IL FATTOIDE STEFANO FELTRI A BANKOMAT: “QUI NON SI FANNO GIOCHINI O MARCHETTE” – UNA LETTERA PER PASSERA - LA NUOVA FRATELLANZA FRA ITALIA E LIBIA VA SANTIFICATA CON UN SACRIFICIO : L’ON.CALDEROLI ACCETTI DI CONVERTIRSI PER IL BENE DEL MADE IN ITALY - UN NUOVO PONTE IN QUEL SOGNO BEDUINO DEL CAVALIERE: CAMPATA UNICA MAZARA-BENGASI…
Riceviamo e pubblichiamo:
passera
Lettera 1
Caro Dago, in Italia le marchette sono così abbondanti e frequenti che è (quasi) sempre legittimo sospettare, come fa Bankomat in un suo commento al mio pezzo di oggi sull'intervento di Corrado Passera a VeDrò. Non è cosa da Fatto fare marchette o giochini di potere, come dovrebbe ben sapere Bankomat che per diversi mesi ha lavorato con noi.
Semplicemente, che il primo banchiere italiano coltivi espliciti progetti politici difficilmente compatibili con gli interessi dei suoi azionisti è un tema rilevante, a prescindere dalle sue prospettive (che, come credo si evinca dal pezzo, sono per ora quantomeno vaghe). La notizia è doppia se il suddetto banchiere continua ad avere propositi di leadership e a invocare la lotta contro l'evasione fiscale dopo che il Corriere, giornale di cui è azionista con Intesa, ha raccontato i suoi guai ne paradisi fiscali. Tutto qui.
SILVIO BERLUSCONI
Usando lo stesso metro di Bankomat, dovrebbero essere sospettabili di marchette anche tutti i cronisti che racconteranno l'intervento di Gianfranco Fini a Mirabello, altro aspirante leader di non si sa bene cosa con rapporti (forse) troppo stretti con i paradisi fiscali.
Stefano Feltri
Lettera 2
Gli importantissimi contratti siglati con la Libia giustificano ampiamente il silenzio sui diritti umani violati, sui di lager, sulle donne eritree violentate e sugli immigrati spinti a morire di sete verso il deserto. Schiere di autorevoli opinionisti spiegano che "in democrazia peculium non olet" e quindi non vale nemmeno la pena di sollevare qualche domanda - sarebbe come disturbare Putin mentre invade la Georgia - temo però che la tutela del made in Italy richiederà altri sacrifici.
MUAMMAR EL GHEDDAFI Se il Colonnello, per lanciare il suo progetto di islamizzare l'Europa richiedesse conversioni più serie di quelle tre ottenute a pagamento, il Premier potrebbe essere costretto a chiedere ai suoi ministri una prova di fedeltà assoluta. Come facevano i Samurai per lo Shogun almeno tre dovrebbero sacrificarsi e tra questi sicuramente Calderoli. Tv e giornali si son ben guardati dal ricordare che la sua maglietta satirica provocò rivolte furibonde - 11 morti a Bengasi ! - e oggi la nuova fratellanza fra Italia e Libia va santificata con un sacrificio : l'On.Calderoli accetti di convertirsi e per i bene del made in Italy si faccia circoncidere. Sarebbe un gesto nobile che gli consentirebbe di offrire una parte di sé non solo alla Padania ma all'italia tutta.
M. Lombezzi
Lettera 3
1° Vorrei far presente una "strana" coincidenza per i 15 miliardi dati dal SANPAOLO a Passera: nel 1999 l'AD del San Paolo (Maranzana) e Passera hanno stretto un accordo per cui tutti gli sportelli di POSTE ITALIANE avrebbero, da quel momento, venduto i mutui SANPAOLO, SP per contro affidava a SDA di POSTE tutte le spedizioni: il valore dei due contratti non era paragonabile, tanto era sbilanciato a favore del SANPAOLO......
L'ARRIVO DELLE GHEDDAFINE2°: Passera scrive che il SANPAOLO gli ha dato un mutuo bene:
a) il mutuo si dà solo per l'acquisto o la ristrutturazione di edifici esistenti:
1- ma se non ha comprato alberghi come hanno fatto ad erogare la somma senza una garanzia reale ?
2- E come pagava le rate del maturano dal giorno appresso all'erogazione,
3 - ed oggi a che punto è il pagamento del mutuo ?
Poi, non c'è nessun imprenditore al mondo che si fa dare un "mutuo" costoso, per esportare i capitali a MADEIRA !
b) se invece di mutuo PASSERA voleva dire "apertura di credito con garanzia ipotecaria" (ovvero un finanziamento contro la garanzia di un immobile già di proprietà) , anche qui si pone il problema di pagare gli interessi (cari su questo tipo di finanziamento) e poi restituire i soldi.
