IL GOSSIP? È LA PROSECUZIONE DELLA POLITICA CON ALTRI MEZZI. MEZZI POCO PULITI... - NEI FASCICOLI DI DI MAIO CI SAREBBE UN NUOVO RICATTATO: UN IMPORTANTE SINDACALISTA DI LIVELLO NAZIONALE. E ANCORA, IN ORDINE SPARSO: CALCIATORI DI SERIE A IN GITA PREMIO IN VIA GRADOLI. MISTERIOSE FOTO DI SILVIA TOFFANIN MESSE IN CIRCOLAZIONE DA UNA COLLEGA LETTERINA DELL'EPOCA DI 'PASSAPAROLA'. UNA MINISTRA CON UN GROSSO FINANZIERE. UNA ROMANTICA VACANZA SICILIANA DI UNA DIVORZIANDA FAMOSA. LA SCAPPATELLA DI UN DIRETTORE DI TG. E PER FINIRE, LA MANICURE DI ALFANO E LA GITA IN PEDALÒ DI RICUCCI CON UNA MATRONA DEL JET SET CAPITOLINO - PAPARAZZO: "DI BERLUSCONI CI SONO TANTI SERVIZI CHE NON SONO MAI USCITI, MA CREDETEMI: NULLA IN CONFRONTO A QUELLI CHE FACEVA SPARIRE L'AVVOCATO AGNELLI"
Giuseppe Fumagalli Alessandro Penna per Oggi
Lapo corona
Vallettopoli 2 è emersa per pochi giorni e poi, come un fiume carsico, è sparita. Dopo le rivelazioni di Oggi su vittime e protagonisti della nuova inchiesta, il pubblico ministero Frank Di Maio ha riportato le indagini dove erano rimaste per due anni, nelle profondità inaccessibili del segreto istruttorio.
Resta in superficie lo «scheletro», la struttura triangolare (e piramidale) dello scandalo. La manovalanza è fornita dai fotografi. I fotografi consegnano gli scoop alle agenzie. Le agenzie li portano ai direttori di giornale. Alcuni dei quali, secondo chi indaga, a volte prendono decisioni irrituali: o li «ritirano»; o li pubblicano parzialmente, e tengono in canna gli scatti più roventi per «convincere» le vittime a concedere servizi posati e interviste esclusive.
frank di maio
Oppure li pubblicano a «orologeria», in tempi sospetti e lontani da quelli in cui sono stati confezionati. Una sorta di dossieraggio con risvolti politici ed economici che sono ancora tutti da chiarire. Noi siamo andati alla fonte, dai paparazzi, per vedere come nasce il corpo del reato.
SCOOP VERI E INVENTATI
A Roma tutto procede come niente fosse. I paparazzi danno appuntamento in Trastevere, ora di cena, ristorante Vizi Capitali. La gola prima di tutto: pane, vino, prodotti della terra e del mare a ciclo continuo. Poi tutto il resto. Soprattutto lussuria.
Belen e Corona
Amori, corna e trasgressioni. Serviti caldi, tra esplosioni di risate, telefonini che squillano («Bettarini sta allo Shinto, ora ci mando uno dei miei»), confidenze a voce bassa, reticenze e segreti inconfessabili. Vera, verosimile o leggendaria, passa in tavola la più incredibile carrellata di scoop. I servizi che mai nessuno ha potuto vedere.
Pubblicati in parte o censurati del tutto. L'avventura di Lapo coi trans del Bois de Boulogne ritirata per 300 mila euro, o forse 220 mila, chi lo sa; lo strano caso del ministro Angelino Alfano alle Maldive: «A noi la scorta ci ha mandato via in malo modo, ma poi ha fatto passare un fotografo "autorizzato" che gli ha fatto scatti autorizzati», si lamenta un paparazzo.
stefano ricucci claudia galanti2 lap
E ancora, in ordine sparso: calciatori di serie A in gita premio in via Gradoli. Misteriose foto di Silvia Toffanin messe in circolazione da una collega Letterina dell'epoca di Passaparola. Una ministra con un grosso finanziere. Una romantica vacanza siciliana di una divorzianda famosa. La scappatella di un direttore di tg. E per finire, Stefano Ricucci.
«Ricucci quale?», chiede un fotografo aprendo idealmente uno dei più corposi dossier del gossip romano. Dall'epica scenata ad Anna Falchi, ripresa dalle telecamere di un noto ristorante romano, alla gita in pedalò con una matrona del jet set capitolino, sull'immobiliarista di Zagarolo esce di tutto e di più. Che cosa ci sia di vero, però, non lo sa (quasi) nessuno.
laz05 falchi ricucci
ADDIO FLASH
In due tavoli ci sono sei paparazzi da mille servizi l'anno. In terra le borse con le ultime Nikon e Canon. apparecchi da 5 mila euro con sensori da 100 mila Iso: «Il flash? Roba da Tazio Secchiaroli. Queste macchine fotografano anche al buio. Nessuno si accorge di niente. Porti a casa il servizio senza colpo ferire».
Silvia Toffanin
Parola di Max Scarfone e Maurizio Sorge. Tutti e due sono indagati dalla procura di Milano. Sono autori di una serie di scoop «inesplosi», mai apparsi sui giornali e ritirati a decine di migliaia di euro. «Indagati per modo di dire», dice Sorge, che negli ultimi giorni ha ricevuto minacce via Internet. «Diciamo che siamo persone informate dei fatti», corregge Scarfone. «Siamo il primo anello della catena», concludono in coro.
