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BORN TO RUN – IL RITORNO DI SCHUMI: TRE ANNI DI DOLCE FAR NIENTE TRA POKER, BARCHE, MOTO E GO KART. DICEVA DI ESSERE FELICE, MA ALLA FINE IL DEMONE DELLE CORSE È STATO PIÙ FORTE – “UN GIORNO DIVENTERÒ UNA PERSONA NORMALE”, DISSE. MA ANCORA NON È SUCCESSO…

Marco Mensurati per "la Repubblica"

schumacherschumacher

Le balene. La felicità è nuotare con le balene. Disse proprio così, Michael, il giorno in cui smise. Era l´autunno 2006. Gli avevano chiesto cosa avrebbe fatto. Lui sorrise e rispose che sarebbe andato a realizzare quel suo vecchio sogno. Qualche tempo dopo gli chiesero di nuovo cosa avrebbe fatto, come avrebbe ingannato il suo tempo ora che la Formula 1 era uno spettacolo da guardare in tv. Lui spiegò che aveva capito che la vita sono gli amici, e per questo si era fatto costruire affianco al suo castello svizzero un cottage di 400 metri quadrati dove poter ricevere visite e, lì vicino, un campo da calcetto.

Felipe MassaFelipe Massa

Poi fu la volta del poker: «Come in Formula 1 devi saper prendere i tuoi rischi». Infine, la famiglia: «Cosa faccio ora? Sto davanti al camino con un buon sigaro, a volte cucino, sono anche bravino: non faccio scuocere la pasta e faccio degli ottimi sughi».

Le balene, il calcetto, il poker, i sigari, la pasta. Tutte bugie. La verità è che da quando ha smesso di correre Michael Schumacher non ha fatto altro che nascondersi. Non dalla notorietà o dal successo, come dichiarò lì per lì, ma da qualcosa di più indefinito, una sorta di animale, di mostro. Che poi è quello stesso mostro che lo ha reso quello che è stato e che adesso vuole tornare ad essere: più che un campione, un killer, un uomo votato al trionfo, uno per cui i sette mondiali vinti in carriera, le decine di avversari divorati, di comprimari oscurati, non sono il frutto di imprese ma la semplice conseguenza logica di una superiorità schiacciante.

schumischumi

Che Schumi fosse più un uomo in fuga che un pensionato, i più lo avevano capito già da tempo: il mostro che lo bracca si nutre di adrenalina e Michael ultimamente se ne era andato a procurare ovunque. Sui kart, dove di tanto in tanto, strapazzava qualche pilota ancora in attività. Ma soprattutto sulle moto. A marzo 2008 aveva debuttato nel campionato Ktm a Misano, arrivando quarto. Poi aveva deciso di insistere. I suoi amici glielo sconsigliarono. Jean Todt glielo chiese direttamente, un giorno: «Ma chi te lo fa fare?». Non si aspettava nessuna risposta, però. Lo sapeva perfettamente. Così quando quest´inverno Schumi si fece male al collo, schiantandosi in Spagna durante il campionato di Superbike tedesco, nessuno si è stupito più di tanto. Nemmeno lui, che in un certo senso se lo aspettava.

Quello che Schumi non si aspettava, però è che la sua fuga stava per finire, che il mostro era stanco di balene e sigari. L´incidente di Massa è stata un´occasione perfetta, ma c´è da scommettere che "il più forte di tutti" avrebbe trovato qualche altra occasione per provare a tornare, magari con la storia della terza macchina. Perché per Michael era diventata quasi un´esigenza fisiologica. Come sarà un´esigenza, una volta esaurito questo ritorno di fiamma, cercare di diventare, per sempre, una persona normale.

«Succederà anche quello - disse Schumi in quel lontano giorno d´autunno del 2006, quello delle balene - un giorno diventerò una persona normale. Non proprio domani, ma prima o poi succederà, magari quando sarò vecchio, brizzolato e grasso».

 

 
[30-07-2009]