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LA BATTAGLIA IMPOSSIBILE DI BEHA: DICHIARARE GUERRA ALL’ICONA ROSSA BERLINGUER - "Sono stato censurato, estromesso DAL TG3" - Replica BIANCA Berlinguer: "Beha si sopravvaluta! Il fatto è che il collaboratore di un telegiornale, come di qualunque altro mezzo di informazione, non può decidere lui quando e come andare in onda, ma deve concordare i suoi interventi con la redazione"...

1 - BEHA DICHIARA GUERRA A BIANCA BERLINGUER
Emilia Costantini per Corriere della Sera

Ci risiamo. Oliviero Beha accusa: «Sono stato censurato, estromesso». Stavolta il dito è puntato contro Bianca Berlinguer, direttore del Tg3: «Non ci sarà più il mio commento della domenica sera - denuncia Beha a Radio 24 - dove analizzavo il rapporto tra calcio, società e il contorno di interessi economici. Un tipo di approfondimento che è normalmente "terra di nessuno"».

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Ma perché censurato? Risponde: «Ho parlato del calcio che non funziona, dello scandalo dei Mondiali, ho fatto le pulci al potere politico legato al calcio... Devo aver dato fastidio a qualcuno». In altri termini il giornalista, che ha al suo attivo una travagliata carriera di cause, adombra l'ipotesi che «qualcuno» abbia fatto pressioni sul direttore del Tg3 per toglierlo di mezzo.

Replica la Berlinguer: «Beha si sopravvaluta! Il fatto è che il collaboratore di un telegiornale, come di qualunque altro mezzo di informazione, non può decidere lui quando e come andare in onda, ma deve concordare i suoi interventi con la redazione».

Da due anni Beha, con i suoi approfondimenti sportivi, va in onda la domenica sera sul Tg3: «È stato grazie a un ordine di servizio, imposto dal giudice alla Rai nel 2008 - riprende Beha - con cui venivo reintegrato. Fino al maggio scorso è andato tutto liscio. I problemi sono sorti con i Mondiali di calcio.

OLIVIERO BEHAOLIVIERO BEHA

Ho chiesto alla Berlinguer se voleva un commento quotidiano. Mi ha risposto che voleva solo le partite dell'Italia e gli eventi più importanti. Poi le cose sono precipitate e, quando mi sono presentato la domenica per il mio consueto appuntamento, mi è stato detto "non sei previsto". Sono stato messo alla porta. Se questa non è censura! Caso strano - continua - giovedì scorso ero alla festa del Partito democratico a Pesaro e qualcuno mi ha detto "Sei sicuro di andare in onda domenica?". Era un avvertimento?».

La Berlinguer non ci sta: «La realtà è che Beha, una volta finito il campionato, pretendeva di venire in studio quando voleva lui e non quando chiamato dalla direzione. Si è più volte presentato senza preavviso e, quando gli è stato fatto notare, lui ha replicato dicendo che era lì per acquisire elementi per i suoi legali. Insomma, stava avviando un'altra causa».

Intanto, giungono le prime reazioni. A cominciare dal Comitato di redazione del Tg3, che fa quadrato intorno al direttore dichiarando in una nota: «Beha non ha mai segnalato all'organismo sindacale alcuna limitazione professionale, né chiesto tutela a riguardo». Mentre il consigliere d'amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo osserva: «Conosco la Berlinguer da anni e so che la parola censura non le appartiene. Credo che un direttore abbia diritto di decidere quando far intervenire un editorialista».

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E Giorgio Merlo (Pd), vice presidente Commissione vigilanza Rai, aggiunge: «Conoscendo la Berlinguer, posso affermare che la censura non fa parte della sua deontologia professionale». Conclude Beha: «Mi aspetto un chiarimento con l'azienda, per capire se devo tornare davanti al giudice per far valere i miei diritti».

2 - BERLINGUER: "IL RICATTO DEGLI AVVOCATI NON LO ACCETTO"
il Fatto Quotidiano

Bianca Berlinguer, 51 anni a dicembre, direttore del Tg3. Da ieri mattina, tra un intervento di Nino Rizzo Nervo "La censura è estranea alla sua cultura politica" e un intervento all'Ansa, è alle prese con il caso Beha. "Oliviero aveva un accordo con Di Bella, il precedente responsabile del Tg, per raccontare il calcio nell'edizione domenicale. Quando arrivò il momento dei Mondiali sudafricani, gli feci presente che anche per questioni di orario, non avremmo approfondito quotidianamente la parte sportiva e che, fatto salvo il cammino dell'Italia, la semifinale e la finale, il suo intervento non avrebbe avuto luogo tutte le sere".

Giorgio MerloGiorgio Merlo

Secondo Berlinguer, la genesi del dissidio ha origine lì: "A quel punto Beha ha iniziato a essere molto pressante, a presentarsi tutti i giorni: ‘Allora sono previsto o non sono previsto?'. ‘Sì, ma ti chiamo io. Non vieni quando decidi tu. A dare la linea, come accade in tutti i giornali e telegiornali del mondo è la direzione'". Da allora, a detta di Berlinguer, il deterioramento dei rapporti è stato inarrestabile: "Per ben due volte, Beha si è fatto trovare già seduto in studio, non essendo stato chiamato.

Quando il conduttore Giuliano Giubilei glielo ha fatto notare, lui ha risposto letteralmente: ‘Sono qui soltanto per acquisire elementi utili per il mio avvocato'". Una deriva che Berlinguer giudica inaccettabile: "A quel punto, visto anche il suo lunghissimo contenzioso con la Rai di cui nulla so, l'ho chiamato e senza filtri, gli ho detto quel che pensavo: ‘Se qui dobbiamo andare avanti con il ricatto degli avvocati, non faremo molta strada'.

GIULIANO GIUBILEIGIULIANO GIUBILEI

Inclinare la dialettica e la discussione sul piano legale per come io vedo la vita è intollerabile. Sabato scorso, per l'ennesima volta si è manifestato senza avvertire nessuno e incontrando i due vicedirettori ha ricevuto da loro il consiglio di contattarmi. Non l'ha fatto. Ieri mattina è andato a Radio 24 sostenendo di essere stato censurato".

Nulla di vero, secondo Bianca. "Glielo dico con una battuta: Beha si sopravvaluta. Nessuno e lui lo sa benissimo, ha mai chiesto di conoscere in anticipo il contenuto dei suoi interventi. Mai. Anche perché tra l'altro il suo commento a cavallo tra lo sport, l'economia e le dinamiche sociali, anche editorialmente al pubblico del Tg3 andava benissimo. Mi dispiace anche che la storia debba finire così, ma la conclusione è la conseguenza di una sua prepotente arroganza".

Nessuna conciliazione possibile quindi? "Sinceramente non so. Ma soprattutto per il suo comportamento. Quando dichiara di aver dato fastidio a qualcuno, è fuori strada". Se chiedi a Berlinguer se abbia ricevuto pressioni la risposta è netta: "Nessuno mi ha mai parlato di persona o fatto una telefonata per deprecare o apprezzare le opinioni di Beha".

 

 
[31-08-2010]