FACCI: “DA QUANDO È CIRCOLATA L'ASSURDA VOCE CHE IO POTESSI DIVENTARE DIRETTORE DI RADIO RADICALE SONO SCOMPARSO DALLA RASSEGNA STAMPA DI BORDIN” – BER-BER AL COMANDO - DAGO GRILLO - NESSUNA SEZIONE AN NEL GR-RAI - QUALCOSA DI BUONO È SORTITO DALLA VICENDA MARRAZZO: NON SI PARLA PIÙ DI PATTY…
iceviamo e pubblichiamo:
FILIPPO FACCI - copyright Pizzi Lettera 1
Egregio D'Agostino, da quando la scorsa estate è circolata l'assurda voce che io potessi diventare direttore di Radio Radicale - una sciocchezza ripresa da quotidiani anche autorevoli - sono completamente scomparso dalla rassegna stampa mattutina condotta dal valentissimo Massimo Bordin, sempiterno direttore della Radio. Non è grave, né la mia stima per Bordin può decrescere per questo. Ma ieri l'intera stampa italiana annoverava due soli editoriali favorevoli alla sentenza di Strasburgo; e uno era il mio, oltretutto consonante con le opinioni dei Radicali: ma non è stato citato neanche 'stavolta.
Filippo Facci
Lettera 2
IL MOTOSCAFO DI BERLUSCONI CARICO DI BELLE RAGAZZE - AGOSTO 2008Caro Dago, leggo sul tuo notiziario che insieme ad altri colleghi sto costituendo una sezione di AN nel GR-Rai. L'informatore, in questo caso, e' disinformato. Non ho mai militato in partiti politici. Le uniche tessere attualmente in mio possesso sono: quella di giornalista professionista; quella della Rai (serve per l'ingresso in redazione e per accedere alla mensa); e quella di un circolo sportivo di Saxa Rubra. Quanto al braccio di ferro strisciante col direttore Preziosi: in vita mia non ho mai fatto nulla di strisciante, ho sempre detto apertamente quello che penso. Continuero' a leggerti con interesse e con divertimento.
Andrea Buonocore
Lettera 3
berlusconi alle nozze galan
Caro Dago, c'è chi chiede lo "sbattezzo"; io voglio "deeuropamizzarmi". Ti prego, dimmi come si fa. A quella vichinga proveniente dalla Finlandia consiglio di ritornarsene a far compagnia alle foche e agli orsi. Nessuno l'ha obbligata a venire in questa Nazione dove le tradizioni, l'arte, la cultura del più piccolo Paese di Provincia (grazie al secolare radicamento della Religione nel nostro popolo) è superiore a quella del suo Paese di provenienza.
sergio recchi
Lettera 4
Piomborovente ha chiarito il concetto. Una donna che si concede per ottenere un posto importante è equivalente ad una prostituta. Bene. Saranno contente del chiarimento le dirette interessate ora arrivate (con straordinaria rapidità), ai massimi livelli.Di fatto, il peraltro apprezzabile nei toni, Piomborovente ci sta dicendo che questo governo è un puttanaio.
berlusconi-certosa
Non si può che prendere atto, con sottile compiacimento, della lucida presa di coscienza. Ma, attenzione!, lui dice, in sostanza "A me che importa che siano puttane? Sono brave a governare e sono pure belle, che volere di più?". Beh, prima di tutto sulla bravura (non amatoria) delle più è ancora tutta da scoprire, ma magari sarebbe legittimo pretendere, da così importanti rappresentanti dello Stato, che avessero seguito strade, diciamo così, meno facili.
Ma questa è, naturalmente, una pretesa da barbosi moralisti. Resta poi il piccolo particolare di un Presidente del Consiglio che usa il suo potere per convincere belle donne ad andare a letto con lui. Questa non si chiama corruzione? Ah, già, dimenticavo! Sono prostitute, quindi casomai sono loro le corruttrici. Denunciamo loro?
Aldo Petrocchi
Roma - Juve
Lettera 5
Dago dear, permettimi "please" di fare una segnalazione libraria, assolutamente disinteressata. Lontano, lontano dall'orrida attualità e dalle frittatine o mattoni dei settantasettemilanovecentodieci premi letterari assegnati in Italia negli ultimi anni. La buona notizia é che hanno rieditato (non dico l'editore, che comunque non é la Marina Berlusconi, per non cadere nella Pub "epistolare".
