1 - GLI INVITI A REPUBBLICA PER "PORTA A PORTA"
Lettera di Bruno Vespa a "la Repubblica" - Caro Direttore, sono molto sorpreso nel leggere nel tuo editoriale di ieri che «si contano sulle dita della mano di un mutilato» le trasmissioni che invitano giornalisti di Repubblica , «mentre il giornalismo di destra vive praticamente incollato alle poltrone di Porta a porta e ad altri divani di Stato». Sai bene infatti che da molti anni è Porta a porta ad essere discriminata dai giornalisti di Repubblica che rifiutano regolarmente i nostri inviti, salvo rarissime eccezioni.
Il direttore di Repubblica Ezio Mauro
Non trovo elegante citare nomi e circostanze in cui colleghi di Repubblica disponibili sono stati fermati all'ultimo momento dalla casa editrice, né le occasioni in cui intervenendo nella loro qualità di scrittori raccomandano di non citare la testata per cui lavorano. Alcuni leader politici della sinistra sono rimasti molto imbarazzati quando abbiamo dovuto spiegare le ragioni per cui il tuo giornale non era presente. Se l'atteggiamento di Repubblica è cambiato, ne sono lietissimo e sarà facile verificarlo appena torneremo in onda.
BRUNO VESPA
Risposta di Ezio Mauro - Ribadisco: gli inviti alle trasmissioni Rai si contano per noi sulle dita di una mano di un mutilato. E dalle telefonate di Berlusconi, persino Vespa può capire perché.
2 - I DATI SULLA "VERA" VENDITA DEI GIORNALI SONO A PALAZZO CHIGI. NE VEDREMO DELLE BELLE...
Il Cruscaio per "Italia Oggi" - Trema il mondo dell'editoria: a Palazzo Chigi hanno finalmente in mano i «veri» dati di vendita dei giornali italiani. Dati che, con tutta probabilità, si differenzieranno non poco da quelli ufficialmente dichiarati dagli editori. E siccome tutto ciò servirà per il calcolo dei soldi da erogare, ne vedremo sicuramente delle belle.
Delitto Calabresi
3 - PANSA METTE GRAMELLINI SULLA GRATICOLA...
Da "Italia Oggi" - A Giampaolo Pansa non è andata giù l'intervista che il vicedirettore de La Stampa Massimo Gramellini ha fatto a Giorgio Bocca in occasione dell'uscita del suo ultimo libro. Ecco che cosa ha scritto Pansa su Libero.
...C'è un fatto, invece, che mi ha lasciato sconcertato. La Stampa ha pubblicato nelle pagine culturali una sterminata intervista a Giorgio Bocca, il decano del giornalismo italico, un collega che in agosto compirà novant'anni. Ho polemizzato con lui troppe volte e mi sono stancato di farlo. Ma nelle mie scarpe ho un sassolino che non riguarda l'Uomo di Cuneo, bensì il suo intervistatore: Massimo Gramellini.
MARIO CALABRESI - copyright Pizzi
Gramellini è il numero uno dei vicedirettori de La Stampa, il più presente sul giornale. Quando il commissario è stato ucciso, aveva appena 11 anni. Ma essendo un uomo colto, che sa di storia, non credo ignori quanto accadde prima di quel delitto. E saprà pure che Bocca era uno degli 800 firmaioli di quel tragico manifesto.
Massimo Gramellini
Bene, in quell'intervista il corrosivo Gramellini ha fatto a Bocca la bellezza di 32 domande sull'universo mondo. Ma ha dimenticato la numero 33: «Perché, o venerato maestro, ha firmato quella robaccia schifosa?». Può succedere, sia chiaro. Non tutti hanno la stoffa da giapponesi nella giungla. Del resto, chi se ne frega? Il passato è passato, lo dice la parola stessa.
Giorgio Bocca
Per chiuderla qui, avrei anch'io un domanda. Fa così: Mario Calabresi ha rimproverato il suo vice per quella dimenticanza? Poi rifletto e mi dico: che importanza ha saperlo? I tempi cambiano e i direttori pure. Quelli di una volta ti staccavano le orecchie se toppavi un dettaglio rilevante. Ma forse viviamo meglio oggi. Siamo tutti più gentili, più umani, più disposti a far finta di niente.