Da "Il Sole 24 Ore"
montezemolo1 - Treni strettamente non sorvegliati...
La liberalizzazione ferroviaria delle merci ha portato e porterà in Europa enormi benefici nell'efficienza e nello sviluppo dei servizi di trasporto. L'obiettivo non è solo quello di ridurre i costi per le imprese e rendere più competitivi i prodotti europei, ma anche quello -largamente condiviso- di spostare carichi dalla gomma più inquinante alla rotaia più ecologica.
La strage ferroviaria di Viareggio ha chiarito, però, che questa Europa del binario, ancora fragile, ancora vulnerabile, ha bisogno di regole, procedure, autorizzazioni, certificati uguali in ogni paese per evitare pesi e misure diverse nell'ambito della concorrenza, ma anche della sicurezza. Sbaglia chi dice pretestuosamente che bisognerebbe gettare il bambino con l'acqua sporca. Occorre, viceversa, rafforzare il processo di unificazione dei mercati europei, insediando o potenziando controllori che rispondano a una sola logica e una sola regola. Anche da Bruxelles potrebbe venire un segnale chiaro e univoco che la strada da prendere è questa.
CORRADO PASSERA - copyright Pizzi2 - L'America studia l'Italia chiacchiera...
Io faccio un think tank, tu fai un think tank, egli, ella, esso fanno un think tank. Dopo happy hour, brunch e con poca fortuna loft - l'Italia scopre un nuovo anglismo, il pensatoio, l'istituto di ricerca, gruppo di lavoro per promuovere idee e temi. Ne nascono bipartisan, apolitici, trasversali, meticci, a pois, austeri e simpatici, liberisti e statalisti, senza capo, con il capo, senza capo né coda, gerontocratici, giovanilisti, sesquipedali e postmoderni. C'è solo da scegliere. Fare ironia è facile, perché nella foga di copiare gli Usa, dove l'austero Council on Foreign Relations, il dinamico Carnegie Endowment, l'onnisciente Brookings, il conservatore Cato, il progressista Ips, guidano la rotta dei partiti si scorda che nella nostra II repubblica le idee contano zero.
Disprezzate a destra come a sinistra, tra propaganda, leaderismo e volgare contumelia. Bene dunque se, con un colpo d'ala, i think tank diventassero davvero serbatoi di pensiero. Libri, dibattiti, online, serietà. Molto studio, niente chiasso. Ce la faranno i think tank nostrani a essere così diversi dalla politica che vorrebbero ispirare? Vedremo.
ANDREA ROMANo
3 - Chi ha ucciso le staminali?...
Sembra un giallo per l'estate. Una commissione ministeriale stila un bando per i finanziamenti alla ricerca sulle staminali, senza divieti relativi a particolari filoni, proprio come si fa nei paesi in cui la scienza è libera e non è soggetta a preventivi controlli politici. Anche la ricerca sulle embrionali - che è legale in Italia, sia pure ipocritamente limitata alle linee cellulari importate dall'estero - dunque doveva rientrare nei finanziamenti.
Invece la stesura finale del testo la esclude. E qui comincia il giallo, la cui prima puntata la potete assaporare su Nature, che dà notizia del ricorso presentato da tre ricercatrici, Elisabetta Cerbai, Elena Cattaneo e Silvia Garagna, tramite l'avvocato Vittorio Angiolini, già legale della famiglia Englaro.
Chi ha aggiunto quel divieto? Il viceministro Fazio, che ha emanato il bando, dice che deriva da una richiesta della Conferenza stato-regioni. Da lì però arriva una secca smentita, mentre su Nature si legge che è probabile che l'aggiunta sia frutto di compromessi avvenuti «ad alto livello politico». Aprendo, forse, inquietanti scenari alla Dan Brown.