IL CINEMA DEI GIUSTI - CON UNA UNA CHARLIZE THERON DA URLO, “STRONZA, PSICOTICA E ZOCCOLA”, UNO SGUARDO CUPISSIMO DELLA PROVINCIA AMERICANA E UNA STORIA SGRADEVOLE, ERA CHIARO CHE IL NOTEVOLISSIMO “YOUNG ADULT” DI JASON REITMAN, NON AVESSE NESSUNA CHANCE NELLA RECENTE CORSA AGLI OSCAR CHE HA PREMIATO SOLO FILM CONCILIANTI, POSITIVI, ANTICHI, LASCIANDO A CASA OGNI TIPO DI SGRADEVOLEZZA ALLA “SHAME” O ALLA “DRIVE” O ALLA “E ORA PARLIAMO DI KEVIN”…

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Young Adult di Jason Reitman. In sala dal 9 marzo.

MARCO GIUSTIMARCO GIUSTI

Marco Giusti per Dagospia

YOUNG ADULT LOCANDINAYOUNG ADULT LOCANDINA

Con una protagonista "stronza, psicotica e zoccola" (beh, ne conosciamo parecchie), uno sguardo cupissimo della provincia americana e una storia sgradevole, era chiaro che il notevolissimo "Young Adult", di Jason Reitman, il regista di "Juno" e "Fra le nuvole", benissimo scritto dalla Diabo Cody di "Juno" e dominato da una Charlize Theron da urlo, non avesse nessuna chance nella recente corsa agli Oscar che hanno premiato solo film concilianti, positivi, antichi, lasciando a casa ogni tipo di sgradevolezza alla "Shame" o alla "Drive" o alla "E ora parliamo di Kevin".

E' un peccato, perché quello che ci arriva di buono e di innovativo dal recente cinema americano, gira di solito proprio attorno alla sgradevolezza di certi personaggi depressi e sofferenti, incapaci di contatti con l'esterno, a una malattia che proviene dalla famiglia americana, e cresce nella provincia o nelle città con uguale intensità. "Non siamo gente cattiva", diceva la sorella di Michael Fassbender in "Shame", "è il posto da dove veniamo che ci ha reso così".

JASON REITMAN SUL SET DI YOUNG ADULTJASON REITMAN SUL SET DI YOUNG ADULT DIABLO CODY ALLA PREMIERE DI YOUNG ADULTDIABLO CODY ALLA PREMIERE DI YOUNG ADULT

Anche Mavis Gary, la protagonista non più giovanissima di "Young Adult", un tempo reginetta della scuola in quel di Mercury nel Minnesota, un posto che "puzza di merda di pesce", poi fuggita a Minneapolis, dove ha incontrato un certo successo come scrittrice di romanzetti rosa per "giovani adulti" (ma firma solo nel retro della copertina), non è cattiva, ma si trascina dietro un dolore e una depressione che sembrano frutto di un paese che non può che produrre malessere.

Come l'Orlando Bloom di "Elizabethtown", sull'orlo del suicidio prima del suo viaggio verso la casa paterna, anche lei è già in preda a una profonda crisi, colmata con inutili serate di sesso e alcool prima di intraprendere il suo viaggio di ritorno verso Mercury.

CHARLIZE THERON IN YOUNG ADULTCHARLIZE THERON IN YOUNG ADULT CHARLIZE THERON IN YOUNG ADULTCHARLIZE THERON IN YOUNG ADULT

Il motivo, però, se lo costruisce di sana pianta. Rivuole a tutti i costi Buddy Slade, cioè Patrick Stewart ("Watchmen"), il suo fidanzatino dei tempi della scuola, che ora è un uomo apparentemente felice, sposato e con fresca figlioletta. Ovvio che Mavis Gary, "stronza psicotica e zoccola" come se la ricorda a Mercury, farà qualsiasi cosa per riaverlo. Ma soprattutto si bombarderà di bourbon e di bombe distillate in casa da Matt Freehauf, il meraviglioso Patton Oswalt, un ciccione abbandonato nelle sitcom tv dieci anni fa, un suo vecchio compagno di scuola sfigato e sciancato che a stento ha riconosciuto.

E' Matt una delle grandi trovate del film, che altrimenti sarebbe stato identico ai tanti ritorni a casa americani che negli anni abbiamo visto, e, ovviamente, una Charlize Theron che ci riporta alle psicopatiche alcoliste anni '60 alla Joanne Woodward e alla Elizabeth Taylor di un tempo.

SUL SET DI YOUNG ADULTSUL SET DI YOUNG ADULT

I due, l'ex-reginetta di bellezza e il ragazzo più sfigato della scuola, formano una coppia di depressi odiosi e cattivi che fanno lievitare il film verso una dimensione di rancori inespressi che produrranno altro malessere mettendo a nudo, come si diceva un tempo, il vuoto della provincia e della famiglia americana.

Rispetto a "Juno" e a "Fra le nuvole" è un film più realistico e amaro, ma non meno divertente, perché noi spettatori cittadini siamo portati realmente a stare dalla parte della stronza e a reagire come lei reagisce per tutto il tempo del suo ritorno a casa. Ovvio che tutto questo non vada giù a una Hollywood e a un'America alla ricerca di sicurezza e facili buonismi.

 

 

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