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LE CURIOSE ANALOGIE ICONOGRAFICHE TRA IL MASCELLONE E IL CAVALIERE DI ARCORE - 1922, BENITO ANNUNCIA IL FASCISMO. 2007, SILVIO ANNUNCIA IL PDL. IN PIEDI SU UN’AUTO - AMBEDUE SCODELLANO UN NARCISISMO TRABOCCANTE DI ‘strategia trans-sessuale’

berlusconi mussolini berlusconi mussolini

1 - SILVIO DUX
L'ottimo libro di Pasquale Chessa - "Dux - Benito Mussolini, una biografia per immagini" (Mondadori), un long-seller che ha già totalizzato 25 mila copie vendute - contiene delle chicche che si sposano perfettamente con il saggio che uscirà domani di Marco Belpoliti èer i tipi Guanda "Il corpo del capo", di cui abbiamo già messo in rete due articoli di Ceccarelli e Dino Messina.

Benito MussoliniBenito Mussolini

Ora sfogliando il volume di Chessa ci imbattiamo - a pag. 54 - in una immagine scattata nel settembre del '22 in cui il Mascellone è ripreso in piedi, ritto sul un'automobile scoperta, che saluta e passa in rassegna una sfilata di 30 mila fascisti. E il cervellino non può correre a quell'evento del 18 novembre 2007, in cui lanciò il Pdl, passato alla cronaca come "il discorso del predellino". Stessa situazione popolare, improvvisata in strada su un'auto; aggiungere anche il braccio teso.

Non è finita. Eccoci a pagina 318 e troviamo il Duce con i suoi al seguito in tenuta sportiva, pantaloncini maglietta e scarpette bianche, che rimanda alla famigerata fotografia scattata alle Bermuda in cui becca Berlusconi nella sua villona a fare footing con tutti i suoi "apostoli" boccheggianti al seguito: Letta, Dell'Utri, Galliani, Confalonieri, Bernasconi, tutti in completa divisa bianca.


IL CORPO DI SILVIO SENZA CENSURE
Francesco Borgonovo per "Libero"

BERLUSCA BENITO Benny per LiberoBERLUSCA BENITO Benny per Libero

Quella per Silvio è un'attrazione fatale, un'ossessione che avvince politici, giornalisti, intellettuali, uomini di spettacolo. La sinistra italiana si è (mal) coagulata attorno al comune denominatore dell'antiberlusconismo: l'astio per l'attuale premier è l'unico valore che tutte le anime progressiste in fondo condividono. Ogni parlamentare del Pd non può evitare di citare Berlusconi ogni volta che apre bocca. Lo stesso vale per i comici.

Da Daniele Luttazzi a Sabina Guzzanti, da Maurizio Crozza a Paolo Rossi, nessuno può fare a meno del leader del PdL per strappare consensi al pubblico altrimenti tiepido. E i giornalisti? Se Silvio non esistesse bisognerebbe inventarlo, onde scongiurare l'immediato fallimento di numerose testate. Per non parlare dell'editoria, che dall'avvento di Forza Italia non ha smesso di sfornare un libro via l'altro sull'uomo di Arcore, di volta in volta facendogli le pulci sul conto in banca, collezionandone le barzellette, immaginandone la morte o mettendone all'indice il (supposto) autoritarismo.

L'ultimo volume dedicato a Silvio, in ordine di tempo, sarà in vendita da domani ed è firmato da Marco Belpoliti, docente all'Università di Bergamo e collaboratore di vari giornali, fra i quali l'Espresso. Il libro si intitola Il corpo del capo (Guanda, pp. 154, euro 12) e tratta, a grandi linee, del rapporto di Silvio con la fotografia e - di conseguenza - con la rappresentazione del proprio corpo.

«Pur essendo un magnate televisivo», scrive Belpoliti, «un tycoon (...) Silvio Berlusconi manifesta una predilezione per la fotografia. Non è un caso. Per lui, come ha scritto Susan Sontag in un suo celebre libro, "collezionare fotografie è collezionare il mondo". E si tratta delle proprie».

