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DON’T PLAY FOR ME, ARGENTINA – A BUENOS AIRES SI FERMA IL CAMPIONATO: DEBITI MILIONARI, CLUB AL COLLASSO, MERCATO FERMO - IL PRESIDENTE GRONDONA CHIEDE PIÙ SOLDI ALLE TV CHE RISPONDONO PICCHE – A RISCHIO L’ORDINE PUBBLICO… E L’ORGOGLIO NAZIONALE…

Rocco Cotroneo per il "Corriere della Sera"

Diego Armando MaradonaDiego Armando Maradona

L'Argentina senza calcio è una tragedia, dice Diego Maradona. E forse ha ragione. Al solo annuncio che il campionato non inizierà come previsto il prossimo 14 agosto, una complicata questione di debiti e diritti tv si è trasformata in un problema di ordine pubblico. Tifosi inferociti sotto la sede della Federazione, sassi e insulti contro il presidente Julio Grondona e grattacapi per il governo, già in seria crisi di popolarità.

Le preoccupazioni del c.t. non sono soltanto d'immagine per il Paese. Maradona sta preparando lo scontro decisivo con il Brasile per le qualificazioni al Mondiale (5 settembre) e, nonostante i suoi uomini migliori non giochino in patria, la paralisi del calcio nazionale è un duro colpo nel morale in vista della sfida più classica del continente. «Io i giocatori li voglio vedere tutti sul campo», protesta Diego.

Il futbol biancoceleste è sull'orlo del collasso da vari anni e gli avvii al singhiozzo dei tornei non sono una novità. Ma stavolta è l'Afa di Grondona ad aver proclamato lo stop come mossa per risolvere almeno l'ultima emergenza.

nazionale argentinanazionale argentina

La crisi economica ha ulteriormente peggiorato i bilanci dei club e la soluzione di sempre - vendere presto e bene i migliori talenti al calcio europeo - non funziona più. Basti pensare agli argentini assorbiti a grappoli dai nostri campionati negli anni scorsi e all'austerità del calciomercato italiano di questa stagione.

Risultato: una decina di club di serie A sono tecnicamente falliti, con debiti complessivi per 10 milioni di dollari. Tra loro nomi illustri come River Plate, Independiente, Racing e San Lorenzo. Devono soldi principalmente al Fisco argentino, poi alla Federazione e in parte ai giocatori e altri dipendenti.

La decisione di rinviare a data da definirsi l'inizio del torneo Apertura, che equivale al nostro girone di andata, è stata annunciata da Grondona per forzare la mano dello Stato, ma principalmente delle tv e degli operatori via cavo.

Il calcio argentino vuole più soldi per i diritti, sostiene che la fetta di introiti delle tv a pagamento è molto bassa. Poiché, sostengono, quasi tutti coloro che pagano lo fanno per vedere le partite, sarebbe giusto chiedere una cifra fissa legata al numero complessivo degli abbonati alle tv. A inizio settimana la Lega di serie A aveva addirittura chiesto di triplicare la somma, dai 268 milioni di pesos già concordati per la prossima stagione fino a 720 milioni, equivalenti a 190 milioni di euro.

julio grondonajulio grondona

La risposta delle tv è stata laconica: nessun ritocco è possibile, al massimo possiamo anticipare ai club 40 milioni di pesos. Grondona ha rifiutato, e annunciato il blocco. «Non ce la faremo mai- sostengono i club -. Il calcio argentino è strutturalmente incapace di sopravvivere con questi introiti».

Oltre alla qualificazione non ancora certa al Mondiale (la nazionale è appena al quarto posto nel girone), l'Argentina ha davanti la sfida di organizzare la Coppa America 2011. Unica consolazione per i tifosi nelle prossime settimane saranno le partite della Coppa Libertadores, che verranno giocate normalmente dalle squadre argentine.

 

 
[06-08-2009]