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GERMANIA, ANNO ZERO: UNA FICTION FA PIÙ ASCOLTI DEL VENTENNALE DEL MURO – MA CHE NOIA I GIORNALISTI AUTO-SBRODOLANTI NEI TALK SHOW – CHE LA BOLOGNINA DI OCCHIETTIANA MEMORIA DIVENTI UN CENTRO ESTETICO, È UN FATTO AD ALTA DENSITÀ SIMBOLICA…

1 - IL CONTADINO BATTE IL MURO...
Edmondo Berseli per "la Repubblica"

Dunque Rossana Rossanda ha spiegato che il manifesto ha fatto una robina elegante glissando con una bella capriola, et voilà, sul ventennale della caduta del Muro di Berlino. D´altra parte non è che neppure i tedeschi si siano scalmanati: con le celebrazioni berlinesi, le reti televisive pubbliche hanno fatto ascolti mediocri, rivolti soprattutto alle fasce anziane di spettatori.

Rossana RossandaRossana Rossanda

I giovani sono rimasti indifferenti, forse infastiditi dalla quantità di programmi ripetitivi e dalla noia fisiologica del detto e ripetuto. Sempre le solite immagini di quel tale che picconava. Invece in Germania è andato benissimo, in esatta contemporanea sulla rete commerciale, il format "Bauer sucht Frau", ossia "Contadino cerca donna": che forse offre l´idea di un paese meno murale e più rurale, ancora animato da sani appetiti alla bavarese fra stalle e mucche e aromi e signore procaci.

Ma poi va tutto bene anche sul piano dei contenuti scientifici e materialistico-dialettici. Come si diceva una volta? La terra ai contadini. Adesso siamo a "la donna al contadino", ma forse il passaggio dal Mauer al Bauer, dal muro al sano bifolco, non dispiacerà del tutto alla pur raffinata Rossanda.

2 - I GIORNALISTI? FUORI DAI TALK SHOW...
Aldo Grasso per "il Corriere della Sera"

giovani sul muro di berlinogiovani sul muro di berlino

Per il bene della tv, del giornalismo e dell'audience vorrei proporre una moratoria o, quanto meno, un razionamento della partecipazione dei giornalisti ai talk show. Perché sono (siamo) autoreferenziali, parlano solo di sé e del proprio lavoro (dimenticando spesso di farlo), soprattutto perché annoiano. Prendiamo per esempio la serata di venerdì e facciamo un giro di talk.

L'intervista più bella e intensa è stata quella che Daria Bignardi ha fatto a Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, il ragazzo arrestato per 20 grammi di hashish e forse morto per «violenza, superficialità e sottovalutazione» all'ospedale di Pertini di Roma (Raidue, «L'era glaciale »). Non solo abbiamo conosciuto una persona di grande spessore ma abbiamo capito qualcosa di più dell'inquietante vicenda.

Edmondo BerselliEdmondo Berselli

La più brutta? C'è da scegliere tra l'intervista (triste e vagamente rancorosa) che Antonello Piroso ha fatto a Clemente J. Mimun e il minidibattito che lo stesso conduttore ha allestito con Giulietto Chiesa, Claudio Velardi, Parenzo il piccolo e Massimo Teodori. A dire il vero, nella gara al peggio o al cazzeggio, ci sarebbe anche l'incontro tra la Bignardi ed Emilio Fede. Meglio le «balle spaziali» di «Mistero» con Enrico Ruggeri.

Ma perché i giornalisti annoiano? Mettete quattro giornalisti assieme, al bar, al ristorante o in un salotto e inevitabilmente finiranno per parlare del loro lavoro; invece di farci conoscere il mondo, discutono del loro mondo. Tendenzialmente sono (siamo) egoriferiti, mettono cioè se stessi al centro dell'universo, ideologici, vanitosi, monotoni. Ultimamente hanno imparato a urlare, a darsi sulla voce, a fare scenate per meritare il gettone di presenza e uno straccio di popolarità. Il teatrino di «Niente di personale» è quanto di più personale ci sia: utile al conduttore per accreditarsi nel mondo mediatico ma quasi irrilevante a fini conoscitivi.

rif61 daria bignardirif61 daria bignardi

3 - LO SFRATTO DELLA PRIMA REPUBBLICA...
Filippo Ceccarelli per "la Repubblica"

ANTONELLO PIROSOANTONELLO PIROSO

L' imminente trasfigurazione della sala della Bolognina in un centro estetico, di cui ha qui dato conto Marco Marozzi, si impone come un fatto ad alta densità simbolica. Che il luogo fisico dove vent'anni orsono Achille Occhetto dichiarò conclusa l' esperienza del comunismo italiano sia destinato alla centralità del corpo, alla sua grazia e alla sua salute, dice parecchio sui cambiamenti della società. Ma la mutazione d' uso di tanti altri posti del passato trova una sua coerenza, e basti considerare che le case del popolo in cui è venuto ad abitare il signor Bingo.

A Botteghe Oscure, d'altra parte, certificano bilanci di grandi aziende, così come le Frattocchie dovrebbero identificarsi in un ridente complesso residenziale. Né sono solo faccende ex comuniste. A piazza del Gesù, già casa di Domenico Modugno e della Dc, è tornata in gran parte l' università, mentre il palazzone di piazza Sturzo, alle cui fondamenta Fanfani volle porre frammenti della scogliera della Verna dove San Francesco ebbe le stimmate, ospita un certo numero di uffici tra cui Assitalia, un' agenzia di recupero crediti e un call-center. Sunt lacrimae rerum: e davvero toccano il cuore e la mente di quella che un tempo ormai lontano fu la Prima Repubblica.

 

 
[17-11-2009]