ROMA-LAZIO, DERBY DEL FISCO (E DEL FIASCO) – I BIANCOCELESTI LITIGANO CON L’AGENZIA DELLE ENTRATE: CHIESTI VERSAMENTI DI TASSE (4,5 MILIONI) SU EMOLUMENTI AI PROCURATORI – LA POVERA ROSELLA SENSI UN ANNO FA DICEVA: “NON MANGIO CON LA ROMA”, MA TOH! ESCE IL BILANCIO E LEI SI PRENDE 1,1 MLN € L'ANNO…
Gianni Dragoni per "il Sole 24 Ore"
Rossella Sensi e marito - Copyright Pizzi
1 - DALL'AS ROMA A ROSELLA SENSI STIPENDIO DI 1,1 MILIONI L'ANNO...
«Non mangio con la Roma. Né io né nessuno della mia famiglia», diceva Rosella Sensi il 10 agosto scorso, dalla terrazza dell'albergo di famiglia a Civitavecchia, sopravvissuto alla vendita dei gioielli di famiglia (l'Hotel Cicerone di Roma, la tenuta della Leprignana e una quota negli Aeroporti di Roma), sacrificati per mantenere la proprietà di beni volatili come Francesco Totti & C.
Ora, con la pubblicazione del progetto di bilancio dell'As Roma al 30 giugno 2009, azionisti e tifosi della Magica apprendono che Rosella, classe 1971, ha percepito l'anno scorso 1,1 milioni di compensi lordi come presidente e amministratore delegato della squadra di calcio. È lo stesso stipendio che la primogenita di Franco Sensi riceveva già nei quattro anni precedenti per guidare una società dai conti fragili e che, da quando è in Borsa, il 23 maggio 2000, non ha mai distribuito dividendi.
CLAUDIO LOTITO - copyright Pizzi
Il bilancio consolidato dell'As Roma dichiara una perdita netta di 1,56 milioni, dopo plusvalenze nette per 16,4 milioni per cessione di calciatori. Tra gli altri consiglieri, compensi per 250mila euro lordi a Silvia Sensi, classe 1976, la più piccola delle tre sorelle, mentre Silvio Rotunno ha ricevuto 137mila euro.
Il condottiero dell'altra squadra capitolina, Claudio Lotito, conferma nel bilancio al 30 giugno 2009 la politica della lesina: zero compensi per sé e per gli altri sei componenti dei consigli di gestione e di sorveglianza. Il bilancio della Ss Lazio dichiara un utile netto consolidato di 12 milioni. Intanto, gli affari di Lotito vanno a gonfie vele. A fine agosto l'imprenditore si è aggiudicato l'appalto per le pulizie all'aeroporto di Fiumicino, un contratto di oltre 22 milioni per tre anni.
2 - NUOVA PARTITA TRA LA LAZIO E IL FISCO...
Il fisco bussa alle porte della Ss Lazio. Materia del contendere sono i compensi versati ai procuratori nell'esercizio 2003, sui quali, secondo l'agenzia delle Entrate, non sono state versate tasse per quasi 4,5 milioni di euro.
ALESSANDRO PROFUMO E SIGNORA - copyright Pizzi
Lo rende noto il bilancio al 30 giugno 2009 della squadra di calcio controllata da Claudio Lotito, che ha presentato ricorso e non ha fatto accantonamenti per tale contestazione. Il bilancio dichiara un buon margine di attivo, anche se inferiore al 2008: l'utile netto consolidato è di 12,05 milioni (-12,4%), l'utile prima delle tasse è diminuito del 34%, da 28,9 a 19,08 milioni.
Al risultato hanno contribuito plusvalenze nette di 9,76 milioni per la cessione di calciatori, assenti l'anno precedente. La Lazio ha ceduto per sette milioni di euro Mudingay al Bologna (plusvalenza di 6,88 milioni) e per sei milioni Behrami al West Ham (plusvalenza di 3,62). I costi del personale sono diminuiti del 7,3%, da 28,93 a 26,81 milioni. Il giro d'affari consolidato,esclusi i proventi non ricorrenti, è di 80,92 milioni ed è diminuito di 14,82 milioni, principalmente per la mancanza degli introiti della Champions League.
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È con il fisco che si gioca, nuovamente, una partita decisiva per la Lazio, dopo il clamoroso accordo del 20 maggio 2005 tra Lotito e l'agenzia delle Entrate, grazie al quale il nuovo proprietario ha potuto spalmare in 23 anni i debiti per 140 milioni ere-ditati da Sergio Cragnotti. La società di revisione, Deloitte, ricorda che di quel debito «al 30 giugno 2009 risultano pagate rate comprensive di interessi per complessivi 34,1 milioni di euro ed il debito residuo attualizzato ammonta complessivamente a 74,5 milioni».
La Deloitte richiama l'attenzione sui difficili rapporti tra Lazio e fisco. Il 29 dicembre 2008 - riferisce il bilancio - l'agenzia delle Entrate ha notificato al club un avviso di accertamento Irpef e Iva sui compensi per procuratori nell'esercizio 2003.
«Da tale avviso sono emersi due rilievi, consistenti: nel recupero di redditi di lavoro dipendente per 6,75 milioni di euro, pari a imposte per circa 3,11 milioni; nel recupero di Iva, per 1,35 milioni. Da tale avviso è scaturita una rettifica che - secondo la Lazio - tenta di trovare motivazione nella presunzione che i costi in argomento costituiscano fringe benefit per i calciatori e come tali siano da sottoporre a diverso regime di tassazione». La società ha presentato ricorso alla commissione tributaria provinciale.







