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IL COMPAGNO GARIMBA ENNESIMA VITTIMA DEL CODICE DI LARGO FOCHETTI - PISANU A SETTIMANALI UNIFICATI. FARINA PELA SANTORO COME UNA BETULLA - AL GIORNALE DI PAOLINO BERLUSCHINO SANNO GIÀ IL NOME DI TUTTI I PROSSIMI DIRETTORI.

monnezza garimberti monnezza garimberti

A cura di Massimo Riserbo e Falbalà

CHAPEAU Pisanu Uno e Bino. "Attenti ai mafiosi della porta accanto". Beppe Pisanu lancia l'allarme antimafia sull'Abruzzo e sull'Italia intera in una bella intervista a Giacomo Amadori di Panorama (p.73). Poi apri l'Espresso e lo ritrovi che si fa intervistare anche dal settimanale "concorrente", dove invece dà "un altolà alla Lega" (p.60). Pagine rimediate dal genio sardo su Panorama: due. Sull'Espresso: tre. Totale copertura Pisanu a settimanali unificati: cinque. Un mito intramontabile.

PAOLO GARIMBERTIPAOLO GARIMBERTI

AVVISI AI NAVIGATI Com'è, come non è, il Giornale della Sacra Famiglia conosce in anticipo le nomine Rai, anche senza leggere Dagospia: Mimun verso il Tg1, Orfeo a un passo dal Tg2, "Belpietro potrebbe diventare direttore del Tg5 e Minzolini sostituirlo a Panorama" (p.14). Sul simpatico sor Augusto, che ogni tanto se la prende con questa rassegna, ecco che scrive il Giornale: "Nessun mistero che la firma del quotidiano di Torino piaccia parecchio anche al premier". Ben detto: nessun mistero.

Poi si passa alla carta stampata, anch'essa provincia di Arcore, e vai con i consigli per gli acquisti: Giulio Anselmi via dalla Stampa per andare all'Ansa a fare "il presidente della più grande agenzia italiana" (e ‘sti cavoli!) e a Torino ci si manda Mario Calabresi, di Repubblica, ma pur sempre "figlio del commissario assassinato nel '72" (ma da chi sia stato assassinato il povero Calabresi non ce lo dicono mai: non sta bene).

Dalla dura realtà alla dolce fiction. "Dai film di Mediaset a Raifiction. Rossella telecomanda la prima serata. L'ex direttore di tg1 e tg5, fidatissimo di Berlusconi, verso la tv di Stato: erediterà la macchina costruita da Saccà" (Repubblica, p.4). Antonio Dipollina riporta "un'indiscrezione che gira da tempo" e racconta "un dilemma: fare o no vera concorrenza al Biscione?". Agli spettatori Raiset l'ardua risposta.

BEPPE PISANU - Copyright PizziBEPPE PISANU - Copyright Pizzi

Intanto, mentre Re Silvio fa le nomine, è bellissimo sapere che in Rai c'è un "comitato etico che indaga su Report" (Corriere, p.11) e che i giornali e i giornalisti italiani sono tutti solidali con Milena Gabanelli e la sua redazione che hanno osato infastidire Giulietto Tremendino Tremonti.

Intanto, mentre Re Silvio fa le nomine e il Comitato Etico indaga, Aldo Grasso preferisce continuare a occuparsi di Santoro ("La rivendicazione del tribuno", Corriere p.1) perché in fondo un ministro dell'Economia che vuol far sgridare un giornalista dalla sua azienda non è una faccenda interessante.

Molto più interessare conoscere dalla Stampa l'ennesimo sedicente"retroscena": "Alle 21, il presidente della Rai si è messo davanti al suo televisore con un filo d'ansia nel cuore" (p.11). Compagno Garimba, che tocca fare per uno stipendio da presidente. Ma il vero retroscena ce l'hanno quei ragazzacci di Libero: "A Repubblica, amici in imbarazzo" (p.3). Pare che Garimberti smentisca una sua frase "anti-Masi" riportata dai suoi ex colleghi. Che nemesi meravigliosa, Garimberti vittima del Codice di Largo Fochetti!

