura, uscito d'agosto nella più completa sfiducia del produttore e degli esercenti.</p><span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390765" src="/img/foto/05-2012/qualche-dollaro-166903_tn.jpg" alt=""></em><strong>Per qualche dollaro in pi </strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/deborah-cleopatra-166953_tn.jpg" alt="" id="390815"></em><strong>Deborah_Cleopatra</strong></span>

<p>L'ho già raccontato. Nel recensirlo su l'Unità, l'esigente Aggeo Savioli ne disse a sorpresa bene, apprezzando il respiro innovativo che si traduceva in rilettura dei canoni western con una robusta iniezione di violenza grafica, e così fecero altri critici, con le eccezioni di Tullio Kezich e Guido Aristarco.</p>
<p>Poi è vero: Savioli ignorava che Robertson fosse il Leone col quale aveva litigato lavorando al copione del Colosso di Rodi, quattro anni prima, tanto da rompere il sodalizio. Leggenda vuole che Leone, stupito dal tenore della recensione dopo quei trascorsi burrascosi, abbia telefonato a Savioli dicendosi "touché", e che l'altro, sorpreso pure lui non avendo ben capito, se la sia legata al dito per tutti gli anni a venire.</p>
<p>In effetti, da allora in poi l'Unità prese a stroncare o maltrattare i film di Leone, e la cosa andò avanti per quattro lustri, un po' per inerzia, fino al fatidico 1984 di C'era una volta in America. Nel frattempo Leone aveva girato Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, C'era una volta il West,  Giù la testa, lanciato Carlo Verdone, prodotto i film di Tonino Valerii e Giuliano Montaldo.</p>

<p>Figurarsi che in Giù la testa, ripreso in mano dopo aver licenziato Peter Bogdanovich, citava addirittura Mao, Borges, Goya, omaggiava i fratelli Cervi, guardando con una punta di simpatia alla bombarola Ira irlandese, ma senza prendersi troppo sul serio, alla sua maniera, rifacendosi al teatro dei Pupi siciliani più che al western para-sessantottino.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/cimitero-166954_tn.jpg" alt="" id="390816"></em><strong>cimitero</strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/niro-milchan-166952_tn.jpg" alt="" id="390814"></em><strong>De_Niro_Milchan</strong></span>
<p>Ricordo ancora come fosse oggi, lo sguardo di Leone, quel mix di sospetto e indifferenza, quando gli sottoposi, da giovane ed entusiasta cronista dell'Unità, una decina di domande messe per iscritto. L'accordo era che si sarebbe preso una settimana di tempo per rispondere, sempre per iscritto. Così fu.</p>

<p>L'intervista, dove rispondeva per battute taglienti, alla maniera dei suoi pistoleri, ironizzando anche su Bertolucci, contribuì a riaprire un canale, a scongelare la storica, ventennale, diffidenza. Anzi, mosso da simpatia verso noi giovani critici, cominciò addirittura a inviare gratis a l'Unità articolesse sul cinema, dense e ispirate, a tratti retoriche, ma ben scritte.</p>
<p>Lui che non era mai stato comunista si divertiva a pubblicare sul giornale del Pci. Restando, nel fondo, un democristiano col culto di Griffith e Chaplin. John Ford no, si sentiva distante dal regista di Ombre rosse, Sentieri selvaggi, Soldati a cavallo. «Era un'ottimista, io sono un pessimista. I personaggi di Ford quando aprono una finestra scrutano un orizzonte pieno di speranze; i miei hanno sempre paura di beccarsi una palla in mezzo agli occhi» sentenziava Leone nelle interviste. E mi auguro che fosse per aderire al personaggio. Ma temo di no.</p>
<p> </p>]]></description>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:17:22 +0200</pubDate>
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<title><![CDATA[L’INFERNO DI DIMON - CONTRARIAMENTE ALLE ASPETTATIVE, IL CEO DI JP MORGAN CONQUISTA LA FIDUCIA DEGLI AZIONISTI]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>M. Mo. per "<a href="http://www.lastampa.it/" target="_blank">la Stampa</a>"</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/02-2011/88844_tn.jpg" alt="" id="313048"></em><strong>JAMIE DIMON DI JP MORGAN</strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/09-2011/jamie-dimon-125712_tn.jpg" alt="" id="349736"></em><strong>JAMIE DIMON</strong></span>
<p>Il ceo di JP Morgan Chase resiste al tentativo degli azionisti di cacciarlo ma deve vedersela con un doppio fronte di sfida: l'indagine dell'Fbi sulla voragine finanziaria di 2 miliardi di dollari e la determinazione del Congresso di Washington a condurre pubbliche audizioni sui danni arrecati ai consumatori.</p>
<p>L'incontro avvenuto ieri nella sede della banca fra Jamie Dimon e gli azionisti si è concluso con un compromesso perché il ceo ha parlato di «errori che ci siamo inflitti da soli», lasciando intendere di volersi assumere la piena responsabilità della grave mancanza di bilancio, ricevendo in cambio la conferma in carica e l'approvazione per compensi nel 2011 che ammontano a oltre 23 milioni di dollari.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/01-2012/morgan-143420_tn.jpg" alt="" id="367353"></em><strong>jp morgan</strong></span>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/09-2008/36_tn.jpg" alt="" id="36440"></em><strong>F.B.I</strong></span><p>La proposta di privarlo della carica, che era stata formulata sulla scia dello scandalo finanziario, ha ottenuto solo il 40 per cento dei consensi mentre la remunerazione milionaria è stata approvata dal 91 per cento degli aventi diritto al voto. Essere sopravvissuto alla prova di fiducia ha sorpreso molti analisti a Wall Street ma non significa tuttavia per Dimon essersi messo alle spalle lo scandalo. Il reverendo Seamus Finn, rappresentante degli azionisti appartenenti a gruppi missionari cattolici, lo ha infatti accusato di «scarsa credibilità» perché "questa non è la prima volta che si scusa con noi, avendolo già fatto sui pignoramenti e in altre recenti occasioni".</p>
