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Fallaci Oriana1 - TECLA È VIVA, MA NON NEL ROMANZO...
Si intitola "Assassinio in libreria", di Lello Currado, il romanzo che inaugura la nuova collana Marcosultra della Marcos y Marcos. L'autore immagina l'assassinio di Tecla Dozio, titolare (viva e vegeta) della Sherlockiana di Milano, libreria che da poco ha chiuso. Esperta di gialli, Dozio ha abbozzato, anche perché a condurre le indagini nel romanzo sono alcuni noti scrittori, fra i quali Andrea Camilleri.
2 - GROSSO GUAIO AL CAMPO SCOUT...
C'è una prima volta anche per i boy scout. Gli scrittori di polizieschi non avevano ancora pensato di ambientare un romanzo fra i giovani esploratori, con tanto di mistero, indagini e soluzione del giallo. L'idea l'ha avuta una mamma autrice di libri per ragazzi, Paola Dalmasso, che avendo ascoltato il racconto dei figli impegnati in un gruppo ha scritto "Delitto al campo scout" (Piemme). Un giovane scompare, due amici indagano...
3 - FALLACI? E CHI ERA?
Quanti giornalisti non amano Oriana Fallaci? La risposta è nel libro di Mariano Sabatini "Ci metto la firma. La gavetta dei giornalisti famosi" (Aliberti editore, dal 30 aprile in libreria), interessante miniera di aneddoti e vanità, nelle 60 interviste che l'autore ha condotto con colleghi.
Una delle domande era questa: «Al giornalismo ha dato di più Truman Capote od Oriana Fallaci?». Ecco qualche risposta. Lina Sotis: «Preferisco l'ironia (quindi Capote, ndr) al fanatismo». Claudio Sabelli Fioretti: «Oriana Fallaci non ha dato niente al giornalismo». Edmondo Berselli: «Aveva una psicologia selvaggia secondo cui al mondo esisteva soltanto una persona superiore a Oriana: la Fallaci».
Lina Sotis
4 - OREGLIO FRA BANCHE E VELENI...
Cimentarsi nelle massime, come fa Flavio Oreglio, è un'arte non comune, soprattutto se lo scopo è far ridere. Tipo: «Noi italiani pensiamo solo a tre cose, alle donne, al calcio, e a come il calcio sia pieno di donne». Per inventare battute efficaci ci vuole capacità di sintesi, buona scrittura e soprattutto una vocazione all'ironia capace di non superare i limiti del buon gusto: «L'ideale di libertà è come un perizoma: se lo porta avanti la persona sbagliata, la gente ne rimane disgustata».
L'abilità di chi scrive, poi, consiste anche nell'affrontare temi a tutto campo: dalle banche alla politica (senza cedere troppo al qualunquismo), alla polemica di costume. Oreglio, il poeta catartico reso celebre da Zelig, è un umorista irriverente, ma con gusto. Lo dimostra il nuovo volume "All'appello mancano anche i presenti" (Bompiani) in libreria il 13 maggio, nel quale il musicista e autore di cabaret fa sfoggio del suo talento. Le banche: «In banca stare seduto è già un servizio reso al cliente».
E ancora: «In banca è difficile distinguere il buono dal cattivo, perché perfino l'etica è a tasso variabile». I politici: «Dietro un operaio c'è sempre una persona con i suoi problemi. Lo stesso vale per un politico, solo che la persona con i problemi è di fronte». Difetti nazionali: «Il bello dell'Italia è che ha un piano di emergenza per qualsiasi situazione, ma neanche uno per non giungere all'emergenza».
Una perla di saggezza: «Nella vita l'importante è guardare avanti, mai indietro. Non so se sia una verità assoluta, ma è un buon modo per evitare i pali in faccia».