L'"ANNOMILLE" DEL SANTORISSIMO: 7 (SETTE) MILIONI 338 MILA TELE-ARRAPATI (28. 92%) - TIVU' SENZA TABU': TIRA PIU' UN PELO DI PUTTANA CHE MILLE FIORELLO - ALTRO BUM BUM ! IL "PROCESSO" DI BRU-NEO VESPA AD "ANNOZERO": 1.987.000, 27,45% - 'AMORALE' DELLA FAVOLA: IN PRIMA SERATA UN PROGRAMMA SU UNA ZOCCOLA, CON REGISTRATORE NELLA FICA. IN SECONDA UN PROGRAMMA SU UN PROGRAMMA SU UNA PROSTITUTA DA DUEMILA EURO A BOTTA. IL VERBO DI PATRIZIA D’ADDARIO È ARRIVATO A TUTTA LA NAZIONE, UN PO’ COME QUELLO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA IL 31 DICEMBRE, A CAZZI UNIFICATI. TUTTI COSTRETTI AD ASCOLTARE UNA RICATTATRICE, PER AMOR DI PATRIA
1 - D'ADDARIO IN TV: IL PREMIER SAPEVA CHE ERO UNA ESCORT
Fabio Martini per La Stampa
D'addario - Anno Zero
Alle 21,05 si accendono gli spot sullo studio di «Annozero», entra Michele Santoro, esordisce con il consueto fervorino, invita il pubblico «a non rumoreggiare», dopodiché - in prima serata - va in onda l'ennesimo «miracolo italiano»: dopo mesi di oscuramento sulle reti Rai, due escort - la Falcone e la Montereale - sulla televisione pubblica raccontano le loro serate nella casa del presidente del Consiglio. E alle 22,15 il clou: in collegamento da Bari - in diretta tv - ecco Patrizia D'Addario, la prostituta d'alto bordo che nei mesi scorsi ha raccontato ai magistrati di aver trascorso una notte con Silvio Berlusconi.
D'addario - Anno Zero
E dopo interviste rilasciate a tv e giornali di tutto il mondo, la D'Addario ha raccontato anche in Rai la sua versione, ha ricordato un «presidente molto affettuoso», ha evocato «un harem» attorno a Berlusconi, ha spiegato che nella famosa notte si era portata un registratore perché in passato era stata vittima di «una violenza». Verso la fine Santoro domanda: signora D'Addario, Berlusconi sapeva che lei era una escort? Risposta: «Certo che lo sapeva».
A dispetto di vari tentativi di far saltare la trasmissione di Santoro, l'affaire-escort è dunque approdato in grande stile sugli schermi della televisione pubblica «Annozero». Una trasmissione preceduta da ore di polemiche feroci, tanto è vero che per qualche ora è sembrato che «Annozero» potesse saltare.
D'addario - Anno Zero
O per un veto aziendale circa la partecipazione alla trasmissione della prostituta; o per la successiva, possibile «ritorsione» di Santoro che a quel punto avrebbe potuto decidere di annullare la puntata. Ma l'auto-cancellazione della trasmissione avrebbe moltiplicato la grancassa sulla D'Addario e in casa Rai si è preferito soprassedere.
La bollente giornata era iniziata con la notizia di un incontro tra il premier e Maurizio Belpietro, il direttore di «Libero» che era uno degli invitati alla trasmissione. Uscendo da Palazzo Grazioli il direttore si faceva, in qualche modo, portavoce del premier: «Era un incontro programmato da tempo e, parlando di varie cose, Berlusconi mi ha detto di essere indignato, perché ritiene che non sia compito del servizio pubblico fare simili trasmissioni. E io gli ho detto che non si dovesse fermare la trasmissione».
D'addario - Anno Zero
A fine mattinata però il legale di Gianpaolo Tarantini notificava alla Rai una diffida, chiedendo che si bloccasse la trasmissione con la D'Addario.
