NON SOLO AL COCATO MORGAN, IL sindaco di Verona, signor Tosi, DOVREBBE NEGARE l´ArenA ANCHE A registi lirici omosessuali, tenori adulteri, soprano ninfomani, baritoni comunisti - LA SACRA FAMIGLIA ITALIANA SFONDATA DALLE RACCOMANDAZIONI (I TULLIANI CHE SONO DENTRO DI NOI) - Il problema, da sempre, è che Fini sa di tappo…
1 - LA SACRA FAMIGLIA ITALIANA SFONDATA DALLE RACCOMANDAZIONI (I TULLIANI CHE SONO DENTRO DI NOI)
Massimo Gramellini per La Stampa
Ieri al giornale ho ricevuto questa telefonata. Non l'ho registrata, ma vi prego di credermi: è vera.
«Buongiorno, dottore, vorrei che lei esprimesse l'indignazione di noi cittadini comuni per i politici senza senso dello Stato. Piazzano le amanti in televisione. Svendono al cognato l'appartamento del partito. Sistemano i figli nelle società a cui poi danno in appalto i soldi pubblici. Cosa si aspetta a cambiare la Costituzione? "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro". Ma non scherziamo!
TULLIANI
tullianiL'Italia è una Repubblica di famiglie fondata sulle raccomandazioni. Tengono tutti famiglia, questi politici. E in ogni famiglia c'è una moglie o una compagna che a sua volta è madre, figlia, sorella di qualcuno da piazzare. Come un trapano, ogni mattina lo ricorda al marito: hai chiamato?, hai sentito?, hai saputo? Perché le donne, se possibile, sono peggio degli uomini: per loro esiste solo la famiglia. Il resto - lo Stato, le comunità, le regole - sono impacci da estirpare nella lotta per la vita.
GIANCARLO TULLIANI
E il politico trapanato che fa? Abbozza, finché lei spara la bordata micidiale: "Allora vuol dire che non conti proprio niente...". L'onorevole maschio si sente ferito nell'orgoglio e fa la telefonata che doveva fare. Ma che non avrebbe mai dovuto fare, mi spiego? Eh, bisognerebbe che entrassimo in politica noi, dottore caro. Aria fresca, aria nuova... A proposito, secondo lei ci sono spazi al giornale per un collaboratore giovane? Ho un nipote che vorrebbe fare il giornalista... abbiamo un nipote... è mia moglie che mi dà il tormento, capisce...»
2 - IL PROBLEMA, DA SEMPRE, È CHE FINI SA DI TAPPO
Andrea Marcenaro per Il Foglio
Interrompo le immeritate vacanze per via di una faccenda scottante, da chiarire prima che sia troppo tardi. La questione è mal posta. Non è se l'Amor Nostro abbia commesso un errore con Fini, oppure no. Non è se Fini abbia dato una casa al cognato, o se sia stato prima forcaiolo, poi garantista, e quindi di nuovo forcaiolo, seppure col velo. Oppure fascista fino a cinquant'anni, salvo proclamare a cinquantuno che i fascisti (pardon, il fascismo) siano stati il male assoluto.
tosi PROFUMO x
TULLIANI FINI
O bipolarista convinto, salvo proporre il tripolarismo, presidenzialista accanito, salvo non volere il presidenzialismo, schierato contro i gay, salvo schierarsi a favore e contro l'immigrazione, comunque essa fosse, salvo difendere quella clandestina. Fossero queste, la questioni, tutte sarebbero risolvibili, perché questa alla fine è la politica. Ma non è lì, il problema. Il problema, da sempre, è che Fini sa di tappo.
2 - TOSI MORGANATICO
Michele Serra per La Repubblica
L´ostracismo del sindaco di Verona, signor Tosi, che ha negato l´Arena al «drogato» Morgan, andrebbe però coerentemente allargato, secondo le convinzioni morali del Tosi e dei suoi elettori, anche a molti altri casi: registi lirici notoriamente omosessuali, tenori adulteri, soprano ninfomani, baritoni comunisti, elefanti (quando tocca all´Aida) non autoctoni che rubano il posto alle bestie nostrane, tutta gente, elefanti compresi, che rovina le famiglie. Per non dire dei pericoli interni (i peggiori, perché non passano e vanno: abitano), tipo le ronde di rapati non cocainomani ma avvinazzati che pestano i capelloni per la strada (ha mai riflettuto, Tosi, sull´«esempio per i giovani» offerto dalla sua curva di stadio?).
Morgan
Altrimenti, se rimane solo Morgan a fare da capro espiatorio, significa che il moralismo one-shot del Tosi vale soltanto a far contenti i più sempliciotti tra i suoi elettori, quelli ai quali basta un boccone ogni tanto per quietare la smania di tranquillità e decoro. C´è tutta la vecchia intramontabile ipocrisia democristiana, in questi colpetti di scena dei leghisti che promettono repulisti radicali e rivoluzioni in punta di fucile, poi se la prendono con uno dei pochi artisti che lo fa e lo dice in mezzo ai mille colleghi che lo fanno ma non lo dicono.







