UNA PACE FALSA COME IL COLORE DEI CAPELLI DELLA SORA BERTY-NIGHTS. MEJO: UN "ARMISTIZIO DI CONVENIENZA", UNA SCENEGGIATA CORE A CORE "AD USUM DAGOSPIAE" - ECCOCI QUI, INSIEME, GUANCIA A GUANCIA, ATTOVAGLIATI AL BOLOGNESE, LUOGO PERFETTO PER METTERSI IN MOSTRA E ANNUNCIARE ALLE JENE GAZZETTIERE "TANTO RUMORE PER NULLA" - COSÌ, IL CRUDELE E ODIOSO DAGOSPIA, NEL SUO PICCOLO, È RIUSCITO A COMPIERE IL MIRACOLO: NON DELL'AMORE MA ALMENO DI UN RIAVVICINAMENTO TRA CUORI SPEZZATI NELLA TEMPESTA MATRIMONIALE. ESSÌ, A VOLTE, NON TUTTI I PETTEGOLEZZI VENGONO PER NUOCERE -
Foto di Mario Pizzi da Zagarolo
fausto&lella bertinotti by mario pizzi
1- FAUSTA & LELLA, COME ALBANO & ROMINA: CENA DI (FINTA) RIAPPACIFICAZIONE
Una pace falsa come il colore dei capelli della Sora Lella. Mejo: un "armistizio di convenienza", direbbero alla Farnesina. Tanto per smentire quelle 'teribbbili' voci dagopiesche che hanno rallegrato le iene dattilografe delle gazzette. Un 'periodo di riflessione' ci vuole in questi casi per poter gestire al meglio, in piena tranquillità, senza l'assedio mediatico, la crisi matrimoniale.
fausto&lella bertinotti by mario pizzi
Così, al fine di poter annunciare il solito "tanto rumore per nulla", ieri sera hanno messo su una sceneggiata "ad usum Dagospiae", chioserebbe un Tacito resuscitato. Eccoci qui, insieme, core a core, guancia a guancia, ruga su ruga, attovagliati al Bolognese, che è il luogo perfetto per mettersi in mostra nella capitale di Andreotti & Totti.
Flash! Flash! Flash! La bufera è passata, andate in pace (gentile eufemismo per un vaffa per tutti i ficcanaso). Perché è sufficiente una sbirciatina al volto di Fausto nero come l'asfalto di piazza del Popolo per capire quanto dolore gli procuri la messinscena orchestrata dalla Sora Lella al Bolognese, nemmeno fossero Albano & Romina dei bei tempi.
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Intanto, togliamo di mezzo certe voci: non ci sono di mezzo scuffiate con altre donne, come il Che dei salotti ha sottolineato piccatissimo a "La Stampa" (vedi lettera a seguire). No, trattasi di quella che gli americani chiamano pomposamente "crudeltà mentale" e che dalle parti del Colosseo definiscono più semplicemente "se so' rotti i coglioni".
Lei accuserebbe lui di egolatria, ama se stesso più di se stesso, vede solo il suo ombelico, etc. Aggiungerebbe come carico da undici, le solite lamentele sull'educazione troppo 'libertaria' nei confronti del figlio Duccio, oggi quarantenne, con edicola a carico.
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Lui, incazzatissimo, punterebbe l'indice accusario verso le chiome cromate di Gabriella Fagno, detta Lella, rea di aver sparato a zero contro di lui in varie e recenti occasione mondane e per certe confidenze agli amici con la lingua biforcuta, fino al punto di essere costretto a scrivere una patetica lettera di smentita a "la Stampa". Insomma, il solito tran tran che impazza in ogni famiglia, o quasi.
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Ecco, il crudele e odioso Dagospia, nel suo piccolo, è riuscito a fare il miracolo: non dell'amore ma almeno di riavvicinamento tra cuori spezzati. Essì, non tutti i pettegolezzi vengono per nuocere....
2 - CON 24 ORE DI RITARDO, "LA STAMPA" METTE IN PAGINA LA LETTERA DI FAUSTO BERTINOTTI
Egregio direttore,
mi sono ripromesso di non dire nulla sulle mie questioni private, neppure quando mi trovo di fronte a descrizioni che non corrispondono alla realtà. Tacere sulla propria vita privata mi pare un fattore di dignità. Faccio ora un'eccezione per una questione che toccherebbe l'immagine e la sensibilità di mia moglie che è la persona a cui tengo di più al mondo.
