IN FUGA DA PAPà - Saif al-Islam Gheddafi, EX DELFINO DEL PADRE, CHIEDE ASILO POLITICO ALLA SVIZZERA: NUOVA CRISI DIPLOMATICA – UN ANNO FA IL FRATELLO HANNIBAL FU ARRESTATO A GINEVRA – SAIF ERA IL VOLTO PRESENTABILE DEL REGIME LIBICO…
Franco Zantontelli per "La Stampa"
Saif al-Islam Gheddafi, figlio primogenito della seconda moglie del leader libico, volta le spalle al padre e, con un gesto clamoroso, chiede asilo politico alla Svizzera. La notizia, anticipata da un quotidiano elvetico, La Liberté, non è stata commentata dal Dipartimento federale degli affari esteri.
Saif Gheddafi
«Chiunque sia in possesso di documenti validi può venire in Svizzera, a suo piacimento», la laconica dichiarazione di Lars Knuchel, portavoce della responsabile della diplomazia svizzera, la ministra Micheline Calmy-Rey. Il che vuol dire, ha spiegato chi è avvezzo al linguaggio diplomatico, che se Saif al-Islam vuole trattenersi in Svizzera può farlo.
Contrariamente a suo fratello Hannibal, arrestato nel luglio scorso in un lussuoso hotel di Ginevra, insieme alla moglie, accusato di gravi maltrattamenti nei confronti di due domestici. Un arresto plateale, con tanto di manette e di modi rudi, da parte degli agenti, che ha innescato una crisi diplomatica tra Libia e Svizzera.
Tripoli pretende pubbliche scuse e la punizione dei funzionari di polizia, protagonisti dell´arresto. In caso contrario minaccia di intensificare le ritorsioni economiche, adottate sin da subito nei confronti della Confederazione.
Nel gennaio scorso, al World Economic Forum di Davos, Saif al-Islam Gheddafi incontrò Micheline Calmy-Rey, il che venne interpretato come un buon segnale, come l´inizio della distensione tra i due Paesi. Ma che non gli venne, invece, perdonato, dall´ala dura del regime del suo paese: «I suoi fratelli e le sue sorelle, ma lo stesso colonnello Gheddafi, non hanno per nulla apprezzato che si sia mischiato in una faccenda che è in mano al governo libico», spiegato una fonte diplomatica elvetica.
HANNIBAL GHEDDAFI
Tant´è che dopo l´incontro di Davos il colonnello Gheddafi impose al figlio di rientrare in patria. Da allora, però, nessuno l´ha più visto a Tripoli. Nel frattempo Saif al-Islam ha rilasciato dichiarazioni piuttosto preoccupate al quotidiano saudita stampato a Londra Asharq al-Awsat.
In un´intervista ha denunciato l´arresto, avvenuto il due febbraio scorso, a Tripoli, di uno dei suoi più stretti collaboratori, Juma Ataiga. «Le prove contro di lui - ha dichiarato - sono state fabbricate, allo scopo di farlo tacere. Mi ritiro dalla vita politica». Un ritiro che coincide con le indiscrezioni sulla richiesta di asilo politico alla Svizzera. Saif al-Islam Gheddafi vorrebbe infatti stabilirsi a Ginevra, per creare un centro di ricerca sulla democrazia.
E così, a Ginevra, al posto del Gheddafi "cattivo", l´Hannibal che picchiava i domestici, arriverebbe il Gheddafi "buono", quello che fino a poco tempo fa veniva considerato il delfino del padre, ma che poi si è troppo intestardito nel volere democratizzare la vita politica,in Libia. Ancora fino a poco tempo fa, il 35 enne Saif al-Islam veniva considerato il volto presentabile del regime libico.
Gheddafi
A lui venne riconosciuta buona parte del merito della ripresa dei rapporti con gli Stati Uniti. «Il suo ruolo è stato fondamentale», ha dichiarato a Le Monde l´ex-cancelliere tedesco, Gerhard Schroeder. E in attesa che si chiarisca la questione della sua richiesta di asilo politico, di Saif al-Islam Gheddafi si sono perse le tracce. L´ultima sua apparizione pubblica risale a mercoledì scorso, al festival del cinema di Berlino.







