1- UN MILIARDO DI EURO DI CONTRIBUTI PUBBLICI ANNUI ALL’EDITORIA, MA AL “CORRIERE DELLA SERA” I PROFESSIONISTI DELL’ANTI-CASTA, GUIDATI DA STELLA & RIZZO, CONFUTANO LA VERITA’ DANDO LA CACCIA AI PROPRI LETTORI (NOTAI, AVVOCATI, TASSISTI, MEDICI, INGEGNERI, COMMERCIANTI ETC, CHE NON HANNO L’IVA AGEVOLATA AL 4% COME GLI EDITORI, BENSI AL 21%) E IN PIU’ SONO ACCUSATI DI CORPORATIVISMO (ABUSIVO) - 2- STELLA & RIZZO, LA “SENTINA” DEL CONFLITTO D’INTERESSI, CE L’HANNO IN CASA (RCS) - 3- L’ITALIA È AL PRIMO POSTO IN EUROPA (UNIVERSITÀ DI OXFORD) PER “PUBLIC SUPPORT” (SUSSIDI DI STATO) ANCHE SE IL MECCANISMO DELLE SOVVENZIONI NON SERVE A NIENTE - 4- FOCHETTI FATUI E CODE DI PAGLIA A “REPUBBLICA” CONTRO LE FELUCHE IN PENSIONE - 5- CIARRAPICO RINVIATO A GIUDIZIO INSIEME AL FIGLIO PER MAXI TRUFFA DA 30 MILIONI DI EURO PER OTTENERE DALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO CONTRIBUTI PER L'EDITORIA

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"Il giornalista è uno che,
dopo, sapeva tutto prima"
(Karl Kraus)


DAGOREPORT

GIAN ANTONIO STELLA E SERGIO RIZZOGIAN ANTONIO STELLA E SERGIO RIZZO

1.IL SALARIO (CONFUTATO) DELL'IMPOSTURA.
"Su un punto la tranquillizzo: i contributi pubblici ai giornali indipendenti come il nostro sono oggi (per fortuna) inesistenti. I nostri stipendi ce li pagano lettori e inserzionisti".
L'impudica rispostina di Sergio Rizzo ("contributi inesistenti") appariva sotto la lettera di un ingenuo deputato, Silvano Moffa, che si lagnava per la campagna anti parlamentari del Corrierone.

Per altro, meritevole. Nonostante le omissioni.
Si tratta presidente della Commissione lavoro della Camera che una volta ricevuti i pesci in faccia dal Corriere, si troverà nell'aula di Montecitorio a votare l'ennesima proroga milionaria ai Signori dell'editoria.
Almeno fino al 2014, secondo la promessa di Monti.

Silvano MoffaSilvano Moffa

I NEGAZIONISTI DI VIA SOLFERINO.
Una missiva garbata e argomentata in cui il povero Moffa, en passant, ricordava al Gabibbo (impunito) i contributi pubblici versati all'editoria (un miliardo di euro annui) con cui anche i giornalisti arrotondano lo stipendio.
Magari turandosi il naso o ignorandone addirittura la puzza (di provenienza).
Ma i professionisti dell'Anti casta sono fatti così. Moralisti à la carte.

AL "MERCATINO DELLE PULCI" (ALTRUI).
Tant'è che al momento di andare al "mercatino delle pulci" (altrui) non guardano mai cosa si vende (di guasto) sulle proprie bancarelle dove acquistano per mangiare.
E fanno finta di non vedere che da molto tempo i grandi giornali (Corriere, Repubblica, Stampa etc) sono in mano ai Poteri marci.

SALVATORE BRAGANTINI CONSULENTE BORSASALVATORE BRAGANTINI CONSULENTE BORSA

NEI GIORNALI CANE NON MANGIA CANE.
E che questi giornaloni, come ha osservato Salvatore Bragantini (autorevole collaboratore del giornale in cui scrive, spesso sbugiardato, Sergio Rizzo), "sotto il profilo della cronaca economica (...) formano una formidabile flotta, che segue per lo più un'aurea massima: Cane non mangia cane".
La citazione appare nel volume dal titolo eloquente: "Capitalismo all'italiana, come i furbi comandano con i soldi degli ingenui".

