COME ALLA GUCCI, NUOVO SMACCO PER FACCHINETTI: SOSTITUITA DAGLI STILISTI DEGLI ACCESSORI DELLA MAISON (CHIURI E PICCIOLI) – VENDITE IN PICCHIATA: DELLA COUTURE È STATO VENDUTO SOLO UN CAPO DA 15MILA €…
Paola Botelli per il Sole 24 Ore
Come alla Gucci. È finita che, in un eclatante dejà vu, anche alla Valentino il posto di direttore creativo occupato da Alessandra Facchinetti passerà agli stilisti degli accessori della maison: Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli. Dopo essere stata costretta a passare la mano a Frida Giannini, fino ad allora responsabile accessori della "doppia G", la Facchinetti subisce ora un nuovo smacco. Ed «è questione di giorni», ha detto l'amministratore delegato Stefano Sassi, per «il chiarimento della nostra posizione». Traduzione: probabile già lunedì un'uscita "timbrata" da una risoluzione consensuale con la 36enne designer bergamasca.
Ieri, Piccioli e Chiuri, a differenza del direttore creativo della collezione uomo, Fabrizio Pozzoni, non sono stati fatti transitare nel backstage dopo la sfilata del prêt-à-porter primavera-estate 2009 (dove la Facchinetti ha dichiarato di «non avere nulla da dire sulle voci» del suo allontanamento), proprio per evitare incontri ravvicinati con la stampa in attesa dell'ufficializzazione del "siluramento".
Chiuri, 44 anni, e Piccioli, 41, hanno fatto rapidamente decollare le vendite di scarpe e borse della Valentino, dicono in azienda: un business avviato poco più di otto anni fa e che rappresenta oltre un quinto del fatturato. Al management del marchio romano, così come agli azionisti di Permira, il fondo di private equity che ha sborsato 2,6 miliardi di euro per conquistare Valentino Fashion Group, i due stilisti piacciono molto: disciplinati rispetto agli input strategici, marketing oriented e talmente lontani dallo star system della moda che ieri alcuni giornalisti del front row non sapevano chi fossero.
Ma funzionerà anche per Valentino quella che si preannuncia come una sorta di "clonazione" del modello Gucci, che ruota su un business molto più imponente? Si sa che gli accessori sono il "cuore" della redditività delle aziende del lusso. Si sa pure che Piccioli e Chiuri non hanno grande esperienza come stilisti di abbigliamento, essendosi solo applicati alla linea Red Valentino (così come Frida aveva iniziato da ragazza con Fendissime). E il brand romano è legato a doppia mandata al sogno, ai red carpet, ai matrimoni delle principesse non solo arabe. Resta dunque l'interrogativo di fondo sul successo o meno di questa doppia conduzione nel ruolo che per 45 anni è stato di una leggenda dello stile come Valentino Garavani.
«I vestiti non vanno solo disegnati, ma anche venduti», si lascia sfuggire un top manager di Permira. Una conferma dei difficili rapporti con la Facchinetti nell'ottica di un investitore finanziario che deve comunque far quadrare in fretta i conti. «Sono soddisfatto dell'investimento in Valentino Fashion Group - dice Gianluca Andena, 49 anni, co-amministratore delegato di Permira,al Sole-24 Ore -e,nonostante un contesto di mercato impegnativo, la performance del gruppo è attesa in miglioramento rispetto al 2007, non discostandosi sostanzialmente dagli obiettivi fissati per il 2008».
Valentino Fashion Group, appunto, con la gallina dalle uova d'oro Hugo Boss, che incamera almeno l'80% dei profitti del gruppo. E il brand Valentino? Il giro d'affari 2008 è previsto comunque in aumento rispetto al 2007. Di quanto non si sa perché è confermato che le vendite da luglio sono in picchiata. E che della couture è stato venduto solo un capo da 15mila euro.







