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PARENTE SERPENTE - LO SCRITTORE MASSIMILIANO PARENTE SI SCAGLIA CONTRO BUSI: "Caro Dago, posso sapere quando finirà questa sfilata di paraculi opportunisti che fanno la passerella sulla Mondadori? E’ arrivato Aldo Busi, mancava solo lui, se ne esce fuori così pubblicamente tonitruante solo adesso, quando la Mondadori è di Berlusconi da vent’anni - leccare il culo ai dirigenti di Segrate"....

Lettera di Massimiliano Parente a Dagospia

Caro Dago, posso sapere quando finirà questa sfilata di paraculi opportunisti che fanno la passerella sulla Mondadori? E' arrivato Aldo Busi, mancava solo lui, se ne esce fuori così pubblicamente tonitruante solo adesso, quando la Mondadori è di Berlusconi da vent'anni, e se anche lo avesse fatto prima, qui e là, cambia poco.

cuc19 aldo busicuc19 aldo busi

Lo scrivere o il parlare male di Berlusconi non è mai stato un problema alla Mondadori e fuori dalla Mondadori, lo fanno tutti, più sei antiberlusconiano meglio è, e non c'è bisogno dei romanzi di Busi, se è per questo basta un thrillerino di Giuseppe Genna per attribuire a Berlusconi ogni strage di Stato senza che nessuno a Segrate abbia obiettato nulla.

Palazzo_MondadoriPalazzo_Mondadori

Il refrain di tutti questi conformisti delle parole in libertà e della libertà a parole, da Busi a Scalfari all'ultimo arrivato Moresco, è invece un altro: leccare il culo ai dirigenti di Segrate, e dunque grazie al teologo Mancuso abbiamo visti santificati tutti i quadri dirigenziali del Gruppo, addirittura per Busi sono dei "geni" perfino Giannarturo Ferrari e Gabriella Ungarelli, ossia proprio i più commerciali, così come per Moresco, per il quale Berlusconi è il male assoluto, benché siano straordinari i direttori Riccardi e Franchini (quest'ultimo accusato da Busi di essere direttore di collana e scrittore, peccato che il povero Franchini i propri libri li pubblichi francamente con altri editori, a differenza di Elisabetta Sgarbi, che pubblica i propri libri invendibili con la Rcs perché nessun altro glieli pubblicherebbe).

massimiliano parentemassimiliano parente

Non si è letta insomma una sola critica verso un dirigente, nessun atto di censura, sono tutti liberi e felici e bravissimi e corrispondenza di amorosi sensi senza dissensi, anzi: i dirigenti di Segrate sono i migliori del mondo, dicono, e questo aggiunge un ulteriore paradosso, perché secondo Busi significherebbe "l'assolutismo" di Berlusconi.

VITO MANCUSOVITO MANCUSO

Sanno che il vero potere sono i dirigenti, di Berlusconi puoi scrivere quello che ti pare, infatti nessun caso di censura è noto, e tutti a dire di pubblicare per Mondadori senza mai essere stati censurati, e allora che cazzo vogliono?

Quanto al caso Saviano è semplicemente ridicolo: non è stata la Mondadori a censurare Saviano, ma Saviano a pretendere che la Mondadori censurasse una stronzata detta da Berlusconi, questo sì inaudito in qualsiasi altro paese o casa editrice. Vale a dire: quando fa comodo un conto è la Mondadori e un conto è Berlusconi, altre volte sono lo stesso conto, in generale il proprio conto corrente, e sempre rivendicando la propria integrità, la propria santità, la propria indipendenza, libertà, come se la propria libertà non fosse speculare al liberalismo di chi te la dà.

silvio e marina berlusconisilvio e marina berlusconi

La Mondadori, tra l'altro, bella pretesa di queste anime belle, dovrebbe schierarsi contro una legge del governo? E perché? Perché un gruppo di autori dovrebbe totalitaristicamente decidere per tutti gli altri autori Mondadori, anche con chi la pensa diversamente? Perché la Mondadori avrebbe dovuto schierarsi? Perché non gliel'hanno chiesto ai tempi del DDL Mastella, appena due anni fa?