<p>Altri azionisti hanno usato termini altrettanto aspri, lasciando intendere che l'incarico di ceo resta al momento in bilico. A complicare la situazione per Dimon arriva la decisione dell'ufficio di New York dell'Fbi di aprire un'inchiesta sulla perdita finanziaria da 2 miliardi di dollari. Il sospetto è che il buco nei bilanci si sia manifestato a seguito di decisioni adottate proprio da Dimon, determinato avversario a Washington dei nuovi regolamenti di sorveglianza finanziaria approvati dal Congresso con la legge del 2010 Dodd-Frank sostenuta dall'amministrazione Obama.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/11-2010/76305_tn.jpg" alt="" id="300660"></em><strong>congresso-USA</strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/08-2011/wall-street-119504_tn.jpg" alt="" id="343574"></em><strong>wall street</strong></span>
<p>Dimon è anche un avversario dichiarato della bozza di legge che porta il nome di Paul Volcker - ex presidente della Federal Reserve - e prevede un maggior controllo sulla gestione dei prodotti derivati da parte delle banche, assegnando a enti governativi un più rigido potere si sorveglianza.</p>
<p>Al Congresso di Washington deputati e senatori di entrambi i partiti premono inoltre per affiancare all'indagine dell'Fbi una serie di audizioni pubbliche dei vertici della banca, al fine di far comprendere al pubblico come sia possibile continuare ad evadere i controlli di bilancio a danno dei consumatori di prodotti finanziari. In maniera simile a quanto avveniva a Wall Street prima del crac del settembre 2008.</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-39028.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:01:50 +0200</pubDate>
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<category domain="http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/"><![CDATA[business]]></category>
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<item>
<title><![CDATA[PIOVE (SUL) GOVERNO LADRO! - LA FOTO DEL G20 DEL 2009 E LA STRAGE DEI CAPI DI STATO CON LA CRISI ECONOMICA]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Livio Caputo per "<a href="http://www.ilgiornale.it/" target="_blank">il Giornale</a>"</strong></p>
<p>Nel 2009 erano venti «piccoli indiani», tre anni dopo ne sono rimasti solo dieci, di cui ben tre destinati a uscire comunque di scena nei prossimi mesi e una, la cancelliera Merkel, sempre più in bilico dopo la disastrosa disfatta del suo partito nelle elezioni della Renania- Westfalia.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/archivio/d23/gordon-brown_02_lap_tn.jpg" alt="" id="72341"></em><strong>Gordon Brown</strong></span>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/archivio/d0/zapatero_003_lap_tn.jpg" alt="" id="18563"></em><strong>Zapatero</strong></span><p>Nessun documento illustra la falcidia di leader provocata dalla crisi economica quanto la fotografia del G20 di Londra, il primo cui abbia partecipato il neoeletto Barack Obama. È vero che alcuni, come il brasiliano Lula, il russo Medvedev o il sudafricano Motlanthe, sono scomparsi perché i loro mandati non erano rinnovabili o perché non si sono ripresentati alle elezioni (nel caso del russo, sostituito d'autorità da Putin, per ragioni indipendenti dalla sua volontà).</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2012/berlu-156927_tn.jpg" alt="" id="380820"></em><strong>Silvio Berlusconi</strong></span><p>Ma la maggioranza è stata spazzata via dagli elettori da una tempesta quale raramente si era vista in tempi recenti: il laburista Gordon Brown, anfitrione nel 2009, ha dovuto cedere il passo al conservatore Cameron; il socialista Zapatero si è ritirato per evitare l'umiliazione di essere stracciato nelle urne dal popolare Rajoy; Kevin Rudd è stato fatto fuori dalla compagna di partito Julia Gillard perché gli australiani non ne potevano più del suo fanatismo ecologista; Silvio Berlusconi ha lasciato il potere spontaneamente, senza essere stato battuto né in Parlamento né alle urne, per senso di responsabilità verso il Paese; il giapponese Taro Aso, accusato di non sapere gestire la crisi, è stato vittima di uno dei periodici cambi della guardia tradizionali del suo Paese e ha lasciato il posto a Naoto Kan (che, fiutando l'aria che tira, come primo provvedimento ha rinunciato allo stipendio).</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2010/57091_tn.jpg" alt="" id="281595"></em><strong>Mariano Rajoy</strong></span>
<p>Fino a ieri, a pagare per la rabbia dei cittadini erano stati soprattutto leader della sinistra, accusati di avere dilapidato troppe risorse, ma ultimamente l'ecatombe ha cominciato a colpire anche a destra, con motivazioni opposte: il francese Sarkozy e l'olandese Rutte sono stati sbalzati di sella perché avevano sposato, in concerto con la Merkel, la politica del rigore, dei sacrifici e del pareggio di bilancio. Insomma, l'ira popolare si rivolge contro chi è al governo, indipendentemente dal suo colore.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/01-2012/jintao-hsgetimage-143560_tn.jpg" alt="" id="367488"></em><strong>hu jintao </strong></span>