COM'E' LEGGERA LA VALIGIA DEL PADRONE.
Ma nella stampa (in genere), rovesciando una massima di Calderon de La Barca: "Il servo più furbo trova sempre che la valigia del padrone sia più leggera da portare della sua".
Già, perché sembra calato dalla luna chi, proprio sul Corrierone dei "padroni del vapore", disquisisce di "giornali indipendenti" e senza prebende pubbliche. O si sente addirittura fortunato, disconoscendo persino che l'editoria non riceva soldi dallo Stato.

Sede del Corriere della Sera in via SolferinoSede del Corriere della Sera in via Solferino

SETTE SUSSIDI PER I PADRONI DELL'EDITORIA.
Stiamo parlando di un miliardo annuo pagato con le tasse dei cittadini attraverso ben sette voci di sussidi: contributi diretti, credito d'imposta per investimenti, fondo mobilità e rimborsi per carta e teletrasmissioni; Iva privilegiata al 4% rispetto a un'imposta ordinaria del 20%.
Un regalino da niente, da parte del governo e del parlamento. Per poi sentirsi accusare di dirigismo. E mettere in croce notai, benzinai, tassisti, avvocati, commercianti, medici e chi più ne ha più ne metta.

PRIMI IN EUROPA PER FLUSSI STATALI.
In un recente studio del Reuter Institute for the Study of Journalism dell'Università di Oxford, tra i cinque paesi presi in esame Italia risulta al primo posto quanto a flussi di sovvenzioni pubbliche rispetto al numero effettivo dei lettori.
Il campione esaminato riguarda Italia, Francia, Stati Uniti, Inghilterra e Germania.
Nello studio si osserva pure che da questo meccanismo di aiuti (public support) non c'è "nessuna correlazione tra spesa pubblica (sussidi) e penetrazione dei giornali (copie vendute)".

Francesco GiavazziFrancesco Giavazzi

Come a dire? Si stratta di soldi dello Stato che finiscono al macero. Come le copie rese dalle edicole.
Sergio Rizzo sembra appartenere allora a quella categoria di giornalisti che, per dirla con Francesco Giavazzi (altro editorialista di punta di Flebuccio de Bortoli), "non sanno distinguere tra gli interessi dei loro editori e le regole della trasparenza".
E, spesso, neppure si avvedono "che l'essenza della libertà sta anche "nel diritto di opporsi a difendere le proprie convinzioni solo perché sono le nostre convinzioni" (Isaiah Berlin).

2- FELUCHE: I FOCHETTI FATUI DI "REPUBBLICA".
"Le parole dell'ambasciatore Manzo si commentano da sole".
La sibillina replica si trova in fondo a una diplomatica nota del Capo della comunicazione del ministero degli Affari esteri, Giuseppe Manzo, dopo la pubblicazione sul quotidiano di Ezio Mauro di un articolo sulle ex feluche che non si rassegnano alla pensione.
Nella missiva, la Farnesina riprende alcune delle osservazioni (imparziali) sulla partigianeria del cronista Carmelo Lopapa, riportate nel nostro ultimo "spuntino".

EUGENIO SCALFARI EZIO MAUROEUGENIO SCALFARI EZIO MAURO

LA GOBBA PERMALOSA DELLA SCHIENA DRITTA.
Tra l'altro facevamo notare che ambasciatore in pensione, Fernando Salleo, che siede anche in qualche consiglio di amministrazione, è tra i più autorevoli commentatori del giornale fondato da Eugenio Scalfari.
E non si comprende il senso di quella abusata formuletta giornalistica: "le parole si commentano da sole...", che sembra mostrare la coda di paglia del suo estensore.
A volte, in redazione, dietro certe schiene dritte spunta la gobba (della permalosità).

3. A PROPOSITO DI CONFLITTI D'INTERESSE.
Premessa. Non poco merito hanno avuto i libri editi dalla Rizzoli dopo il 1992 (non prima, ovviamente, di Mani pulite) della premiata ditta del "Corriere della Sera", Stella&Rizzo: dalla "Casta" alla "Deriva"; dai "Rapaci" alla "Cricca".
Titoli ammiccanti, che hanno incontrato - soprattutto "La Casta" -, un meritato successo di pubblico. E non solo.
I due Gabibbo dalla virgola accigliata hanno, di fatto, aperto la strada a un fiume di volumi sulle malefatte dei nostri governanti.

