A MAGLIE STRETTE, VI STRITOLO - Gentile signora FLAVIA PERINA, voi eravate in piazza a tirare le monetine a Craxi che dalle vostre fogne vi aveva tirato fuori, proprio insieme ai qualunquisti alla Feltri che ora le dispiacciono tanto (ALTRI SBATTURI AL MURO: FRANCO MONACO, VESPA, EMMA BONINO, ROBERTO MANCINI)...
Maria Giovanna Maglie per Dagospia
Caro Dago, siccome ti sono grata per il sostegno e la non opposizione alla mia candidatura europea, eccoti qualche altro chiacchierone in libertà.
A domani mgm
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1) FLAVIA PERINA
La direttora del Secolo d'Italia nonché deputato del Pdl ce l'ha su con Vittorio Feltri, e fino a qui sono diritti suoi, che l'accusa di inciuciare con Pd e Unità, con tanto di interviste reverenti ad Asor Rosa e Bettini. Per rispondere, insieme a un editoriale, ha scelto un'intervista proprio all'Unità.
Flavia Perina
Nella quale si lamenta che "quando il pericolo del comunismo era reale, per il nostro mondo, dov'erano questi? Noi eravamo in piazza, Feltri no. Non m'arrabbio mai per queste cose, ma l'inesausta ricerca del nemico interno, da parte del "Giornale", è surreale. Che ci dia lezioni di anticomunismo, a vent'anni dalla caduta del Muro, è bizzarro»;
poi ci spiega che «c'è una certa area che deve cercare un nemico esterno o interno perché non riesce a elaborare politica al di fuori di questo: i comunisti fuori e le quinte colonne dentro. È uno schema datato, consolatorio, anni Cinquanta, che aiuta a fare propaganda o demagogia politica. Forse è il fatto che "Il Secolo" abbia acquisito cittadinanza nel Pdl che fa ingelosire»;
infine ci rende noto che il congresso del Pd "era la notizia politica della settimana: alle scelte del nuovo Pd sono legate, anche i destini del bipolarismo. Abbiamo chiesto un'intervista a Bersani, ma non ne ha rilasciate, abbiamo approfondito il tema con Bettini. Dopo mesi d'incertezza ora c'è un leader dell'opposizione, credo interessi sapere dove va».
FELTRI, LEADER DELLE LIBERTA
Gentile signora, voi eravate in piazza quando è caduta in quel modo infame che ricordiamo la Prima Repubblica proprio insieme ai qualunquisti alla Feltri che ora le dispiacciono tanto, eravate in piazza a tirare le monetine a Bettino Craxi che dalle vostre fogne vi aveva troppo generosamente tirato fuori.
Bettino Craxi
Gentile signora, della ricerca del nemico sono stati campioni negli ultimi mesi il direttore e i giornalisti dell'Unità. Gentile signora, Bettini e Asor Rosa semplicemente non contano più niente, se i numeri uno due e tre non concedono interviste, meglio un bel commento.
Infine, gentile signora, se vuole fare la super pimpant indipendente dal perfido berlusca, aspirazione giustificata e perfino nobile, ci sono due tre semplici cose da fare. Non contemplano né essere eletti nel Pdl né beccarsi fior di contributi di Stato per vendere...... quante copie?
Bettino Craxi
2) FRANCO MONACO
Chiamate i fratelli Caponi, che siamo noi, Totò e Peppino, ché ad ascoltare le dichiarazioni del deputato pd Ulivo, che è studente che studia, ci vuole tutta la cinematografia dello strafalcione assurto a linguaggio politico.
''E' un peccato che a svilire le ragioni esibite da Rutelli, sulle quali meriterebbe discutere, stiano i suoi comportamenti'', afferma infatti il nostro, che aggiunge:
''Due in particolare: una decisione presa a freddo, a monte e a prescindere dal passaggio congressuale, al quale ha dichiarato di partecipare sostenendo uno dei candidati; e il suo inquieto zigzagare. Per non andare piu' indietro: ulivista con l'Asinello e come candidato premier nel 2001, centrista con la Margherita, sostenitore del bipartitista Veltroni e ora addirittura fuori dal centrosinistra. Ultima tappa del suo girovagare. Non si pretende la coerenza ma almeno la plausibilita' di un percorso''.
Capito quanto cose insieme ha fatto il povero Cicciobello? A freddo, a monte e a prescindere. Punto due punti e punto e virgola. Abundandis ad bondandum. Salutandovi indistintamente, senza nulla a pretendere.
Urge un maestro Manzi per l'Ulivo. Non è mai troppo tardi.
Franco Monaco
Rutelli e Dalema - Da _La Stampa_3) BRUNO VESPA
L'ultima fatica editoriale del nostro famoso collega merita puntate e puntate, perché è fatto come le telenovelas venezuelane, tutto succede in tempo reale, Pedro suonano alla porta, perché non vai ad aprire. Ecco un passo dalle anticipazioni che credevamo definitive. ''Certo che la riconosco. Non e' stato Berlusconi l'artefice della lunga transizione italiana? Ma bisogna mettersi d'accordo su che cosa s'intenda per leadership. Se la intendiamo come la intendono quasi tutti i vocabolari politici, non c'e' nessuna discussione. Se la si intende, invece, come monarchia assoluta, allora no. E talvolta accade che Berlusconi confonda la leadership con la monarchia assoluta''. Lo afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Ma non è stato proprio Vespa, in altra anticipazione, a spiegarci che Berlusconi e Fini hanno chiarito i loro rapporti? Hanno litigato un'altra volta? No, è solo un problema di estratti dal libro. C'è quello del lunedì, quello del lunedì seguente, c'è la fase premestruale, tostissima, e quella post, liberatoria e rasserenata. Ce lo spiega proprio Vespa, vigile urbano di sé medesimo e delle proprie opere di bene.