Secondo lo scrittore, se si «passano in rassegna le immagini fotografiche "ufficiali" di Silvio Berlusconi (...) ci si rende immediatamente conto che c'è un'esagerata volontà di essere ritratto, di posare, di essere presente negli album di famiglia e nella storia. Un narcisismo traboccante, ma anche qualcosa d'altro. Quasi un istinto, a tratti persino diabolico, di pensarsi in rapporto allo spettatore di turno, d'indossare degli abiti-maschera adatti a chi lo guarda».

bERLUSCONI A PIAZZA SAN BABILA, MILANO, SUL PREDELLINO DELL'AUTObERLUSCONI A PIAZZA SAN BABILA, MILANO, SUL PREDELLINO DELL'AUTO

DEDICA APOCALITTICA
Il saggio - che si apre con una dedica apocalittica dell'autore «alle mie figlie, affinché, quando tutto questo sarà finito, ne resti memoria», neanche stesse scrivendo dell'Olocausto - prosegue con analisi sociologiche ed escursioni nell'estetica. Simmel, Kantorowicz, Baudrillard, Morin, Bauman, Pasolini: per svelare il corpo di Silvio, Belpoliti non risparmia nessun pensatore. E arriva a discutere di una «strategia trans-sessuale del Cavaliere» che rivelerebbe «la sua ambiguità».

Non manca, poi, il consueto paragone con il Duce: «Silvio Berlusconi sembra avere più di un punto in comune con Mussolini». Quali punti? «Prima di tutto, Berlusconi è il primo politico italiano, dalla fine della Seconda guerra mondiale, che ha curato la propria immagine con la stessa costanza e continuità di Mussolini». Inoltre, il premier avrebbe incaricato la sua «consulente d'immagine» Miti Simonetto di rastrellare le sue «immagini non ufficiali» in archivi pubblici e privati: «Un lavoro di scandaglio che ricorda da vicino le politiche dell'immagine dei solerti funzionari dell'Istituto Luce». Rastrellate o meno, le agenzie di stampa riportano comunque centinaia di immagini "non ufficiali", che ritraggono Silvio stanco, sudato o provato dalla fatica.

Insomma, niente di nuovo. Per trovare analisi simili a quelle di Belpoliti basta leggere un saggio di Marco Travaglio o un articolo firmato da un editorialista di Repubblica, compreso il bravo Filippo Ceccarelli che ha recensito Il corpo del capo e con la dimensione "fisica" e di costume della politica si misura spesso.

BERLUSCONI A PIAZZA SAN BABILA, MILANO, SUL PREDELLINO DELL'AUTOBERLUSCONI A PIAZZA SAN BABILA, MILANO, SUL PREDELLINO DELL'AUTO

Ciò che più attrae del libriccino edito da Guanda, in realtà, sono proprio le fotografie che ritraggono Berlusconi nelle pose più strane. Lo vediamo in veste di cantante negli anni '50, nei panni dell'imprenditore rampante con il plastico di Milano Tre a fine anni '70. Troviamo le immagini del primo fotografo, questo sì, "ufficiale" Evaristo Fusar: Silvio nel 1980 in giacca, cravatta e sigaretta come un duro di Hollywood o - a scelta - un magnate portoricano. Oppure, nello stesso anno, con smorfia, cappello e completo nero da gangster. Infine, le immagini degli ultimi tempi. Quella ormai celebre del premier che tutto soddisfatto fa il gesto delle corna al vertice dei ministri Ue a Caceres (2002), l'altra del Cavaliere a-a-bbronzatissimo con tanto di bandana (scatto di Davide Caglio, 2004).

