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#1 - I GIORNALISTI DEL "CORRIERE" DANNO IL BENEVENUTO A MENTANA SFANCULANDOLO - #2 - A VIA SOLFERINO SI CHIEDONO SE CON L’ARIA CHE TIRA, TRA RISPARMI, TAGLI, PRE-PENSIONAMENTI ETC, SIA GIUSTO SPENDERE 100 MILA EURO PER REALIZZARE SOLO OTTO PUNTATE (QUEI SOLDI FINIREBBERO QUASI TUTTI IN TASCA AL MITRAGLIA DI MIELI) - #3 - ALLA LUCE DELLE NOVITÀ DEL TAR (VIA LIBERA AI TALK PER SKY E LA7) IL TEATRINO-WEB DI CHICCO APPARE SUPERATO ("MI SEMBRANO SOLDI ANCOR PIÙ BUTTATI AL VENTO”) - #4 - INTANTO, LITTLE PONY è STATO 'COMMISSARIATO' IN TRASMISSIONE CON LA PRESENZA MASSICCIA DI GIORNALISTI DEL 'CORRIERE', DA STELLA-RIZZO A BATTISTA-VERDERAMI

mentana pistola Senza titolo 1

Michele Anselmi per "il Riformista"

Non è stato molto affettuoso il buongiorno a Enrico Mentana dei giornalisti del "Corriere della Sera". Due ore di vivace assemblea, giovedì sera, dalle 19 alle 21, momento cruciale nella fattura di un quotidiano; qualche spunto polemico nei confronti della trasmissione in rete "Mentana Condicio" che aveva appena debuttato con un confronto Letta-La Russa; soprattutto un clima generale definito "di malumore", tanto da far ipotizzare - non contro l'ex conduttore di "Matrix", s'intende - addirittura tre giorni di sciopero.

ENRICO MENTANA - copyright PizziENRICO MENTANA - copyright PizziEnrico MentanaEnrico Mentana

Venerdì neanche una riga sul quotidiano, solo una nota interna nella quale l'assemblea dei giornalisti dà mandato ai cinque membri del cdr di aprire una trattativa "sui temi dei carichi di lavoro e delle nuove iniziative multumediali", contando, appunto, su un nutrito pacchetto di scioperi.

Ieri pomeriggio alle 17, con un'ora di ritardo rispetto all'annuncio, è andata in onda, pardon in streaming, la seconda puntata del talk-show messo a punto in tutta fretta tra martedì e mercoledì. Ospite in studio, cioè nel salone della lussuosa sede romana del "Corriere", a 100 metri da Palazzo Venezia, a 150 da Palazzo Grazioli, un molto combattivo Antonio Di Pietro, "esposto al fuoco incrociato", ha voluto ricordare Mentana nell'aprire il collegamento, "di tre grandi firme del ‘Corriere'", ovvero Francesco Verderami, Monica Guerzoni e Pierluigi Battista.

Paolo Mieli Pigi Battista e Noris Morano - copyright PizziPaolo Mieli Pigi Battista e Noris Morano - copyright Pizzi Ferruccio De Bortoli e Gian Antonio stellaFerruccio De Bortoli e Gian Antonio stella

L'effetto, come il giorno prima con Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, risultava un pizzico paradossale: con i tre giornalisti praticamente ospiti in casa loro, mentre "Mitraglia", alle spalle del quale si stagliavano malinconici figuranti, conduceva il gioco televisivo, tra precisazioni, saluti e scambi di battute. "Stavolta faccio l'imputato", celiava Di Pietro. "Non è la prima volta", ribatteva Mentana. "Ma l'ho sempre fatta franca",
replicava l'ex pm.

Tutto questo nel giorno in cui il Tar del Lazio, accogliendo la richiesta di Sky e Telecom Italia Media (La 7), sospendeva il regolamento varato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni alla voce talk show in periodo elettorale. "Il che, francamente, rende ancora più incongruo il sottotitolo della trasmissione di Mentana", fa notare un collega del "Corriere della Sera". In effetti: "Vietati in tv / liberi sul web".

FRANCESCO BELLAVISTA CALTAGIRONE ENRICO MENTANAFRANCESCO BELLAVISTA CALTAGIRONE ENRICO MENTANA

Certo è che, sia nella redazione di piazza Venezia sia nella fortezza Bastiani di via Solferino, la decisione di ingaggiare Mentana per aggirare la norma sulla par condicio, ora in parte annullata, non ha sollevato molti entusiasmi. Nessuno mette in discussione, ci mancherebbe, le capacità del conduttore, il suo senso del ritmo, la bravura nel pilotare il confronto;

e tuttavia al "Corriere" si chiedono se con l'aria che tira, tra risparmi, tagli, pre-pensionamenti eccetera, sia giusto spendere 100 mila euro per realizzare solo otto puntate di "Mentana Condicio". Un costo considerato dal cdr fuori misura, non fosse altro perché la società che produce, la Digital, è interna alla Rcs, e lo studio, appunto il salone della redazione romana, non comporta spese aggiuntive, forse qualche lampada in più per illuminare la scena.

FEDERICO VERDERAMI - copyright PizziFEDERICO VERDERAMI - copyright Pizzi

Insomma, quei soldi finirebbero quasi tutti in tasca a Mentana. Il che, secondo il cdr, sembra contraddire quanto promesso dall'azienda nell'attesa di aprire la sospirata trattativa sindacale: e cioè miglior uso delle risorse interne, limitazione delle collaborazioni esterne, lievitate fino a quasi 13 milioni di euro all'anno, vaglio accurato delle iniziative multimediali.

"C'è poco da fare, tutta questa faccenda mortifica la redazione, anche sul piano economico. Tutti devono essere a disposizione, per redigere schede o fare da ‘ospiti', ma nessuno è retribuito", spiegano. E poi: "Davvero non si poteva trovare nessuno, con tanti colleghi che fanno tv anche su Sky, capace di condurre una trasmissione del genere sul sito internet del ‘Corriere'?". Già.

Resta il fatto che, alla luce delle novità del Tar, la provocazione di Mentana rischia di apparire superata dagli eventi. Lo dice chiaro e tondo un giornalista della redazione romana: "Cade il senso di tutta l'operazione, mi sembrano soldi ancor più buttati al vento".

 

 
[13-03-2010]