Comunque costa solo 11,50 Euro) uno dei capolavori letterari della seconda metà del secolo scorso: "La vita davanti a sè" di Romain Gary (Emile Ajar), che molte amiche hanno avuto difficoltà a reperire in passato. Romanzo bellissimo e di lettura scorrevolissima, che narra il viale del tramonto di Madame Rosa (ex-prostituta ebrea) attraverso gli occhi di Momo (un ragazzino arabo) nella "banlieu" parigina.
La scrittura del libro é curatissima (nella sua apparente semplicità) e opera di un solo uomo (e non di computer e di editor come s'usa ora). Una trentina di anni fa vi fu anche un bel film tratto dal romanzo, in cui Madame Rosa era interpretata dalla indimenticabile Simone Signoret, che "by the way" - come tutti sanno - prese le distanze dal comunismo sovietico decennni prima di tanti politici de noantri che ("rivisitati") sono ancora sulla breccia .Ti allego la locandina del film in cui Simone appare in tutto il suo senile splendore.
Alessandro Del Piero
Natalie Paav
Lettera 6
Caro Roberto, nessuno finora ha fatto notare una cosa simpatica. I due leader dei due principali schieramenti politici (bersani e berlusconi) hanno delle simpatiche analogie. Il loro cognome comincia per BER e finisce per NI. Inoltre, ed è la cosa più carina, sono nati lo stesso giorno: il 29 settembre. Quando si dice le coincidenze!!!!
Enrico Bonocore
Lettera 7
Caro Dago, frequento il bar sport del mio paese, ahimè, l'unico che c'è nel borgo natio, e tu non sai quanto ci soffra ogni volta che entro per uno spriz al vedere, io milanista, quella bandiera juventina esposta sopra il bancone. Con quelle orribili striscie bianche e nere e una caterva di squallide coppe e scudetti impressi sopra. Ma adesso gliela faccio vedere, gliela faccio!!! Un bel ricorso alla corte europea di Strasburgo e manderanno Zagrebelsky in persona a togliere l'odiato vessillo: lede i miei diritti e offende la mia coscienza di milanista. Thiè!!!! Così imparano.... Meno male che l'Europa c'è!!!
Ezzelino da Romano
Lettera 8
Egregio signor Dago, proprio ieri, nella ridente cittadina di Bruxelles, Belgio, mentre allegro e sereno passeggiavo per le vie del centro, orribilmente e subitaneamente m'è comparsa sotto gli occhi -a tradimento!- una visione che m'ha precipitato nella rabbia più oscura e nell'indignazione più profonda: a margine della via, egregio signor Dago, si ergeva -si figuri!- una cappella votiva del 1600 con un dipinto di Cristo in croce al suo interno ma oscenamente visibile da ogni passante!
crocifisso classe
Lei capirà bene, egregio signor Dago, che in questi illuminati anni del XXI secolo tal presenza blasfema e tal conseguente visione non può essere accettabile: offeso, indignato, colpito nel mio orgoglio democratico e in preda a diversi conati di vomito mi sono immediatamente recato presso la sede della Corte europea dei diritti dell'uomo dove ho immediatamente sporto denunzia: allegata alla denunzia mia richiesta di demolizione immediata e incondizionata della suddetta oscenità. Certo di avere operato ai sensi degli interessi umani, generali e particolari, e quindi anche a nome di lei e dei lettori del suo ottimo quotidiano, la saluto cordialmente.
P.
Lettera 9
cristo censurato ritoccatol'ultima del nostro clown di palazzo Chigi: "Chi mi insulta insulta milioni di italiani". Facendo una facile battuta, direi "bene, così con una fava si prendono due piccioni!". Il commento serio è però un altro: fino a pochi anni fa, pochi di noi consideravano gli avversari politici dei nemici. Poi è arrivato l'ometto della Provvidenza, che per "bucare lo schermo" e scuotere le mitiche "casalinghe di Voghera" ha fatto leva sulla quarantottesca paura dei comunisti (ahahah, ma quali, se al mondo c'era rimasto solo quer poraccio di Fidel Castro!!), per poi continuare negli anni sempre peggio, fino a insultare chi non la pensava come lui ("coglioni", farabutti", "uso criminoso"). Da allora la lotta politica si è radicalizzata, e se ora il nostro (mio no) sta raccogliendo l'odio che ha sparso, che vuole? Luigi Contreas
Lettera 10
L'ipocrisia dei politici PDL/Lega è scandalosa : il crocifisso nelle scuole guai a levarlo eppure si fanno guidare/comandare da S.Silvio da Arcore ,la cui predicazione si base sull'arricchimento sospetto ,sul rincornamento continuo delle mogli e la promessa del paradiso (fiscale). Amen
Sanranieri
Lettera 11
Quando tra trenta o quarant'anni quel poco che resta della civiltà e cultura occidentale sarà stato finalmente sconfitto dai talebani di qualche altra cultura, impermeabili (loro sì) alle sentenze dell'Europa, ma anche ad ogni ragionamento di qualsiasi altro Ente o persona, ci ricorderemo di questo signore, tal Massimo Albertin, che pose la prima pietra, con la complicità di quella Corte europea, riuscendo a portare a segno il primo smacco, tirando giù il Crocefisso dalle aule delle scuole.
