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AVANTI, SAVOIA (ALLA SBARRA) - VITTORIO EMANUELE SARÀ PROCESSATO A POTENZA SULL’INCHIESTA DI WOODCOCK – AVREBBE ORGANIZZATO CON ALTRI 5 UNA HOLDING DEL MALAFFARE NEL SETTORE DEL GIOCO D’AZZARDO – CORRUZIONE DI FUNZIONARI PER AVERE VIDEOGAMES IN LOCALI PUBBLICI…

Fulvio Milone per "La Stampa"

Henry John Woodcock, il magistrato delle mille inchieste potentine, non era presente: si è trasferito da poco alla Procura di Napoli. Ma se si fosse trovato nell'aula del tribunale di Potenza, ieri sera, non avrebbe nascosto la soddisfazione.

Vittorio Emanuele di SavoiaVittorio Emanuele di Savoia

La sua indagine su Vittorio Emanuele di Savoia, che il magistrato fece arrestare il 16 giugno del 2006, si è conclusa con un rinvio a giudizio. Il principe sarà processato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici funzionari. Lo ha deciso il giudice dell'udienza preliminare Luigi Barrella.

La prima udienza è fissata per il 21 dicembre. Secondo l'accusa, il figlio dell'ultimo re d'Italia era uno degli organizzatori di una holding del malaffare impegnata nel settore del gioco d'azzardo: grazie alle sue conoscenze il principe avrebbe corrotto funzionari del Monopolio per ottenere il nulla osta per l'installazione di videogames in locali pubblici.

Con Vittorio Emanuele verranno processate altre cinque persone: Rocco Migliardi, Ugo Bonazza, Nunzio Laganà, Gian Nicolino Narducci (ex segretario del principe) e Achille De Luca.

vittorio emanuele savoia processato in francia daPanoramavittorio emanuele savoia processato in francia daPanorama

La vicenda che si trascina da sei anni ha dato vita a una quantità di inchieste parallele i cui atti sono stati trasmessi ad altre Procure competenti per territorio. Alcune (a Como e a Roma, ad esempio, dove il principe è stato scagionato) sono state archiviate.

Un'altra, come quella su «Vallettopoli» in cui Vittorio Emanuele non è coinvolto, ma che ha portato in prigione Fabrizio Corona con l'accusa di aver ricattato una quantità di vip con foto compromettenti, approderà il 5 giugno davanti al gup di Potenza che dovrà decidere sul rinvio a giudizio del fotografo «cacciatore» di scandali.

Henry John WoodcockHenry John Woodcock

Vittorio Emanuele fu arrestato a Varenna, in provincia di Lecco, e rinchiuso nel carcere di Potenza con una valanga di accuse: associazione a delinquere finalizzata alla prostituzione, alla corruzione e alla concussione, falsità ideologica, minacce, favoreggiamento. Rimase in cella fino al 23 giugno, quando gli vennero concessi gli arresti domiciliari poi revocati il 20 luglio.

Woodcock lo aveva fatto intercettare al telefono, con microspie piazzate in auto, addirittura in cella. Da quelle conversazioni, aveva sostenuto il pm, era emerso un quadro inquietante delle attività del principe: non solo giri di «escort», ma anche tangenti per fare ottenere a imprenditori di dubbia trasparenza licenze per l'uso dei videogames, e intrallazzi al centro dei quali c'era il Casinò di Campione.

Molte accuse non hanno retto al vaglio del giudice per l'udienza preliminare. E' rimasta in piedi però quella di Potenza. «Non c'era da aspettarsi altro per una vicenda francamente inspiegabile - ha commentato il principe -. Provo un grande dolore nel subire queste accuse, anche se confido nella giustizia e nell'accertamento dei fatti».

CoronaCorona

In una nota, casa Savoia sostiene che «non si comprende con quali prove sia stata formata questa inchiesta in cui c'è già stata l'archiviazione di tutti i capi di imputazione tolti alla giurisdizione potentina per incompetenza territoriale». Insorge anche l'avvocato difensore, Francesco Murgia: «Sono deluso come uomo di legge e impaurito come cittadino: le prove esibite dall'accusa erano inconsistenti come l'aria».

 

 
[24-09-2009]