1- CHI DECIDE LA POLITICA INDUSTRIALE? VI ERAVATE BEVUTI TUTTE QUELLE CAZZATE SU “LA FIAT SEMPRE PIÙ AMERICANA” E SU “MARCHIONNE CON LA TESTA E IL PORTAFOGLI ORMAI A DETROIT”? BENE, LA RICREAZIONE È FINITA: SONO "EMMA MARCEGAGLIA E MARCHIONNE AD AVER IMPOSTO RECESSO DAL CONTRATTO NAZIONALE DEI METALMECCANICI”. UNA CONFINDUSTRIA SENZA FIAT SAREBBE “UNA PICCOLA CONFINDUSTRIA”, SOSTIENE ’REPUBBLICA’ (MA È DAVVERO COSÌ?). MA SOPRATTUTTO AVREBBE UN PROBLEMA DI QUOTE E DI SOLDI PER MANDARE AVANTI IL PROPRIO BARACCONE - 2- C’E’ VITA NEL PIANETA PD? PER AFFRONTARE LA GRAVE QUESTIONE CHE DA MESI AFFASCINA GLI SCIENZIATI, CI AFFIDIAMO OGGI A UN NOTO GIORNALE DI BOLSCEVICHI: ’LA STAMPA’ DELLA FIAT: “VENDOLA SHOW ALLA FESTA DEL PD - ORA UNA SINISTRA NUOVA - PRIMARIE SUBITO - DOBBIAMO ROTTAMARE IL CONSOCIATIVISMO CHE C’È ANCHE TRA DI NOI”

A cura di Minimo Riserbo e Falbalà

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1 - GOVERNO DI CLASSE? PECCATO NON APPROFITTARNE...
Da oltre 4 mesi non sono capaci di trovare uno straccio di ministro dell'industria. Passano tutto il tempo a litigare, anziché a governare. Quel poco che fanno, o è "ad aziendam" o è "ad personam". Di fronte a una situazione del genere il PMU aveva due scelte: incazzarsi e pilotare un qualche ribaltone, oppure approfittarne per farsi meglio i cazzi propri e piazzare qualche colpaccio di quelli storici. Come da tradizione, il Potere Marcio Unificato ha scelto la seconda strada . Tutti sanno perfettamente chi, in questo Paese, la sta prendendo in quel posto ogni giorno. Lo sanno tutti, meno i giornali.

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2 - ECCO CHI DECIDE LA POLITICA INDUSTRIALE DELL'ITALIA...
Vi eravate bevuti tutte quelle cazzate su "la Fiat sempre più americana" e su "Marchionne con la testa e il portafogli ormai a Detroit"? Vi consolavate con quelle amene favolette fataliste raccontate perfino da Repubblica? Bene, la ricreazione è finita: "Contratti, lo strappo di Federmeccanica. Disdetta dell'accordo del 2008, vale solo quello firmato senza la Fiom" (Repubblica, p.1).

Come spiega bene Roberto Mania ("Marcegaglia dice sì a Marchionne, così la Fiat resterà in Confindustria", p. 13), "sono Emma Marcegaglia e Sergio Marchionne ad aver imposto la linea dello scontro alla Federmeccanica. E' il compromesso tra il leader degli industriali e il capo della Fiat siglato a Roma il 28 luglio che ha portato alla decisione clamorosa di ieri: il "recesso dal contratto nazionale dei metalmeccanici".

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Una Confindustria senza Fiat sarebbe "una piccola Confindustria", sostiene Repubblica (ma è davvero così?). Ma soprattutto avrebbe un problema di quote e di soldi per mandare avanti il proprio baraccone di figuranti nel coro di governo.

3 - IL PADRONE IN REDAZIONE
Ovviamente, vista dal Corriere, la faccenda è solo un problema del sindacato. Anzi, di un solo sindacato. "Rischio Aventino per la Cgil" è il titolo dell'articolessa di giornata del vicedirettore Dario Di Vico (p.1). Ecco che scrive: "Siamo dunque all'anno zero delle relazioni industriali italiane, ci stiamo lasciando dietro un pezzo di Novecento.

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Si condividano fino in fondo oppure no le sue motivazioni e la tattica che ha applicato, Sergio Marchionne ha fatto centro, è riuscito a imporci un repentino cambio di agenda. In tanti e da tanto tempo sostenevano, anche nella sinistra riformista, che non si potesse andare avanti all'infinito portandosi dietro una strumentazione sindacale ormai logora". Per oggi, può bastare.

