A cura di Minimo Riserbo e Falbalà
1 - CHAPEAU!
Del "cattolico in politica" Giovanardi è inutile parlare, invece c'è una ragazza che merita ogni rispetto e stima. Si chiama Ilaria ed è la sorella di Stefano Cucchi. Anche ieri è stata capace di dire: "Sento che avrò giustizia e che la verità è vicina". Ce la meritiamo una concittadina (e una cristiana) così?
Stefano Cucchi
2 - CAMORRISTA SARA' LEI...
Una giustizia talmente lenta da sembrare a orologeria ha battuto ieri il più annunciato dei colpi: la richiesta di arresto per Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia sospettato di aiutare la camorra. Su Repubblica, Conchita Sannino ci racconta splendidamente "La partita finale di O' Mericano".
Sabato scherzava ancora con i cronisti: "Quante ore di libertà mi date?". Lanciatissimo nella campagna elettorale per le regionali campane, dopo ogni comizio "una lunga fila di notabili a stringergli la mano e a promettergli appoggio" (Repubblica, p.2-3). E' questa la maggioranza silenziosa della Campania, piaccia o meno. E non solo della Campania, diciamolo.
3 - AVVISI AI NAVIGATI...
"Giustizia, Fini e Berlusconi ancora lontani. Alta tensione sulla bozza tra i due leader Pdl. C'è accordo sul limite alla durata ma non sulla prescrizione breve". Ugo Magri, penna di rara affidabilità, fa il punto sull'ennesimo magheggio di governo per pasticciare i processi a carico del CaiNano (Stampa, p.9).
Un grande Massimo Fini, sulla prima pagina del Cetriolo Quotidiano, spiega con parole semplici la posta in gioco sulla giustizia e chiude con una proposta assai sensata: norma ad personam per Silvio e i suoi cari, purchè non venga sfasciata ulteriormente la giustizia. Il titolo avrebbe potuto essere "Salvarne uno per punirne cento".
Nicola cosentino
Intanto gioca pesante Guido Berto-liso: "Stufo per le inchieste di Bari e Napoli, è pronto a lasciare". E il Giornale brucia anche il nome del suo possibile successore: Gianni De Gennaro, icona della sinistra in divisa, ma anche dei finiani (p.5). Battaglia da seguire con attenzione perché avrà riflessi sulla tenuta del governo.
4 - IL FISCO ALL'INCONTRARIO...
Dagospia traccia il solco, ma solo Feltruskaider lo difende. "I privilegiati del rimborso. Il Fisco restituisce a Fiat 500 milioni di euro". Nicola Porro, il vicedirettore del Giornale che un tempo attaccava le banche e ora meno, ritrova la penna dei giorni migliori e affetta i furbetti del Lingottino (p.1). Domani Porro si esercita sulle 64 holding off-shore del suo Augusto Padrone.
mfn23 massimo finiSi esercita invece con un cliente ancor più scivoloso il CQ (p.9), che racconta "Il mistero Eni" e dà conto di un'interrogazione del Pd, ansioso di sapere perché il colosso di Paoletto Scaroni "paga così poche tasse in Italia". Forse perché si tratta di una multinazionale?
5 - MORI-RAI CON DOLORE...
Mentre anche ieri Minzolinho ha fatto ciò per cui lo pagano al Tg1, il Piddì e il sinistrume avariato è in armi per la lottizzazione auto-inculante di RaiTre. Un grande Giampaolo Pansa spiega bene la faccenda su Libero (p.10). "In nome dei privilegi i baroni rossi votano diccì. I volti di punta di Rai Tre scatenati contro la decisione di non confermare Paolo Ruffini alla direzione. Sarà pure un ex dc, ma garantisce le loro carriere più dei compagni Minoli e Di Bella dati in arrivo".
6 - LA BELLA POLITICA...
"L'autunno caldo ormai è un ricordo". Cristiano Gatti intervista in stato catatonico un'allegra Mariastella Gelmini e le fa dire qualunque cosa sulla scuola e sul mondo, sul suo pancione e sul compagno che l'ha messa incinta secondo i canoni di Santa Romana Chiesa (Giornale, p. 19).
GUIDO BERTOLASO LELLA GOLFO - copyright Pizzi
Ma il Corriere, nelle pagine milanesi, le rovina tanta felicità esibita con il racconto del boom delle private a Milano: iscrizioni sestuplicate. E' la sussidiarietà, bellezza! Una libidine per le rette private, ma non necessariamente per il crocifisso.
7 - LA MICROPOLITICA...
"Pd, anche Vernetti va con Rutelli" (Corriere, p.11 e non P3, fare attenzione!).
8 - AMICA BANCA...
"Sperando che il buon giorno si veda dal mattino la settimana dei conti delle grandi banche..." Corriere in festa e Paola Pica in gran forma alla vigilia dei cda di Intesa e Unicredit, azionisti di riferimento di via Solferino. Memorabile per negazionismo anche il pezzullo sulla richiesta, da parte di ex azionisti esteri, di 2,2 miliardi a Unicredit per il crack Federconsorzi. Sparisce dalla titolazione il nome della banca di Arrogance Profumo e ci si fa in quattro per far notare che è una storia morta e sepolta (p.33, da ritagliare e utilizzare per i corsi di giornalismo)
9 - NON APRITE QUEL CAVEAU...
"Berna minaccia la lista nera. Una fonte rivela a MF-Milano Finanza che potrebbe iniziare un commercio di elenchi dei titolari di conti correnbti e portafgli-titoli. Intanto gli istituti ticinesi meditano di mandare a casa i lavoratori italiani" (p.1).
Gianni De Gennaro