<p>Ma anche i sopravvissuti non se la passano bene: il messicano Calderon scadrà tra pochi mesi, l'ottuagenario indiano Manmohan Singh sta per essere sostituito e perfino Hu Jintao è destinato a scomparire dalla scena in ottobre quando è in programma il decennale cambio della guardia che vige in Cina. Quanto alla Merkel ha preso domenica un colpo che la indebolisce moltissimo e pochi scommettono sulla possibilità che ottenga un terzo mandato dalle elezioni dell'autunno 2013: al massimo potrà tornare al potere in una nuova Grande coalizione con i socialdemocratici.</p>
<p>In pratica, resistono solo i monarchi assoluti, come re Abdullah dell'Arabia Saudita, o personaggi con credenziali democratiche non perfette come l'argentina Cristina Fernandez o il turco Erdogan. Ecco perché il «ritratto di famiglia» del G20 di tre anni fa è stato battezzato «la foto che fa paura a Obama». Seguirà la sorte di quasi tutti i leader occidentali e sarà battuto da Romney alle elezioni di novembre o diventerà l'eccezione che conferma la regola?</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2012/taro-presidente-giappone-158419_tn.jpg" alt="" id="382308"></em><strong>taro aso presidente giappone</strong></span>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/09-2011/barack-obama-122004_tn.jpg" alt="" id="346040"></em><strong>BARACK OBAMA</strong></span><p>Al momento, i sondaggi danno i due candidati quasi alla pari, anche se nell'ultimo il repubblicano è passato per la prima volta in testa. Tutto dipenderà dall'andamento dell'economia, e in particolare dall'orientamento degli elettori nei confronti delle due «ricette» per combattere la crisi.</p>
<p>Se preferiranno quella del pareggio di bilancio e dei tagli alle spese che la Germania ha cercato di imporre - sempre più contestata - nella Ue, vincerà Romney; se invece anche gli americani privilegeranno una politica keynesiana di stimolo alla crescita (e la disoccupazione, oggi all'8,1%, scenderà sotto la soglia critica dell'8), dovrebbe rivincere Obama. Questi, comunque, ha una consolazione: al G20 2012 di fine mese, lui ci sarà.</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-39027.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 15:50:10 +0200</pubDate>
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<title><![CDATA[ IL PASSAGGIO DI CONSEGNE ALL’ELISEO È UNO SPASSO PER I LOOK-MAKER: CARLÀ ERA GONFIA COME UNA ZAMPOGNA]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Maria Laura Rodotà per il "<a href="http://www.corriere.it/" target="_blank">Corriere della Sera</a>"</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/hollande-valerie-trierweiler-166756_tn.jpg" alt="" id="390618"></em><strong>HOLLANDE E VALERIE TRIERWEILER SEGUONO CON LO SGUARDO L'ADDIO DI SARKOZY E CARLA BRUNI ALL'ELISEO</strong></span>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/valerie-trierweiler-carla-164961_tn.jpg" alt="" id="388823"></em><strong>Valerie Trierweiler Carla Bruni Sarkozy reference </strong></span><p>Chi non amava la grandeur degenerata in bling bling, ieri ha apprezzato. Chi aveva osservato con perplessità l'ingresso all'Eliseo di Cécilia (allora) Sarkozy, bella sontuosa e di malumore, e poi il subentro di Carlà, ha guardato con sollievo la sorridente passerella di Valérie Trierweiler, giornalista, non coniugata Hollande. Oddio, non sembra simpaticissima neanche lei, con la sua aria da sciuretta mannara (vien da rimpiangere l'aggressivo gattamortismo di Ségolène, che tra l'altro aveva più stile).</p>
<p>Ma la prima première compagne («première dame» non le piace) intenzionata a continuare a lavorare (anche se pare complicato) ha una chance storica. Per lei, per le donne e per gli utenti dei media tutti. Può decostruire e depotenziare l'obsoleto ruolo di first lady. Tuttora figura facile, fin troppo seguita, alla fine subalterna e deprimente. Trierweiler rifiuta l'appellativo, dichiara che avrebbe voluto restare con Hollande nel suo condominio ma che starà all'Eliseo per motivi di sicurezza; lei e il suo compagno non intendono sposarsi.</p>
<p>Intanto, alla cerimonia d'insediamento, ha saggiamente sbagliato vestito: nero con maniche di chiffon, sormontato da un soprabitino bianco, una mise da matrimonio nel ceto medio. Pessima, secondo gli esperti di moda. Ottima, dati i tempi.</p>
<p>Tempi in cui il ceto medio annaspa in tutta Europa, in cui le ostentazioni possono mandare in bestia, in cui una bella signora divorziata con tre figli e un soprabito rispettoso delle istituzioni può anche risultare identitaria. Identitaria, non superstar.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/valerie-trierweiler-carla-164960_tn.jpg" alt="" id="388822"></em><strong>valerie trierweiler carla bruni sarkozy yvloc jpeg</strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/trench-carla-bruni-164959_tn.jpg" alt="" id="388821"></em><strong>trench carla bruni sarkozy valerie trierweiler jglzk jpeg</strong></span>
<p>Tutt'altro che mite (Pierre Salviac di Radio Rtl, dopo un tweet che invitava le colleghe a fare sesso utile per diventare prime dame, è stato licenziato); uscita trionfante dall'incontro con Carla Bruni (aristocraticamente combinata come una che porta a spasso il cane, ma stravolta); con progetti di vita personale autonoma interessanti, se ci riuscirà. Se non si farà prendere dagli impegni ufficiali di coppia, dalla libidine da visibilità, dal gorgo dei programmi-signore ai vertici internazionali.</p>