4 - COSTITUZIONE AD PERSONAM...
Ospite del tiggì de La7, Gianmenefrego Fini rompe l'isolamento mediatico e si toglie un po' di soddisfazioni. "Berlusconi e Bossi al Quirinale a chiedere le mie dimissioni? Dimostrerebbero di essere analfabeti del diritto". "La Camera non è una dependance di Palazzo Cigi. Chi pensa una cosa del genere ha una concezione proprietaria delle istituzioni" (Repubblica, p.3). In un paese normale, queste banalità le avrebbero già scritte da tempo i principali commentatori e opinionisti della sedicente grande stampa d'informazione. E invece si svegliano solo oggi, dopo le parole di Fini.

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5 - ULTIME DAL VENTENNIO A COLORI...
Non abituati a vedere un tiggì che non sia del loro medesimo padrone, al Giornale rosicano parecchio per la lunga comparsata del "Traditore" su La7. Ecco allora la purga di giornata: "Gli imbarazzi di Fini in tv. Intervistato al Tg di La7, l'ex leader di An va in bambola sulla casa di Montecarlo. Arrossisce, si nasconde, insulta, non spiega. E dire che lo hanno graziato, non chiedendogli del contratto Rai alla suocera" (p.1).

E visto che ormai con il Giornale legge e con Libero ripassi, ecco come titola il foglio del senatore Angelucci: "Inchiodato alla sedia. Fini da Mentana balbetta sul cognato: datemi tempo" (p.1).

6 - MA ALMENO I SICARI ARRIVAVANO IN ORARIO...
"Sindaco ucciso, l'Antimafia indaga sui clan. Pollica, il fratello accusa: parlò di forze dell'ordine colluse. Migliaia in corteo. Porto, edilizia, droga: un no di troppo e la camorra lo ha condannato a morte. Gli investigatori: Vassallo era "un cattivo esempio", andava eliminato" (Repubblica, p.19).

Meno prudente il Corriere: "Il fratello del sindaco ucciso: lasciato solo dopo le denunce. "Spedì lettere sui collusi". L'Arma: nostro operato corretto" (p. 21). Immaginiamo che i pm acquisiranno senza troppi problemi il carteggio sindaco-caramba. E che i "big" della cronaca giudiziaria faranno a gara per pubblicarli.

Dario DivicoDario Divico

Se uno guarda le prime pagine, però, solo Repubblica ha avuto il coraggio di dare visibilità alle denunce del fratello di Vassallo.

7 - UN PAESE DA BARZELLETTA...
La farsa dell'edificazione di una nuova Casa Reale marcia spedita su una lunga scia di bava. "Chi", settimanale della Real Casa affidato alle amorevoli cure di Alfonsina la Pazza, secerne una nuova copertina in ode del suo padrone. "Pier Silvio a Portofino: la vita, lo sport, la famiglia". Il Corriere (p.5) recensisce il tutto a modino: "il figlio del premier, vicepresidente di Mediaset, è ritratto a Portofino, "il mare dove sono nato" e racconta di come si senta "più in forma di quando ero ragazzo". Il titolo del servizietto è: "Ci vuole un fisico bestiale". Ad altri, in effetti, per far soldi basta la lingua.

bossi e berlusconi tenerezzabossi e berlusconi tenerezza

8 - C'E' VITA NEL PD? SI', MA SE I LEADER VENGONO DA FUORI...
Per affrontare la grave questione che da mesi affascina gli scienziati, ci affidiamo oggi a un noto giornale di bolscevichi: la Stampa della Fiat. "Vendola show alla festa del Pd. "Ora una sinistra nuova". Ovazioni alla kermesse democratica per Nichi: "Primarie subito". "Dobbiamo rottamare il consociativismo che c'è anche da noi" (p. 7).

GIANFRANCO FINIGIANFRANCO FINI

9 - DISECONOMY...
"Dossier illegali, sequestrati i conti delle bollette. Garanzie milionarie alle parti civili. L'azienda si è dichiarata vittima di "schegge impazzite" (Corriere, p. 23). Trovi il lettore distratto la parola "Telecom" nell'ardita titolazione del Corriere (p. 23).

VITTORIO FELTRIVITTORIO FELTRI

10 - FREE MARCHETT...
"A gonfie vele sull'onda del passato. Si apre oggi a Imperia il 16° maxiraduno delle barche d'epoca con scafi da tutto il mondo". La Stampa (p. 27) dedica un paginone a questo memorabile "evento". E uno dice: tipica Agenzia Mastikazzi. Ma vale la pena leggersi tutto il dolce pezzo di Fabio Pozzo per apprendere che "ci saranno il sindaco della città, Paolo Strescino, e l'ex ministro Claudio Scajola, che condivide la passione per i "legni" d'epoca (possiede un motoscafo Chris-Craft che era stato di Sofia Loren). Lo possiede a sua insaputa, naturalmente.

 



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