PAOLO MIELIPAOLO MIELI

STELLA&RIZZO COME BUD SPENCER&TERENCE HILL.
Finendo per creare un "genere" popolare (e populistico) come avvenne al cinema con gli Spaghetti western iniziati dal grande Sergio Leone.
Insomma, con l'astuta regia di Paolino Mieli allora in sella in via Solferino, Stella e Rizzo sono diventati i Bud Spencer e i Terence Hill della "saggistica" politica "all'italiana".
Un ruolo da protagonisti che forse mal si concilia con il proprio lavoro quotidiano in via Solferino. Anzi, per la coppia "Altrimenti ci arrabbiamo" si potrebbe insinuare l'accusa di una sorta di quel conflitto d'interessi (solo interiore?), di cui si occupano ampiamente nel volume "La Cricca".

...MA DIO PERDONA...I PADRONI (RCS) NO.
Scaltri a evitare i colpi (padronali) alla maniera dei loro epigoni sullo schermo Bud Spencer e Terence Hill, anche loro - come accadeva nelle produzioni degli Spaghetti western con il ricorso a qualche sceneggiatore illustre - anche Stella&Rizzo affidano a una citazione d'apertura dell'autorevole prof. Guido Rossi il loro volume sul perché l'Italia è fondata sul conflitto d'interessi.
Conflitti d'interessi altrui, andrebbe aggiunto.
Nel volume si fa appena cenno al fenomeno che riguarda i Poteri marci, i padroni dell'Rcs.

g guido rossig guido rossi

I PATTI DI SINDACATO SENTINA DEI CONFLITTI.
La migliore epigrafe per un volume che davvero non facesse sconti a nessuno andava affidata allo stesso prof. Rossi, che in materia ha pochi rivali:
"Questo capitalismo si regge su un architrave - i patti di sindacato - che è la sentina dei conflitti d'interesse (...) In barba alla democrazia azionaria, alla trasparenza e agli organi societari, le grandi aziende italiane vengono rette da patti di sindacato, per cui le società - conclude Guido Rossi - sono tutte etero gestite".

Dunque i "patti di sindacato" sono la "sentina" (la fogna della nave). E per i nostri Trinità era dura menzionare il Guido Rossi di ‘Dio perdona io no', lavorando per un'azienda, l'Rcs, retta dal un "patto di sindacato" più simile a un soviet che a una credibile compagnia azionaria.
...Più forte ragazzi!, la prossima volta.

CORRADO CLINICORRADO CLINI

E CHE SILENZIO SUL MALINCONICO MINISTRO .
Ps. A proposito di piccoli (e grandi conflitti) d'interesse. Giusto (con riserva) chiedere al neo ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, di scegliere tra il dicastero e la presidenza del Parco di Trieste.
Ma al momento della nomina di Carlo Malinconico a ministro dell'Editoria, proveniente direttamente dalla Federazione editori a palazzo Chigi, Stella&Rizzo forse stavano con gli ippopotami (cioè i loro padroni di carta).

E neppure si sono ricordati che nel loro volume ("La Cricca") che l'allora segretario della presidenza, poi dimissionato per l'affaire Pellicano (vacanza a scrocco a spese della Cricca) era stato pizzicato tra i peccatori degli arbitrati d'oro.

carlo malinconicocarlo malinconico

CIARRAPICO RINVIATO A GIUDIZIO INSIEME AL FIGLIO PER TRUFFA MILIONARIA
Romacapitale.net - Il gup del Tribunale di Roma ha rinviato a giudizio il senatore del Pdl ed editore, Giuseppe Ciarrapico, suo figlio Tullio e altre dieci persone in relazione ad una maxitruffa da circa 30 milioni di euro per ottenere dalla presidenza del consiglio contributi per l'editoria. Processo al via il 28 giugno.

Contestati i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, favoreggiamento, violazione della disciplina della responsabilità amministrativa delle società, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti.

 

 

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