Pierre de Nolac per ITALIA OGGI
«Vittorio Feltri è diventato ricchissimo dirigendo per la seconda volta il Giornale, dato che una parte rilevante della sua retribuzione è legata all'aumento delle copie vendute che, sotto la sua direzione, sono cresciute in modo vertiginoso».
FELTRI, LEADER DELLE LIBERTA
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Lo ha detto esplicitamente il premier Silvio Berlusconi rispondendo, in occasione del direttivo del Popolo della libertà (Pdl), alle domande che gli erano state fatte da alcuni esponenti del partito sui pericolosi contraccolpi politici e istituzionali causati dalle forsennate campagne giornalistiche di Feltri.
Tipo quella contro il direttore di Avvenire, Dino Boffo (che ha complicato enormemente i rapporti, che erano privilegiati, fra il Pdl e il Vaticano) o quella contro il presidente della camera Gianfranco Fini (che, in sostanza, ha fatto riemergere, per reazione, la componente ex-aennina nel Pdl, allontanando così nel tempo la già di per sé complicata fusione delle due anime del partito, quella che si rifà alla ex Casa della Libertà e quella dell'ex An).
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Berlusconi ha poi comunque fatto notare che il Giornale non è di sua proprietà ma di suo fratello Paolo. Ed ha aggiunto che, anche se fosse lui l'editore di Feltri, non avrebbe certo la possibilità di dettargli la linea. «Feltri, lo sapete tutti» ha aggiunto Berlusconi, allagando sconsolato le braccia «è un cavallo di razza, che non tollera il morso, anche il più delicato possibile. Essendo cosciente del suo valore economico, Feltri fa quindi ciò che vuole».
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Berlusconi ha poi rilevato che del resto Feltri «con la sua precedente carriera ha già dimostrato che, se non gode di libertà, lui sbatte la porta, se ne va, e fonda un giornale di successo in grado, se lui vuole, di complicarti la vita».
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Con l'occasione, Silvio Berlusconi si è anche lasciato scappare una succosa anticipazione editoriale dicendo che, grazie all'arrivo di Feltri, il bilancio del prossimo anno di Il Giornale, se le vendite continueranno ad andare avanti così, «sarà in attivo, per la prima volta, dopo moltissimi anni. E questo, per mio fratello, è un'ottima notizia. Dal suo punto di vista infatti, scegliendo Feltri come direttore, ha scelto benissimo».