Se la Mondadori si fosse espressa contro la legge per le intercettazioni, per quella del governo Berlusconi, o per quella del governo Prodi (sulla quale nessuno ha sollevato questioni né è sceso in piazza) non avrebbe mancato di rispetto a chi, degli autori mondadoriani, era magari d'accordo con la suddetta legge? O esiste un pensiero unico? E inoltre quando mai la Mondadori, una casa editrice, ha preso posizione sulle leggi varate dai vari governi?

EUGENIO SCALFARI ROBERTO SAVIANOEUGENIO SCALFARI ROBERTO SAVIANO

Se la Mondadori è consustanziale a Berlusconi e Berlusconi è il simbolo della corruzione, del fascismo, della mafia, di quello che vogliono, avrebbero dovuto, gli autori della Mondadori, dissociarsi da tempo. Se non lo è non vedo perché una casa editrice debba prendere posizioni politiche che invece sono liberi di esprimere i suoi autori, come fanno Saviano e Scalfari su Repubblica o Concita De Gregorio su L'Unità e tanti altri ovunque scrivano.

Elisabetta SgarbiElisabetta Sgarbi

Non ci sono altri editori? Ma che altra stronzata paracula azzeccagarbugli è? Io per esempio, che ho un contratto per i miei scritti in esclusiva con il Giornale e non sono né berlusconiano né antiberlusconiano (reato gravissimo per uno scrittore), tuttavia sono stato accolto e respinto dalla Mondadori perché parlavo male di Saviano, mi è stato detto senza mezzi termini, nonché cacciato dalla Bompiani perché non ho accettato di porre la mia firma su un articolo di Vittorio Sgarbi e per aver scritto che i libri di Scurati mi fanno schifo (mi si voleva far firmare un foglio dove mi impegnavo a lasciar stare Scurati), e me ne sono semplicemente andato senza storie alla Newton Compton, puntualissima nei pagamenti quanto la Mondadori e senza che mi mettesse alcun tipo di paletto intorno o nel culo, posso scrivere male o bene di chi mi pare e senza troppe storie.

VITTORIO SGARBIVITTORIO SGARBI

La questione alla fine è semplice: se il governo di Berlusconi è il regime, se credono che ci sia il fascismo, come scrivono ogni giorno, non si pubblica per Mondadori per nessuna ragione al mondo né, tantomeno, si prendono i ricchi emolumenti di Mediaset, altra faccia della stessa medaglia.

SCURATISCURATI

Se c'è un regime e è a rischio la cultura in Italia non si va a sgambettare dalla De Filippi, non si va a fare gli opinionisti di qualsiasi reality. Se Berlusconi è la mafia, come credono, anche le case e i conti in banca di Aldo Busi o Barbara Alberti sono costruiti con i soldi mafia, quindi se ne sarebbero dovuti andare da tempo, se non affanculo, dove li manderei adesso, almeno da qualche altro editore secondo loro immacolato e esterno al regime in cui credono di vivere.

BARBARA ALBERTIBARBARA ALBERTI

Se la giustificazione, l'alibi, la foglia di fico di questi fichetti ipocriti, è la qualità delle persone, ciò sarà anche un merito della proprietà, altro che "assolutismo". Io scrivo per Vittorio Feltri quello che mi pare e la mia libertà è speculare al liberalismo di Feltri nei miei confronti, mentre le opinioni di Paolo Berlusconi non mi riguarderebbero mai.

Se poi tutta la questione si riduce al pubblicare per Mondadori per la puntualità dei pagamenti moralmente vale poco e anzi vale il contrario, begli stronzi e opportunisti, sono dei venduti loro, e non oso pensare cosa avrebbero fatto i suddetti apocalittici integrati negli anni Trenta, quando c'era molta meno libertà di scelta, se oggi non riescono a scegliere altrimenti che i propri interessi riempiendosi la bocca, ormai indistinguibile dal buco culo, sui conflitti di interessi altrui, indistinguibili dai propri interessi senza vero conflitto.

PAOLO BERLUSCONIPAOLO BERLUSCONI

Detto questo, poiché non sono un autore Mondadori e il mio pensiero qui espresso è disinteressato, se Marina Berlusconi vuole farmi un bonifico di gratitudine lo accetto senza problemi. Saluti,

 

 
[02-09-2010]