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BANSKY IN THE SKY (L'ARTISTA SENZA VOLTO FA CIAK) – IL VIDEOMAKER THIERRY GUETTA LO VOLEVA FILMARE PER IL SUO DOCUMENTARIO SULLA STREET ART - Timbro metallico per camuffare la voce, cappuccio della felpa sul capo, volto in ombra, BANSKY E’ RIUSCITO A RIBALTARE I RUOLI IMPROVVISANDOSI REGISTA: “HO GIRATO UN FILM SU UNO CHE VOLEVA FARE UN FILM SU DI ME” - IL TRAILER...

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http://www.youtube.com/watch?v=GTlm6dU2xHk&feature=player_embedded

Francesca Paci per "la Stampa"

Bansky il genio dei writers che non ha mai svelato la sua identitàBansky il genio dei writers che non ha mai svelato la sua identità

Un falò di ritratti in stile vittoriano con tanto di cornici dorate arde illuminando la volta a botte e il graffito a parete della Regina Elisabetta. Due ragazzi sfornano hot-dog caldi da una roulotte. Un leone in gesso modello Metro Goldwyn Mayer con una pompa di benzina al collo avverte i cinquanta spettatori presenti che lo spettacolo sta per cominciare. Se il mezzo è ancora la miglior rappresentazione del messaggio, Banksy, il più celebre e provocatore dei writers britannici, non avrebbe potuto scegliere location migliore di questa remota galleria della stazione Waterloo per l'anteprima underground del suo debutto cinematografico, "Exit Through The Gift Shop", il dissacrante documentario sul mondo dell'arte contemporanea presentato al Sundance Film Festival e in arrivo nelle sale di tutta Europa.

Murale BanskyMurale Bansky

Banksy in realtà, non aveva particolare voglia d'improvvisarsi regista. Non più di quanta ne avesse di portare la street art tra le sculture classiche del Bristol Museum a luglio, quando 300 mila visitatori hanno reso omaggio al pirata dello spray che sei anni prima aveva violato le sale della Tate Britain riuscendo ad appendere le sue irriverenti tele accanto a quelle dei grandi maestri.

Poi però ha incontrato Thierry Guetta, l'eccentrico videografico francese che dopo aver ripreso per mesi e mesi le gesta di writers come Space Invader e Shepard Fairey, il graffitaro di Obama, s'è ribattezzato Mr Brainwash e ha convinto Los Angeles d'essere un vero artista vendendo in una sola esposizione 100 mila dollari di opere prima d'essere chiamato a disegnare la copertina dell'album di Madonna Celebration. Uno tzunami.

BAnsky al centro delle sue installazioni grafiche in - Exit through the gift shop -BAnsky al centro delle sue installazioni grafiche in - Exit through the gift shop -

«Ho girato un film su uno che voleva fare un film su de me» spiega Banksy alla telecamera nelle scene iniziali del film. Timbro metallico per camuffare la voce, cappuccio della felpa sul capo, volto in ombra, il genio delle banconote da dieci sterline con la faccia di Lady Diana si racconta senza svelarsi, fedele al personaggio misterioso che ufficialmente nessuno ha mai visto seppure tutti conoscono da almeno un decennio e, per quanto se ne sappia, potrebbe partecipare, in perfetto anonimato, alle aste dove le sue opere vengono battute per 1.870.000 dollari.

OPERE DI BANSKYOPERE DI BANSKY

E non conta che nell'estate del 2008 i tabloid abbiano scoperto trattarsi probabilmente di Robin Gunningham, classe 1974 o 1975, ex studente della Bristol Cathedral School: è assai più intrigante pensare che magari sia qui, uno dei giovanotti sprofondati negli sgangherati divani chesterfield di questo sotterraneo cinema londinese.

OPERE DI BANSKYOPERE DI BANSKY

Ma se siamo tutti parte del gioco chi è davvero Mr Brainwash? Lo scombinato e per niente talentuoso Thierry Guetta del film, sorta di Belushi dell'arte contemporanea? Un brand inventato per l'ennesima provocazione? Lo stesso Banksy, come insinuano i blogger?

«Purtroppo non c'è nulla d'inventato, Mr Brainwash è Thierry Guetta, una follia impensabile a Londra ma non a Los Angeles, dove può accadere qualsiasi cosa» spiega Steve Lazarides, ex portavoce di Banksy che nel 2006 ha aperto due prestigiose gallerie nel cuore di Soho dove oggi si servono Christina Aguilera e i coniugi Pitt.

Alle pareti del suo quartier generale, nel palazzo georgiano di Rathbone Place, i quadri dei nomi più noti della street art come Faile, le cui quotazioni hanno retto alla crisi e si sono stabilizzate intorno alle 50 mila sterline.

OPERE DI BANSKYOPERE DI BANSKY

«Le sponde di un canale sono uno spazio espositivo migliore d'una galleria moderna, dove l'arte pare fatta apposta per far sentire stupide le persone normali» rivela Banksy in una rarissima intervista email al Sunday Times. Meglio la creatività ruspante della strada di quella prevedibile dell'accademia. Per questo sebbene il Thierry Guetta filmaker gli fosse sembrato «uno con problemi mentali», acconsentì a mandargli una frase da utilizzare per il lancio della mostra di Los Angeles.

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Una freddura alla Monty Python: «Mr Brainwash è una forza della natura, e non è necessariamente un'affermazione positiva. Banksy». Sapeva già come sarebbe finita? Da uno che nel 2005 ha disegnato il paradiso sul muro costruito da Israele contro gli attentati kamikaze firmandosi West Banksy c'è da aspettarselo. E pazienza se prima dei titoli di coda ammette sconsolato agli spettatori: «Ho sempre incoraggiato chi voleva cimentarsi con l'arte. Non so se lo farò ancora».

 

 
[10-03-2010]