dagospia.com

CORONA DI SPINE - "QUESTO PROCESSO POTREBBE FARE STRAGE DI AGENZIE FOTOGRAFICHE E GIORNALISTI, DIMOSTRA CHE QUELLA DEI “RITIRI” DI IMMAGINI SCOTTANTI ERA UNA PRATICA SEGUITA DA MOLTI, NON UN METODO CRIMINALE BREVETTATO DAL SOTTOSCRITTO" - "IL 29 DICEMBRE SCORSO HO MANDATO A DE BORTOLI DUE PAGINE IN CUI RACCONTAVO LE AVVENTURE PARIGINE DI LAPO E IL SALVATAGGIO DI SIGNORINI, UNO DEI PIÙ IMPONENTI RITIRI NELLA STORIA DEL GIORNALISMO GOSSIPPARO ITALIANO"....


Giuseppe Fumagalli-Alessandro Penna per Oggi - edizione in edicola da mercoledì

Corona al processoCorona al processo

Quando, alle ore 18 di mercoledì 20 gennaio, Fabrizio Corona entra nella redazione di Oggi, fai fatica a riconoscerlo. È rilassato, lucido, in forma e di un'allegria misurata, senza tracce di sfrontatezza. Apprende in diretta, insieme con noi, di essere stato prosciolto dall'accusa di associazione a delinquere che ancora pendeva a Potenza, ultimo strascico della madre di tutte le Vallettopoli.

Ma non è un processo che si chiude a metterlo di buonumore. È un processo che si apre. A Milano, e «guidato» dallo stesso Pm che per lui aveva chiesto 7 anni e due mesi di carcere per estorsione: Frank Di Maio. Sotto la lente del magistrato i tre tasselli che componevano il «metodo Corona»: vip, foto sconvenienti, ricatti per non farle uscire sui giornali. Solo che, in questo caso, Fabrizio non ha la parte dell'imputato. «Diciamo che sono una persona molto informata sui misfatti», gongola lui.

DE BORTOLIDE BORTOLI

«NON SONO UN PENTITO»
«In molti hanno scritto che mi sono presentato spontaneamente nell'ufficio di Di Maio. È una bugia messa in giro da chi vuole farmi passare per ciò che non sono: un pentito. Però non nego di essere felicissimo di aver fatto due chiacchiere con il magistrato. Perché questo processo, che potrebbe fare strage di agenzie fotografiche e giornalisti, dimostra che quella dei "ritiri" di immagini scottanti era una pratica seguita da molti, non un metodo criminale brevettato dal sottoscritto.

Alfonso SignoriniAlfonso Signorini

Con una differenza: io vendevo foto, e quindi facevo il mio lavoro sia se le piazzavo ai giornali sia quando le offrivo alle "vittime" per farle sparire. Al centro di questo nuovo casino giudiziario ci sono tante agenzie che lavoravano esattamente come me. Ma ci sono anche direttori di giornale, come per esempio Alfonso Signorini. Il loro lavoro imporrebbe un'alternativa secca: pubblicare o non pubblicare certe immagini. Invece c'è chi le trattiene, le usa per rafforzare il suo potere e fare un favore agli amici».

INTANTO IN PROCURA...
Mentre Corona inizia la sua «requisitoria», al quinto piano del Tribunale di Milano davanti all'ufficio numero 28 della Procura della Repubblica c'è ressa. Hanno già sfilato due noti paparazzi romani, Maurizio Sorge e Max Scarfone. È passata Carmen Masi, titolare dell'omonima agenzia fotografica. Ha deposto Massimiliano Fullin, imprenditore già coinvolto nella Vallettopoli potentina. Sono i primi quattro indagati di un'inchiesta che lievita di ora in ora. Sulla scrivania del pubblico ministero Di Maio ci sono una ventina di fascicoli: casi di «ritiri» di foto imbarazzanti scattate a personaggi del mondo dello spettacolo e della politica.

toffanin silvia 02toffanin silvia 02

Per molti di questi scoop, mai pubblicati, sono state pagate cifre astronomiche. Tra i reati in ballo: estorsione e ricettazione. Dalla Procura non filtra niente. Ma fonti attendibili indicano a Oggi la probabile sequenza delle indagini: per prime (e molto presto) verranno inquisite le agenzie fotografiche. Poi potrebbe toccare ai direttori di giornale. Il passo successivo, se ci sarà, punterà più in alto ancora, nel mondo della politica e del business. I tempi potrebbero essere brevi.

L'inchiesta non è «giovane»: è nata nel gennaio 2008, per caso, come costola di un'inchiesta su un giro di coca nella Milano bene. Per un paio d'anni ha avanzato a tentoni, «dormicchiato». Poco dopo Natale, l'accelerata. Proprio per «colpa» di Corona...

