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CON ANDREA AGNELLI, LA VECCHIA SIGNORA RITORNA CATTIVA - per rispondere alle basse insinuazioni del nemico Moratti (“Meglio essere multietnici che comprare le partite”), YAKI ELKANN PIGOLA SU TESTO DEL CUGINO: “Loro non hanno mai saputo perdere e dimostrano che non hanno ancora imparato a vincere” - Dall´alto dei cieli, Moggi e Giraudo plaudono e in curva c´è già chi gode…

Maurizio Crosetti per La Repubblica

Andrea AgnelliAndrea Agnelli

La Juventus fa la faccia cattiva, come quando lo era davvero e infatti vinceva. Basta con l´appiccicosa simpatia buonista che si deve ai perdenti, ai riemersi dalla melmosa serie B, agli inseguitori. I denti aguzzi li mostra nientemeno che John Elkann, la cui invisibilità (non solo per le faccende del pallone) è proverbiale.

ANDREA AGNELLI E JOHN ELKANNANDREA AGNELLI E JOHN ELKANN

Il nipote prediletto dell´Avvocato e numero uno della Fiat sceglie la vecchia casa di Villar Perosa, l´antica "partitella in famiglia" (così si diceva quando ancora esistevano le partitelle, e soprattutto le famiglie) per rispondere alle basse insinuazioni del nemico Moratti («Meglio essere multietnici che comprare le partite»): «Non sapeva perdere e ora non sa vincere». Bùm.

pzsensi 21 presidente inter massimo morattipzsensi 21 presidente inter massimo moratti

Eredi spirituali della Juve della Triade, antipatica e imbattibile, Andrea Agnelli (il presidente) e John Elkann (il padrone) dicono ai tifosi che il vento è cambiato e che non si vuole più sopportare, anche se l´estate della violenza e dell´isteria non aveva bisogno di nuova benzina a poche ore dal campionato.

Poi, certo, vincere è un´altra cosa rispetto alle schermaglie dialettiche, e lì servono giocatori, non virgolette o punti esclamativi. Quest´anno, la Juve è stata la più attiva sul mercato, la più spendacciona e non accadeva da una vita. Da verificare se sia meglio puntare sui 33 anni del buon Di Natale, rinunciando ai 25 di Diego, e se insieme ai quasi 36 di Del Piero non si vada lentamente verso il cronicario. Ma ci sono anche il vigore di Krasic, le geometrie di Aquilani, la robustezza di Bonucci e forse qualcun altro in arrivo.

Moggi e GiraudoMoggi e Giraudo

Se l´Inter è una potenza (magari non sapeva perdere, però sa vincere eccome), i bianconeri mostrano una rabbia che sembrava assopita. Lo stile Juve diventa, come ai vecchi tempi, l´ostile Juve. Dall´alto dei cieli, Moggi e Giraudo plaudono e in curva c´è già chi gode.

 

 
[25-08-2010]