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CONCITA FLOP – “L’UNITà” FERMA A 43 MILA COPIE NONOSTANTE 2,5 MLN € INVESTITI - PADELLARO VENDEVA DI Più – SCELTE SBAGLIATE E L’ANTI-BERLUSCONISMO CHE NON TIRA PIù – GUAI anche per “LIBERAZIONE” E “MANIFESTO”… -

Claudio Plazzotta per "Italia Oggi"

Concita De GregorioConcita De Gregorio

L'Unità di Concita De Gregorio ha tagliato il formato, i costi per la carta, ma ha pure ridotto le copie vendute. Non è un momento favorevole per i quotidiani, certo. Un po' tutti sono in crisi, e in poco più di un anno si è passati dalle 5,4 milioni di copie diffuse ogni giorno complessivamente nelle edicole italiane alle circa 4,5 milioni dell'autunno 2008. Però le aspettative sul lavoro della De Gregorio, insediatasi alla direzione il 25 agosto, e sul nuovo corso della casa editrice dell'Unità, la Nie di Renato Soru, erano parecchie. Per il momento, sono andate in gran parte disattese.

In base a un monitoraggio effettuato da case editrici concorrenti, l'Unità in novembre ha venduto in edicola una media di 43 mila copie. Tenuto conto che ci sono circa 1.500 abbonati, si resta comunque sotto le 45 mila copie medie. Un risultato negativo, lontano dagli obiettivi che la De Gregorio si era posta dopo il rilancio del giornale, uscito nella nuova versione lo scorso 25 ottobre. Basti pensare che la diffusione media del quotidiano fondato da Antonio Gramsci era stata di 48.233 copie nel periodo settembre 2007-agosto 2008, quello della direzione Antonio Padellaro. E che l'anno prima il giornale navigava sulle 54 mila copie. Una caduta libera, quindi, che neppure la brava ex inviata di Repubblica è riuscita a frenare nonostante i quasi 2,5 milioni di euro investiti per nuova grafica e campagna pubblicitaria.

Antonio PadellaroAntonio Padellaro

La scorsa settimana il comitato di redazione dell'Unità, preoccupato dalle voci di crisi in edicola, aveva chiesto chiarimenti all'amministratore delegato della Nie, Giorgio Poidomani. Il manager, tuttavia, aveva preferito glissare sui dati, in attesa, forse, di tempi migliori. Il lettorato dell'Unità, che è poi un lettorato di opinione, non è probabilmente rimasto soddisfatto della riduzione del formato, giudicandola eccessiva e un po' svilente del prodotto. La scelta non sempre azzeccata delle foto e i pezzi comunque troppo lunghi (spesso su due pagine) hanno fatto il resto. Giusto, però, ribadire che tutta la carta stampata, e in particolare quella di centro-sinistra, vive un periodo difficile.

Un tempo sarebbe bastato Silvio Berlusconi al governo per rivitalizzare il lettorato cosiddetto progressista. Ma ora neanche l'antiberlusconismo funziona più come aggregatore. Tanto per dire, Il Riformista di Antonio Polito, al debutto lo scorso 20 ottobre in una versione potenziata a 32 pagine full color, sta faticando ad arrivare a 14-15 mila copie. Lasciando quindi più di un dubbio, tra gli analisti, sull'opportunità di un investimento per decine di milioni di euro effettuato dagli editori Angelucci per trasformare un quotidiano d'élite in un generalista tout court. Repubblica ha le copie in netto calo, anche per il taglio delle operazioni commerciali nelle scuole. E sta studiando come alleggerire i costi della redazione. E pure i quotidiani più a sinistra, come Manifesto o Liberazione, se la passano male.

Renato SoruRenato Soru

Il Manifesto, dove lavorano 60 giornalisti e 30 poligrafici, avrebbe bisogno di raggiungere le 30 mila copie di diffusione per poter chiudere i conti in equilibrio. Ma sta veleggiando appena sopra quota 20 mila, dopo una media di 29 mila copie nel 2007. Ancora peggio a Liberazione: il quotidiano di Rifondazione comunista prevede di chiudere il 2008 con una perdita attorno ai 4 milioni di euro su 10 milioni di ricavi. Negli ultimi quattro anni ha avuto un -30% della diffusione (ora è ben sotto le 10 mila copie), inanellando una serie preoccupante di deficit: -700 mila euro nel 2003; -1,6 milioni di euro nel 2004; -1,9 milioni di euro nel 2005; -2 milioni di euro nel 2006; -2,4 milioni di euro nel 2007. Un rosso cupo e costante che neppure il più nostalgico dei comunisti riesce ora a digerire.

 
[03-12-2008]
piero sansonettipiero sansonetti