23 SETTEMBRE, ‘IL FATTO’ IN EDICOLA: NULLA SARà COME PRIMA NELLA STAMPA DI SINISTRA - IL ‘DIVO’ TRAVAGLIO CON PAdellaro e colombo ruberà lettori a ‘repubblica’ e ‘unità’ - ‘SVUOTATO’ L’ESPRESSO: PETER GOMEz E MARCO LILLO, BONAZZI SOLO COLLABORAZIONE - “racconterà i fatti, senza predicozzi e senza antiberlusconismo di maniera” - DOMANI FELTRI AL 'GIORNALE' E 'LIBERO' ANNUNCIA CHE LUNEDì PROSSIMO SARà IN EDICOLA
MARCO TRAVAGLIO - Copyright Pizzi1 - PRECISAZIONE DI FRANCESCO BONAZZI AL PEZZO DI FABIO MARTINI SU ‘LA STAMPA': NON HO LASCIATO L'ESPRESSO
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro Dago, scusami se ti uso come buca delle lettere, ma il tuo sito è letto anche da tutti i colleghi e quindi ne approfitto per chiarire una piccola faccenda personale a cui tengo molto.
Sulla Stampa di oggi c'è un articolo di Fabio Martini che giustamente coglie il lato forse più bizzarro di questa entusiasmante avventura che sarà Il Fatto Quotidiano: molti di noi "fondatori" vengono dall'Espresso. E' vero, però il sottoscritto viene (per brevità) inserito tra coloro che "hanno lasciato" il settimanale.
PETER GOMEZ - copyright Pizzi
Non è vero, perchè sono ancora collaboratore dell'Espresso e spero di rimanerlo per sempre. L'anno scorso mi sono dimesso da articolo 1 per ragioni familiari: avevo bisogno, dopo 10 anni trascorsi a Roma, di tornare al Nord e riavvicinarmi ai miei genitori. Ne ho parlato con Daniela Hamaui e Roberto Moro, che mi hanno accontentato.
Per essere trasferito a Milano, però, avrei dovuto aspettare almeno un anno perchè prima di me lo aveva chiesto Paolo Biondani, che è anche un grande amico e non meritava certo di essere scavalcato. Però non potevo aspettare così tanto e quindi mi sono dimesso e trasferito in breve tempo.
ANTONIO PADELLARO - copyright Pizzi
Oggi ho una collaborazione fissa con l'Espresso, dove cerco di scrivere circa trenta pezzi l'anno e dove mi pagano 1.500 euro al mese, e naturalmente non ho più l'esclusiva.
Sono felice di essere un freelance e quando Antonio Padellaro mi ha proposto di curare l'economia per il Fatto gli ho detto sì e ho smesso di collaborare con la Stampa. Anche al Fatto guadagnerò circa 1.500 euro al mese, che sommati con gli altri fanno più o meno quei tremila euro che guadagnavo all'Espresso da dipendente.
Questo è quanto mi basta per vivere più che bene e lavorare in modo - spero- dignitoso. Se poi mi dovessi accorgere che lavorare contemporaneamente per il Fatto e l'Espresso è impossibile, sarò il primo a dimettermi dall'uno o dall'altro. A quel punto mi offrirei come scrivano del tuo sito. Grazie e in bocca al lupo
francesco bonazzi
Marco Lillo
2 - 23 SETTEMBRE, ‘IL FATTO' ARRIVA IN EDICOLA E NULLA SARà COME PRIMA NELLA STAMPA DI SINISTRA
Fabio Martini per La Stampa
Sarà per appassionata fiducia nei promotori. Sarà per fideismo. Sarà quel che sarà, ma ventimila persone hanno già sottoscritto (al buio) altrettanti abbonamenti al "Fatto quotidiano", il giornale che sarà in edicola il 23 settembre. Un'attesa febbrile per un giornale che si propone di saziare quella fascia di elettori-lettori di sinistra indignati, convinti che Berlusconi sia il male assoluto, che il Pd sia un'arma spenta e che i magistrati abbiano sempre ragione.
beha - Valerio Lo Mauro
E' quella fascia sempre più larga di opinione pubblica intransigente che ha alimentato fenomeni pur diversi tra loro come i Girotondi, i cortei della Cgil di Cofferati, gli show di Beppe Grillo, gli exploit elettorali di Di Pietro, gli share di Michele Santoro. La scommessa dei promotori-ideatori del "Fatto quotidiano", Antonio Padellaro (che ne sarà il direttore), Furio Colombo, Marco Travaglio e Oliviero Beha è che una parte di questa opinione pubblica possa diventare il pubblico del nuovo quotidiano.
