MIMUN ATTACK! - UN LIBRO SUL TG1 CHE SCOPRE GLI ALTARINI DI quei giornalisti politicamente impegnati, da David Sassoli a Maria Teresa Busi, da Giulio Borrelli a Tiziana Ferrario, DA LILLYBOTOX GRUBER ("Mi è simpatica perché è una belva e non fa niente per nasconderlo") A FRANCESCO GIORGINO ("mi chiedo se ci sia un suo gesto privo di un calcolo") - MA LO SCOOP è SU LUCCI, LA JENA JENATA...
1 - MIMUN, UN LIBRO SUL TG1 CHE SCOPRE GLI ALTARINI DI BORRELLI E COMPAGNI
Marco Castoro per Italia Oggi
Sul Tg1 molto presto ne leggeremo delle belle. L'attuale direttore del Tg5, Clemente J. Mimun, sta trascorrendo le vacanze a Sabaudia rileggendo le bozze del suo libro che uscirà dopo l'estate. Mimun ripercorre con aneddoti e clamorosi retroscena i suoi 14 anni di Rai (prima al Tg2 e poi al Tg1). Ai suoi amici ha confessato che a fargli venire la voglia di scrivere è stata la lettura del libro di Giulio Borrelli. E al grido di «ora ve la dico io la verità» ha deciso di cominciare l'opera.
MIMUN BY SHIFANO
Quello di Borrelli, ex direttore Tg1 e ora corrispondente dagli States, è stato letto da Mimun come un libro politico con molte cattiverie gettate lì al volo, e non certo come avrebbe dovuto scriverlo un uomo di televisione come appunto Borrelli.
Quel prima c'era la Rai e poi sono arrivati gli occupanti non è proprio piaciuto a Mimun che ha preso carta e penna e di getto ha buttato giù i suoi ricordi di Saxa Rubra, dai capricci degli inviati di guerra, a cominciare da Lilli Gruber che voleva far togliere i mezzi (per la diretta) e la linea al Tg3 per realizzare la straordinaria del Tg1 su Bagdad.
FRANCESCO GIORGINO E FIDANZATA
Diversi capitoli sono dedicati a tutti quei giornalisti politicamente impegnati, da David Sassoli a Maria Teresa Busi, dallo stesso Giulio Borrelli a Tiziana Ferrario. Le pagine sono circa 200. Ovviamente non è stato dimenticato il capitolo dedicato a Francesco Giorgino, l'attuale caporedattore del politico che entrò in collisione con l'allora direttore Mimun in seguito a un'intervista, che fece molto rumore perché parlava di Silvio Berlusconi.
Nel libro Mimun racconta di tutte le telefonate di raccomandazioni che ricevette in favore di Giorgino, trasversali e logistiche. Del conduttore si parla anche a proposito delle assistenti universarie che lo circondavano in redazione. Molto divertente il racconto di quel giornalista anziano che non faveva più niente da anni e che Mimun cercò di reinserire invano nel meccanismo. «Non se ne parla proprio. Io ho lavorato con Zavoli e Biagi», diceva. Beh, un bel motivo in più per ricominciare. Ma tra un permesso sindacale e l'altro alla fine il giornalista, pur di non lavorare, accettò lo scivolo e lasciò la Rai.
Lilly Gruber
2 - 'GRUBER? UNA BELVA. GIORGINO LO TOLSI DAL TG SERALE'
Paolo Conti per Corriere della Sera
Clemente Mimun, anche lei scrive un libro di memorie...
«Per le memorie c'è tempo. Solo appunti che riordino per divertimento».
srg39 lilli gruber tirata a nuovo
Peschi un episodio. Ma che abbia il sapore della politica
«Una certa edizione del Tg1 delle 20. Preparo la scaletta a uso interno a metà pomeriggio. Mi chiama alle 17.30 un leader della sinistra, che non nomino perché ora conta poco: "Come mai la mia dichiarazione non appare nel Tg di stasera"? Alla Rai succede. Gente che riferisce ai partiti. Si arriva alle proteste anticipate a Tg ancora non trasmesso. Io rispondo: "Faccio finta di non aver mai ricevuto questa telefonata"».
A chi affiderà questo librino, diciamo, di appunti?
«Preferirei un piccolo editore. Vedo troppi storici Rai improvvisati che raccontano una loro non-verità. Per esempio Giulio Borrelli ha esagerato. Mi ha tirato in ballo perché sono stato in Rai poi in Mediaset per tornare in Rai... Dimentica che lui è arrivato da "l'Unità", più che organico al partito. Che poteva contare sulla protezione di Roberto Morrione, gran professionista che, lui sì, avrebbe meritato di dirigere il Tg1, ma anche militante Pci, poi Pds e Ds, infine Pd. Che alla direzione del Tg1 lo mise D'Alema. Mi dispiace di averlo trattato sempre con i guanti bianchi».