Alle sette della sera l'Ufficio legale della Rai comunicava il proprio parere, contrario alla partecipazione della escort e nel quale si spiegavano le possibili conseguenze legali che la presenza della prostituta avrebbe potuto avere sui responsabili della trasmissione. Un parere di 8 pagine nel quale si richiamava «il codice etico aziendale e la carta dei diritti e dei doveri degli operatori del servizio pubblico».
Il parere veniva notificato a Santoro, accompagnato da una lettera del direttore della ReteDue Massimo Liofredi. Ma Santoro faceva sapere alle agenzie di stampa: «Si poteva pensare a una direttiva e invece in seguito mi è stato chiarito che si trattava di un parere e dunque io vado in onda». E così è stato. Con un titolo spiritoso: «No Gianpi, no party».
D'addario - Anno Zero
E con un'altra sorpresa, oltre alla D'Addario: l'intervista a Carl Bernstein, «mostro sacro» del giornalismo americano. Che ha avuto parole severe per Berlusconi: «L'atteggiamento del presidente italiano che prova a limitare l'informazione sulle sue vicende riporta allo stalinismo sovietico, non degno di una grande democrazia occidentale».
2 - E VESPA RIFÀ «ANNOZERO»: SANTORO IN ONDA ANCHE A «PORTA A PORTA»
Da Il Giornale
Appena il tempo di cambiare canale, restando ospiti di mamma Rai. Dal «due» all'«uno», dalla diretta alla replica. Dal crociato Santoro al moderato Vespa, dall'anfiteatro di «Annozero» al salotto buono di «Porta a porta». La protagonista è sempre lei: Patrizia D'Addario in arte Alessia, di professione escort. Sia chiaro: Patty la bionda ieri sera non ha detto nulla di nuovo, non ha aggiunto alcun elemento al gossip dell'anno. Non ha «dato un titolo», come si dice in gergo. Il titolo era lei.
100mo10 maurizio belpietro lap
La sua presenza annunciata e messa in dubbio fino all'ultimo minuto. Il suo abitino nero castigato, la chioma liscia e fluente, la voce quasi rotta dal pianto. Quel volpone di Bruno Vespa la notizia l'ha colta al volo: pronti via, e ha ritrasmesso pari pari i momenti clou della trasmissione appena terminata nel canale «vicino».
Berlusconi a _Porta a Porta_ con Vespa
Con buona pace dei soliti politici in poltrona, costretti ad affrontare l'inevitabile destino: discutere di Santoro, anche dopo aver rifiutato di partecipare al suo programma. Pochi minuti e irrompe il direttore di «Libero», Maurizio Belpietro: giusto il tempo di trasferirsi dallo studio di Santoro a quello di Vespa. Prima domanda, manco a farlo apposta: «Che impressione ti sei fatto di Annozero?».
Risultato: in prima serata un programma su una escort, in seconda un programma su un programma su una escort. Il verbo di Patrizia D'Addario è arrivato a tutta la nazione, un po' come quello del presidente della Repubblica il 31 dicembre, a reti unificate. Tutti costretti ad ascoltare Patrizia, per amor di patria.
3 - E A PORTA A PORTA VA IN ONDA
IL PROCESSO AD ANNOZERO
Curzio Maltese per la Repubblica
il problema per una volta non era Santoro. E nemmeno Travaglio. Il problema era lei, Patrizia D'Addario. Una che il presidente del Consiglio può portare a letto, ma un presentatore non può invitare in tv per farla parlare. Berlusconi era "profondamente indignato", perché "la tv pubblica non deve dare spazio a certi personaggi".
lttzzi10 norma rangeri luttazzi santoro
Vespa a Ponza da Chi
Al massimo, si può pensare di candidarli al Parlamento europeo, come lui aveva progettato di fare, prima di essere fermato da Veronica Lario. Sembra una canzone di Fabrizio De Andrè, questa storia della prostituta cercata di notte e ripudiata alla luce dei riflettori. Santoro non trova un politico di centrodestra disponibile a frequentare la stessa trasmissione inquinata da "quella là".
Eppure nessuno di loro s'è mai sentito in imbarazzo a presentarsi nelle liste elettorali accanto a Patrizia e le altre. Nessuno ha chiesto spiegazioni al capo. A fine impero, Berlusconi può fare quello che vuole, candidare chi gli pare per motivi più o meno confessabili. L'importante è che il cavallo o la cavalla nominati senatori non prendano la parola per raccontare come sono andati i fatti.
