AHI AHI AUGIAS - NELLA SUA RUBRICA SU “REPUBBLICA”, IL GIORNALISTA DEFINISCE “LA VERITÀ” UN “GIORNALE DI ESTREMA DESTRA” E IL QUOTIDIANO DI BELPIETRO RISPONDE AL FUOCO: “INSULTARE È UN'ARTE CHE NON SI IMPROVVISA. SERVE CULTURA, METODO E TANTA APPLICAZIONE. NE HA DATA LEZIONE MAGISTRALE IL PROFESSOR AUGIAS. MA LE PAROLE SONO IMPORTANTI E CHI LE USA A SPROPOSITO, DI PROPOSITO, NON È UN INSEGNANTE, MA UN ASINO…”

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Gustavo Bialetti per “la Verità”

 

Insultare è un'arte che non si improvvisa. Serve cultura, metodo e tanta applicazione per infangare l' avversario con la perfidia spietata di chi assesta il colpo in punta di penna, senza nemmeno sporcarsi le mani con l'inchiostro.

Augias Augias

 

Ne ha data ieri una lezione magistrale il professor Corrado Augias su Repubblica. Chi era il suo obiettivo stavolta? Se rileggete la sua rubrica in cui dialoga amabilmente con i lettori non lo troverete. E non è un caso, bensì la prima regola da imparare: il nemico va colpito a tradimento, in un passaggio apparentemente innocuo, parlando d' altro. È importante innanzitutto scegliere con cura l' etichetta, il marchio d' infamia che poi andrà sganciato in maniera didascalica.

 

belpietro belpietro

Le tesi infatti si discutono, i dettagli no, passano in secondo piano e per il lettore suonano come un dato di fatto. Ieri, ad esempio, la tesi era talmente ardita, per non dire demenziale, che il saggio Augias avrebbe potuto insultare tra le righe anche tutti i vicini di casa e in pochi se ne sarebbero accorti: dietro il dossier Viganò sulla pedofilia e l' omosessualità nella Chiesa, che ha messo in imbarazzo papa Francesco, ci sarebbe un complotto ai danni dell' Unione europea. Ohibò.

 

Per disorientare il povero lettore, che nel frattempo stava disperatamente provando a unire i puntini, il nostro abbozzava poi un affresco dietrologico da Donald Trump a Steve Bannon. Una nube di fumo perfetta per sferrare la pugnalata: «È evidente che il dossier fa dello scandalo un uso strumentale, come induce a pensare il fatto che l' ex nunzio l' abbia fatto uscire in Italia su un quotidiano di estrema destra», ovvero quello che state leggendo.

«Le parole sono importanti», diceva Nanni Moretti. E chi le usa a sproposito, di proposito, non è un insegnante, ma un asino.

 

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