IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - GRANDE ATTORE DEL TEATRO E DEL CINEMA FRANCESE, IRONICO, BRILLANTE, SIMPATICO, COI SUOI BAFFONI INCONFONDIBILI, JEAN ROCHEFORT, MORTO OGGI A 87 ANNI, HA ATTRAVERSATO TUTTO IL MONDO DELLO SPETTACOLO PASSANDO DA SET IMPORTANTI A COMMEDIE FRANCESI DI SUCCESSO

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Marco Giusti per Dagospia

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Grande attore del teatro e del cinema francese, ironico, brillante, estremamente simpatico,  coi suoi baffoni inconfondibili, Jean Rochefort, morto oggi a 87 anni, ha attraversato tutto il mondo dello spettacolo dal dopoguerra a oggi passando con la stessa grazia da set importanti con Claude Chabrol o Bertrand Tavernier o Patrice Leconte a commedie francese di successo dirette da Philippe De Broca o Yves Robert a pochade italiane dirette da Giorgio Capitani. Certo.

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Lo ricordiamo maggiormente come protagonista a fianco di Anna Galiena ne Il marito della parrucchiera di Leconte, ma è stato anche un grandioso Don Chisciotte per Terry Gilliam in un film maledetto che non verrà mai completato e che darà vita al documentario Lost in La Mancha, mentre il pubblico più stracult lo ricorda in action italiani curiosi come Dio, sei proprio un padreterno di Michele Lupo o nella commedia di Luigi Comencini con Laura Antonelli Mio Dio, come sono caduta in basso.

 

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Nato a Parigi nel 1930, Jean Rochefort studia recitazione al Consevatoir negli stessi anni di Jean-Paul Belmondo, Jean-Pierre Marielle, Claude Rich e Philippe Noiret, diventando loro buon amico per la vita. Al punto che alla grande festa per gli 80 anni di Belmondo a Cannes, Rochefort e Marielle non potevano mancare. Proprio con Belmondo fa il suo vero esordio al cinema, in Cartouche, bel cappa e spada diretto da Philippe De Broca, un regista che lo seguirà molto.

 

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Ma è ottimo anche nel noir, come dimostra Sinfonia per un massacro di Jacques Deray, e poi nella lunga serie popolare di Angelica, sotto la regia di Bernard Borderie, che verrà girato anche in Italia, secondo le logiche delle coproduzioni del tempo. Proprio grazie alle coproduzioni eccolo nel suo primo film italiano, Le belle famiglie, diretto da Ugo Gregoretti, a fianco di Annie Girardot. Philippe De Broca lo richiama nel divertente Non tirate il diavolo per la coda, ma gira fil più importanti per Claude Chabrol, che lo vuole per due bellissimi gialli degli anni ’70, Gli innocenti dalle mani sporche e Les Magiciens.

 

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Tavernier gli offre il ruolo per il quale ottiene il suo primo César in Che la festa cominci e lo richiamerà poi nel notevolissimo L’orologiaio di Saint-Paul, mentre Giorgio Capitani lo richiama in Italia per Odio le bionde a fianco di Enrico Montesano. I Vanzina lo vogliono tra i protagonisti de I miei primi quarant’anni, il film con Carol Alt nei panni, scarsi, di Marina Ripa di Meana. Ma Rochefort, proprio negli anni ’90, è diventato un attore molto richiesto e  di culto, anche più dei suoi colleghi. Eccolo in Prét-à-porter di Robert Altman, in Ridicule di Leconte. Lavora fino all’ultimo, ma non riesce a riprendere il suo ruolo nel nuovo Don Chisciotte di Terry Gilliam. Tre mogli, una è l’attrice Nicoel Garcia, cinque figli.

 

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