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A LEZIONE DI OSCAR CON KATHRYN BIGELOW - “CAPII DI AVER MESSO LE MANI SU UN COPIONE MEMORABILE: ERA ALLO STESSO TEMPO UNO STUDIO APPROFONDITO SU UN PERSONAGGIO, UN THRILLER MOZZAFIATO, CON UNA STRUTTURA MOLTO INNOVATIVA, COSTRUITA A PARTIRE DA DETTAGLI REALI” - LA PIÙ AVVENENTE 58ENNE (NON MUTILATA DAL BISTURI) DIMENTICA DI DIRE CHE LO SCENEGGIATORE MARK BOAL (MOLTO PIÙ GIOVANE DI LEI) È ANCHE IL SUO FIDANZATO...

Kathryn Bigelow per "la Repubblica"

Kathryn Bigelow scippa loscar allex marito Cameron Avatar e lui ironico finge di strozzarlaKathryn Bigelow scippa loscar allex marito Cameron Avatar e lui ironico finge di strozzarla


Nell´inverno del 2004 - quando Bagdad era uno dei luoghi più pericolosi del pianeta, epicentro di esplosioni, sparatorie e rapimenti quotidiani - per i pochi giornalisti occidentali che vi lavoravano quella città divenne un posto assolutamente letale.

Fu con enorme trepidazione, quindi, che augurai buona fortuna al mio amico, reporter e sceneggiatore Mark Boal allorché mi annunciò di aver deciso di partire per l´Iraq per seguire la guerra con i propri occhi.

Cathryn Bigelow sul set di The Hurt LockerCathryn Bigelow sul set di The Hurt Locker

Appassionato di giornalismo investigativo, Mark aveva messo gli occhi su una piccola unità delle forze armate, meglio nota come Explosive Ordnance Disposal team (in sigla Eod), ovvero una squadra di artificieri che in quel periodo rivestiva un ruolo fondamentale e di primaria importanza nel tentativo delle forze armate di contenere la crescente minaccia delle bombe collocate sul ciglio della strada, i cosiddetti Ied (Improvised Explosive Devices, dispositivi esplosivi improvvisati).

Immagine da The Hurt Locker Regia Bigelow Vincitore oscarImmagine da The Hurt Locker Regia Bigelow Vincitore oscar

Tale era il pericolo legato alla sua scelta di interessarsi di quell´unità ad altissimo rischio che pochi minuti dopo essere atterrato in Iraq dovette firmare su richiesta dei vertici dell´esercito un accordo di assunzione di responsabilità, fornire il suo gruppo sanguigno e scegliere con quale rito far eventualmente celebrare il proprio funerale.

Cathryn Bigelow con le due statuette oscarCathryn Bigelow con le due statuette oscar

Per intere settimane si spinse con gli uomini dell´Eod nelle aree più problematiche e contese della città, osservando nelle loro quotidiani battaglie con gli ordigni esplosivi un aspetto della guerra mai documentato in precedenza. Di giorno assisteva e sopravviveva a imboscate e attentati perpetrati con gli Ied, per non parlare degli occasionali episodi di contatto e di scontro di culture con gli abitanti di Bagdad.

Di notte la base nella quale dormiva era bombardata da razzi e colpi di mortaio. Attraverso tutto ciò, Mark Boal ha acquisito una consapevolezza da addetto ai lavori su come vivono le squadre di artificieri in un Paese straniero, all´altro capo del mondo.

bigelow streisandbigelow streisand

Poco dopo essere ritornato dall´Iraq, Mark volle portare le vicende alle quali aveva assistito di persona davanti a un pubblico più vasto. Si offrì di scrivere la sceneggiatura di un film sulla squadra artificieri, ambientato nel mondo reale. A suo dire, l´idea era quella di far percepire la pericolosità di Bagdad, ma anche raccontare le vicende di tanti giovani che svolgono quello che quasi sicuramente è il mestiere più pericoloso che esista. L´idea mi affascinò. Insieme abbozzammo la trama del film, che avrebbe dovuto essere il punto di vista sul conflitto di un soldato, intenso e realistico.

Al fine di mantenere questa proposta e di limitare le reazioni del comitato alla durezza delle scene, decidemmo inoltre di realizzare il progetto in modo indipendente, senza alcun appoggio da parte di una casa cinematografica. Per Mark ciò ha significato scrivere la sceneggiatura senza nessuna sicurezza e nessun anticipo: ha acconsentito e si è messo a scrivere uno "spec", una bozza di sceneggiatura senza alcun finanziamento iniziale.

Dopo aver letto la sceneggiatura di "The Hurt Locker" ho provato immediatamente la sensazione di aver messo le mani su un copione memorabile: era allo stesso tempo sia uno studio approfondito su un personaggio - con l´invenzione del sergente James e degli altri che si scolpiscono profondamente nel cuore e nella mente del lettore - sia un thriller mozzafiato, con una struttura molto innovativa, costruita a partire da dettagli reali.

MARK BOALMARK BOAL

E non soltanto quel copione trasportava il lettore direttamente a Bagdad, facendogli avvertire incessantemente le sue molteplici minacce, ma - in modo sottile e molto brillante - si trasformava anche in una sorta di meditazione sui temi cruciali dell´esistenza umana, della vita e della morte, del coraggio e della virilità, della guerra e della natura umana. Insomma, era originale ed elettrizzante. E subito ho capito che ne avrei fatto il mio prossimo film.

Da parte sua, Mark si è talmente appassionato al progetto che gli ho chiesto di unirsi a me come produttore del film: lui ha colto l´occasione e si è rivelato un produttore nato, guidando la produzione attraverso molteplici difficoltà e sfide di tipo logistico e tecnico, con lo stesso impegno per la massima eccellenza di cui aveva dato prova andando a Bagdad.

I vantaggi sono stati anche a livello artistico: essendo entrambi produttori, siamo stati in grado di mantenere un livello di controllo insolito sul destino e la fortuna di "The Hurt Locker", seguendolo dalla sceneggiatura iniziale fino alla postproduzione e all´uscita nelle sale.

BOAL BEGELOW SHAPIROBOAL BEGELOW SHAPIRO

Alla fine siamo riusciti a ottenere anche un modesto contributo da parte di finanziatori indipendenti; abbiamo deciso di girare in Medio Oriente e di assegnare il ruolo di protagonisti a tre giovani attori di talento e di reclutare parecchi veterani del cinema, che hanno accettato di girare avendo come garanzia soltanto la forza espressiva della sceneggiatura.

Nel giugno 2007 ci siamo ritrovati nella città di Amman in Giordania e nei dintorni per le riprese, e la sceneggiatura di Mark ha preso vita sotto i nostri occhi. Benché fossimo a chilometri di distanza da casa, e dovessimo girare in condizioni proibitive, con temperature estreme e la sabbia che ci si infilava in bocca e negli occhi, la sceneggiatura ci ha tenuti uniti e determinati fino alla fine a dar vita al progetto.

(brano tratto da The Hurt Locker: The Shooting Script®, Sceneggiatura di Mark Boal, introduzione di Kathryn Bigelow Copyright Kathryn Bigelow. Ripubblicato su autorizzazione di Newmarket Press. Traduzione di Anna Bissanti)

 

 
[11-03-2010]