''Questa parte del colloquio con Fini e' avvenuta prima del chiarimento di ottobre con Berlusconi sull'attivazione operativa degli organi di partito, che nello stesso libro, in un secondo colloquio, il presidente della Camera ha definito positiva''. Siamo salvi, fino al ripensamento di Jolanda, che per Pedro so' cazzi.
Berlusconi a _Porta a Porta_ con Vespa
4) EMMA BONINO
Non gli basta mai, peggio di Gastone. Sentite la cronaca dell'ultimo capriccio della pasionaria de noantri, dio ci scampi dalla candidatura nel Lazio, ma lì ce pensa Bersani.
"Le risorse per Radio radicale, 30 milioni per tre anni (10 l'anno), sono state individuate, l'emendamento alla finanziaria e' scritto. Ma Emma Bonino non e' soddisfatta di come esso sia stato scritto, lo giudica ambiguo e chiede che sia specificata chiaramente la destinazione delle risorse. La discussione sul tema e' avvenuta a margine dei lavori della Commissione bilancio del Senato sulla finanziaria.
ive 02 fini casini vespa bertinotti
L'emendamento scritto dal presidente della Commissione bilancio, Antonio Azzollini, prevede un taglio su tutte le voci della tabella C, ad esclusione della ricerca e dell'innovazione. Vengono cosi' reperiti i 30 milioni di euro per il rinnovo della convenzione tra Radio Radicale e il ministero per lo sviluppo economico. Tuttavia, messi da parte i fondi, l'emendamento non esplicita chiaramente l'utilizzazione per Radio Radicale.
rc64 fini vespa
Questo perche', spiega Azzollini, nella finanziaria non puo' essere ammessa una simile formulazione. La finalizzazione sara' indicata in un altro provvedimento oppure, come dicono altri, il rinnovo della convenzione potrebbe avvenire automaticamente, senza necessita' di una norma di legge, in quanto Radio Radicale svolge un servizio sui lavori parlamentari che non ha ancora concorrenti.
emma bonino - Valerio Lo Mauro
Si cerca la mediazione e Donatella Poretti propone un ordine del giorno che impegna il governo a destinare le risorse a Radio Radicale. ''Ma non ve l'approvano - replica visibilmente irritato Azzollini - perche' non vi fidate di me? Non si puo' scrivere 'Radio Radicale', noi nella formulazione scriviamo 'Centro di produzione spa' che siete voi. Sto lavorando per voi ma non vi sta bene niente''.
Fate una cosa, affidatela al mercato, legge spietata della giungla
5) ROBERTO MANCINI.
Chi era costui? Semplice, colui che dalla Val D'Aosta, da dove collabora con Liberazione, dà con scadenza regolare di commenti al sempre prestigioso Guardian la linea sull'Italia. Roba forte, state a sentire.
In un suo recente post, intitolato "Il telecomando di Berlusconi", Mancini si chiede: "Perché il Pd non è considerato per una possibile alternativa di governo?".
Si faccia una domanda, si dia una risposta, lui lo fa, e risponde: "Penso sia chiaro. Il monopolio di Berlusconi sui media incarna la differenza tra i due schieramenti. In un paese in cui è difficile che si leggano dei libri e dove scuole e università sono penosamente abbandonate, negli ultimi 15 anni alla formazione politica e civica hanno supplito le telenovelas di Mediaset, che hanno educato (absit iniuria verbis), almeno due generazioni".
20050707 guardian
Mancini accusa due esponenti della sinistra di "complicità": Massimo D'Alema e Walter Veltroni. "Entrambi, quando erano a capo di governi di centro sinistra [il primo come presidente del Consiglio, il secondo come segretario del principale partito della sinistra, prima Ds poi Pd] non hanno ritenuto necessario, di fronte all'eccessivo potere di Berlusconi nei mass media, di limitarlo con metodi democratici, come si è soliti fare in tutti i paesi civili, con l'eccezione della Thailandia".
Incalza Mancini: "Perché non hanno fatto nulla? Non voglio pensare che si sia trattato di un cinico baratto (o, come potrebbero averlo considerato, un "compromesso"), fatto dietro le spalle dei loro elettori. Forse si è trattato di un limite culturale, del rifiuto di credere che, in un paese debole e sotto educato come l'Italia, il quotidiano bombardamento fatto dalle tv commerciali di Berlusconi, avrebbe profondamente cambiato la loro vita di ogni giorno".
italia
E ancora: "il modo in cui gli italiani pensano, consumano, si vestono e fanno l'amore è strettamente controllato da Mediaset e Rai, a loro volta dominate da un primo ministro che ne ha purgato quelli che non sono in sintonia con lui".
L'amara conclusione: "Perché credere che il Pd, che quando era al potere non ha fatto nulla per superare il problema dell'eccessivo controllo dei mass media da parte di Berlusconi, possa offrire un'alternativa? D'Alema e Veltroni, per quanto ancora potenti dentro il Pd, sono molto poco credibili come oppositori di Berlusconi. Questa è la vera tragedia italiana".
Thank you, mister Mancini, for telling us we are all stupid robot, with the exception of you and your comrades. This is a very vivid picture of Italy and Italians. Now we know why the british papers don't understand anything of us.
ITALIA-DARIUSH
'Sti cazzi, these balls, che The Guardian ci osserva, non facciamo i provinciali.