E che tocca fare per poter tornare sul luogo del delitto e rimettere le cose a posto. Ma proprio tutte e proprio bene a posto. Il nuovo vecchio Corriere del nuovo vecchio direttore Flebuccio de Bortoli pubblica "gli elogi dall'estero" per come Berlusconi e Bertolaso hanno gestito il terremoto (p.9)

MINZOLINIMINZOLINI

LA REPUBBLICA DEL LINGOTTO (perché alla Fiat non serve più un giornale di proprietà). "Fiat, boom di vendite, più 14 per cento in Europa", Repubblica esulta fin dalla prima pagina. Poi ne apparecchia un altro paio in primo sfoglio (p.10-11) e ci racconta che "Piccolo è bello, ora l'America scopre il modello Marchionne".

LA BELLA POLITICA "Arrivano i "figli dell'Ulivo". Convention dei giovani pd: "Autonomi da chiese e sindacati". Questi "figli" che fanno sognare Repubblica (p.17) sono organizzati da Luca Sofri (figlio anche lui, come Mario Calabresi), Giuseppe Civati, Paola Concia e Ivan Scalfarotto. Sandro Gozi, il giovane deputato sanmarinese di Prodi, "ricorda il Labour inglese, i socialisti spagnoli, i democratici americani o quanto accade ai socialdemocratici tedeschi e svedesi". Ricorda o sogna?

Di Pietro presenta le sue sette dame per le Europee, ma il Giornale del Partitone Uno non fa sconti e in una sola pagina gli rifila un bel titolaccio ("Le facce nuove di Di Pietro? Una carica di riciclati"), un pezzo su Luigi Ferrante "candidato guru e seguace di Sai Baba" e una bella intervista a certa Anna Maria Panarello che parla male del suo ex amico Antonio. Tutto a pagina 11 e ciò che più terrorizza è la maschera della signora Panarello.

Renato Farina - Foto PizziRenato Farina - Foto Pizzi

MA FACCE RIDE! In prima pagina su Libero, un collega di chiara fama impartisce una dura lezione al cattivo giornalista Santoro. Si chiama Renato Farina, alias "agente Betulla", e tutto sommato non sfigura neppure in Parlamento. Oppure in un Comitato Etico.

DISECONOMY "E i banchieri vanno sul web. Con il sito". Il Corriere delle banche, con qualche giorno di ritardo su Dagospia e "Mf", scopre la homepage di Cesare Geronzi (www.cesaregeronzi.it). Riesce a farci su un pezzo con titolo al plurale, anche se solo il Sor Cesare risulta per ora online, e senza la minima ironia. E dire che se andate sul sito, cominciare dall'autobiografia, il divertimento non manca. Peccato, perché nel suo mitico discorso di investitura, don Flebuccio era stato chiaro: "Notizie, notizie, notizie. Verificare, verificare, verificare". E anche un po' copiare, ma senza ridere come si fa a scuola. A proposito, che abbiano tagliato il rating a Unicredit, sul Corriere vale un colonnino scialbo e anonimo (trovatevelo da soli, se siete capaci). Tanto il Comitato Etico c'è solo in Rai. Come la censura.

Carlo RossellaCarlo Rossella

CARO, PRENDITI UNA VACANZA Igor Man seppellisce un altro mito e si dedica al ricordo di Mister Franz, l'ex direttore del Piper di Roma. Chiude così: "E qui, una volta ancora, il Vecchio Cronista ricorda che via Veneto non è terra di resurrezione. E' soltanto il titolo di un bel film che, come tutte le pellicole, si conclude con una parola che non fa sconti: FINE" (Stampa, p.28). Noi invece vogliamo bene al Vecchio Cronista che scrive di sé in terza persona e gli facciamo sconti. Sulle crociere.

 

 
[17-04-2009]