Un piccolo e (quasi) insignificante passo per un uomo, ma un grande balzo della civiltà verso il baratro. Diamo loro manforte: aiutiamoli a picchiare le figlie che vorrebbero vestire all'occidentale, andiamo anche noi in spiaggia vestiti, diamogli le nostre Chiese per trasformarle in qualcos'altro..... Tanto hanno vinto loro: con la loro moltitudine di figli e la nostra natalità vicina allo zero, è solo questione di pochi anni. Noi, ligi ai regolamenti ed alle leggi, ovviamente ubbidiremo, toglieremo i Crocifissi e faremo quant'altro ci venga imposto. Loro se ne fregheranno altamente e riusciranno ad imporre i loro burqa, le loro usanze e la loro mentalità come già fecero nella Spagna del Medioevo. Purtroppo, però, non nascerà più nessun Cid Campeador che potrà salvarci...
Cristo di Serrano
Alfredo Calogiuri
Lettera 12
Dago, un manifesto pubblicitario dopo alcuni giorni d'esposizione diventa arredo urbano, ovvero invisibile. Ci fanno notare i crocefissi... ah! non ci avevo fatto caso, ho smesso alle elementari.
Armageddon
Lettera 13
Caro Dago, Marrazzo: «Non sono a conoscenza di video o foto scattate da Brenda in queste occasioni, ma il mio stato confusionale negli stessi dovuto all'assunzione di cocaina non mi mette in condizioni di saperlo».
Ma chi aveva messo a governare la Regione Lazio il centrosinistra, uno che non era nemmeno capace di intendere e di volere?
Max Attento
Lettera 14
Dago, vedendoti e ascoltandoti dalla Gruber ho capito finalmente chi sei: la versione moderna (e manco tanto) del marchese del Grillo.
Dylandog
Lettera
Caro Dago, i carabinieri non hanno lasciato che Marrazzo si tirasse su i pantaloni perchè loro l'alzabandiera lo fanno alla mattina.
AL
MARRAZZO CON BERLUSCONI
Lettera 15
Caro Dago, mi pare che il fuoco di sbarramento contro Maria Giovanna Maglie, nasconda una coda di paglia lunga un chilometro da parte dei discepoli di Almirante, Tatarella ecc. Non sarà che La Maglie ha toccato qualche nervo scoperto, suscitando una reazione ben nota da qualche tempo? Perchè è un po' difficile capire se la grandezza dei numi tutelari suddetti sia stata quella di designare alcuni delfini che l'hanno di fatto liquidata, oppure constatare che la concezione di società e partito liquido, della necessità di passare dalla visione dell'essere a quella del fare , oggi predicata sulle colonne del Secolo e della Farefuturo, sia il compimento più logico di quella eredità.
Lettera 16
Caro Dago, sul caso Abu Omar il Tribunale di Milano ha condannato gli uomini della Cia per aver rapito l'imam. Ora lo stesso Tribunale dovrebbe "premiare" Mohammed Game, il kamikaze che si è fatto esplodere davanti ad una caserma milanese nel tentativo di farci capire che i cattivi sono gli americani.
Carlo F.
Lettera 17
Silvio BerlusconiSpett/le Redazione, mi riferisco a quanti si stracciano le vesti, perorando la causa di Radio Radicale, affinché venga rinnovato da parte dello Stato il solito finanziamento (mi pare che ora si parli di milioni di euro, mica bruscolini) tentando di giustificarlo trattarsi di "servizio pubblico". A parte il fatto che tale mezzo di comunicazione serve più che altro a fare sfogare anche "notturnamente" il logorroico "Guru", con soliloqui camuffati da dialoghi con quel martire di Direttore che gli fa da "spalla", rimane il fatto che la "radio" sia comunque una "radio di partito", e se manda in onda Congressi vari e le sedute di Camera e Senato, senza le quali l'indice di ascolto sarebbe uguale a zero, queste servono per attirare l'ascolto del pubblico, così come le "radio commerciali", per potere vendere i messaggi pubblicitari, mandano in onda musica e amenità varie. E allora, anche Dagospia pubblica notizie vere, false, di vario colore politico, sociale, gossipparo ecc. comunque di pubblico interesse, perché nessuno si fa avanti per reclamare un "finanziamento pubblico"?
