OBAMA’S LESSON: un vero uomo di potere non perde tempo a litigare con i comici, cartoon e conduttori televisivi – perché NESSUN CENNO A QUALCHE ALTRO “DIO INESISTENTE”, è PUBBLICITà? – UN KILLER PER IL FAN DI FALETTI…
1 - LA DEMOCRAZIA AMERICANA E "SOUTH PARK"
Michele Serra per "la Repubblica"
"South Park", il più feroce e sboccato cartone satirico americano, accoglie l´insediamento di Obama con una puntata speciale nella quale gli si dà del furbastro e del ladro. Nessuna reazione (ovviamente) dallo staff del presidente, nessuno scandalo in un Paese che considera la libertà di espressione un diritto così scontato da non meritare mezzo dibattito in proposito.
Inevitabile pensare all´isterismo impiccione dei nostri politici, al delirio quotidiano di dichiarazioni stizzite e censure verbali contro i programmi televisivi, alla oscena ingerenza nella vita mediatica di portavoce e caporali, alle puerili lamentele di un premier così mediocre da piagnucolare per "i comici che mi offendono", ai leaderini (di destra e di sinistra) così cafoni da autoinvitarsi nei dibattiti perché "questa volta tocca a me", alle truppe dei partiti che bivaccano in Rai come se fosse casa loro, senza nemmeno chiedere permesso quando arrivano e ringraziare quando (finalmente) se ne vanno fuori dalle scatole, con il loro ingombrante codazzo di suggeritori e guardaspalle.
Almeno in questo - e non è poco - la democrazia americana è qualche anno luce più forte e più adulta della nostra. In più, c´è da dire che un vero uomo di potere non perde tempo a litigare con i comici, con i cartoon e con i conduttori televisivi. Evidentemente, da noi, il potere è così fragile da lasciarsi scappare quasi ogni giorno i suoi "ahi!" quando una frase, una parola, una risata lo graffia.
2 - L'INESISTENZA DI BACCO E VENERE...
Alberto Arbasino per "la Stampa"
Perché il discusso slogan «Dio non esiste» appare sui bus soltanto in italiano? Perché nessun cenno a qualche altro Dio inesistente o morto anche nelle altre religioni, in un Paese multietnico e multiculturale e cosmopolita come il nostro? Trattasi di provincialismo piccino picciò? Siamo a forme di discriminazione ormai poco accettabili? Contestazioni teologiche e filosofiche d'antico stampo? (Ma allora, che ne sarebbe dell'inesistenza di Bacco e Venere o altri dèi classici sempre in giro?). Saranno moderne strategie sataniche, da parte di un Diavolo che una ne fa e molte le pensa? O una pubblicità per un nuovo prodotto, che sarà rivelato nel lancio successivo?
barack obama
3 - FALETTI, MANDI UN KILLER AL SUO FAN!
Riccardo Chiabergie per "Il Domenicale" del "Sole 24 Ore"
Dai lettori (e dai fan) mi guardi Iddio. Travolto da un'irrefrenabile passione per quello che definisce «il suo idolo sin da tempi del mitico Drive In», Claudio Colucci ha dedicato a Giorgio Faletti una «biografia artistica e letteraria non autorizzata», pubblicata con solerzia da Aliberti editore: "Giorgio Faletti. Una vita di battute. Frasi, pensieri, aforismi". Sarà vero che non l'ha autorizzata? Dopo La Rochefoucauld, Cioran e le barzellette di Totti, poteva l'autore di "Io Uccido" farci mancare la summa del suo pensiero in pillole, per la modica cifra di 16 euro?
Eccone alcuni succulenti assaggi, tanto per mettervi sul gusto: «L'inconscio emerge sempre».«Una persona è portata a scrivere ciò che conosce e ama di più e spesso le due cose coincidono».«C'è grande differenza tra scrivere un libro e scrivere una canzone». Lampi di intelligenza che nemmeno Karl Kraus. E ancora: «Far ridere è la cosa più difficile del mondo» (infatti, in novanta pagine di battute, il nostro labbro superiore si è increspato sì e no un paio di volte). E poi ci sono i giudizi degli altri, tutti naturalmente encomiastici, da Ranieri Polese a Jeffery Deaver («larger than life, uno che diventerà leggenda») a Giorgio Panariello.
Giorgio Faletti
Il più freddo e obiettivo, com'era logico attendersi, è Alessandro Dalai, l'editore che pubblica tutti i suoi libri: «Faletti? Una forza della natura!». Biografia non autorizzata, precisa l'autore. Avremmo preferito che fosse repressa sul nascere. Non poteva mandare uno dei suoi serial killer, l'ottimo Giorgio, e mandare quel fan affan...prima che facesse danni? «L'altra faccia del successo letterario è il fatto che per il secondo libro uno scrittore ha al massimo un anno e mezzo di tempo, mentre per il primo il tempo era illimitato», ci illumina Faletti in uno dei suoi aforismi. Ma chi l'ha detto? Se la prenda comoda, la prossima volta. E soprattutto, tenga a freno l'ardore dei suoi fan.