<p>Ha cinque anni per provarci. Ce la farà lei, o finiranno, ancora una volta, per pensarci i maschi? I futuri first gentlemen, che non hanno capelli mossi e tailleurini colorati e non funzionano in foto, e che di programmi-signore non ne vogliono sapere? Ora si vedrà (una giornalista da settimanale pop dovrebbe sapere come muoversi, almeno).</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-39026.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 15:39:57 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<title><![CDATA[PERCHÉ LO FAI? - ATTENTATO ADINOLFI: IL DIBATTITO NEGLI AMBIENTI ANARCHICI HA TONI SIMILI A QUELLI DEGLI ANNI ’70]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Giovanni Bianconi per il "<a href="http://www.corriere.it/" target="_blank">Corriere della Sera</a>"</strong></p>
<p>C'è il commento di Ginetta, di tre sole righe: «Una cosa è giusta: il sig. Adinolfi non si sarebbe mai interrogato in tutta la sua vita sui morti e le leucemie che provoca la sua gaia scienza». Come dire che un proiettile in una gamba ha forse prodotto questo risultato, per il resto analisi e prospettive degli attentatori non sono granché.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/roberto-adinolfi-166277_tn.jpg" alt="" id="390139"></em><strong>ROBERTO ADINOLFI </strong></span>
<p>Poi però ci sono otto durissime pagine di presa di distanza ad animare il dibattito via Internet sul colpo di pistola che a Genova ha ferito Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo nucleare. E a ricordare, fatte le debite proporzioni e distinzioni, le dispute degli anni Settanta sulla lotta armata all'interno della cosiddetta «sinistra rivoluzionaria».</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/roberto-adinolfi-164914_tn.jpg" alt="" id="388776"></em><strong>ROBERTO ADINOLFI</strong></span><p>Scrive un gruppetto composto da «qualche anarchico e alcuni libertari» genovesi: «La violenza rivoluzionaria può essere una "tragica necessità", e certamente non siamo qui a piangere per la gamba di un uomo che, lavorando attivamente nella diffusione del nucleare, ha gravi responsabilità nella distruzione del pianeta e nell'assassinio di tantissime persone. Tuttavia, dalla consapevolezza di una tragica necessità all'esaltazione del piacere per l'arma, passa la differenza tra quella che storicamente è stata e che noi chiamiamo giustizia sociale e quella che, nell'attuale situazione storica, per la rivendicazione che si è data, si è mostrata come pura espressione di rancore settario».</p>
<p>Come trentacinque anni fa la critica non è sul metodo, ma nel merito. Trenta o trentacinque anni fa c'era chi prendeva le distanze dalle Brigate rosse non perché fosse sbagliato sparare, o certi «obiettivi» non meritassero di essere colpiti, bensì perché le loro azioni erano «fughe in avanti» avventuristiche e controproducenti; oggi, persone che forse a quel tempo non erano ancora nate discutono su un agguato politico con parametri simili o paragonabili. La polemica con gli sparatori di Adinolfi è netta.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/roberto-adinolfi-dimesso-166276_tn.jpg" alt="" id="390138"></em><strong>ROBERTO ADINOLFI DIMESSO DALL OSPEDALE </strong></span>
<p>Vengono tacciati di «celodurismo» (termine che negli anni Settanta non era in voga), e accusati di aver conseguito un risultato confuso e contraddittorio. Come la manifestazione contro il terrorismo convocata per domani a Genova: «La canea mediatica, le istituzioni e gli immancabili sindacati sono riusciti a mettere insieme ciò che per natura è contrapposto: le azioni contro Equitalia e la gambizzazione di un amministratore delegato, l'insorgere (ognuno a suo modo) contro i soprusi e l'avanguardia (mal) armata. Peggio: gli sfruttati e gli sfruttatori».</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/logo-166755_tn.jpg" alt="" id="390617"></em><strong>logo f.a.i.</strong></span><p>Loro invece, gli anarchici e i libertari, pensano che «né la gambizzazione, né le molotov, né gli assalti "di massa" ad Equitalia, siano pratiche terroristiche. Terrorismo è il seminare violenza e panico alla cieca al fine di preservare o conquistare il potere. E questo appartiene allo Stato ed ai "fascisti (nazionalisti e/o religiosi) di varie bandiere"». Tuttavia, «riteniamo la gambizzazione un atto intimidatorio e crudele che eticamente non ci appartiene, mentre riteniamo i vari attacchi ad Equitalia, compiuti dagli sfruttati in questi giorni, una battaglia molto più che condivisibile, fondamentale».</p>
<p>Il documento è lungo e articolato, ma l'accusa che più colpisce rivolta alla «nucleo Olga» della Federazione anarchica informale che ha rivendicato il ferimento di Adinolfi è quella di favorire gli schemi della repressione: «L'equazione pistola=radicalità non sta in piedi da nessun punto di vista, è soltanto una visione auto celebrativa utile a confermare le tesi della polizia».</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/roberto-adinolfi-dimesso-166275_tn.jpg" alt="" id="390137"></em><strong>ROBERTO ADINOLFI DIMESSO DALL OSPEDALE </strong></span>
<p>Di tutt'altro tenore il documento di nove detenuti greci appartenenti alle Cellule di fuoco elleniche che si dichiarano «onorati» dal fatto che i «fratelli e le sorelle» genovesi si siano firmati col nome di una di loro. «È un momento meraviglioso», scrivono insieme a un decimo «compagno anarchico» anch'esso rinchiuso in prigione.</p>