Mario
Lettera 18
brenda_marrazzo.jpg
Di fronte alla sentenza della corte di giustizia europea, tutti i proto-neo-vetero cattolici semplicemente domandano: perché non dovrebbe starci? Io mi domando, invece, perché dovrebbe starci, un simbolo religioso, nelle aule della scuola pubblica. Nella nostra costituzione Dio non è citato, né è posto alla base del nostro ordinamento, come invece avviene negli stati uniti d'america, dove infatti sulle banconote si trova scritto "In God We Trust". In quella democrazia, la divinità (qualsiasi essa sia) è il cimento spirituale del patto sociale. Nella nostra, no. Perché dovremmo tenerci un crocefisso nelle aule (scolastiche, di giustizia etc etc?).
giorgio
Lettera 19
Perché non possiamo non dirci TUTTI giornalisti? Semplice, guarda Maria Giovanna Maglie! Se è giornalista lei allora lo siamo tutti.
Franco Due
Lettera 20
Caro Dago, Tonino si è costruito un partito attorno a sé. Ora c'è il rischio che Luigi De Magistris, Di Pietro in pietro, glielo smonti.
Fla.To.
Lettera 21
Caro Dago, con Marrazzo siamo passati dalla trash-tv alla trans-tv: "Un piccolo passo per i trans, un grande passo per l'ilarità (intesa anche come gay-ezza)".
LILLI GRUBER
Marco
Lettera 22
Caro Dago, un tuo lettore nella posta scrive che come i crocifissi e i presepi "anche le moschee e le mezzelune non sono tradizioni offensive". E' vero, ma nei paesi islamici non da noi! Paese che vai, tradizioni che trovi.
S.F.
Lettera 23
Caro Dago, qualcuno spieghi a Marrazzo che nella situazione in cui è stato beccato dai carabinieri si sentiva in uno stato psicologico di inferiorità non tanto perchè aveva i pantaloni abbassati ma perchè quello che solitamente era un suo punto di forza - l'esser governatore della Regione Lazio - si era improvvisamente, in quella circostanza, trasformato in punto di debolezza. E' questo che l'ha fatto sentire così vulnerabile e umiliato, non i pantaloni calati.
Tom S.
Lettera 24
Caro dago, ai morti viventi (Englaro) ci si accanisce per alimentarli, ai vivi morenti (Cucchi) non si insiste
Pietro
MARIA GIOVANNA MAGLIE
Lettera 25
La puntata di Ottoemezzo del 3/11 è' stata una puntata di vera TV. Molti complimenti. Non mi sono annoiato. Se io facessi la domanda: come deve essere la TV? E' difficile ovviamente la risposta, ma si può rispondere facendola vedere. Io farei vedere questa puntata.
Paolo
Lettera 26
Qualcosa di buono è sortito dalla vicenda Marrazzo: non si parla più della D'Addario.
EC.
Lettera 27
Mi pare di capire che la faccenda del crocifisso al muro non è una questione di religione, ma di storia, cultura, tradizione. Benissimo, sostituiamolo con pulcinella o pinocchio, che di sicuro ci rappresentano meglio. Per quanto riguarda la Blefari (pace all'anima sua), è chiaro che chi esulta per il suo suicidio è favorevole alla pena di morte. Continuiamo così, altri anni di civiltà persi come lacrime nella pioggia. Gli USA (di Obama o no) di certo andranno, seppur lentamente, nella direzione opposta per arrivare all'abolizione. Scommettiamo? Ci sentiamo tra 50 anni.
ABU OMAR
Dylandog
Lettera 28
A quei 4 imbecilli che si scandalizzano delle lettere sulla brigatista Blefari vorrei ricordare che la ex signora è stata condannata come ASSASSINA! Nessuna pietà quindi Le deve essere riconosciuta!
Sandro
Lettera 29
Caro Dago, durante la telecronaca della partita dell'Inter contro la Dinamo Kiev, Gianni Cerqueti ci informava di come una delegazione della squadra si fosse recata presso una struttura ospedaliera in cui erano curati bambini affetti da una particolare forma di tumore... La musica è sempre la stessa: loro sensibilizzano mentre a noi tocca mandare Sms da 2 euro...
