DAGO GAMES BY FEDERICO ERCOLE - CON “STARLINK” DI UBISOFT, APPENA USCITO PER PLAYSTATION 4, XBOX ONE E SWITCH, IL BAMBINO DEL NUOVO MILLENNIO ENTRA IN UN’EPOPEA SPAZIALE DA VIVERE VIRTUALMENTE CONNETTENDO AL CONTROLLER MERAVIGLIANTI ASTRONAVI ALLE QUALI SI POSSONO APPLICARE POTENZIAMENTI MARZIALI - VIDEO

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Federico Ercole per Dagospia

 

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Giocando si impara a volare tra le galassie di pixel dai tempi delle sale giochi, o almeno quella generazione che ne usufruì qualche decennio addietro. Ce n’erano ovunque di sale giochi, anche nel paesello più remoto e, quando mancavano, in quell’unico bar si ergeva invitante un cabinato “arcade”. In italia oggi sono quasi del tutto estinte, da pochi anni sostituite da pseudo-casinò pullulanti di slot-machine e disperati sognatori di ricchezza fortuita.

 

Noi che fummo bambini in quel periodo, cresciuti con le imprese di Luke Skywalker, proiettammo il nostro desiderio di volo astrale in quei classici dell’astronave elettronica come Vanguard o Xevious, oppure assemblando navicelle di Lego per farle sfrecciare nell’universo domestico esploso nel big bang della nostra fantasia.

 

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Con Starlink di Ubisoft, appena uscito per Playstation 4, XBox One e Switch, il bambino del nuovo millennio e quello ancora all’interno dell’adulto che tuttora sogna di viaggiare laddove nessun uomo è mai giunto prima, l’attività del videogioco e quella immaginativa legata al giocattolo si coniuga in un matrimonio ludico che può risultare irresistibile.

 

Ubisoft, innestandosi sulla scia dei cosiddetti “toys-to-life”, modellini veri progettati per essere controllati all’interno di un videogioco come i mostruosi ma affascinanti Skylanders, crea con Starlink un’epopea spaziale da vivere virtualmente connettendo al controller meraviglianti astronavi alle quali si possono applicare potenziamenti marziali; tuttavia è facile che un bambino, dopo avere pilotato nell’ambito del videogame, stacchi il bolide astrale per portarselo in cameretta e proseguire le avventure con la sua immaginazione.

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Una buona cosa, anche se il geloso animo “geek” del padre o della madre possono temere per l’incolumità del bell’oggetto. Non siate come il genitore di Lego the Movie, lasciate che la vostra prole giochi con la navicella di Ubisoft, d’altronde è un giocattolo e se vivessimo nel mondo di Toy Story sarebbe più contento così che tornando al sicuro nella sua scatola. 

 

SISTEMA STELLARE ATLAS

In un lontano futuro la grande astronave della Missione Starlink per l’esplorazione dello spazio profondo giunge nei pressi della galassia di Atlas ma subisce l’attacco degli egemonici cattivi di turno, che oltre a danneggiare gravemente la nave rapiscono il geniale astrofisico Victor St. Grand.

 

Nei panni futuribili di uno dei personaggi del gioco (ce ne sono molteplici) ci ritroviamo dunque sulla superficie desertica di un pianeta ostile, ossario di defunte creature colossali. Questo primo pianeta funge da luogo di apprendimento per le dinamiche di base del gioco e vi impariamo a pilotare il nostro caccia per azioni di superficie, per i primi combattimenti e per le prime elementari interazione con gli abitanti non aggressivi di Atlas.

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Solo dopo questo preludio potremo lasciare la superficie per innalzarci oltre l’atmosfera e il videogame inizia davvero, spalancandosi con le sue innumerevoli possibilità e ambientazioni. Pilotare risulta un’attività gratificante grazie ad un sistema di controllo immediato e così bombardare o mitragliare con missili glaciali creature minacciose. Possiamo inoltre immagazzinare risorse e scansionare la fauna locale dei sette pianeti che compongono il sistema di Atlas.

 

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Non siamo così lontani dalle meccaniche di un gioco di ruolo d’azione, sebbene queste siano semplificate. Alla lunga il gioco può risultare vagamente ripetitivo, tuttavia è appunto con la nostra immaginazione che possiamo elaborare la noia sorgente e trasformare Starlink in qualcosa che va oltre il videogioco, magari giocando assieme ai più piccoli una volta spenta la televisione, inventandosi nuove storie con i modellini. 

 

GIOCO COSTOSO?

Nel kit di base di Starlink sono contenute un’astronave, due personaggi e due armi da connettere alle ali. Il gioco si può terminare anche così, senza l’acquisto di ulteriori espansioni, sebbene con queste risulterebbe più semplice. I modellini delle altre navicelle, delle armi e dei personaggi sono venduti a parte e non sono economici, sebbene di fattura così pregevole e accattivante da considerarsi “pericolosa” per il collezionista.

 

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Si può risparmiare qualcosa acquistando la versione digitale delle suddette espansioni, ma non c’è una reale soddisfazione e la spesa è ridotta in maniera minimale.  Quindi se desiderate ampliare la scuderia delle vostre navi e possedere tutte le armi e i piloti è consigliabile acquistarli fisicamente, almeno così vi resteranno gli oggetti, giocattoli di indubbio fascino.

 

Se si desidera possedere tutta la collezione Starlink l’investimento risulta oneroso, ma non più di quello sostenuto per acquistare altre tipologie di balocchi, dipende da quanto vi piacerà il gioco, dal vostro tasso di “nerd-feticismo” o da quanto siate abili a dire di no ai bambini. Un’ultima ma importante informazione: se intendete acquistare il gioco è necessaria, nella fase iniziale, una connessione a internet per scaricare un aggiornamento di 6 Giga, altrimenti resterete bloccati nel pianeta iniziale.

 

STARFOX

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Sebbene le versioni per Xbox e Playstation risultino migliori, ma non troppo, da guardare grazie alla maggiore potenza delle console, quella per  Switch è assai più appetibile, perché in essa fa la sua importante e determinante comparsa un’icona stellare di Nintendo, ovvero il volpino antropomorfo Fox McCloud, protagonista della leggendaria serie Starfox. Non si tratta solo di un gustoso cameo, perché questo bestiale pilota vivrà una storia parallela alle vicende principali, incastrata con virtuosismo narrativo per essere godibile e appassionante. Inoltre il carisma di Fox e la bellezza longilinea della sua astronave superano quelle degli altri mezzi e personaggi, aggiungendo un valore notevole alla versione per Switch.

 

FUTURO

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Ubisoft è riuscita a rivitalizzare il genere dei “video-giocattoli” dopo la triste estinzione nel tedio degli Skylanders di Activision e di Disney Infinity, sebbene sia possibile che quei pupazzetti di plastica siano sopravvissuti ai loro videogiochi e godano di buona salute nelle camerette di milioni di bambini. Tuttavia quello di Starlink è un universo che si deve espandere, che non deve restare un esperimento e continuare a evolvere il proprio immaginario, arricchendosi di mondi e di pianeti.

 

Altrimenti è probabile che tra qualche mese le astronavi e i loro piloti saranno destinati a prendere polvere, oppure a volare ipercinetiche nei sogni cosmici di un bimbo, lontane dallo spazio virtuale per le quali sono state inventate. Ma questo non è un fato così brutto e, forse, per questi bellissimi giocattoli è il migliore possibile.

 

 

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