quirinale napolitano 1 - E A CONCLUSIONE DEL CONCERTO, I RAPPRESENTANTI DELL'ITALIA UNITA SI SCAMBIERANNO GLI AUGURI DI VAFFANCULO...
Andrea Marcenaro per "Il Foglio"
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarà presente domani all'auditorium "Ennio Morricone" della facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Roma Tor Vergata per la cerimonia inaugurale delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Dopo il saluto del rettore Renato Lauro, si terranno le relazioni di Giuseppe Talamo, presidente dell'Istituto storico per il Risorgimento italiano su "Patrie e Nazioni nella Storia d'Italia"; di Giuliano Amato, presidente dell'Istituto della Enciclopedia italiana Treccani su "L'evoluzione storico-politica della Costituzione italiana''; e del ministro degli Esteri Franco Frattini su "Le costanti della politica estera italiana alla prova delle nuove sfide globali".
GIULIANO AMATO - Copyright Pizzi
Seguirà un concerto in omaggio al capo dello stato Giorgio Napolitano, direttori Ennio Morricone e Andrea Morricone, soprano Susanna Rigacci, violino Marco Serino, voce recitante Mariano Rigillo, con l'orchestra "Roma Sinfonietta". In programma "Se questo è un uomo" di Ennio Morricone, per soprano, violino, voce recitante e orchestra d'archi; e "Romanza" di Andrea Morricone, per orchestra d'archi. A conclusione del concerto, i rappresentanti dell'Italia unita si scambieranno gli auguri di vaffanculo.
2 - LA CRITICA CHE OSANNÒ "BAARÌA" E OGGI FA FINTA DI NIENTE...
Da "Italia Oggi"
TORNATOREQuando venne presentato in Italia, tutta la critica stabuzzò gli occhi dallo stupore e versò paginate di servizi encomiastici sul film Baarìa di Giuseppe Tornatore scrivendo che era un film straordinario, destinato a cambiare la storia del cinema e che, a Los Angeles, avrebbe fatto sfracelli all'Oscar. L'unico giornale che, allora, scrisse che Baarìa era un film più che modesto, fu "ItaliaOggi". Poi la sarabanda accompagnò il film nel suo viaggio trionfale verso gli Usa. Adesso che gli Oscar sono stati attribuiti e che a "Baarìa" non sono andate nemmeno le briciole, i giornali italiani osannanti hanno fatto finta di niente. Come non detto. Ops!
3 - CHI È IL LEADER POLITICO COL CAPINO CATRAMATO CHE DISSE: "SONO UNA MANICA DI COGLIONI, CHE NON SONO ABITUATI A LAVORARE". APPENA LO SCOVA, LO SISTEMA IGNAZIO LA RISSA...
Marco Travaglio per "Il Fatto Quotidiano"
Ora si cerca affannosamente di identificare il leader politico che, secondo La Stampa del 2 marzo, ha pronunciato la seguente frase: "Sono una manica di coglioni, dei veri deficienti che non sanno fare bene il loro lavoro perché non sono abituati a lavorare". Pare si tratti di un tipetto sotto il metro e 60 col capino catramato. Appena lo scova, lo sistema Ignazio La Rissa.
SILVIO BERLUSCONI
4 - NOI A CASA LORO ANCHE...
Filippo Facci per "Libero"
TRAVAGLIO Potrebbero manifestare insieme, visto che destra e sinistra straparlano ormai lo stesso idioma: dicono entrambe che la democrazia è a rischio, che c'è un golpe strisciante (è da quarant'anni che striscia: si alzasse) e dicono entrambe che l'avversario controlla i media, che l'avversario vuole un nuovo totalitarismo, entrambe si appellano ai ricorsi e alla magistratura - in questa fase, almeno - ed entrambe si fanno prendere serenamente per il culo dai radicali, entrambe dicono che il Capo dello Stato non si discute - dopo aver cercato di strattonarlo in tutti i modi - ed entrambe sono corresponsabili di quella spettacolare idiozia che è l'abolizione dei talkshow per un mese: ma sì, potrebbero ritrovarsi in piazza tutti assieme per manifestare e poi massacrarsi direttamente di botte, che le parole ormai stanno a zero.
FILIPPO FACCI
Non è solo battutismo puerile: lo stravolgimento del linguaggio è alla sua fase terminale, chiunque può dire tutto senza che nessuno alzi ciglio, tutti possono offendere tutti perché tanto nessuno si offende più. Fascista, comunista, golpista, razzista, piduista, pedofilo, mafioso, servo: ormai è un brusio, voci e lemmi svolazzano insignificanti, intercambiabili, svuotati di ogni peso culturale e storico, un parolaio senza chiaroscuri. Il pubblico, a casa, è senza talkshow, ma in questi giorni almeno ci sono le partite. Che cosa voterà, lo ha già deciso il suo portafoglio.