Qui invece parrebbe che il 15 miliardi siano arrivati dal cielo, non debbano essere restituiti e non si sia dovuto pagare interesse (teniamo conto che l'Euribor di riferimento all'inizio del 2000 era del 5,20 per scendere nel 2004 al 2% e risalire sino al 5,40 nel 2008, ora è circa dell1,20 a seconda delle durate)
TELEMACO
Lettera 4
Caro Dago, sul Corriere della Sera di oggi , Mario Sconcerti si chiede come mai la Roma , piena di debiti con le banche , sia stata l'unica squadra a comprare calciatori senza vendere nessuno: già , come mai ?
OBSERVER
Lettera 5
Caro Dago, ma i vari giornalisti che si chiedono il perché della campagna acquisti fiacca dell'Inter ci sono o ci fanno? L'hanno data questi luminari un'occhiata all'ultimo bilancio della Saras?
Io in effetti è da un bel pezzetto che mi chiedo: ma una persona (sebbene ricca ma non in modo incredibile) quanto può andare avanti a sputtanare cento milioni di euro all'anno per una cazzata come una squadra di calcio?
Lele
ROBERTO CALDEROLI
Lettera 6
Mi sto struggendo. Sono giorni che ormai non ci sono più notizie. Permettetemi un appello: cucina scavolini, dove sei? Sei a Montecarlo? Sei a Roma? Dacci tue notizie, dicci qualcosa, quel che è stato è passato, lasciamo perdere, ma torna, torna, torna, facci stare tranquilli!
Giuseppe Tubi
Lettera 7
Daguccio caro , la Prestigiacomo che donna ,pardon che Femmina.!... sono estasiato
Venticello
Lettera 8
Caro Dago, ben trovato! Dopo la pausa estiva, lasciami tirare un po' le fila del discorso. Ero partito che si parlava dei Tulliani e riprendo che ancora se ne parla. Nel frattempo abbiamo appreso che la tessera freccia alata non serve solo per non fare la fila all'imbarco in aereo e che Gaucci ha dovuto prender atto di aver valutato male un'intera famiglia (notizia di oggi quella di un nastro che dimostrerebbe la disonestà dei Tulliani).
Mi chiedo, però, se è possibile che Fini, la quarta carica dello stato (e non il proprietario di una squadra di calcio di provincia), non riesca a scaricare il cognato per uscire con qualche osso ancora sano da questa storia.
Ma cosa aspetta? La rogatoria? E se dietro la società che ha acquistato l'immobile monegasco spunta un cognome della famiglia? Che fa? Scappa a Santo Domingo anche lui???
Fini è una istituzione e non può mettere la topa prima del suo ruolo anche davanti all'evidenza. Dobbiamo aprirgli gli occhi. Io, in ogni caso ci tengo ad informare che ho la freccia alata ma che in saletta vip, a Roma, non ho mai incontrato la Tulliani (forse non ero di suo gradimento... poco influente).
Arturo Bandini
MORATTI
Lettera 9
Per coloro che ne sentivano il bisogno c'è la conferma che manda e organizza tutto lui. Nelle dittature africane e non, neanche uno scarafaggio si muove senza che i servizi lo sappiano. Prima le motovedette, poi le grandi opere, ora 5 mld. di euro. E fra un anno altre richieste. E nel frattempo continuerà a mandarci un barcone di quando in quando, tanto per tenerci svegli, con buona pace di coloro che si preoccupano per i diritti umani.
Roberto - padova
Lettera 10
Delicious Dago, se le anime candide che pontificano continuamente (che palle...) e lanciano strali vs the gheddafìco raìs & the cav, indicassero anche come recuperare investimenti alternativi per 40.000.000.000 di $ (quanti zeri signori miei, e quanti posti di lavoro) sarebbero i benvenuti
Sopportare gli USA (sempre più traveler's cheque cinese), la UE, i finiani, i sinistri, i vescovi, i puri di cuore...? meglio affrontare le invasioni berberiche!
Merlon Blando
Rosella Sensi
Lettera 11
Caro Roberto, ti pareva che la figlia di Minoli potesse sposare un impiegato del Comune ? Margherita - Venezia
Lettera 12
Seguo da molto tempo il TG della Sette e la presenza di Mentana di ieri non mi sembra abbia cambiato molto. Escluso il fondale che mi è parso troppo "invadente". Chiedo a Mentana di guardarsi alcune delle ultime puntate di IN ONDA dove la signora interviene quasi sempre sulle parole dei partecipanti, rendendo spesso incomprensibile il concetto. La signora dovrebbe andare a scuola dalla Gruber. A proposito dove è finita la Lilli?
