PITT STOP! PERFINO BRAD FINISCE NEL CESTINO! – LA CRISI TRAVOLGE A HOLLYWOOD: LA SONY CANCELLA IL FILM FORTEMENTE VOLUTO DALLO SCHIAVO DI ANGELINA JOLIE – 58 MLN $ SONO UN RISCHIO TROPPO ALTO – IL BOTTEGHino TIENE, RISTAGNANO DVD E FINANZA…
Marco Valsania per "Il Sole 24 Ore"
brad pitt E angelina jolie
Anche Brad Pitt e la Sony si inchinano alla crisi. Nel clima di recessione, le stelle di Hollywood e le grandi case cinematografiche non sono immuni alle ragioni del risparmio. E la vittima eccellente questa volta è stato "Moneyball", un lungometraggio sul baseball che avrebbe visto protagonista Pitt, attore dal sicuro richiamo al botteghino: a soli pochi giorni dall'inizio delle riprese, le cineprese sono state improvvisamente spente e i set oscurati.
Perché? Perché, hanno confessato fonti vicine al film, costava troppo e rischiava di provocare perdite. Nonostante il regista, Steven Soderbergh, vantasse a sua volta una solida reputazione. E nonostante Sony avesse ormai investito nei preparativi, dalla sceneggiatura alla ricerca dei luoghi per le riprese in esterno, almeno dieci milioni di dollari.
Gli incassi cinematografici al botteghino non hanno deluso in tempi di difficoltà economiche. Ma non basta più: le spirali dei costi e la stagnazione di mercati cruciali quali i Dvd riducono il potenziale delle entrate. Mentre si è inaridito il flusso di capitali in anni recenti assicurato dall'alta finanza. Ed è aumentata spasmodicamente l'attenzione al contributo che gli Studios possono offrire ai bilanci sotto assedio delle grandi aziende multimediali che li controllano. Abbastanza per gelare progetti dall'esito incerto.
Logo "Sony"
Nel caso del film voluto da Pitt - tratto da un libro di Michael Lewis su Billy Beane, leggendario manager della squadra degli Oakland Athletics - Sony avrebbe ritenuto che la piega del film era troppo "artistica", rivolto a una audience troppo selezionata, per assicurare adeguate performance finanziarie.
Beane riuscì a trasformare una squadra perdente in una compagine di successo grazie al ricorso a formule matematiche per valutare l'efficacia dei giocatori. La formula utilizzata da Sony, invece, ha portato alla decisione di rinunciare a "Moneyball". L'intero budget del film era di 57 milioni e a rischio di lievitare ulteriormente dopo cambiamenti chiesti da Soderbergh.
Steven Soderbergh
Sarebbe stato il colpo di grazia: gli incassi medi dei film sul baseball, infatti, sono stimati in 25,3 milioni di dollari. Con soltanto un lungometraggio capace di superare i cento milioni negli Stati Uniti e in Canada, "A Laegue of our own" con Tom Hanks nel 1992 costato 40 milioni.
La porta sbattuta in faccia a Pitt è l'esempio più visibile dei nuovi tempi austeri che corrono a Hollywood. Già dal finire del 2008 i programmi di produzione degli Studios hanno cominciato a essere sfoltiti e l'uscita di film ritardata. Adesso soprattutto il lancio di film con ambizioni di riconoscimento critico ma non di botteghino, in particolare, potrebbe diventare sempre più arduo: di recente i colossi hollywoodiani hanno anche chiuso o ridimensionato numerose divisioni specializzate in film d'arte.
I giri di vite sono tuttavia generalizzati: Sony Pictures ha licenziato 7mila dipendenti, il 3,5% del totale. Warner Bros. di Time Warner, Paramount di Viacom e Lions Gate hanno a loro volta annunciato ripetute sforbiciate all'attività negli ultimi mesi. La Weinstein Company, tra le poche piccole case indipendenti sopravvissute, è impegnata a ristrutturare il debito e le voci su una sua caduta si susseguono.
Dall'inizio dell'anno, nella graduatoria degli incassi nordamericani, Sony è al momento la quinta casa di Hollywood, con 587,4 milioni. Time Warner è in testa alla classifica con oltre 896 milioni. E ogni dollaro conta nella corsa contro la crisi, con buona pace di Brad Pitt.