GIULIO BORRELLI
In quale occasione, Mimun?
«Da direttore conquistai personalmente un'intervista a Bush nel 2002. La passai a lui come corrispondente. Sono stato uno sciocco. Ora ha scritto quel libro perché è a un passo dalla pensione e poiché molti del tg1 hanno trovato posto in Parlamento. Si sarà detto: non si sa mai...».
Nel suo futuro libro di appunti chi citerà del Tg1?
«Per esempio Lilli Gruber. Indubbiamente brava. Mi è simpatica perché è una belva e non fa niente per nasconderlo. La portai io al Tg1. Mi chiamò al tempo della nomina di Bruno Vespa alla direzione. Non ci avevo mai preso nemmeno un caffè prima. A Vespa l'idea piacque. Lilli lo ricompensò dopo, capeggiando la rivolta al Tg1 contro di lui. Ricordo con divertimento, durante l'ultimo conflitto iracheno, cosa disse di colleghi e colleghe inviati, li massacrò. Con meno divertimento ricordo quando definì "resistenza" quella irachena e "mercenari" i poveri Quattrocchi e compagni. Protestarono tanti, anche da sinistra. Quando tornò da Baghdad trovò un mio mazzo di fiori, finì in diretta a "Domenica in" con standing ovation. Le chiesero: qual è stata la prima cosa che ha fatto? Rispose: riabbracciare mio marito. Però aveva trascorso con lui, che è un collega, tutto il periodo. Lilli ha l'istinto del giornalismo e insieme della scena».
DAVID SASSOLI MARIA PIA GARAVAGLIA
veltr10 vincenzo mollica
Però urge un ricordo positivo verso qualcuno, a questo punto.
«Vincenzo Mollica. Gli proposi prima una vicedirezione al Tg2 e poi al Tg1. Rifiutò sempre: "Ti prego, preferisco fare ciò che faccio". Unico in tutta la Rai. Scoprii che guadagnava una miseria rispetto ad altri colleghi. Lo nominai caporedattore. Comunque la Rai è piena di ottimi operatori, montatori, maestranze varie che lavorano senza guardare alla politica».
In quanto ai giornalisti, ce ne saranno di bravi...
«Penso ai molti che ho lanciato: Stefano Campagna, Valentina Bisti, Luigi Monfredi. Alla grande capacità di Claudio Fico. Ho avuto feeling professionale con Riccardo Colzi, ora tornato al Tg3 di Bianca Berlinguer. Gente che lavora. Non divi».
In quanto ai conduttori, accusati proprio di divismo?
«Se guardo Francesco Giorgino, mi chiedo se ci sia un suo gesto privo di un calcolo. Dirigevo il Tg2, lui era a Sanremo per un Dopofestival. Mi vide e mi salutò in diretta: ecco Mimun, un grande direttore, speriamo venga presto da noi... Mi vergognai per lui. Poi, quando ero al timone del Tg1, lui che era sempre stato di centrodestra, in un momento politicamente complicato, in un'intervista prese le distanze da Berlusconi e attaccò la mia gestione.
tel25 aida yespica enrico lucci
Non ebbi dubbi: io lo avevo portato all'edizione delle 20 e io di lì lo tolsi. Fui tormentato da decine di telefonate. Mi dicevano: è pentito, va perdonato. Dal cinema. Dai vertici aziendali. Dalle alte sfere del mondo della comunicazione del Vaticano. Parliamo di una persona che ha scritto un manuale di giornalismo e non ha messo in copertina una foto di McLuhan. Ma di se stesso».
tel24 aida yespica enrico lucci
Ci sarà un episodio non «politico», per finire...
«Ma sì. Al Tg2 chiedo l'elenco dei precari per assumerne uno bravo. Trovo il nome di Enrico Lucci, già bravissima Iena. Lo chiamo, lui viene. Gli propongo un'assunzione dicendogli: tu adesso hai la fama e un po' di soldi, ma chissà quanto dura, io ti posso garantire meno riflettori però un contratto a vita. Lui ci pensa un giorno e mi dice no, non se la sente di accettare poi mi chiede: "Clemente, per favore, facciamo che non sono mai venuto qui, altrimenti mi tolgono dall'elenco dei precari Rai...". Fantastico, sincero, autentico».