<p>Si chiama Theofilos Mavropoulos, e il «branco di individualisti anarchici» animatore di un sito Internet dedicato alle iniziative di «chi ha dichiarato guerra a questa società in diverse parti del mondo» si rammarica che lui e uno dei nove detenuti delle Cellule greche non siano stati citati nella rivendicazione dell'attentato di Genova. Per il resto, scrivono, nonostante l'allergia per qualsiasi federazione o organizzazione, dichiarano «piena solidarietà e complicità con tutti coloro che passano all'azione diretta anarchica». Qualunque cosa facciano, par di capire.</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-39025.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 15:35:40 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<title><![CDATA[  CECCHI PAONE CERCA GAY: “BERLUSCONI DEDICÒ LA FAMOSA FRASE SUI GAY" RIFERENDOSI A UN MINISTRO DEL SUO GOVERNO”]]></title>
<description><![CDATA[<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="273196" src="/img/foto/02-2010/48626_tn.jpg" alt=""></em><strong>CECCHI PAONE </strong></span>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;">PAONE VIDEO: CECCHI PAONE A "UN GIORNO DA PECORA" SU RADIO 2: IL CENTRODESTRA È PIENO DI GAY</span>
<p><a href="http://ungiornodapecora.blog.rai.it/2012/05/15/cecchi-paone-%C2%ABil-centrodestra-pieno-di-gay%C2%BB/" target="_blank">http://ungiornodapecora.blog.rai.it/2012/05/15/cecchi-paone-%C2%ABil-centrodestra-pieno-di-gay%C2%BB/</a></p>
<p>Per Alessandro Cecchi Paone, conduttore tv, giornalista ed ex candidato di Forza Italia dichiaratamente omosessuale, nell'ultimo Governo Berlusconi c'era un potentissimo Ministro gay, a cui il Cavaliere dedicò la famosa frase "meglio appassionato di belle ragazze che gay".</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="277559" src="/img/foto/03-2010/53027_tn.jpg" alt=""></em><strong>SILVIO BERLUSCONI </strong></span>
<p>Cecchi Paone lo ha spiegato oggi al programma di Radio2 'Un Giorno da Pecora'. Cecchi Paone - gli hanno chiesto i conduttori - lei è attualmente l'unico nel centrodestra ad aver fatto coming out, vero? "Si, è verissimo. Perché i diritti civili non sono di destra o di sinistra".</p>
<p>Crede che ci siano altri politici omosessuali nel centrodestra? "E' strapieno, ce n'è uno che di recente è 'cascato' politicamente proprio per questa ragione. Uno importantissimo e potentissimo".</p>
<p>E chi è? "Uno che stava al Governo".  Un Ministro? "E che Ministro - ha spiegato Cecchi Paone -, la mia ipotesi e che sia caduto non per motivi politici e giudiziari ma perché nel centrodestra si vergognano, si nascondono, ricattati". Ci dia un'indicazione sul cognome. "Diciamo che è un fatto orografico...", ha detto sibillino a Sabelli Fioretti e Lauro. Berlusconi è omofobo? "Assolutamente no, ma va".</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="52627" src="/img/foto/archivio/d14/cecchi-paone_03_tn.jpg" alt=""></em><strong>cecchi paone 03</strong></span><span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="238869" src="/img/foto/02-2009/14026_tn.jpg" alt=""></em><strong>IL GAYO SILVIO BERLUSCONI</strong></span>
<p>Eppure quando pronunciò la frase 'meglio appassionato di belle ragazze che gay' si scatenò un putiferio... "Lo diceva durante una conferenza stampa, dopo una riunione di Governo, avendo a fianco quel signore di cui parlavamo prima. Quindi parlava in realtà del suo Ministro".</p>
<p>Ma ne è sicuro? "Io posso dire che Berlusconi disse quella frase a proposito di quella persona, che gli voleva fare le scarpe, non a proposito dei gay. Lui è circondato dai gay, non esistono reti così gay friendly come le sue", ha concluso il conduttore televisivo.</p>
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<p> </p>]]></description>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 15:07:45 +0200</pubDate>
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<title><![CDATA[DA MONTI AL COLLE? IL BANANA PREPARA IL POST 2013 - BERLUSCAZZONE A COLLOQUIO CON RIGOR MONTIS…]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Ugo Magri per "<a href="http://www.lastampa.it/" target="_blank">la Stampa</a>"</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/gianniletta-165407_tn.jpg" alt="" id="389269"></em><strong>gianniletta </strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/02-2012/berlusconi-monti-149012_tn.jpg" alt="" id="372932"></em><strong>berlusconi monti </strong></span>
<p>Un mese dopo, Monti e Berlusconi ci riprovano. Salvo colpi di scena (c'è La Russa che protesta perché alla vigilia dei ballottaggi il momento non poteva essere più sbagliato), oggi è previsto un faccia a faccia. Il 18 aprile scorso saltò perché avrebbe avuto il sapore di un affronto al segretario Pdl Alfano che, in quel preciso momento, stava battagliando con il governo sulla riforma del lavoro. L'invito era partito dal premier.</p>
<p>E nei palazzi romani subito avevano insinuato che Silvio fosse molto attratto da qualche forma di «do ut des» in materia di frequenze televisive. Per stroncare tutte queste malignità, Berlusconi preferì dare forfait. Tra i due calò il gelo, anche perché il Cavaliere dimenticò di avvertire il premier, che lo apprese con dispiacere dalle agenzie di stampa. Alla fine si mise di mezzo Gianni Letta, la diplomazia fatta persona, li fece parlare al telefono, e insomma oggi si vedono.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/01-2012/alfano-145284_tn.jpg" alt="" id="369208"></em><strong>ALFANO </strong></span>
