“BEN HOPKINS DEI PWR BTTM E’ UN PREDATORE SESSUALE”-  L’ACCUSA DI UNA MODELLA TRAVOLGE IL DUO QUEER POP PUNK DI NEW YORK, L’ETICHETTA BLOCCA L’USCITA DEL DISCO – DOPO AVER ARRUOLATO UN LEGALE, L’ALBUM E’ ORA DI NUOVO IN VENDITA ONLINE E IN STREAMING - VIDEO

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Alba Solaro per il Venerdì – la Repubblica

 

Era una bellissima mattina quella del 10 maggio scorso per i Pwr Bttm (si legge Power Bottom), sgargiante duo queer pop punk di New York che dopo un effervescente debutto (Ugly Cherries) si preparava al lancio del secondo album, Pageant.

 

Erano un bello spettacolo, Liv Bruce e Ben Hopkins, 24 e 25 anni, coi vestiti di paillettes presi all' usato, il make up allegro e approssimativo, le chitarre elettriche, i riff ben piazzati e l' esuberanza drag, quasi dei nipotini di Marc Bolan meno decadenti e più gender fluid.

 

Su tutte le testate commenti entusiasti per la musica (Noisey: «America' s next great rock band») e per il messaggio liberatorio, sui social i follower lievitavano, c' era un tour pronto a prendere il via. Il futuro sorrideva radioso.

 

L' uragano è partito qualche ora dopo, il battito d' ali di farfalla che l' ha scatenato è stato un post su un gruppo chiuso di Facebook che accusava Hopkins di essere un predatore sessuale. La cosa rimbalza via Twitter e Reddit e in diversi confermano la fama per le avance indesiderate.

PWR bttm ben hopkins PWR bttm ben hopkins

 

Spunta una foto estiva di sei anni prima con Hopkins in posa accanto a una svastica sulla sabbia, per cui si era già maldestramente scusato. Una ragazza di nome Jen, intervistata dal sito Jezebel, lo accusa di aver abusato di lei dopo uno show. I due cercano di difendersi ma è tardi. Si dissociano le band che avrebbero aperto il tour, poi alcuni turnisti; viene cancellato uno show di lancio; a fine giornata non c' è più neanche il tour. Con rapidità inquietante li scarica anche l' etichetta Polyvinyl Records ritirando dal mercato l' album.

 

Spariscono da YouTube i nuovi video (peccato per Answer My Text), vengono rimosse le canzoni dagli streaming. In poco più di 24 ore la «prossima grande rock band americana» non esisteva più.

 

Non si era mai visto nulla del genere nel rock. Lo sparuto partito innocentista che cercava di ricordare a tutti come le imputazioni non fossero provate, tirò fuori un precedente interessante. Nel 2014 una donna aveva accusato Conor Oberst, alias Bright Eyes, di averla violentata quando aveva 16 anni, dopo un concerto. Diversi siti femministi erano insorti, ma dopo sette mesi, e la minaccia di una causa, lei aveva ammesso di essersi inventata tutto.

In quel caso però non c' era stata la fucilazione sommaria toccata ai Pwr Bttm.

 

PAGEANT PWR BTTM PAGEANT PWR BTTM

E questo forse la dice lunga sul presente, e lancia scivolosissime domande. Se pure Hopkins fosse colpevole, è giusto togliere dalla circolazione la loro musica? Essere portabandiera della comunità queer è stata un' aggravante? (Fossero stati un duo heavy metal sarebbe successo tutto nello stesso modo?). Non esistono risposte facili.

 

Nel frattempo i Pwr Bttm hanno contattato un possibile manager e arruolato un avvocato, Jeffrey Koenig, che li sta aiutando a riprendersi i diritti degli album, ora di nuovo in vendita online e in streaming.

 

Riusciranno a rimettere insieme i cocci? Si vedrà. C' è da dire però che Pageant è davvero uno degli album rock più belli del 2017.

 

 

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