DI PIETRO COPPOLA
Vorrei fare due puntualizzazioni, però: 1) la raccolta dei soldi via Sms non è gratuita e Telecom (di cui i Moratti sono azionisti) si fa pagare una lauta commissione. 2) Invece di sensibilizzare la gente su vari problemi, i Moratti potrebbero porre rimedio a quelli che hanno contribuito a provocare in Sardegna, con gli impianti di loro proprietà, e a quelli che tuttora quegli impianti continuano a provocare.
Johnkoenig
Lettera 30
Ci risiamo, il Parlamento Europeo ha sbuffato l'ennesima folata di zolfo anticattolico. I giudici di Strasburgo - dando ragione a una cittadina italiana di origine finlandese - hanno affermato che l'esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche italiane viola i diritti dei due figli, di undici e tredici anni, della signora Lautsi, li "perturba emozionalmente" e nega la natura stessa della scuola pubblica che dovrebbe "inculcare agli allievi un pensiero critico".
Natali
I cattolici italiani non devono perdersi d'animo, piuttosto (se non altro per una mera questione di par condicio), passare al contrattacco. Ad esempio, perché non far presente (anzi denunciare) alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che in Italia i fruitori degli organi di informazione sono costretti a sorbirsi quotidianamente ridicoli oroscopi antiscientifici? Si vuol forse negare che non "perturba emozionalmente" apprendere che la giornata sarà condizionata dagli circumnavigazione degli astri o dal peto di un satellite?
E che dire della violazione dei diritti degli eterosessuali che ogni giorno, su qualsiasi canale televisivo vedono sculettare gay e trans? Come può crescere sano un bambino nell'apprendere che oltre ai maschi e alle femminile esistono anche degli "ibridi" ne carne ne pesce? E che dire dell'imposizione della festa pagana di Halloween imposta nelle scuole pubbliche agli alunni cattolici da parte di non poche maestrine idolatre? I genitori italiani devono replicare ai sette giudici di Strasburgo come si soleva fare nelle università italiane: una risata vi seppellirà!
Gianni Toffali Verona
Lettera 31
Natali
Caro dago... ti leggo con piacere, ma adesso basta! Non sono ne di destra ne di sinistra e nemmeno di centro Se sei veramente libero di scrivere smettila di nominare sempre la parola papi (un po' è bello, poi diventa noiosa, chiamalo pure puttaniere o quello che vuoi, ma ogni volta che leggo la parola papi sento un offesa ai bambini....) Se è vero che c'è la libertà di stampa quella parola dimostra che lo odi immensamente.... E se lo odi vul dire che non esiste la libertà di stampa, ovvero esiste solo quello che pensi tu D'altra parte i libri di storia, i giornali, i web le tv sono manipolate dai padroni e dai vincitori....
Tullio
Lettera 32
Caro Dagospia, il depauperamento civile e culturale del paese è talmente grave che ci si accontenta di gioire per il sorpasso della fiction "Pinocchio" sullo stupidogeno "Grande Fratello". Pinocchio, punto di riferimento enorme per i nati fino agli anni '50 (poi sono cominciate le riscritture degenerative, da Disney ai cartoons nipponici) nella versione fiction dell'altra sera è risultata un'operina non solo infedele alla struttura narrativa del libro, ma, come sempre dalla morte del grande sceneggiato televisivo (Majano, Bolchi), di bassisima qualità dal punto di vistra della drammatizzazione.
marrazzo e serdoz
Per non parlare degli attori e dell'ambientazione. Pinocchio interpretato da un lungagnone nordico faccia da elfo (l'Alexander di Fanny e...) vestito da fichetto da scuola per ricchi e somari romani (viste le scarpe?) e che non ha nulla a che vedere con il normotipo monello toscano di fine ottocento, scalzo, magro per la fame e faccia da birba. Doppiato era pure peggio.
marrazzoGeppetto affidato al solito americano buono per tutti i ruoli. La Fata Turchina una specie di Marchesa de Merteuil diabolica, ma orfana del rivale Valmont. La Litizzetto fastidiosa anche senza Fazioveltroni. Scarsa ricostruzione dei luoghi. In sintesi, il solito filmetto televisivo di bassa lega per palati di "bocca bona" quale è oramai il pubblico televisivo. Eppure, per un'onesta riduzione televisiva, bastava attenersi ai disegni di Mazzanti per la prima edizione del libro. Ci riuscì Comencini. Perché rifare sempre tutto? Le risposte sono ovvie. Quindi le tralascio.
Vittorio Verdone