<p>Alfano è andato ieri ad Arcore per ragionare sui contenuti di un colloquio che non sarà, si capisce, solo sulle frequenze e sugli interessi aziendali di Berlusconi. Altra carne al fuoco si è aggiunta, incominciando dalla giustizia. Per non dire della crisi economica che si sta avvitando su se stessa, e spinge un preoccupatissimo Bonaiuti (portavoce del Cavaliere) a coniare un gioco di parole: «Di questo passo finiamo a Patrasso», località della penisola ellenica. Ci saranno le solite richieste di accelerare sulla crescita e le solite risposte (con quali soldi?).</p>
<p>Il Cavaliere si presenterà da Monti fornitissimo di sondaggi. L'ultimo, confezionato per lui da Euromedia Research, registra un calo nella popolarità del premier. Il suo gradimento sarebbe sceso ormai al 42,3 per cento, quasi due punti inferiore a quello del governo nel suo complesso. E alla domanda se dopo il voto del 2013 vorrebbero continuare con il governo tecnico, solo il 24 per cento risponde sì.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/daniela-santanche-compleanno-166749_tn.jpg" alt="" id="390611"></em><strong>DANIELA SANTANCHE' AL COMPLEANNO DI BARBARA D'URSO</strong></span>
<p>Escluso che Berlusconi voglia rendere partecipe Monti del piano riservatissimo concepito nel suo «cerchio magico» per vincere le prossime elezioni: una lista di duri e puri insomma, distinta e per certi versi antagonista del Pdl (dove verrebbero relegati tutti i «tiepidi»). Quale candidato premier, verrebbe lanciata in pista la Santanché, il cui berlusconismo sanguigno e passionale non teme rivali. Guarda caso, sulla Santanché si è scatenato un interesse mediatico anche internazionale.</p>
<p>Gli inglesi del «Sun» la lanciano verso Palazzo Chigi come «la Sarah Palin italiana», salvo rovinare tutto quando presentano la Santanché come una «pupa» di Silvio, al pari di Ruby e le altre. Anche per questo motivo, nel Pdl e nella vecchia guardia berlusconiana non riescono a prendere sul serio l'idea del «listone», giudicata folle e autolesionista. Però dicevano così anche quando Berlusconi voleva sciogliere Forza Italia. Poi si sa come andò...</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-39023.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 14:47:58 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<title><![CDATA[UNO PER TOTTI, TOTTI PER UNO - FRANCESCO MERLO SU “LA REPUBBLICA” CELEBRA COMMOSSO DEL PIERO]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>1 - BALDINI DIFENDE TOTTI DAGLI SPUTI...<br>Da "Giornalettismo.com"</strong></p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/archivio/d11/francesco-totti_figlio-christian_lap_tn.jpg" alt="" id="45922"></em><strong>francesco totti figlio christian lap</strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/delpiero-161990_tn.jpg" alt="" id="385856"></em><strong>delpiero </strong></span>
<p>Franco Baldini non ci sta. E a La Repubblica, che ieri in un articolo a firma di Francesco Merlo che celebrava Alessandro Del Piero mettendolo a paragone con Francesco Totti e ricordando di quest'ultimo anche le intemperanze che ne hanno in qualche modo macchiato la carriera, verga questa interessante replica (pubblicata oggi sul giornale).</p>
<p>Scrive Fanco Baldini "Sinceramente non credo sia giusto per Del Piero, né tantomeno che allo stesso faccia piacere, il fatto che per celebrarne giustamente l'uscita di scena ci sia bisogno di paragonarne i comportamenti con quelli di un altro grande campione, altrettanto meritevole, come Francesco Totti. Del Piero più di chiunque altro conosce perfettamente la generosità e la semplicità di Francesco.</p>
<p>Non è stato dello stesso avviso il dottor Merlo, che nel proposito di cui sopra ha voluto marcare le differenze tra i due, ricordando un paio di stupidaggini (che ancora non significano l'essere stupidi) commesse da Totti nel corso di 18 anni, fin qui, di carriera. Personalmente ne ricordo di me stesso almeno 100 di più. E fortunato è quell'uomo che ne ha all'attivo un numero inferiore rispetto a quelle imputate a Totti nello stesso lasso di tempo.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/03-2012/alessandro-piero-157340_tn.jpg" alt="" id="381231"></em><strong>Alessandro  Del piero</strong></span>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/09-2011/capitano-francesco-totti-125334_tn.jpg" alt="" id="349359"></em><strong>er capitano FRANCESCO TOTTI foto mezzelani gmt </strong></span><p>Mentre quelle erano stupidaggini, quella che Francesco abbia lucrato sulla pubblicità fatta ad un website dedicato al poker online è invece una menzogna, perché certamente il dottor Merlo non sa che quei proventi sono stati interamente devoluti in beneficenza. Senza darne nessuna notizia, così come dovrebbe essere per tutte le vere beneficenze, che altrimenti rischiano di essere solamente investimenti pubblicitari. Conoscendo bene entrambi i calciatori mi correva l'obbligo di dare a Del Piero ciò che è di Del Piero, senza dover necessariamente togliere a Totti ciò che è invece suo".</p>
