MENTRE SI SOLLAZZANO CON GLI ZAVOLI A MERENDA I CONTI DELLA RAI SONO IN PANNE - CI SONO 110 MILIONI DA RECUPERARE: LA MAZZATA PEI MANCATI INTROITI PUBBBLICITARI - CAPPON abolisce la business class – GLI SPRECHI: RAI NEWS 24 E INTERNATIONAL
Francesco Specchia per "Libero"
Rispetto ad Alitalia i piloti svolazzano sui palinsesti, le hostess presentano programmi e i sindacati sono senz'altro più educati. Ma, per il resto, in tempo di crisi, la Rai è la prossima compagnia di bandiera in drammatica picchiata.
«Penso che sarà veramente difficile mantenere la previsione di una perdita di soli 25 milioni nel nostro bilancio 2008» ha rimarcato, l'altro giorno, il direttore generale Claudio Cappon, nell'aula sorda e grigia degli Arazzi di viale Mazzini, a margine del convegno "Politica e giornalismo nei telegiornali Rai" (telegiornali indicati come "i peggiori d'Europa" secondo l'Osservatorio di Pavia, ma questo è un altro discorso).
Dunque, Cappon rimarcava l'andazzo funereo della televisione di Stato. E confermava, contrito, la sua politica del machete: tagli decisi ai costi per circa 110 milioni di euro (secondo calcoli interni sarebbero una novantina in più) da togliere ai 3.258 milioni di budget previsto per il 2009. Questo ufficialmente. Perché, secondo le proiezioni, il buco sarà di 50 milioni per un debito consolidato di 200 milioni a fine dicembre, ma non sottilizziamo...
110 milioni da recuperare
La cifra di 110 milioni corrisponde a quasi tutti soldi persi, a causa, nell'ordine: a) del mancato riallineamento per l'inflazione del canone (15 milioni); b) dei mancati introiti pubblicitari (80 milioni); c) dei mancati ricavi commerciali (12 milioni circa). Non sarà difficile mantenere la previsione di perdita sulla tv di Stato, come dice Cappon. Sarà impossibile.
Specie se continua a mancare la governance; e il tira-e-molla sulla Commissione Vigilanza onestamente non aiuta. Cappon, che fino al 30 settembre scorso aveva, in effetti, sfiorato il pareggio di bilancio - anzi, era sulla strada del +2% - ora parla di «necessità di un progetto in termini di perimetro, risorse e missione».
Il che, tradotto dal burocratese, significa: "Aiutateci, siamo alla canna del gas, portateci soluzioni"; ma il calo della raccolta pubblicitaria della Sipra calcolata in 40-50 milioni di euro rende la situazione sempre più drammatica. I conti Rai sono un pozzo delle anime oscure, una voragine di san Patrizio. Diecimila dipendenti, tremila precari, un canone d'abbonamento più fisso d'una farfalla trafitta da uno spillone, programmi -nonostante tutto - sempre realizzati all'esterno. Tutto s'agita come in un dramma shakespeariano; e per beffa del destino tutto ciò accade mentre la Rai ha appena vinto il periodo di garanzia (42,7% contro il 39,3% Mediaset).
La falce di Cappon a colpi di circolari
Ecco perché Cappon continua, ad intervalli regolari, a convocare (sempre nella mitica "sala Arazzi") amministratori delegati, giornalisti, uscieri, boss di tutti i colori politici e di tutte le strutture, stratificati nei corridoi di viale Mazzini ad ere geologiche. E invita tutti a "tagliare", a colpi di circolari interne. Le circolari di Cappon sono come le cavallette bibliche. Tracimano, saltellano, invadono gli uffici e ne inquietano i destinatari. Le ultime, per esempio, sono datate 4 e 10 novembre.
Roba titolata "fatture relative alle spese alberghiere e somministrazione pasti nell'ambito delle spese di trasferta". E prevedono: il controllo ecumenico su tutte le trasferte (ed erano parecchie: solo alle elezioni Usa brillavano 40 cronisti, tipo Alì Babà e i 40 inviatoni, per 170mila euro di spesa, esclusi vitto e alloggio); le missioni extraeuropee da oggi autorizzate esclusivamente dalla direzione generale; i biglietti aerei acquistati soltanto attraverso agenzie convenzionate e mai più in business class.
Stefano ParisiStop ai furbetti delle fatturazioni
Per non parlare delle fatturazioni; ora nessuno può fregare neanche sulle mazzette dei giornali. Eppure ci si chiede com'è che non si è agito prima, e come il margine operativo che solo nel 2004 col bistrattato Cattaneo direttore toccava i 223 miliardi sia sceso, oggi, sotto i 28. Eppure qualcosa da tagliare c'era. Gli sprechi di Rainews24, con tutto il rispetto del bravo Mineo (110 giornalisti, 40 milioni di costo annuo per 3000 ascoltatori al giorno sul digitale e 90mila in chiaro su Raitre); i 35 milioni di Rai International per un patchwork, un miscuglio di programmi che destabilizzano gl'italiani all'estero; il misterioso magazzino di Rai Cinema con i suoi 2 miliardi di euro spesi in otto anni: giusto per fare degli esempi.
