LA MORTE DI VAN GOGH? PER DAVID BYRNE E SORRENTINO SE L’È ANDATA A CERCARE - PARECCHIA GENTE, PROBABILMENTE, SI VA STUFANDO DI TANTI MONSIGNORI PEDOFILI E POLITICI COI TRANS. PERCHÉ NON SI INTERCETTANO ANCHE POLITICI PEDOFILI E PORPORATI COI TRANS? - ENNIO DORIS PARTY (COL BANANA): UN RADUNO DI ANZIANI BENESTANTI DEL NORD CHE TRASCORRONO LA VITA A MUGUGNARE CONTRO I GOVERNI DA LORO VOTATI…
1 - LA MORTE DI VAN GOGH? PER BYRNE E SORRENTINO SE L'È ANDATA A CERCARE...
Luca Mastrantonio per "Il Riformista"
1 theo vangogh
Altro che ozi di Capri, come qualcuno aveva ribattezzato le conversazioni conviviali - senza rinfresco - di Antonio Monda a Capri. Quest'anno la platea, nella tiratissima terrazza dell'hotel Tragara, ha registrato un dibattito incandescente, sabato scorso, con l'anestetizzato regista Paolo Sorrentino e il ringalluzzito David Byrne, leader dei Talkin Heads. Quest'ultimo, lasciando sgomento anche Monda (orgogliosamente cattolico), ha detto che Theo Van Gogh, ucciso da un estremista islamico per le sue opere provocatorie, come Submission, se l'è andata a cercare. «Uno deve capire che oltre a spezzare il cuore, quando provochi, scateni rabbia... ci vuole buon senso... Theo non ne ha avuto».
Selma dall'Olio, seduta accanto a Paolo Giordano, è scattata contro l'iper-relativismo di Byrne che, candidamente, ha detto che no, non sta difendendo quello che è successo a Theo. «Or maybe yes?» La testa parlante non sa quel che pensa?
DAVID BYRNE
Sul tema della libertà d'espressione, gli va a ruota Paolo Sorrentino. Si limita a dire che lui la libertà assoluta, in arte, non sa cosa sia, perché «costa troppo» (anche se il prossimo film è prodotto da Medusa e BancaIntesa?). E che Van Gogh, Theo, usava una forma, la provocazione, «che ha fatto il suo tempo».
Altre reazioni dal pubblico. Visibilmente compiaciuto un ragazzo con la maglietta del manifesto, confuso ma in estasi da fan l'editor Mattia Carratello, indignate alcune matrone capresi, una delle quali si è alzata sentenziando: «Questo qui è uno dei loro». Dove per «uno dei loro» deve intendere un vasto fronte di comunisti, terroristi, fiancheggiatori di immigrati clandestini, ciclisti critici, tifosi della Germania contro l'Argentina di Maradona...
paolo sorrentino
Monda ha citato il classico motto attribuito a Voltaire - non proprio un santino per i cattolici! - per rimettere la barra al centro: «Non sono d'accordo con quello che dici ma lotterò fino alla morte perché tu possa dirlo». L'impressione - invero strana, poiché non ci si aspetta così tanta comprensione verso l'omicidio d'artista, da parte di altri artisti - è che sia tollerabile la versione camorrista, talebana, inquisitoria di quel detto: non sono d'accordo con quello che dici e lotterò fino alla morte, tua, perché tu non possa dirlo. Byrne, però, citando Saviano contro Bossi, ha dato l'impressione di non usare lo stesso metro per Saviano o Rushdie.
ALBERTO ARBASINO
2 - PARECCHIA GENTE, PROBABILMENTE, SI VA STUFANDO DI TANTI MONSIGNORI PEDOFILI E POLITICI COI TRANS. PERCHÉ NON SI INTERCETTANO ANCHE POLITICI PEDOFILI E PORPORATI COI TRANS?
Alberto Arbasino per "Il Foglio"
Parecchia gente, probabilmente, si va stufando di tanti monsignori pedofili e politici coi trans. Mai qualche divertimento o insegnamento o aggiornamento uso Kamasutra, con posizioni e tecniche sopraffine. Si ha come una conferma della noiosità delle solite cerimonie giapponesi del tè. Per noi, sempre meglio i riti dei cocktail, ahimè in disuso. Dubbi sorgono quindi: è possibile che quelle registrazioni così noiose abbiano ancora prezzi di mercato? Ma soprattutto: perché non si intercettano anche politici pedofili e porporati coi trans?
ALBERTO ARBASINO
3 - LA FESTA DI ENNIO DORIS COL BANANA: UN RADUNO DI ANZIANI BENESTANTI DEL NORD CHE SONO AL POTERE DAI TEMPI DI GIOLITTI MA HANNO TRASCORSO LA VITA A MUGUGNARE CONTRO I GOVERNI DA LORO VOTATI...
Michele Serra per "la Repubblica"
Con una costanza ormai sadica, molti giornali danno notizia di ogni festa, party, bicchierata alla quale presenzia il capo del governo: l´ultima, il compleanno in Sardegna del signor Doris, un bancario veneto suo amico. Dell´alea fastosa e vagamente orgiastica che tanto eccita la fantasia popolare (con vulcani, giochi pirici, pallate di caviale, girls discinte e coreografie rutilanti, a mezzo tra Las Vegas e Moira degli elefanti), non resta che l´eco remota. Si tratta in genere di rotonde sul mare con orchestrina, di quelle che prediligevano i cumenda milanesi in vacanza ad Alassio o a Laigueglia con la signora.
doris
Nel corso di questi raduni il capo del governo canta in napoletano e in francese e dice le barzellette. Un paparazzo appostato tra i pittospori cercherebbe vanamente di inquadrare qualcosa di differente da un raduno di anziani benestanti del Nord, quelli che sono al potere ininterrottamente dai tempi di Giolitti (fascismo compreso) ma hanno trascorso la vita a mugugnare contro i governi da loro votati. In genere, aspettando il dolce, c´è sempre qualcuno che scuote la testa e dice «non si sa dove andremo a finire». Chissà se l´hanno detto anche al compleanno dell´amico Doris.







