Barbara Palombelli per "Il Foglio"
Cercasi filosofi, sociologi,antropologi,saggisti,registi, sceneggiatori,cantautori,buone musiche e buoni libri. Ci vorranno nuovi racconti, eccezionali narrazioni, Settembre si avvicina, il mondo occidentale non ha la necessaria preparazione. Frastornati e increduli, avevamo considerato i cartoni e le scrivanie vuote una faccenda americana, circoscritta ad una piccola cerchia di banchieri. Avevamo quasi sorriso, sulle foto delle famiglie che dormivano nel suv, con tanto di golden retriever accucciato, proprio davanti alla villa messa in vendita.
La società dei consumi, accesa cinquant'anni fa da un'operazione scientifica di cui ricordiamo solo il volto truce maccarthysta e non lo zucchero mieloso di cinema e riviste, non si spegne con un decreto.Non è roba per finanzieri o speculatori, non solo. Non bastano le stangate, non servono gli emendamenti, non possiamo soltanto e sempre parlare di soldi. Il denaro, vera ossessione contemporanea, sta diventando la misura di tutti e di ciascuno.
Dal monumento all'Euro, totem cui ci siamo immolati, arrivano sciagure e maledizioni. Se alla crisi planetaria non seguirà una rivoluzione culturale, il crollo scatenerà il moltiplicarsi di rivolte simili a quella di Tottenham. Per decenni ci siamo detti, riconosciuti, identificati nel motto: consumo, dunque esisto. Tribù e salotti, giovani e vecchi: comprare per vivere, ad ogni costo, con rate e leasing, strozzini e mutui. Le piazze gratuite e le panchine dei parchi pubblici abbandonate per i centri commerciali di plasticaccia e senza ossigeno.
BARBARA PALOMBELLI
Per non smarrirsi, ogni cento metri, un cartellone indica una mappa: voi siete qui. E non raramente si cerca per ora un'auto parcheggiata al b6 tre piani sottoterra. Ecco, adesso qualcuno dovrà dieci dove siamo. E basta guardare le facce dei supermanager e dei signori del soldo internazionale per capire che non lo sanno neppure loro, dove siamo ( al più sanno dove hanno rifugiato per tempo i loro risparmi e i loro superbonus, stockoptions ecc).
SCONTRI A LONDRA LONDINESI RIPULISCONO I DISASTRI DELLA RIVOLTA Una nuova mappa, una nuova geografia. Il perimetro stretto della fu globalizzazione prevede molti rientri, non esclusivamente bancari. Campagne, case di famiglia, paesini arroccati ed economici, piccoli piaceri da osteria, pochi metri quadri, artigianato: gli italiani avevano abbandonato tutto questo con un senso di schifo. Verso il consumismo, avevano imparato velocissimi a usare, in cinquant' anni, dal deodorante all'ipad, dalla topolino alla jeep, dalla lambretta alla smart, dal gozzo da pesca al venti metri a vela affittato per fare bella figura.
Tutti connessi, tutti economicamente sconnessi, usano le ultime ore di vacanza per stendere liste di tagli privati e di nuovi stili di vita. Non ci sono guide, per ora, non ci sono leader politici adatti alla bisogna. Sarebbero ideali tipi alla Roberto Saviano, emaciati anche in agosto. Già i Di Pietro,Grillo e Vendola sembrano troppo inseriti nel datato universo del consumo. Nuovi partiti, nuove mode.
SOPHIA COPPOLA E IL ROCKER THOMAS MARS
Le nostre collezioni preziose da molti anni sono destinate alle signore dell'estremo est, a noi restano solo le vetrine da guardare e non toccare. Come nei Sessanta, il cinema indica prima degli altri i nuovi percorsi che verranno.
francis ford coppolaL'Italia del futuro per ora ha una sola icona: Sofia Coppola, la regista figlia di Francis Ford, si sposerà in gran semplicità in quel di Bernalda, Basilicata. Fra dieci giorni, gli emigranti di successo che partirono ai primi del Novecento dal meridione, torneranno nelle vecchie chiese e nei vecchi palazzi abbandonati e restaurati. Il sogno americano si chiude così, e siamo solo all'inizio. Nelle pubblicazioni di Sofia affisse al comune è scritto, con grande orgoglio, " cittadina italiana". Bentornata.