Don Alejandro Rodriquez
Lettera 13
È un po' sconcertante leggere certi commenti de "l'Avvenire". Da un lato il Vaticano, il Papa, che esorta all'accoglienza filantropica, dall'altra il risentimento urtato per chi invita l'Europa a farsi Islamica. C'è poco da strapparsi le vesti, sono islamici quelli che stanno invadendo l'Europa (milioni) provenienti dalla "Quarta Sponda", credono in Maometto e nel Corano: bisogna rendersene conto. Specialmente se in sede politica alcuni partiti e rispettivi leader, sono fautori dell'ACCOGLIENZA toto corde.
La nostra civiltà si salva con i fatti, non con le omelie papali "urbi et orbi", né con la demagogia spicciola. E se Muammar Gheddafi fa proselitismo fra le vanesie accorse al richiamo della Mecca, non è Berlusconi che le induce in tentazione, è l'insensatezza di certe giovanette attratte dalle lusinghe dell'harem.
Allah hu-Akhbar!
CF
STEFY PRESTIGIACOMO
Lettera 14
Stimato Dago, c'era un nuovo Ponte in quel sogno beduino del Cavaliere: campata unica MAZARA-BENGASI.
Federico
Lettera 15
Non so quanti anni abbia Margherita-Venezia, ma io me lo ricordo bene l'anno dei continui, martellanti attacchi a Giovanni Leone. Altro che "individuale ed elitario libro" della Cederna! Me lo ricordo bene perchè una delle cose del mio passato delle quali mi pento è proprio aver creduto allora alle bugie di quel libro, acquistato, ahimè, con impeto giovanile spinto da certa stampa che tuttora, in quanto di sinistra, per molti è vangelo.
Vittorio Evangelista InFeltrito.
Lettera 16
Caro Dago, emblematico l'interrvento di Margherita di Vernezia:: "il libro della Cederna era un individuale e élitario libro Feltrinelli, il giornale di Feltri fa un killeraggio mediatico quotidiano e martellante pagato profumatamente dal presidente del Consiglio" cioè chi dice falsità a titolo individuale e per conto di un editore è da preferrsi a chi dice il vero per conto di un politico. Direi che è semplicemente geniale: non conta più se una cosa è vera o falsa ma chi la dice e perchè. Però, temo, vale solo in un senso. Da sinistra.
Mario Orlando
Lettera 17
Caro Dago, Gheddafi ha chiesto "cinque miliardi per evitare che l'Europa diventi nera". Ma una volta queste richieste non si facevano ritagliando le lettere dai giornali?
Valerio Pieroni
fini-tulliani
Lettera 18
Caro Dago, i dati sul fonte dell'occupazione sono sempre più preoccupanti, soprattutto quelli che riguardano i giovani. Naturalmente la priorità della maggioranza che ci governa continua ad essere il "processo breve". Tra i commenti sul dato, svetta quello del ministro Maurizio Sacconi, comptetente della materia, che ci propina la solita frase, trita e ritrita: "l'Italia sta meglio del resto d'Europa", il che, in gran parte, non è vero. Cordiali saluti.
Giovanni Attinà
Lettera 19
Caro Dago, vorrei togliere l'appellativo di 'economista' al dott. Deaglio: i CINQUEMILIARDI di euro chiesti da Gheddafi a fronte di un respingimento, che necessariamente sarà violento, corrispondono a 250 euro a respingimento.
MENTANA
Voglio essere più cinico ed economista di Lui: paghiamo 50 euro di TAGLIA per africano e moltiplichiamo per 5 l'intervento, nel giro di pochi anni non dovremo spendere più nulla, avremo estinto il problema.
Che ne dici?
Lucignolo
Lettera 20
Caro Dago, ho letto il santino della Palomba per Cossiga. E' vero i vari coccodrilli erano stucchevoli ma soprattutto privi di contenuti. Vorrei però far notare che qualsiasi commemorazione pubblica auspicata dalla Palombelli nel caso ci fosse dovrebbe evitare di parlare di Cossiga come uomo delle istituzioni. Tutto ma non questo. Un uomo delle istituzioni non dichiara ad un'intervista a Report di sapere chi ha ucciso Giorgiana Masi eppoi si porta il segreto nella tomba. Un uomo delle istituzioni non consiglia un Ministro dell'interno di infiltrare nel movimento no global i suoi uomini che dovrebbero adoperarsi in atti di violenza per poi poter scatenare la repressione.
Cossiga come uomo delle istituzioni ovvero in qualità di Ministro degli interni questo fece nel 1977: infiltrò poliziotti e carabinieri che furono fotografati mentre sparavano nelle piazze. Un grigio Presidente della Repubblica che si scoprì picconatore solo quando si scoprì che era stato uno dei principali organizzatori della struttura segreta Gladio. Una struttura in questo Paese democratico che dalla legge è considerata eversiva Va bene tutto ma considerare un eversore uomo delle istituzioni no. Un commento eccessivo questo? Estremista? Massimalista? Quel che volete ma se non si fa parla così in questo paese si continua sempre ad avere la memoria corta.