Una scommessa che ruota anzitutto attorno al fenomeno-Travaglio, il giornalista torinese che oramai è riuscito a diffondere la sua attività di inchiesta e di denuncia su tutti i mezzi di comunicazione (manca soltanto il cinema), diventando per il suo pubblico un autentico "divo".
Due libri contemporaneamente in classifica, un tour teatrale che fa registrare il tutto esaurito, oggetto di piccoli fenomeni di idolatria, Travaglio sarà la star del "Fatto": ogni giorno in «prima» comparirà un suo commento.
Per limitare i costi (il punto di pareggio è a 10.000 copie), il giornale sarà in edicola sei giorni su sette (si salta il lunedì) a un euro e venti, la distribuzione sarà limitata ai capoluoghi di provincia, lo sfoglio sarà di 16 pagine, anche se l'intenzione è quella di coprire tutti gli ambiti informativi, sport compreso.
hda09 furio colombo
Il progetto sta esercitando una certa suggestione anche nel mondo dei giornali, se è vero che hanno deciso, o stanno decidendo, di lasciare i loro posti "sicuri", giornalisti dell'"Espresso" come Peter Gomez (partner di Travaglio in libri di successo), Marco Lillo (autore di scoop giudiziari) e Francesco Bonazzi, come Luca Telese che al "Giornale" era «il comunista» e lo sarà anche al "Fatto" dove gli ex-Pci scarseggiano.
Forse sarà della partita anche Mauro della Porta Raffo, l'erudito pignolo che da anni sul "Foglio" racconta gli sfondoni dei giornalisti italiani, anche se la sua disponibilità si sta scontrando con l'ostilità di potenziali lettori e di alcuni soci fondatori. La colpa? Avere scritto sul giornale di Giuliano Ferrara.
Sarà dunque un quotidiano lapidario, antiberlusconiano a prescindere, magari fiancheggiatore di Di Pietro? Il direttore Padellaro scuote la testa: «No, sarà un giornale di giornalisti, che racconterà i fatti, senza predicozzi e senza antiberlusconismo di maniera, che non chiederà mai un finanziamento pubblico col trucco come fanno certi giornali da 2-3000 copie. La storia di Furio Colombo, la mia e quella degli altri è una storia professionale dignitosa, di chi non si è mai messo a disposizione del politico di turno».
Un progetto editoriale anticonformista in un Paese ad alto tasso consociativo può tenere lontani finanziatori e pubblicità, ma Padellaro non è pessimista: «Io non sono mica il presidente del Real Madrid che può attingere a risorse senza fine per le sue campagne-acquisti. Noi ci dobbiamo contentare dell'autofinanziamento, come la mia Roma, con un impegno che ci siamo presi: evitare che ci sia un azionista di riferimento».
Il risultato di queste premesse è una proprietà-patchwork: nell'Editoriale "Il Fatto" possiedono quote a titolo personale Lorenzo Fazio (l'artefice del fenomeno "Chiare lettere"), lo stesso Padellaro, la Aliberti Editore di Reggio Emilia, il magistrato Bruno Tinti, una società di comunicazione di Parma che si occupa degli spettacoli di Travaglio, una galassia di imprenditori che vorrebbero partecipare con piccole quote.
3 - DOMANI L'ARRIVO DI FELTRI AL 'GIORNALE' E 'LIBERO' ANNUNCIA CHE LUNEDI' PROSSIMO SARA' IN EDICOLA
(Adnkronos) - E' tutto pronto, in via Negri, per il ritorno di Vittorio Feltri al ''Giornale''. A quanto apprende l'ADNKRONOS, l'ex direttore di ''Libero'' ha anticipato la data d'ingresso nel quotidiano fondato da Indro Montanelli, inizialmente fissata per lunedi' 24 agosto.
Feltri, dopo un periodo di riposo in montagna, si presentera' alla redazione domani alle 16.30 insieme al condirettore Alessandro Sallusti e illustrera' ai giornalisti il suo piano per rilanciare il quotidiano, finora diretto da Mario Giordano, che torna a ''Studio Aperto'' ed e' stato inoltre nominato responsabile delle nuove iniziative news di Mediaset. Oltre a Sallusti, seguira' Feltri anche l'ex direttore generale di ''Libero'' Gianni Di Giore, il cui arrivo e' pero' previsto in ottobre, e non sono esclusi altri approdi.
Nel frattempo, gira a pieno ritmo la 'macchina' di ''Libero'', ora in mano a Maurizio Belpietro. Proprio oggi, l'ex direttore di ''Panorama'' ha annunciato che il quotidiano di viale Majno sara' in edicola il prossimo lunedi'. ''Una scelta motivata -ha spiegato - anche dalla necessita' di non interrompere l'inchiesta sulla saga degli Agnelli e raccontare l'apertura del campionato di calcio''.