QUEL SERVIZIO DI LAPO
Corona, cosa c'entra lei con questa storia? Perché Di Maio l'ha chiamata?
«Per due ragioni. La prima: il 26 dicembre scorso intercetta una telefonata tra me e il fotografo Maurizio Sorge. Io sono in vacanza a Cortina con Belen, lui è furibondo. Mi grida: "Fabbrì, è uno scandalo. Signorini [direttore di Chi e Tv Sorrisi e Canzoni, ndr] ha ritirato le foto di Lapo". Poi mi dice quanto avrebbe scucito, Lapo, per quelle foto: 300 mila euro».

Simona VenturaSimona Ventura

Di che immagini si tratta?
«Sono foto scattate al Bois de Boulogne, il parco di Parigi. Ritraggono il solito soggetto e il solito vizio: Lapo che va a trans. Non ha mai smesso di andarci, è per questo che la cugina l'ha lasciato».

Chi ha scattato quelle foto?
«I paparazzi di un'agenzia francese, che poi le ha passate alla Unopress, il cui titolare, Tonino Di Filippo, è un grande amico di Signorini. E Signorini quelle immagini non le ha nemmeno fatte passare dal suo giornale. Le ha bloccate e ha avvisato Lapo della loro esistenza. Lo schema è semplice: Lapo paga, l'agenzia incassa, e anche Signorini ha il suo tornaconto: come minimo fa una gran figura con il piccolo Elkann, che poi magari gli concede un'intervista esclusiva. Uno schema ripetuto altre volte. Quasi un sistema. Il "metodo Corona", in confronto, è roba da educande».

Si rende conto della gravità di queste affermazioni? Ha le prove di quello che dice?
«Ce le ho, io. E ce le ha anche la procura. Usciranno al momento giusto».

Lapo Elkann e paparazzo Massimiliano Scarfone - Copyright PizziLapo Elkann e paparazzo Massimiliano Scarfone - Copyright Pizzi

Non ci ha detto la seconda ragione della visita al pubblico ministero Di Maio.
«A Di Maio era giunta voce che avessi scritto una lettera al Corriere della Sera. Voce fondata. Il 29 dicembre scorso ho mandato al direttore Ferruccio de Bortoli due pagine in cui raccontavo le avventure parigine di Lapo e il salvataggio di Signorini, uno dei più imponenti ritiri nella storia del giornalismo gossipparo italiano. E facevo una riflessione».

Quale?
«Mi chiedevo come mai il "testimone" Signorini, che nel processo a mio carico aveva detto di non conoscere e di non aver mai usato la pratica dei "ritiri", potesse usare il "metodo Corona" senza finire nel mirino della giustizia. E lo stesso vale per giornalisti e agenzie che hanno sostenuto la medesima versione. Mi chiedevo perché io sia stato sbattuto in carcere e condannato a quasi 4 anni di galera e loro vengano invece glorificati, godano di vantaggi e di potere, passeggino liberi e incensurati. Alla lettera, poi, allegavo l'offerta di un servizio fotografico: Lapo che va a trans a Milano, in Ferrari gialla. Sono scatti che hanno una storia interessante».

Belen RodriguezBelen Rodriguez

I DUBBI DEL "CORRIERE"
Il racconto di Corona è confermato. Il Corriere della Sera ha ricevuto la lettera il 30 dicembre scorso. A quella data ancora nulla era trapelato dell'inchiesta del pubblico ministero Di Maio.
Dal quotidiano di via Solferino, in ossequio alle regole del miglior giornalismo, hanno risposto che la lettera poteva essere pubblicata solo dopo aver dato la parola anche agli altri protagonisti della vicenda: Lapo Elkann e Alfonso Signorini. Oppure in presenza di un esposto alla Procura della Repubblica.
In pratica: solo se quella lettera fosse diventata una notizia verificabile e «dibattuta». Fabrizio rifiuta, il Corriere della Sera non pubblica.

IL RUOLO DI "CHI"
Corona, ci spieghi perché ci teneva tanto a far uscire questa storia.

«Quando Sorge mi ha parlato del ritiro delle foto di Lapo Elkann mi è sembrato di sognare. Avrei voluto lanciare un messaggio alla nazione a reti unificate. Scrivere una lettera al più importante quotidiano italiano era il minimo che potevo fare. Dopo tutte le menzogne che sono state dette sul mio conto, volevo che si sapesse come vanno davvero le cose».