Giovanni Pontano
FRANCESCO COSSIGA BARBARA PALOMBELLI
Lettera 21
caro Dago , il Presidente operaio Lula ritiene l'Italia un paese giudiziariamente inaffidabile e da asilo politico al terrorista Battisti. Proponiamoli uno scambio tutti i trans di via Gradoli dove venne tenuto prigioniero Aldo Moro contro un solo assassino. A Berlusconi ricordiamo che se non protestera' tutti penseranno che forse spera anche lui in un asilo politico.
Boccagio
Lettera 22
Caro Dago, non so se troppo eccitato dalla notizia o strapagato per questa, tu ti sia accorto che la Berlinguer ha affidato ad un comunicato stampa le sue spiegazioni dei fatti che, a suo dire, nulla hanno a che vedere con la censura. Ora, se avessi un pochino di spirito, sarebbe bello che indagassi con acume sulla questione in modo da poter pubblicare in seguito qualche parvenza di notizia relativa ai fatti invece che le semplici lamentele di Beha, ad uso e consumo dei tuoi lettori oramai assuefatti alla pratica dei colpi bassi, unico metodo per l'esercizio della politica conosciuto dagli adoratori di quel piccolo traffichino senza valore trasformato in icona del potere che risponde al nome di Silvio Berlusconi..
Rinaldo Santoro
OLIVIERO BEHA
Lettera 23
Gentile Dago, ma come fa "il paese sano" ad indignarsi ed a solidalizzare con Beha, se quest'ultimo non fa un minimo sforzo per attribuire una qualche colpa a Berlusconi ?
Marco Aquilani
Lettera 24
Caro Dago, dopo il recente richiamo di Giulio Tremonti alla giusta sottolineatura, da parte di Berlinguer - il " mitico " Enrico e non la figlia, Bianca, che censura Beha -dell' importanza della " questione morale ", sono intervenuti, nel dibattito, i sussiegosi, e incazzosi, " Barbapapà " Scalfari ed Emanuele Macaluso.
L' ex dirigente del PCI ha " bacchettato " Stefania Craxi, dopo la riflessione della combattiva figlia del leader socialista sulla politica, non di apertura e di dialogo - alla fine degli anni 70 e all' inizio degli anni 80 - del PCI di Berlinguer verso il PSI.
Sulla ricostruzione cronologica della controversia, insorta tra i due dirigenti scomparsi, non intendo contraddire Macaluso, indomito leone della sinistra,che stimo da sempre, anche dopo la lezioncina, forse eccessiva e soprattutto fuori tema, che mi ha impartito sul " Riformista ".
Mi preme, tuttavia, far osservare, ad Emanuele e ai lettori di " Dagospia "due aspetti :
1)Il primo a sostenere che, nella polemica tra Craxi e Berlinguer, avesse ragione Bettino non fu un bieco e corrotto esponente socialista, ma un dirigente proveniente proprio dal partito di Enrico e di Macaluso. Mi riferisco a Piero Fassino, allora segretario dei DS che, nel libro " Per passione ", qualche anno fa, bocciò - provocando la vibrata protesta del fratello del leader sardo - le posizioni berlingueriane come " retrive, conservatrici e negative per lo sviluppo del dialogo nella sinistra ". E Fassino si riferi' anche all' insistenza - eccessiva e politicamente sbagliata, a suo giudizio- del capo del PCI sulla " questione morale " e sulla " diversità ", quasi antropologica, degli austeri, seriosi e un tantino tristanzuoli comunisti.
grbe07 bianca berlinguer
Fassino chi ? L' austero deputato piemontese che, qualche anno fa, esultò, via telefono, con Gianni Consorte, sulla delicata, e discussa, vicenda dell' acqusizione di BNL da parte dei " compagni banchieri " di UNIPOL...
2) 33 anni dopo il famoso discorso di Berlinguer, Macaluso, e i lettori di " Dagospia ", sono sicuri, oppure no, che, al centro e soprattutto nelle regioni, in primis quelle del Mezzogiorno, nella " Campania felix " di Bassolino, nella Sicilia e nella Calabria, i dirigenti e gli amministratori , sorti dalle ceneri del PCI, abbiano seguito, nella gestione quotidiana del partito e degli enti locali, gli elevati insegnamenti, contenuti nell' importante esternazione del compianto marchese, e compagno, Berlinguer ?.
Caro Macaluso, vogliamo discutere, sedrenamente e in modo pacato, su questi aspetti, senza prender cappello per un errore sul mese e sul giorno di un discorso di don Enrico ?
Pietro Mancini