<p>La controreplica di Merlo: "Caro Baldini, chiudiamola così: io che apprezzo le grande doti calcistiche di Francesco Totti le credo sulla parola e dichiaro solennemente che Francesco è un campione «generoso e semplice». Purché lei dichiari, con la stessa intensità, che è meglio non aggredire l'avversario, non sputargli addosso, e trarre i soldi per la beneficenza da pubblicità meno azzardate. Viva il calcio, che è il gioco più bello del mondo, anche per me che non lo seguo da tifoso".</p>
<p><strong>2 - IL TRAMONTO D'ITALIA NEL TRAMONTO DI DEL PIERO...<br>Francesco Merlo per "<a href="http://www.repubblica.it/" target="_blank">la Repubblica</a>"</strong></p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/archivio/d1/x_itfr21_delpiero-coppa_tn.jpg" alt="" id="20868"></em><strong>x itfr21 delpiero coppa</strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/archivio/d8/totti_francesco_tn.jpg" alt="" id="36278"></em><strong>totti francesco</strong></span><p>Del Piero non lo sa, ma il suo tramonto è più della solita, abusata e potente metafora del calcio che si fa storia. La sua uscita di scena fa paura e fa piangere non di tifo ma di cuore, non di  pancia ma di testa,  perché parla di noi, del talento che ci sta sfuggendo sui mercati internazionali, dell'Italia che solo un pugno di campioni stanchi tiene ancora  in Europa. E la Juve, che lo ingrazia ma non lo trattiene e lo lascia partire per l'America, smentisce la propria storia di uomini ‘simbolo per sempre': Sivori, Boniperti, Bettega, Platini, Zoff... La Juve che lo maltratta è l'Italia che maltratta se stessa: la Juve che lo licenzia è l'abolizione dell'articolo 18, l'espulsione degli esodati, l'inesorabilità anagrafica, il rigore senza cuore e senza crescita.</p>
<p>Oggi che come non mai  abbiamo bisogno di eccellenze perdiamo la nostra eccellenza più amata, oltre lo stile Juventus, oltre il calcio, oltre lo sport. Esce il campione mai sporcato dai Moggi, quello mai coinvolto nelle truffe che gli vorticavano intorno, il virtuoso che  mette la palla dentro e la lingua fuori, non il Totti che sputa e prende a calci l'avversario ma il cavaliere educato che sorride di se stesso e di imbarazzo, non strizza mai l'occhio al bullismo, non lucra sulla pubblicità del gioco d'azzardo. Del Piero è il compagno che sa star bene da solo pur facendo parte di una squadra. Esce dunque il vero modello ‘antischettino', il capitano che non è codardo ma generoso, mai aggressivo e volgare né con i suoi ragazzi né con gli avversari.</p>
<span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2012/baldini-foto-mezzelani-163325_tn.jpg" alt="" id="387190"></em><strong>baldini foto mezzelani gmt </strong></span><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/06-2010/63314_tn.jpg" alt="" id="287764"></em><strong>FRANCESCO MERLO</strong></span><p>Del Piero è sempre composto, sobrio e pulito come ieri è stata anche la commozione dello stadio, senza fumogeni, senza eccessi rabbiosi, nonostante in quella celebrazione ci fossero pure la vittoria dello scudetto e il record di un campionato senza una sconfitta. Insomma ieri ce n'era abbastanza per la baldoria, per le bombe carta, per il carnevale degli ultrà. C'è stata invece una festa d'addio e la vittoria è diventata  malinconia, la gioia è stata triste. E' vero che i tifosi hanno pianto anche a Milano dove il Milan ha mandato in pensione i suoi campioni, la vecchia guardia dei trionfi, i fratellini di Del Piero, Gattuso e Inzaghi, campioni del mondo, e Nesta, che è stato il simbolo del calciatore che si difende senza mai picchiare. Ma nelle lacrime di Milano c'era la maldestra perdita dello scudetto, il rimpianto per un campionato finito male. A Milano la squadra si piangeva addosso come sempre accade agli sconfitti.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/11-2008/4393_tn.jpg" alt="" id="229261"></em><strong>Gianni Rivera</strong></span>
<p>A Torino no. La Juve coronava un trionfo dopo la più umiliante quaresima della sua storia. Ma nessuno ha pianto di felicità. Hanno invece pianto per  il congedo dell'Italia di Del Piero, l'Italia della bellezza e della virtù. In quelle lacrime senza pudore e senza freno c'è infatti l'intuizione, il cattivo presagio, che assieme al campione internazionale che tramonta  siano a rischio  di tramonto l'intera Italia dei primati, il made in Italy, il genio italiano che è un modello estenuato e senza eredi.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/sputo-totti-poulsen-166747_tn.jpg" alt="" id="390609"></em><strong>Lo sputo di Totti a Poulsen</strong></span>
<p>Del Piero è l'ultimo eroe di una speciale  antropologia nazionale, quella dei registi eleganti, come Rivera e Pirlo, quella dei fantasisti che trattano bene la palla per se stessi ma soprattutto forniscono assist e fanno cantare gli altri campioni, proprio come hanno fatto Lucio Dalla e Paolo Conte con Morandi, Celentano e mille altri. Del Piero era l'erede dei  Corso e dei Baggio che danzano in campo e lavorano più di qualità che di quantità e  dimostrano che le vie storte sono spesso le più diritte.</p>
<p>Con Del Piero  sono a rischio d'uscita tutti i simboli d'eccellenza, del sapere e della produzione italiane: le grandi università, dalla Normale alla Bocconi al Politecnico di Torino; la moda che ha vestito il mondo, dagli Armani ai Versace ai Valentino; le auto che sono solo scatoline mentre Ferrari Lamborghini e Maserati, come Riva Mazzola e Facchetti, sono icone, vecchie glorie di un'Italia inarrivabile. L'Italia senza Del Piero è il ciclismo che i francesi ormai non si incazzano più, il cinema che è solo nostalgia di Fellini, Antonioni e Visconti, le navi che una  volta si chiamavano Rex e ora si chiamano Concordia.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgRight"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/archivio/d28/italia-svezia_002-pirlo-ljunberg_tn.jpg" alt="" id="83542"></em><strong>Pirlo</strong></span>