ALFANO
«Siamo stati i primi a entrare nell'inchiesta. E saremo i primi a venirne fuori. Anche perché noi siamo professionisti e giochetti non ne facciamo. Lavoriamo la notte e al mattino passiamo i servizi alle agenzie. Loro le vendono ai giornali. Una volta che ci pagano, quel che fanno con le nostre foto non ci riguarda. Al massimo riguarda la magistratura».
ALLE BATTUTE FINAlI
Intanto a Milano l'inchiesta è in dirittura d'arrivo. Sul tavolo del magistato, si accumulano intercettazioni e rapporti confidenziali, raccolti da una squadra di carabinieri che da due anni si muove in incognito tra fotografi, agenzie e giornali. Secondo quanto risulta a Oggi, nei fascicoli di Di Maio ci sarebbe un nuovo ricattato: un importante sindacalista di livello nazionale.
Lapo Elkann e paparazzo Massimiliano Scarfone - Copyright Pizzi
ALESSANDRO PREZIOSI_sant agostinoNelle prossime settimane saranno chiamati a testimoniare numerosi vip. Gli interrogatori avverranno in un luogo segreto, protetto dalle intrusioni di fotografi e cameramen. Saranno gli atti conclusivi dell'inchiesta, decisivi per chiarire al pm come funziona l'intermediazione dei servizi, la modalità, la frequenza, la logica di certi ritiri e i loro protagonisti. Su tutti, il nome che più ricorre è quello del potente direttore di Chi e di Tv Sorrisi e Canzoni, Alfonso Signorini.
michele santoro
«È quello che paga meglio», dice un fotografo che chiede di rimanere anonimo, «è naturale che tutto passi prima sul suo tavolo. Una volta che ha pagato, delle foto per me può fare tutto quello che vuole». Il magistrato non sarebbe dello stesso avviso. Cerca di capire quale possa essere la finalità di raccogliere a caro prezzo decine di servizi, già sapendo che non saranno pubblicati.
la bella beatrice borromeo prende il sole in spiaggia
«Prenda il caso di Alessandro Preziosi e Giorgia Pagliacci [l'attore fidanzato con Vittoria Puccini e l'aspirante showgirl beccati insieme da Chi lo scorso ottobre, ndr]», butta lì un fotografo. «È stato pubblicato senza le immagini più sconvenienti, quelle che davvero documentavano il tradimento. In Tv un giornalista di Chi ha fatto intendere che le foto incriminanti erano in "casa", pronte a essere usate per una seconda puntata. La settimana dopo, chissà come mai, Preziosi ha concesso proprio a quel settimanale un'intervista esclusiva».
berlusconi harem OGGI 02
Ma Di Maio sembra ancor più interessato ai cosidetti scoop a orologeria. «Come quello di Michele Santoro e Beatrice Borromeo. Le foto sono state fatte nell'autunno del 2007, Chi le ha (ri)pubblicate due anni più tardi e, guarda caso, dopo che Santoro aveva ospitato Patrizia D'Addario ad Annozero», dice un paparazzo.
Nei cassetti di qualche giornale ci sarebbero poi decine di foto scottanti di politici. Ed è questo un punto davvero cruciale. Sarebbe fantapolitica pensare che le loro mosse potrebbero essere «ammorbidite» e indirizzate proprio dai dossier fotografici?
Gianni Agnelli rimorchia monica guarritore a piazza di spagna Roma 1976 - Copyright Pizzi
In fondo è questo uno degli obiettivi del pubblico ministero di Di Maio: dimostrare che il gossip è diventato la prosecuzione della politica con altri mezzi. Mezzi poco puliti.
x10 ramona ridge gianni agnelli 1981SCONTRO GENERAZIONALE
Luciano Parente e Alessandro Foggia, sono due paparazzi della vecchia guardia. «Ricevono» alla trattoria da Dante, quartiere Prati. Sui «ritiri» hanno le idee chiare. «Non capisco perché scandalizzarsi tanto: sono sempre esistiti», dice Parente. «Di Berlusconi ci sono tanti servizi che non sono mai usciti, ma credetemi: nulla in confronto a quelli che faceva sparire l'avvocato Agnelli», aggiunge Foggia.
Quel che è cambiato, «quel che davvero è uno scandalo», si lamentano i due senatori, sono i metodi di lavoro. Dalle loro parole emerge uno scontro generazionale con i paparazzi di oggi. Racconta Foggia: «Noi eravamo e siamo rimasti cacciatori di notizie: riceviamo una soffiata, scendiamo nella foresta e cerchiamo di "beccare" la preda. Facciamo un lavoro artigianale. Fabrizio Corona ha stravolto tutto: mercato, mercanzia e mercanti. Grazie al suo amico Lele Mora, che controllava decine di personaggi, Corona ha industrializzato lo scoop, gli ha tolto la poesia. Non sei più tu che vai a caccia di vip: sono loro che ti cercano».
Conclude Parente: «Finito Corona, sono arrivati i suoi seguaci, gli imitatori. Gente che si mescola ai personaggi, frequenta trans e spacciatori e spesso si mette d'accordo con loro per confezionare il servizio. È un altro mestiere, è roba sporca». E dire che una volta la chiamavano Dolce Vita.







