LA CANNES DEI GIUSTI - TUTTI A FISCHIARE IL LOGO DI NETFLIX: MA STA CAZZATONA DI “OKJA” NON SI SALVA DAI BUU, COME UN PO' SI MERITAVA - UN POLPETTONE INTERNAZIONALE COSTRUITO PER UN MERCATO GLOBALE PIU' OGM DEL SUPERMAIALONE PROTAGONISTA DEL FILM

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okja okja

Marco Giusti per Dagospia

 

Cannes terzo giorno. Tutti a fischiare il logo di Netflix, A Netflix Original Film, anzi. E tutti a fischiare per il mascherino sbagliato, i precisini della sala grande. Ma non e' stato accolto da nessun buu e da nessun fischio, come un po' si meritava, sta cazzatona di Okja, fantasy animalista militante del coreano Bong Joon Ho, regista dei pur notevoli The Host e Snowpiercer, polpettone internazionale costruito per un mercato globale piu' ogm della bestia protagonista del film.

 

Questo Okja e' un supermaialone costruito in laboratorio, ma presentato dalla perfida Lucy Mirando,  Tilda Swinton, padrona di una fetentissima multinazionale del cibo, come vero animale nato in Cile e pasciuto nelle montagne del Giappone assistito da un'orfanella coreana, Ann Seo Hyun. Altri 25 esemplare del supermaiale sono stati cresciuti in altri paesi, ma uno solo, dieci anni dopo, verra' premiato in quel di New York dalla stessa Lucy come supermaiale per lanciare nel mercato la sua carne. Che fine deve fare un maiale, lo sappiamo.

 

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E lo sanno anche gli ambientalisti militanti dell'ALF, capitanati da Paul Dano, che cercheranno di smascherare la truffa mondiale e la rapacita' della Mirando. Dalla parte di Okja ci sara' anche la ragazzina coreana, che non accettera' ne' di lasciarlo ne' di vederne fare salsicce. Fumettone ambientalista che vorrebbe a tratti puntare sul comico o sull'ironico alla Wes Anderson, a tratti sull'action, senza trovare mai una vera strada, si perde molto del suo carico cinematografico nel non sapere neanche dosare bene i suoi interpreti, Jake Gyllenhall e' sprecato in un ruolo sbagliato, e nel presentarci questo Okja come pupazzone digitale a meta' fra il cagnone de La storia infinita e Pippo l'Ippopotamo della Lines. Ha una faccia terribile, e caca tipo cavallo alzando la coda con seguito si scorregge che dovrebbero essere comiche. E non lo sono.

 

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Tilda Swinton, che interpeta sia Lucy che una sorella paruccona tutta marchi cafoni, e' divertente, ma non salva la situazione, come Paul Dano, almeno in parte. Decisamente superiore il finale con il mattatoio dove verranno macellate le bestie. Quello veramente inquietante. Ma sera una favoletta per bambini, forse e' un finale troppo hard per tutti. Temo che il pupazzone di Okja sara' una macchia decisamente poco dimenticabile per Bong Joon Hoo.

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