Prima di ieri, Patrizia D'Addario era stata intervistata da sei televisioni straniere. I filmati erano stati distribuiti in una trentina di paesi. La televisione italiana è arrivata per ultima e, com'è noto, fra mille difficoltà e minacce.
Monica Lewinsky e Bill Clinton
L'uomo che governa l'Italia ha dedicato gli ultimi giorni a escogitare ogni forma di pressione per impedire la presenza in video dell'escort barese. Ha smosso i vertici Rai e il ministro Scajola. A proposito del fatto che "esistono problemi più seri". Fallito l'ultimo e un po' grottesco tentativo di boicottaggio, un papiro di otto pagine con un parere legale catapultato dal direttore di Raidue a Santoro poco prima della messa in onda, Berlusconi è passato alla fase due, la controprogrammazione.
2 w carl bernstein bob woodward
Con Bruno Vespa e Maurizio Belpietro nel ruolo di avvocati difensori, come se non avesse abbastanza. Dopo essere stati convocati a palazzo dal premier nel pomeriggio, i due fidi giornalisti hanno dato vita ieri sera a un'incredibile puntata di Porta a Porta dedicata a smontare il programma appena andato in onda sull'altra rete Rai.
Simbolo dell'arlecchinesca trovata il direttore di Libero Belpietro, il quale, come il mitico Soleri, saltabeccava da una rete all'altra per servire il padrone. Per avere un'idea di come funzioni una democrazia, vale la pena di ricordare che nel 1999, mentre Bill Clinton era nel pieno del secondo mandato alla Casa Bianca, Monica Lewinski fu intervistata per due ore dalla Abc e vista da cento milioni di americani.
Senza che né Clinton né un solo esponente politico democratico si sognasse di protestare. Naturalmente la Lewinski fu invitata, come la D'Addario, da decine di televisioni straniere. Compresa la Rai, con il personale plauso di Agostino Saccà, buon amico del presidente del consiglio. Alla fine la celebre stagista della Casa Bianca aveva accettato di partecipare a Porta a Porta, ma rinunciò all'ultimo momento perché non aveva ottenuto di far togliere la parola "sexgate" dai titoli di testa.
carl bernstein bob woodward
Bruno Vespa, nel caso di Clinton, non aveva ancora scoperto il rispetto della privacy e il disgusto per il gossip esibito a piene mani ieri sera. La mancata presenza della Lewinski su Raiuno era costata ventimila euro alla tv di Stato. Clinton non l'aveva mai candidata a cariche pubbliche. Carl Bernstein da New York ha tutto il diritto di dirci che la nostra non è una democrazia ma "una specie di sistema sovietico".
LUCA TELESE CURZIO MALTESE - copyright Pizzi
Patrizia D'Addario ha avuto la sfortuna di andare a letto con il presidente del consiglio italiano e non con il presidente Usa, quindi non è stata pagata dalla Rai. È andata da Santoro gratis, dopo aver "sputtanato Berlusconi in mondovisione", per usare l'espressione di Belpietro. Ha raccontato la sua storia, la sua storia sbagliata e proibita nell'"harem del presidente". L'harem di venti ragazze che gli portava a palazzo l'amico e compagno di merende Giampi Tarantini.
Tutte vestite, truccate, pagate uguali, costrette poverine a vedere il filmato celebrativo, convocate dallo stesso sogno di una celebrità qualsiasi ottenuta in qualsiasi modo. Al di là della politica, delle inchieste, dello stesso caso Berlusconi, è come se le parole di Patrizia facessero cadere un sipario e mostrassero quello che c'è dietro l'Italia visibile e vista in questi decenni, dietro l'eterno spettacolo televisivo, dietro tutte le domeniche in, tutti i talk show, tutti i grandi fratelli di questi anni, la finta allegria, il falso successo. Un mondo di solitudine, di vuoto, d'infinito squallore.







