GLI ITALIANI SPENDONO IN CULTURA. NON CI HANNO DETTO UN CACCHIO E HANNO EMESSO I BARICCO-BOND? - BARICCO ALLA RAI? E PERCHÉ NO? COSÌ NON SCRIVE PIÙ – COSTANZO FA LA PREDICA A MIKE? MANCA SOLO CHE A INSEGNARE LA FEDELTÀ INTERVENGA LIZ TAYLOR.…
1 - SORPRESA! GLI ITALIANI SPENDONO IN CULTURA. NON CI HANNO DETTO UN CACCHIO E HANNO EMESSO I BARICCO-BOND?
Andrea Marcenaro per "Il Foglio"
Alessandro BariccoApprendiamo da Repubblica, grazie a un'accurata inchiesta di Anais Ginori, come in tempi di crisi si stia estendendo la cultura. O, per dirla un po' meno pomposa, che gli italiani ci spendono di più. A febbraio sono aumentate del 31 per cento le visite ai musei, il 45 per cento in più ha messo piede agli Uffizi, il 70 per cento in più alla Reggia di Caserta, sono raddoppiati gli ingressi alla Pinacoteca di Brera e non è finita qui. La gente va di più ai concerti, affolla i teatri, acquista opere d'arte più di prima e, quel che maggiormente conta, stiamo assistendo a un vero e proprio boom delle vendite di libri. Quando l'orizzonte si fa scuro, ne conclude Repubblica, la cultura e la bellezza diventano un rifugio. Ma niente Titanic, pare. Ehilà, vuoi vedere che non ci hanno detto un cacchio e hanno emesso i Baricco-bond?
2 - BARICCO ALLA RAI? E PERCHÉ NO? COSÌ NON SCRIVE PIÙ...
Luca Mastrantonio per "Il Riformista"
Dopo il no meditato di Ferruccio De Bortoli, oltre il limbo post-operatorio di Sergio Zavoli, spunta fuori l'ipotesi Alessandro Baricco alla presidente della Rai. La proposta nasce dal basso, come si dice e a volte si vuole far credere: da Giulio Mozzi, editore indipendente - amico di Fandango - che su Facebook ha aperto un gruppo pro-Baricco, «un intellettuale di fama nazionale e internazionale; i suoi libri sono molto amati, ha lavorato con successo nel e per il teatro e il cinema, ha notevoli competenze musicali, ha curato uno dei programmi televisivi culturali più belli e seguiti. Perché non chiamarlo alla presidenza della Rai?».
Noi qualche perché ce l'avremmo, dall'arroganza che non gli permette di dialogare consapevolmente con i suoi interlocutori, alla confusione in alcuni interventi "pubblici", come quello sugli aiuti di Stato alla cultura. Ma, se intellettuale deve essere, come fu per Enzo Siciliano e Walter Pedullà, che sia un intellettuale immerso nella contemporaneità e a suo agio con il mezzo televisivo, e dotato di qualità imprenditoriali. Requisiti cui corrisponde il profilo di Baricco, che in tv ha fatto ottime cose e ha trasformato la scuola Holden nella Luiss della scrittura.
Fabio Fazio
Certo sarebbe una rivincita paradossale per Walter Veltroni, vedere il suo scrittore-icona sulla poltrona che voleva per Zavoli, dopo essersi riposizionato, su Repubblica, comunque con più eleganza - o destrezza - di Fabio Fazio post-Walter. C'è poi un vantaggio indiretto, come suggerisce Valentina Pigmei, in un commento: «Ma con quale coraggio uno potrebbe accettare di finire in un tale groviglio politico? Come potrebbe Baricco continuare a scrivere romanzi? I suoi fan dovranno mettersi il cuore in pace. Ma il sacrificio vale la candela: la tv - e la politica - hanno bisogno di gente intelligente, giovane e coraggiosa». Per quanto ci riguarda, siamo disposti a metterci il cuore in pace.
3 - BONGIORNO & BUONACAMICIA...
Marco Travaglio per "l'Unità"
Maurizio Costanzo (tessera P2 1819) ce l'ha con Mike Bongiorno perché ha tradito Mediaset facendo uno spot su Sky per il prossimo show di Fiorello. Così lo attacca su "Sorrisi e Canzoni", rotocalco che si occupa di tv, dunque anche dei programmi di Costanzo e famiglia, edito dalla Mondadori di Berlusconi (tessera P2 1816).
«Nei rapporti interpersonali - scrive Buonacamicia - sembra che siano saltati i codici della lealtà, dell'onestà e dell'amore... Mike Bongiorno, malgrado una longeva frequentazione dei canali Mediaset, pubblicizza Fiorello e sembra impiparsene degli antichi rapporti». Naturalmente ciascuno può pensare quel che crede del presunto tradimento di Mike, peraltro da tempo emarginato dal Biscione. Quel che diverte è il pulpito del fervorino: Costanzo.
Maurizio Costanzo
Che lavora contemporaneamente per Canale5 ("Costanzo Show") e per la Rai (rubrica in radio a mezzanotte), che nel 2001 fu consulente de La7 appena passata a Tronchetti Provera, e che due anni fa si fece un giro pure a Sky con un programma dal titolo "Stella" dal sottotitolo autobiografico "Siete pronti a cambiare?".
Intanto è riuscito a fare consulenze per Telecom (7 milioni di euro, un'inezia), per le Ferrovie dello Stato, per il ministro Gentiloni e per innumerevoli enti locali di destra e sinistra, a curare l'immagine di politici di destra e sinistra (compresa Irene Pivetti), a dirigere una dozzina di teatri, a curare rubriche su Messaggero, Panorama, Libero, Riformista e Sorrisi e canzoni, a insegnare in varie università. Ora manca solo che, a insegnare la fedeltà a Mike, intervenga Liz Taylor.