Il motivo per cui il tostissimo manager Stefano Parisi, ad di Fastweb ha respinto una possibile candidatura alla direzione generale Rai è stato proprio l'impossibilità di avere carta bianca sulla gestione; per lo stesso motivo giace nel limbo il fantomatico "piano Giovanni Minoli" di rinascita, che per il riassetto globale Rai prevedeva un taglio brutale degli esuberi e delle incompetenze (5000 unità, figurarsi). Rai di tutto di più, uno slogan fuori moda.
2 - In Rai c'è crisi, e Cappon
Gianluca Vacchio per Il Velino.it
In viale Mazzini si lavora alacremente al budget 2009 che verrà approvato a gennaio presumibilmente dal nuovo cda. E il direttore generale, Claudio Cappon, sta incontrando le strutture per capire dove e come produrre altri tagli (oltre a quelli già previsti nel piano industriale) per sanare l'improvvisa falla di bilancio aperta dalla crisi finanziaria. "Tagli per almeno 110 milioni di euro", ha premesso il dg intercettato in Viale Mazzini dai cronisti. "Un'operazione difficile, che necessita del coinvolgimento di tutte le strutture, ma non impossibile per chi gestisce tre miliardi di euro all'anno".
"Da Sipra, che a settembre era in linea con le aspettative, arriveranno 40-50 milioni in meno". La nebbia che si era improvvisamente addensata sulla raccolta pubblicitaria Rai non si è affatto diradata, dunque, ottobre ha confermato una contrazione delle entrate, è scomparsa la programmazione a medio lungo temine dei big spender e "non sappiamo ancora - ha allargato le braccia Cappon - cosa accadrà a dicembre. C'è poca visibilità. E quello che si vede non lascia certo sperare per il meglio... Dovevamo chiudere il 2008 con -25 milioni - ha ricordato Cappon - sarà davvero arduo mantenere quella previsione".
Alla pubblicità vanno aggiunti poi i mancati ricavi commerciali e quelli da canone. A proposito di canone. Dal sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, "nessuna risposta formale - ha chiosato Cappon in relazione a una lettera scritta di recente per allertare anche il Palazzo sulla crisi dei conti e per chiedere, tra le righe, almeno l'adeguamento dell'imposta all'inflazione -. Ma capisco che le emergenze sono tante".
Bisogna correre ai ripari, correggere la pericolosa rotta di bilancio, e nello stesso tempo non bisogna privare l'azienda di investimenti strategici per il futuro. La parola d'ordine è dunque razionalizzazione delle spese: sforbiciare e ottimizzare in tutte le direzioni. Un'austerity che riporterà le lancette dell'orologio di spesa di Viale Mazzini indietro al 2007. E che non toccherà il personale: difficile toccare una voce di bilancio che a settembre del 2008 non ha prodotto nessun aggravio sui conti rispetto all'anno precedente...
Un esempio dell'austerity che ha in mente Cappon? Lunedì 10 novembre ha preso carta e penna e ha scritto a tutti i direttori dell'azienda per la seconda volta in poche settimane. Questa volta all'oggetto della missiva: "Trasferte del personale". Un paio di cartelle per invitare tutti a contenere le trasferte entro l'esercizio finanziario 2009 "del 10 per cento nelle aree editoriali e produttive e al 20 per cento nelle aree di staff, sia in termini di numero, sia di totale giorni, nonché di impegno economico in raffronto con l'anno 2007". Cappon, inoltre, assegnerà nel 2009 "specifici budget vincolanti".
"Gli impatti economici che si stanno verificando a seguito della crisi finanziaria internazionale - ha premesso il dg nella missiva - impongono l'adozione di misure di contenimento dei costi, sia nel breve periodo che in termini strutturali. In tale contesto, e in particolare per quanto riguarda il tema in oggetto, si rende opportuno contenere allo stretto necessario le trasferte da effettuare nella fase conclusiva del corrente anno.
A seguire, dovranno essere adottate misure tali da conseguire al termine dell'esercizio finanziario 2009 una riduzione non inferiore al 10 per cento nelle aree editoriali e produttive e al 20 per cento nelle aree di staff, sia in termini di numero di trasferte, sia di totale giorni, nonché di impegno economico in raffronto con l'anno 2007". "Per l'esercizio 2009 - si legge ancora - verranno assegnati a ciascuna Direzione specifici budget vincolanti". Cappon, invita inoltre i suoi ad un uso "più estensivo di strumenti tecnologici quali ad esempio audio e videoconferenza".

In particolare - elenca la missiva - "le missioni extra-europee, con la relativa previsione di spesa, devono essere preventivamente autorizzate dalla Direzione Generale; l'acquisto di biglietteria aerea deve avvenire esclusivamente attraverso l'agenzia convenzionata; e sono temporaneamente sospese le prassi aziendali in ordine ai viaggi aerei in business class". Maggiore attenzione, poi, nella verifica di "note spese", non autorizzando rimborsi in caso di violazioni. Più rigore nell'utilizzo dei taxi, e nella dicitura delle relative ricevute. Nessuna distrazione, infine, su "auto sociali", "distinte carburante", e "prenotazioni alberghiere".