Nell'articolo a firma M. Cor. ci si riferisce a voci su un mio presunto rapporto con un'altra donna.
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Tale insinuazione è del tutto falsa e priva di ogni fondamento come si potrebbe constatare qualunque fosse la ricerca che si volesse fare. Non ci sarebbe bisogno di riaffermarlo per tutti coloro che conoscono la vita che conduciamo mia moglie ed io. Sono costretto a questa semplice affermazione di verità per salvaguardare il nostro reciproco rispetto e quello delle persone che ci conoscono.
Con cordialità,
Fausto Bertinotti
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2- SORA LELLA HA MOLLATO FAUSTO?
a cura di Roberta Mercuri per "il Foglio" del lunedì
Venerdì 22 gennaio, nel pomeriggio, Dagospia annuncia: «Sora Lella ha mollato Fausto Bertinotti». Qualcuno ha infatti visto la signora, al party di un giornalista romano dov'era invitata col marito, «sola e funerea»: «Lella Bertinotti, una volta addivanata, non si è più mossa. Nemmeno un piatto è apparso tra le mani, né il calicino del prosecchino. Nisba. Al mio buonasera, ha sibilato qualcosa e ha girato i tacchi. Ieri sera, attovagliata in una casa romana, si è ripetuta la scena: sola e funerea». [1]
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Smentita della signora Bertinotti, quella sera stessa, all'Ansa: «Macché fine di un matrimonio, sono a casa con i miei nipoti se volete vi passo mio marito che ve lo conferma [...] È una storia costruita ad arte da una persona che vuole screditarmi, mi odia. Quella persona era presente a una serata dove sono stata invitata, e dove, tengo a sottolineare, ho mangiato tre piatti di pasta, altro che a digiuno perché triste». Ma c'è un momento di crisi? «Siamo nell'ambito del privato... Quale coppia non litiga e non ha attraversato momenti più difficili di altri? Figuriamoci allora due come me e Fausto che stanno insieme da tanti anni... Ma non è neanche il caso di parlarne». [2]
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Un amico della coppia parla di un litigio a causa del figlio quarantenne Duccio: «Fausto perde le staffe quando la moglie si intromette troppo nella vita del figlio e dei nipotini Davide, Lisa e Anita». Ipotesi confermata da Guia Sospisio, dama dei salotti romani: «È successo da pochissimo. Sono sicura che tra 15 giorni tutto sarà rientrato. È una situazione legata a differenze caratteriali, a malintesi, a incomprensioni, in particolare riguardo all'atteggiamento sul figlio Duccio». Può entrarci un tradimento? Ma per carità, sono innamoratissimi». [3]
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Altre ipotesi sulla rottura: Lella ha messo alla porta il marito perché stufa delle sue troppe distrazioni intellettual-politiche; Bertinotti, come Berlusconi, avrebbe un'amante troppo presente. [5]
Anni fa Claudio Sabelli Fioretti chiese alla signora Lella se avesse mai sofferto di gelosia. Replica di lei: «Se fossi gelosa a quest'ora sarei finita. Mio marito è bello e intelligente? Anche io sono stata una bella donna e credo di essere intelligente. E non per proprietà transitiva». È sempre circondato da belle signore... «Ho grande solidarietà donnesca. Ma perché certe donne non si innamorano mai di un cassintegrato? ». [4]
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Secondo La Stampa, «lei adesso è nella bella casa di viale Regina Margherita, lui, ospite di amici ai Prati, è un po' spaesato per non avere lei che gli organizza la vita». Carlo Rossella, presidente di Medusa e amico di famiglia: «So che Lella è in partenza per il Nord Africa con un gruppo di amiche. Tutte donne». [6]
Lella Bertinotti, da signorina Gabriella Faglio, nacque a Varallo Pombia in provincia di Novara nel 1947. [7]
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Il diminutivo, Lella, glielo avrebbe affibbiato «Fausto per aggirare la per lui impronunciabile erre francese» (Francesca Paci). [7]