A scorrerle una dopo l'altra, si capisce il perché della magnifica ossessione per Silvio. In un modo o nell'altro, non passa inosservato, conquista. Buca lo schermo e l'obiettivo: probabilmente è anche per questo che milioni di persone lo apprezzano e l'hanno votato.

L'attrazione fatale di intellettuali e giornalisti si compone pure di un altro elemento. Cioè la fissazione per la "censura" di Berlusconi. I vari Luttazzi, Santoro e Guzzanti l'hanno invocata a più riprese come un mantra e non sono i soli. Il Corriere della Sera, parlando ieri del libro di Belpoliti, insinuava che la sudditanza nei confronti del Cavaliere avesse spinto Einaudi a rifiutare il manoscritto. L'articolo di Dino Messina ha come titolo "Le foto che imbarazzano Einaudi". Il corpo del capo, infatti, è stato proposto in prima istanza alla casa editrice di Torino. Belpoliti, che dello Struzzo è consulente, racconta al Corriere di aver spiegato la sua idea al direttore editoriale Ernesto Franco, il quale gli avrebbe detto «che non poteva pubblicare un libro sul proprietario della casa editrice (l'Einaudi fa parte del gruppo Mondadori) senza aver letto il testo».

Silvio JoggingSilvio Jogging

Una richiesta più che legittima. A quel punto Belpoliti si è rivolto a Guanda. Ecco perché, ha spiegato l'autore, «il direttore editoriale di Einaudi non ha rifiutato il libro né ha operato una censura». Concetto molto chiaro, che Belpoliti ribadisce anche a Libero: «Non c'è stata nessuna censura. Io sono andato con una proposta e questa proposta secondo l'editore non funzionava».
Libero di scrivere

Anche la dichiarazione di Ernesto Franco al Corriere è chiara: Belpoliti è «libero di pubblicare dove vuole». Ma nonostante le affermazioni dello scrittore e del direttore editoriale, Dino Messina chiosa: «Libero. Come Franco Cordelli, che nel 2004 per il suo romanzo allegorico su Berlusconi, Il Duca di Mantova, dopo i silenzi dell'Einaudi, si rivolse a Rizzoli; o come Patrizia Valduga, che nel 2006 fece pubblicare da Garzanti gli Ultimi versi, la raccolta postuma delle poesie politiche scritte dal suo compagno Giovanni Raboni».

Mussolini in tenuta da tennista 26 luglio 1941Mussolini in tenuta da tennista 26 luglio 1941

Proprio Franco Cordelli, sul Corriere del 22 febbraio, scriveva: «Prima di tutto: perché Guanda e non Einaudi, del quale Belpoliti è consulente? Non sarà per l'argomento, Berlusconi, che di Einaudi è proprietario, e le sue trasformazioni nel tempo e nelle foto, di cui l'autore si fa acuto, integerrimo, glaciale commentatore?». Peccato che Berlusconi, il quale «di Einaudi è proprietario», "consenta" la pubblicazione di decine e decine di autori (dai Wu Ming a De Cataldo, per dire) che lo criticano pesantemente.

Ma non è il caso di insistere. Da chi è ossessionato non si può pretendere troppa lucidità. E non c'è ossessione più potente di quella per Silvio.

 
[25-02-2009]
DUX PASQUALE CHESSA COVERDUX PASQUALE CHESSA COVERbERLUSCONI A PIAZZA SAN BABILA, MILANO, SUL PREDELLINO DELL'AUTObERLUSCONI A PIAZZA SAN BABILA, MILANO, SUL PREDELLINO DELL'AUTObERLUSCONI A PIAZZA SAN BABILA, MILANO, SUL PREDELLINO DELL'AUTObERLUSCONI A PIAZZA SAN BABILA, MILANO, SUL PREDELLINO DELL'AUTObERLUSCONI A PIAZZA SAN BABILA, MILANO, SUL PREDELLINO DELL'AUTObERLUSCONI A PIAZZA SAN BABILA, MILANO, SUL PREDELLINO DELL'AUTO