Ce l'aveva con qualcuno?
«Certo che ce l'ho con qualcuno. Come faccio a non avercela con Lapo? Con una condanna a sette anni di galera che mi pendeva sulla testa, è venuto in tribunale a dire che avevo mercificato la sua tragedia. E l'agenzia che lo ha beccato a Parigi, allora? Quella non ha mercificato perlomeno la sua imprudenza? Lì però Lapo non ha fatto una piega. Zitto, zitto, ha scucito 300 mila euro e ha ritirato le foto».

Elisabetta GregoraciElisabetta Gregoraci

E come la mette con Alfonso Signorini?
«Non ce l'ho con Signorini, perché allo stesso modo si comportavano molti altri. Ma quello che lui ha detto in tribunale non sta né in cielo né in terra. Mai fatto un ritiro, ha detto. Ragazzi, che coraggio! E adesso il suo nome salta fuori per il video di Piero Marrazzo, poi sul caso Lapo e su tutta una serie di scoop pagati e fatti sparire dalla circolazione».

oggi_coronaoggi_corona

ALL'ATTACCO
Già, il caso Marrazzo è davvero esemplare. Il video dell'ex governatore del Lazio con una trans era stato rifiutato da alcuni giornali, tra i quali Oggi. Ma poi, il 5 ottobre, è stato portato a Chi. E Signorini, trattenendone una copia, ha cominciato a «gestirlo», telefonando a destra e a manca, prima di essere interrotto dall'intervento dei Ros dei carabinieri (tutto risulta a verbale dalle parole dei testimoni).

Corona è all'attacco, durissimo e determinatissimo. Ma Frank Di Maio procede coi piedi di piombo. Fonti del Palazzo di giustizia di Milano dicono che il peso e il ruolo di Signorini è ancora tutto da definire. Aggiungono, però, che è sicuramente rilevante per chiarire la dinamica dei fatti (Signorini, dal canto suo, ha dichiarato la sua «assoluta estraneità» e ha rivendicato «totale trasparenza e correttezza»).

Simona Ventura e Stefano BettariniSimona Ventura e Stefano Bettarini

LE VITTIME VIP
Su una ventina di scoop al vaglio del magistrato, pare che il direttore di Chi sia ben informato almeno su una buona metà.
Nei fascicoli di Di Maio, comparirebbero fra gli altri come possibili vittime di intrusioni nel privato: il vicepresidente del Milan Adriano Galliani; la signora Briatore, Elisabetta Gregoraci e Stefano Bettarini; la showgirl Simona Ventura; il tronista Francesco Arca; il ministro della Giustizia Angelino Alfano; il regista Leonardo Pieraccioni; il finanziere Stefano Ricucci; e anche la conduttrice di Verissimo e fidanzata di Pier Silvio Berlusconi, Silvia Toffanin, per la quale si parla addirittura di tre servizi.

cover_oggicover_oggi

Corona, tutti servizi passati sul tavolo di Signorini?
«Non mi meraviglierei. Signorini, attraverso il suo giornale, è quello che paga più di tutti e tutto passa sul suo tavolo. Il fotografo o l'agenzia che hanno uno scoop prima lo portano a lui. Al centro del sistema c'è lui e attorno a lui ruota tutto il gossip. E non è un semplice interesse editoriale. Oggi Signorini è il burattinaio del teatrino che forse più diverte e appassiona Berlusconi. Ed è questo il nocciolo della questione. Al centro della nuova Vallettopoli non ci sono ritiri ed estorsioni. C'è il gossip come mezzo di controllo della vita del Paese. Dalla politica all'economia, se hai in mano delle foto importanti puoi controllare tutto quello che vuoi».

IN TRIBUNA D'ONORE
Va giù pesante, Corona. Dopo l'assoluzione di Potenza, non le converrebbe concentrarsi sul processo d'appello, per cancellare anche la condanna in primo grado a 3 anni e 8 mesi?

«Non ce la faccio. È una questione di principio. So di essere innocente. Ma a questo punto sarei anche disposto ad andare in galera. Però come vicini di cella voglio i fotografi, i proprietari di agenzie e i giornalisti, che hanno partecipato al tiro al bersaglio su di me per coprire le loro magagne».

oggi_coronaoggi_corona oggi_coronaoggi_corona

Non teme di danneggiare la carriera televisiva della sua fidanzata Belen Rodriguez?
«Belen è un'artista affermata e una grande professionista. Non saranno le mie vicende a danneggiarla. Io vado avanti. Hanno cercato in tutti i modi di distruggermi. Non ce l'hanno fatta. Sono stato assolto a Potenza e lo sarò anche a Milano. Quel che ho sempre sostenuto adesso è sotto gli occhi di tutti. Lo spettacolo è appena cominciato e intendo godermelo fino in fondo. Ho un posto in tribuna d'onore e faccio il tifo per Frank Di Maio».

 

 

 
[26-01-2010]