Lella e Fausto si incontrarono per la prima volta quando lei aveva 15 anni e lui 21: «Mi fu subito a n t i p a t i c o . Ma la vera conoscenza è avvenuta l'estate dopo: lavoravo come assistente alla colonia elioterapica organizzata dal comune, Fausto era il direttore. È scoppiata la scintilla e ci siamo messi insieme ». [4]
Lella ai tempi del fidanzamento con Bertinotti: «Mi invitava al cineforum o a qualche comizio, perché già da ragazzo mi tormentava con i problemi del mondo. Poi mi riaccompagnava a casa». Mai andati a ballare: «Avrei tanto voluto, anche oggi quando vedo le coppie di ballerini impazzisco. Ma l'ho capito subito che con lui non avrei ballato». [8]
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A Varallo Pombia, 4.643 abitanti, Giancarlo Leonardi, classe 1940, pasticciere e assessore, si fregia d'aver visto nascere il loro amore: «Gabriella è nata qui, come i genitori di Fausto. Passava con la madre davanti al bar Rori all'uscita dalla messa. Con Fausto eravamo amici, stavamo lì a discutere di politica. Poi da via dei Martiri sbucava questa sedicenne bella, mora, alta, e lui si distraeva [...] Se capitano da queste parti vengono sempre a comprare i biscotti "natsciot", la mia specialità. Li vedo entrare in negozio e mi sembra ieri, quando Lina, la madre di Gabriella, una signora semplice che aveva un banco d'abbigliamento con il marito, chiedeva a noi ragazzi "ma il Fausto come l'è?". Era uno studioso serio, un intellettuale spiantato, magari poco appetibile per una suocera, ma ne ha fatta di strada. E lei sempre accanto, sempre uguale ». [7]
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Da ragazza la signora Lella aveva l'ambizione di unirsi in matrimonio a «un ragazzo molto ricco come facevano tutte le mie amiche. Invece ho sposato il più povero d e l p a e s e ma il più intelligente. Con gli occhietti azzurri ce n'erano tanti ma con il suo eloquio nessuno» [13].
Nozze celebrate nel 1965 in chiesa, «anche per esaudire il desiderio della mamma di lui, Rosetta, che era molto cattolica. Eppoi, io ero minorenne: allora, a 19 anni, bisognava chiedere permesso ai genitori». [9]
FAUSTO BERTINOTTI FLAVIO CATTANEO
Bertinotti sul rapporto con la moglie: «È un legame che è fatto certamente di sentimenti tra due persone, un legame amoroso, di affetti. Ma è dovuto anche a un processo di costruzione, a una relazione in cui la condivisione, la solidarietà, forse la complicità, occupano tanta parte della tua vita. Ed è impastato dalla vicenda politica. Lella mi dice, sfottendo: "Le mie amiche andavano a ballare, e noi facevamo riunioni" ». [10]
Lei è sempre stata un passo avanti. Nel Psiup quando Fausto era nel Psi. «Poi insieme nel Pci ma io, prima di lui, sono andata in Rifondazione. Dopo un po' è arrivato anche lui [...] Non condivido il giudizio su alcune persone e che dia per scontata la buona fede di tutti. Io ho un'idea più disciplinata della politica. Fausto è proprio un liberal. È troppo disponibile a capire le ragioni dell'altro». [4]
SORA LELLA BERTINOTTI E MONSIGNORE
Alle elezioni politiche del 1994 - quelle del debutto di Bertinotti segretario di Rifondazione Comunista - la signora Lella seguì i risultati «stirando camicie nel tinello dell'appartamento di Vigna Stelluti, a Roma, mentre io e un'altra amica commentavamo i dati della tv sul divano divorandoci le unghie» (l'amica Elisabetta Mondello). [7]
SANDRA CARRARO E GABRIELLA BERTINOTTI
Fausto Bertinotti fa le faccende domestiche: «Sparecchia e sistema tutto nella lavatrice mentre stiamo ancora mangiando, non dà tregua. Rifà bene il letto, sa cucinare a perfezione le bistecche e le uova» (la moglie Lella). [11]
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«È una delle donne più pratiche che conosca, cucina in modo divino, ossobuco, frittata, pasta e fagioli» (Elisabetta Mondello a proposito dell'amica Lella Bertinotti). [7]