<p>Ecco perché sono stati interminabili quei venti minuti d'addio. E' stato un lunghissimo momento bello e genuino, un delirio che in fondo ci fa bene, un brivido collettivo che ha coinvolto non solo tutti  i tifosi d'Italia, dalla Juve sino al Cesena, ma anche i non sportivi. Venti minuti d'applausi sono come un inno nazionale, sono un patriottismo timido, un bisogno di sentirsi insieme, una voglia di Stato, il desiderio frustrato di una bandiera da amare.</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-39022.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 14:43:49 +0200</pubDate>
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<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
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<title><![CDATA[LA CANNES DEI GIUSTI - SI INIZIA BENE. "MOONRISE KINGDOM" DI WES ANDERSON, E' UNA TOTALE DELIZIA]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Marco Giusti per Dagospia</strong></p>
<p>Cannes 2012. Primo giorno. Si inizia bene. Il film di apertura, "Moonrise Kingdom" di Wes Anderson, e' una totale delizia. Magari un po' fighetto, ma alla fine cosi' scombinato nella sua assurda ricerca di perfezione di colori, personaggi, musica, costumi che non puoi che arrenderti al piacere di fronte alla sua messinscena maniacale di una fuga d'amore di un boy scout dodicenne e orfanello, Sam, e una ragazzina in guerra col mondo, Suzy, che non puo' lasciare mai il suo binocolo e il mangiadischi a pile che ha rubato al fratello (ci suona Francoise Hardy e un'opera per bambini di Benjamin Britten).</p>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390608" src="/img/foto/05-2012/anderson-moonrise-kingdom-166746_tn.jpg" alt=""></em><strong>WES ANDERSON MOONRISE KINGDOM </strong></span> <span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390604" src="/img/foto/05-2012/conferenza-stampa-anderson-166742_tn.jpg" alt=""></em><strong>CONFERENZA STAMPA DI WES ANDERSON</strong></span>
<p>Il tutto ambientato nel 1965 nell'isola di New Penzance, prima che si scateni un terribile uragano. Dietro di loro si muove un gruppo di adulti tristi e scombinati, i genitori di Suzy, Bill Murray con dei pantaloni meravigliosi, e Frances MacDormand, avvocati, il capo della polizia delle isole, un Bruce Willis depresso che ha una storia con la mamma di Suzy, la terribile signora dei servizi sociali.</p>
<p>Tilda Swinton, il comandante del gruppo 55 degli scout, Edward Norton e tutti i piccoli scout che non hanno mai accettato Come loro amico Sam. Piccola storia dell'incontro fra due solitudini in un'America lontana e misteriosa, il film e' costruito quasi musicalmente su un'operina per bambini di Benjamin Britten, ma anche su altre sue opere, come "Noah's Floods", che sara' un momemto fondamentale nel finale con l'arrivo dell'uragano.</p>
<span class="imgDrag imgLeft" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390606" src="/img/foto/05-2012/anderson-moonrise-kingdom-166744_tn.jpg" alt=""></em><strong>WES ANDERSON MOONRISE KINGDOM </strong></span><span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390607" src="/img/foto/05-2012/anderson-moonrise-kingdom-166745_tn.jpg" alt=""></em><strong>WES ANDERSON MOONRISE KINGDOM </strong></span>
<p>I due ragazzini, come tutti i personaggi dei film di Wes Anderson, sono pieni di incertezze e di eccentricita' ma li amiamo immediatamente. Come amiamo gli adulti attorno a loro. Wes Anderson e il suo cosceneggiatore Roman Coppola, si scatenano nella ricostruzione di un passato di un'America ancora vergine, dove Britten vale le canzoni di Hank Williams e l'arrivo dei 45 giri di Francoise Hardy sembra quello di una possibile Nouvella Vague.</p><span style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;" class="imgDrag imgLeft"><em><img src="http://www.dagospia.com/img/foto/05-2012/anderson-moonrise-kingdom-166748_tn.jpg" alt="" id="390610"></em><strong>WES ANDERSON - MOONRISE KINGDOM </strong></span>
<span class="imgDrag imgRight" style="position: static; clear: none; z-index: auto; left: auto; top: auto;"><em><img id="390605" src="/img/foto/05-2012/anderson-moonrise-kingdom-166743_tn.jpg" alt=""></em><strong>WES ANDERSON MOONRISE KINGDOM </strong></span>
<p>Non c'e' una scena, un'inquadratura che non sia controllata dal desiderio di Wes Anderson di ridisegnare abiti, scene, oggetti d'epoca. Ma per fortuna tutto questo meccanismo alla fine lo percepiamo come un gioco cosi' complesso e inutile da far parte solo del desiderio di Anderson di fare del cinema personale, di sognare con quello che mette in scena.</p>
<p>Grandi camei di Harvey Keitel e Jason Schwartzman come capi scout e follia del regista che ricostruisce qualcosa come 350 abiti per gli scout, in gran parte personalizzati. Non piacera' a tutti, ma va bene cosi'. Alla conferenza stampa c'era il cast al completo, coi due giovani interpreti, Jared Gilman e Kara Hayward, assolutamente fantastici.</p>
<p> </p>]]></description>
<link>http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-39021.htm</link>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 13:30:22 +0200</pubDate>
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