“SPADA NON DEVE CHIEDERE SCUSA A ME MA A OSTIA” – AL VIA IL PROCESSO PER L’AGGRESSIONE ALLA TROUPE DI "NEMO", PARLA IL GIORNALISTA PRESO A TESTATE, DANIELE PIERVINCENZI: "IN QUEL QUARTIERE ABBIAMO PERCEPITO IL METODO MAFIOSO" – IL COMUNE DI ROMA SI COSTITUISCE PARTE CIVILE

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EDOARDO IZZO per la Stampa

spada spada

 

E’ iniziato questa mattina il processo a carico di Roberto Spada e del suo complice Ruben Nelson Alvez del Puerto accusati di aver picchiato con l’aggravante della mafiosità i giornalisti del programma Rai «Nemo-Nessuno Escluso», Daniele Piervincenzi e Edoardo Anselmi. «Non ho nessun rancore nei confronti di Roberto Spada, credo invece che lui debba delle scuse a un quartiere che è abbandonato e che lui ha contribuito a impoverire, in cui le persone sono ostaggio», ha spiegato Piervincenzi prima di entrare nell’aula Occorsio del tribunale di Roma. «Noi lì abbiamo percepito il metodo mafioso, ci siamo stati parecchie settimane - ha spiegato ancora il giornalista - e ci siamo resi conto che lì c’è qualcosa che non va e si tratta di un sistema». 

 

roberto spada aggredisce l inviato di nemo 8 roberto spada aggredisce l inviato di nemo 8

Nel processo, iniziato questa mattina, si sono costituite parti civili il Comune di Roma, la Federazione nazionale della stampa e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, insieme con altre associazioni e istituzioni, tra cui Regione Lazio e Libera

 

I due imputati, collegati in videoconferenza: Spada dal carcere di Tolmezzo e Alvez del Puerto da Nuoro, non hanno dato disponibilità alle riprese delle telecamere presenti in aula.  

 

ROBERTO SPADA ROBERTO SPADA

Spada e del Puerto erano stati mandati a processo, con le accuse di di lesioni e violenza privata aggravate dal «metodo mafioso», dal gup Maria Paola Tomaselli sulla scorta delle indagini dei carabinieri del Gruppo Ostia del colonnello Pasqualino Toscani, coordinati dalla Dda di Roma. aveva chiesto, lo scorso 8 gennaio, il rinvio a giudizio per entrambi gli indagati accusati. 

 

Piervincenzi e Anselmi furono picchiati brutalmente lo scorso 7 novembre perché «facevano domande sui legami tra Spada e CasaPound». A questa domanda - era scritto nel decreto di fermo dell’aggiunto Michele Prestipino e del pm Giovanni Musarò - Spada aveva reagito «ostentando in maniera evidente e provocatoria una condotta idonea ad esercitare sui soggetti passivi quella particolare coartazione e quella conseguente intimidazione propria delle organizzazioni mafiose». Con lui era intervenuto anche del Puerto, considerato il guardaspalle dello stesso Spada, che secondo le testimonianze dei giornalisti «fu proprio lui a colpire per primo Anselmi», Spada, infatti, arrivò in un secondo momento.  

 

roberto spada roberto spada

Le esigenze cautelari si legge ancora nelle carte: «Sono le stesse sia per Roberto Spada sia per Alvez del Puerto». I due sono stati arrestati e ora si trovano nei carceri di massima sicurezza, Spada - difeso dall’avvocato Angelo Staniscia - in quello di Tolmezzo in provincia di Udine; mentre del Puerto - difeso dall’avvocato Luigi Tozzi - in quello di Nuoro.  

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