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Dicono di Fausto: il comunista con il cachemire. «Questa storia del cachemire mi ha fatto inviperire per anni. Quando cominciarono a parlarne Fausto ne aveva uno solo, comprato da me al mercato dell'usato di via Sannio, rosso girocollo, 25mila lire. Lo usavamo tutte e due, ma dopo un po', poiché ho una certa abbondanza di seno, lui non poté più usarlo. Poi, quasi per prenderlo in giro, alcuni amici, tra i quali Alfonso Gianni e Rina Gagliardi, fecero una colletta e gliene regalarono uno. Beige. Poi gliene regalò uno una magliaia di Milano. Infine, il giorno del suo compleanno, gli amici arrivarono con un cachemire a testa». La falsa leggenda si è inverata. «Certo. Oggi ha sette maglioni di cachemire. Ma non ha né un vestito né un cappotto di cachemire». Resta il fatto che lui è molto elegante... «Compriamo i vestiti nel negozio sotto casa, abbiamo buon gusto, ma i primi tempi compravamo gli abiti usati a Porta Portese. Ricordo una bellissima giacca a righe». [...] Aiuta a vestire Fausto la mattina? «No, ma esercito un discreto controllo. Tanto per evitare che esca con calze di colori diversi». [4]
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BACIAMANO DI CICCIODURO A LELLA BERTINOTTI
«Una volta lui vestiva sempre di velluto. Adesso è di gran moda, è chicchissimo, però lui ha anticipato la tendenza. Mia nonna mi diceva: "Il tuo fidanzato veste come un pecoraro"». [4]
Mieli e Lella BertinottiI coniugi Bertinotti, soprannominati Bertinights, da Roberto D'Agostino, per l'assidua presenza nei salotti romani. La signora Lella: «Frequentiamo gente borghese. È vero. Non temiamo contaminazioni. Ma frequentiamo anche gente anonima che non interessa a nessuno. Ci capita talvolta di andare in un salotto e ci incontriamo Fassino. Il giorno dopo Gad Lerner cita Bertinotti e non cita Fassino [...] Su Dagospia scrivono che quando mio figlio si è sposato Fausto aveva ai piedi delle Church's da 800 euro [...] Aveva delle scarpe nuove da 130 euro». Altri amici famosi? «Elisa Olivetti, Leo Gullotta, Mario D'Urso, un grande snob, il nostro amico più vip. Simpaticissimo». [4]
La signora Lella, segretaria d'azienda e poi impiegata comunale fino al '97, prende una pensione di 860 euro al mese. [7]
Denise Pardo, sull'Espresso, ha scritto che lei gli dà la mancetta la mattina, 50 mila lire. «È falso. Però è vero che Fausto non sa fare nemmeno gli assegni. La gestione dei soldi è mia e quando ne ha bisogno, poche volte, ne prende da un cassetto dove li teniamo. Lui ha il totale disinteresse per le cose pratiche della vita». [4]
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«Consiglio a Fausto pensione e marmellatine. Lo vedo stanco. Speriamo di poter stare finalmente un po' insieme» (Lella Bertinotti, un anno fa). [12]
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DUCCIO BERTINOTTI - Copyright PizziNote: [1] Dagospia 22/1; [2] Gabriele Villa, il Giornale 23/1; [3] Gabriele Villa, il Giornale 23/1; A. Gar., Corriere della Sera 23/1; [4] Claudio Sabelli Fioretti, Corriere della Sera - Magazine 3/3/2006; [5] Elena Polidori, gazzettadelsud.it 23/1; [6] M. Cor., La Stampa 23/1; A. Gar., Corriere della Sera 23/1; [7] Francesca Paci, La Stampa 23/10/2006; [8] Barbara Romano, Libero 22/2/2009; [9] Barbara Palombelli, Corriere della Sera 24/4/2006; [10] Gian Paolo Serino, la Repubblica 25/11/ 2005; [11] Barbara Romano, Libero 22/2/2009; [12] A. Gar., Corriere della Sera 23/1; [13] Corriere della Sera 28/11/2008.
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Lella Bertinotti con Marini Duccio e Cecchi Gori
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Lella Bertinotti e Valeria Marini
Fausto Bertinotti e Valeria Marini
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